Melissa Morbis alle redini e che dire? L’equipaggio più giovane! Complimenti!

 

Travagliato Cavalli – Un evento equestre al passo con i tempi …

Al titolo di apertura è doveroso aggiungere: … e a misura d’uomo. L’ultima grande manifestazione che ci siamo lasciati alle spalle (Fieracavalli Verona) ha lasciato un po’ tutti con l’amaro in bocca e a distanza di tempo e senza fare paragoni perché fuori luogo, eccoci a Travagliato Cavalli, seconda Fiera dedicata al cavallo in ordine di importanza che sta crescendo come numeri ma anche qualitativamente. C’era da aspettarselo perché la presenza sul “ponte di comando” di un autentico “mito” come Riccardo Di Giovanni ed il suo staff, non dava adito ad alcun dubbio. Gli spazi espositivi collocati all’interno di un parco e favoriti dalla bella stagione, hanno permesso al numeroso pubblico di curiosare e ammirare attraverso i tanti stand una moltitudine di prodotti e servizi sempre di grande utilità. Nostro dovere (e fonte di salvezza) comunicare le novità che più ci hanno colpito e, senza esagerare, diremo: ordine e pulizia. Gli addetti al servizio hanno mantenuto una pulizia assoluta in tutti gli spazi espositivi e da segnalare anche il comportamento educato e rispettoso della popolazione canina a passeggio e dei relativi proprietari. La problematica del transito di cavalli e carrozze all’interno della fiera è stata risolta brillantemente grazie ai numerosi ring per le esibizioni che incanalavano direttamente tutto il traffico equino all’interno dei recinti, senza possibilità alcuna di transito attraverso i sentieri colmi di stand espositivi gremiti di visitatori.

 

L’onnipresente Riccardo Di Giovanni ha personalmente premiato tutti gli equipaggi presenti

 

Immancabile la presenza dello stand con le carrozze firmate BIANCHI. Un continuo alternarsi di visitatori, curiosi e clienti hanno affollato lo spazio espositivo a caccia di novità. Non solo carrozze sportive come da antica tradizione ma anche carrozze di nuova fabbricazione (repliche) adatte per matrimoni e cerimonie. Una serie limitata anche di carrozze usate e pure a chilometri zero con garanzia! La stagione è iniziata e non lasciamoci sfuggire le buone occasioni: con Angelo Bianchi vale ancora l’antica regola della “stretta di mano” da galantuomini.

 

Qualche scatto tra gli stand e nelle tre foto in alto Angelo Bianchi e il suo staff a conversare con i clienti

 

Lo Staff “Bianchi-Team” al completo!

Per info. bianchiteam@libero.it       www.lecarrozze-bianchi.it

 

 

 

Il bellissimo colpo d’occhio degli equipaggi in passerella sul campo in erba di Travagliato Cavalli

 

L’elegante “Gran Calèche” di Davide Bertoni

 

Venerdì 26 Aprile 2022 ore 10,30 Campo A

Giudici, Tecnici, Speaker, e Segreteria tutti ai propri posti perché “lo Spettacolo di Arte varia a Redini Lunghe va ad incominciare!“. E più precisamente diremo che inizia il Concorso per Attacchi di Tradizione “Città di Travagliato” organizzato dal Gruppo Italiano Attacchi – G.I.A. Anche in questo frangente da segnalare l’enorme sforzo organizzativo profuso dai due “pilastri” onnipresenti nelle persone del Presidente, Signora Emanuela Brumana e di Enzo Calvi in veste di Giudice Internazionale di Attacchi. Sforzo encomiabile, visto che solo pochi anni fa le carrozze si potevano esibire solo in una competizione di poche ore, mentre in questo 2024 alcune carrozze di servizio condotte da guidatori professionali hanno fatto provare l’emozione di un tour in carrozza a centinaia di persone nel giorno di apertura della Fiera (giovedì 25), hanno poi proseguito per tutto il giorno 26 con il Concorso di Tradizione, per concludere in bellezza sabato 27 e domenica 28 con lo “Sport Amatoriale Attacchi” che ha visto assegnare il Trofeo Attacchi “Città di Travagliato”. Non c’è che dire, i numeri parlano da soli: un miglioramento del 300%.

Tutto è pronto: oltre 13 equipaggi iscritti con qualche defezione ed il 90% costituito da carrozze originali d’epoca con oltre 100 anni di attività alle spalle, anzi … sulle ruote!

