“C’era una volta?” No! Forse torneranno di moda le antiche & buone abitudini di un tempo! 

“C’era una volta?” No! Forse torneranno di moda le antiche & buone abitudini di un tempo!

 

 

Debora Bollati, un piacevole debutto-rosa in questa