 

In alto a sin. Enzo Calvi con Danilo Burini e Battista Manenti, poi in senso orario: Elena Manenti, Emanuela Brumana ed i due Giudici, Ivo Fibioli ed Enzo Calvi

 

E il 10% di carrozze non originali? Chi sono e perché? E’ presto detto: una percentuale in crescita di appassionati e guidatori possiede più di una carrozza e solitamente nei mesi invernali i proprietari approfittano della brutta stagione per restaurare al meglio i propri “legni” i quali, non essendo pezzi da museo, imbalsamati all’interno di saloni eternamente disabitati, bensì utilizzati in Concorsi di Tradizione, necessitano di continue manutenzioni, le ruote in particolare. Qui arrivano i problemi, perché in tanti abbiamo seguito il cambio delle 4 gomme della Ferrari da corsa in 13 secondi mentre in pochi sanno come avviene il cambio ruota su calessi e carrozze. In Italia abbiamo attivi circa cinque restauratori sparsi per lo stivale italico e per una messa a punto di una ruota circolante di 90 cm di altezza con gommatura e filettatura si arriva anche a 700 euro, il tutto dopo aver pazientato per oltre 50 giorni. Se la ruota è nuova di fabbrica bisogna aggiungere altri 300 euro, sperando nella bravura e nella mano ferma del restauratore nel fare le filettature. Ecco la necessità per molti di acquistare una carrozza denominata: “replica”. Con questo termine si intendono dei modelli di carrozze copiati (replicati) abbastanza bene da quelli di 150 anni fa, ma costruiti in leghe di alluminio, con verniciature a spruzzo vetrificate, freni a disco, e documentazioni tecniche sul collaudo. Queste carrozze avranno poi bisogno di essere registrate in un apposito Albo e occorre richiedere la targa per poter circolare su strada. Ci riallacciamo al discorso iniziale dicendo che molti appassionati utilizzano a grande richiesta questa tipologia di carrozze in occasione di cerimonie, matrimoni ed eventi simili, e non possono permettersi una rottura od un contrattempo per colpa di una comitiva di tarli dispettosi che hanno pranzato e cenato con il mozzo della vecchia ruota! Abbiamo citato l’obbligo della targa da fissare sul lato esterno della carrozza ed ora arriviamo alla patente di guida e polizza di Assicurazione. Per questi ultimi due adempimenti burocratici restano in vigore le valide e precise regole del periodo Mussoliniano degli anni 30. La patente per la circolazione su strada non esiste, l’assicurazione è fortemente raccomandata ma … non è obbligatoria.  Da circa 10 anni si attende una regolamentazione del settore “Trazione Animale” su strada, con progetto presentato e giacente immobile in qualche cassetto alto-locato, ma gli addetti ai lavori pare (a giusta ragione) che abbiano problematiche più importanti da discutere. Tra le cause più importanti di questi ritardi annoveriamo la popolazione dei cocchieri, vetturini, guidatori in località turistiche e qualche agricoltore “vecchio stile” i quali tutti insieme non arrivano a 200 persone e purtroppo per soli 200 voti elettorali nessuno, lassù, muove un dito.

 

Nella sequenza fotografica possiamo ammirare le evoluzioni del Cocchiere Cristian Turrini. Cristian Turrini ha partecipato con una carrozza “replica” modello “Gran Calèche”. Consapevole che doveva affrontare l’impegnativa prova di “maneggevolezza” con veloci cambi di direzione e slalom, ha lasciato a casa altri modelli di carrozze datati e originali di sua proprietà, ed ha preferito partecipare con questa Calèche “replica” di notevoli dimensioni sicuro della propria abilità ed esperienza ed in particolare della pariglia di cavalli affiatatissimi che non hanno avuto indugi in nessun ostacolo.

 

Aggiungiamo qualche anno a bocce ferme causa Covid, mettiamo in conto lo stato di guerra con le spese militari che non aiutano certo lo sviluppo turistico del Bel Paese e dei suoi eroici cocchieri, poi, ciliegina sulla torta, le fantomatiche ed onnipresenti associazioni per il benessere animale, seguite a ruota dai sindacalisti delle varie tipologie di razze animalesche. Tutti questi personaggi hanno furbescamente creato una patina quasi indelebile di odio diversificato nei confronti del buon cavallo, che in certi casi passa per pericoloso, in altri per povera vittima alla mercè di una frusta, uno sperone o una imboccatura! Amato e coccolato da tutti invece troviamo lui, il fido cane bau: grazie al suo indotto di milioni di euro annui gode di un trattamento omertoso di grande rispetto e lui che fa? Ricambia la cortesia ammazzando e sbranando con i suoi feroci morsi decine di persone e mandando all’Ospedale altre centinaia di persone ogni anno. Chiudiamo questo nostro doveroso approfondimento sulle caratteristiche tecniche e burocratiche delle carrozze-repliche e ritorniamo sul Campo A di Travagliato Cavalli per conoscere nel dettaglio concorrenti e carrozze.

 

Alle redini Matteo Faessler che ben figurerà poi nelle premiazioni finali classificandosi al 1° posto nella sua Categoria “Pony Singoli”

 

Decisamente un colpo d’occhio molto elegante con un attacco ben proporzionato quello di Matteo Faessler

 

Samuel Marinoni alle redini, con un calesse originale d’epoca

 

Igino Soldi alle redini, con un “Phaeton” firmato “Orsaniga” (modello originale d’epoca)

 

Alle redini Giuseppe Stefani con Roberta, alle stanghe un cavallo ungherese mentre il due ruote è un “Gig” (replica) con capote

 

I Giudici di questo Concorso cosa hanno valutato? L’elemento principale resta sempre l’insieme dell’equipaggio il quale parte dai cavalli e finimenti, prosegue con il guidatore e la carrozza, per concludere in bellezza con l’equipaggio presente sui sedili. Queste valutazioni che gli esperti giudici hanno da tempo codificato in apposito regolamento, si traduce per il pubblico presente nel classico colpo d’occhio e solitamente le due valutazioni in tanti casi convergono perfettamente. Non staremo ad elencarle tutte per non annoiare nessuno: citeremo le due principali categorie che sono le carrozze “di servizio” guidate dal cocchiere (gli attuali taxi o auto-blu), e quelle “padronali” guidate dal proprietario per suo diletto (le attuali automobili). Per il cocchiere che ai tempi doveva fare ben figurare il nobiluomo e la nobildonna seduti sui sedili posteriori le regole erano a dir poco “macchiavelliche”: i bottoni in metallo della livrea dovevano riprendere il colore del metallo dei finimenti del cavallo e dei fanali che a loro volta dovevano avere la parte finale dello stoppino nera per essere già stata accesa. Il cocchiere non poteva avere barba e baffi e neppure un aspetto troppo piacente perché a risaltare dovevano essere l’equipaggio ed i cavalli. Al timone o alle stanghe di una carrozza, sempre cavalli ben proporzionati rispetto alla carrozza. Cavalli “morelli” (neri) solo per cerimonie funebri. Molto simili ma un po’ più elastiche le regole per il proprietario che guidava personalmente la sua carrozza; ai giorni nostri davanti ad un Giudice che all’altezza esatta dei suoi occhi vede le calzature, evitare sempre scarpe da tennis e scarponi da alpinista insieme a calzini bianchi e corti. Per uomini e donne in carrozza obbligatorio il copricapo il quale dovrà essere a tese strette per il guidatore e per la guidatrice, più vaporoso a tese larghe per le guidatrici solo se passeggere. Indispensabili poi i guanti, per lui e per lei, in quanto utilizzati nel “maneggio” delle redini inevitabilmente unte di grasso. Il pellame più utilizzato era quello di cinghiale. Peccato che ai giorni nostri i guidatori sui “mostri d’acciao” che il sabato mattina partono da casa, fanno 840 metri, vanno al bar, acquistano il giornale e ritornano a casa riponendo l’autovettura nella rimessa non utilizzino più redini e guanti, perchè per ogni guidatore un paio di guanti di cinghiale … quanti cinghiali (e problemi) in meno!

 

Copricapo da signora a falda larga particolarmente adatto per le gentildonne occupanti i sedili di una elegante carrozza

 

Davide Bertoni alle redini

 

Charlotte Engholm con il tipico “Carrettino della lattaia” e l’asino Lupyn che indossa finimenti da lavoro originali e ben restaurati

 

Un primo piano della bravissima Driver di Attacchi e Giudice di Concorsi di Equitazione Charlotte che ultimamente si è appassionata ai tipici attacchi da lavoro. Al suo fianco: Sara Barbieri

 

A proposito di Categorie, su iniziativa del Gruppo Italiano Attacchi e per dare seguito alle tante richieste a loro indirizzate, è stata riproposta a distanza di anni una interessante categoria, quella degli “Attacchi da Lavoro”. Categoria veramente emarginata negli ultimi 50 anni, e, aggiungiamo noi, ingiustamente! L’esempio eclatante ci viene da Charlotte Engholm, che ha presentato un antico “Carretto della lattaia” il quale alla metà del secolo scorso si vedeva transitare giornalmente in tutti i luoghi; alle stanghe un’altro “emarginato”, il docile, obbediente e generoso asinello, in passato poco ritratto e fotografato sicuramente per l’aspetto non paragonabile al Purosangue inglese, Lipizzano o cavallo Arabo. Bisogna ammettere però che senza il povero asinello e il lattaio che giornalmente sotto la pioggia battente o il caldo torrido portavano il latte e qualche caciotta di formaggio ai “nobili” proprietari dei “nobili” cavalli, dopo pochi mesi queste ultime teste coronate avrebbero smesso di guidare quei mezzi terrestri passando ai carri alati del Regno dei Cieli. Tornando alle richieste giunte da più parti per la formazione della categoria “Attacchi da Lavoro” c’è da ammettere per nostro triste dovere di cronaca, che le presenze di equipaggi in campo sono state leggermente scarse! (Negli ultimi 3/4 anni tre concorsi con uno, due equipaggi presenti).

 

Thomas Burini alle redini di un “Dos-à-Dos” di fabbricazione francese firmato: “Pedric” (modello originale d’epoca)

 

Giampaolo Taino alle redini, con un calesse ad uso promisquo di fabbricazione francese (modello originale d’epoca)

 

La targhetta originale della provenienza e la Ditta che ha effettuato il restauro accurato, della serie: “chi fa da sè fa per tre!”

 

Abbiamo chiesto a Giampaolo Taino qualche informazione in più su questo particolare “legno” di fabbricazione francese.

G.Taino: “Per quanto riguarda la carrozzeria che ha costruito questo calesse a ruota alta (m. 1,65) non ci sono documentazioni o marchi da nessuna parte, invece troviamo un valido riferimento in una “targhetta” in ottone posizionata all’interno che identifica la Società Agricola francese e la città di provenienza di questo legno. Pare che questo rotabile utilizzato in una zona agricola a forte produzione di carciofi, venisse utilizzato sia dal fattore per i suoi spostamenti che dai suoi dipendenti per portare il prodotto raccolto ai mercati. Per il restauro molto accurato che ho eseguito personalmente presso la mia azienda ho cercato, e credo di esserci riuscito, di mantenere tutte le parti metalliche originali, oltre alla verniciatura, la quale fortunatamente era rimasta in un ottimo stato di conservazione.”

Targhetta: “Laurent -J- Babtiste – Cultivateur à la Chupinière – Mareil S. Loir Sarthe”

 

Melissa Morbis alle redini del velocissimo Pony

 

Scarsa partecipazione nonostante i numerosi concorsi organizzati?

Andiamo cauti a sparare sentenze e addossare colpe a chi non ne ha! E’ sufficiente controllare da dove arrivano i partecipanti di questi Concorsi: più o meno nelle vicinanze o in un raggio di un centinaio di km. Affrontare un viaggio del genere in una sola giornata, in tanti casi, causa il traffico caotico, un incidente o un contrattempo meccanico, vuole dire passare una domenica infernale! La frase “alti costi di trasporto e trasferta” l’abbiamo sentita girare più volte come un vecchio disco sul grammofono; oggi a Travagliato Cavalli (senza fare nomi) abbiamo voluto chiedere ad un guidatore presente con carrozza, cavalli e amici al seguito, di darci una “botta di prezzi” sulla sua trasferta rappresentata da un viaggio di oltre 200 km di andata e altri 200 di ritorno. I numeri fanno paura. Due automezzi che trainano rispettivamente trailer per cavalli e carrello per carrozza in autostrada pagano il doppio (colpa del carrello) per un totale di 200 euro solo di pedaggio, aggiungiamo poi il combustibile benzina o diesel, che vale circa 300 euro (150 di accise governative). Diciamo che per presentarsi al via abbiamo lasciato per strada 500 euro. Per regolamento codificato non si sa da chi e da quanto tempo, al contrario dei concorsi di equitazione con premi in danaro e rimborsi spese, nel comparto Attacchi vale ancora la regola del “fai da te”: pertanto tutte le spese, dal panino con salciccia e birra piccola alla stanza in albergo economico a mezza stella, sono a carico del miliardario e altolocato proprietario del prestigioso mezzo a trazione animale! Sport da ricchi e basta!? Potrebbe essere così in apparenza ma si fa strada l’idea che qualcuno abbia “ripescato” dal passato la famosa Mandrakata. (Il prezzo del petrolio al barile cala per merito dei combustibili alternativi e il prezzo alla pompa … cresce?!)

 

 

 

Thomas Burini

 

Cristian Turrini alle redini di un elegante “Gran Calèche”

 

Giampaolo Taino e Signora Eliana Bolzoni

 

 

Primo Classificato “Best in ShowGiampalo Taino che riceve il premio da Elena Manenti e Riccardo Di Giovanni

 

1° Class. Categoria Pariglie: Igino Soldi

 

Prima Classificata “Attacchi da Lavoro”: Charlotte Engholm

 

Matteo Faessler, vincitore della cat. Singoli Pony riceve il premio da Riccardo Di Giovanni ed Elena Manenti

 

Cat. Singoli Cavalli, 1° Class. Thomas Burini,

 

 

CONFERENZA STAMPA 

Nella mattinata di sabato 27 Aprile scorso, si e’ tenuta la Conferenza Stampa di presentazione del Documento contenente LINEE GUIDA in merito alla Sicurezza negli Eventi non Sportivi che coinvolgono Cavalli e Carrozze, ai quali è presente il Pubblico. Documento recentemente elaborato e concordato da Rappresentanti del GIA, della FISE, dell’ENGEA e della FITETREC-ANTE.
Gli Enti estensori intendono indicare le Fonti dei Rischi che si creano negli Eventi che coinvolgono Cavalli e Carrozze, proponendo concrete e fattibili Prescrizioni finalizzate alla massima riduzione dei danni che possono essere arrecati al pubblico presente e che assiste all’Evento.
I Relatori presenti alla Conferenza Stampa: per il GIA l’ing. Enzo Calvi, per l’ENGEA l’Amm. Unico Tino Nicolosi, per la FITETREC-ANTE il Consigliere Federale Luigi Roversi, con le gradite presenze dell’ Avv. Alberto Franchi, del Presidente della FISE Veneto Clara Campese e del Responsabile della FieraCavalli di Verona Armando Di Ruzza.

 

Tranquilli, sorridenti e sicuri del fatto loro, ecco lo staff “senza paura” schierato in campo prima della partenza

 

Tante persone, tutti volontari ed appassionati di attacchi, hanno permesso la realizzazione di tutti gli eventi: il GIA ringrazia Adriano Bernini, Clelia Bellini, Michela Botta, Thomas e Danilo Burini, Enzo Calvi, Gabriele Coffetti, Ivo Fibioli, Fabio Gnocchi, Elena e Battista Manenti, Roberto Petrogalli , Giuseppe Ravanelli e Giampaolo Taino.

ll tempo è stato clemente, niente pioggia, ma sprazzi di sole, che ha cominciato finalmente a splendere nella giornata di domenica. A conclusione la Cerimonia di Premiazione a cui sono intervenuti il Sindaco Pasinetti e l’Assessore di Travagliato Silini, a cui il GIA ha confermato la propria presenza anche il prossimo anno.

 

Ventotto equipaggi al via e in questa edizione di Travagliato Cavalli in campo tre tiri a quattro cavalli!

 

I 28 equipaggi si sono alternati con bravura ed abilità attraverso i 20 impegnativi ostacoli del campo gara tra gli applausi del pubblico presente

 

Tiri a quattro cavalli: 1°Class. Mattia Casali – Pariglie: Alfio Biasibetti – Singoli: Daniele Maiocchi

Pony singolo: Melissa Morbis –  Pony Pariglia: Stefano Paschera

Sul sito  www.gruppoitalianoattacchi  troverete tutti gli approfondimenti e maggiori informazioni.

 

Un doveroso ringraziamento, meritatissimo, ai due fotografi ufficiali del Gruppo Italiano Attacchi che si sono alternati sui campi gara sia per la Tradizione (Emanuele Duchi) che per l’Agonismo (Luigi Mossali): senza di loro ogni reportage sarebbe tremendamente più … povero!

 

Ci siamo leggermente dilungati sugli aspetti tecnico-economici del settore attacchi ma a nostra discolpa cosa possiamo dire? Se non lo facciamo noi ………?  Ordunque continuate a seguirci. Grazie!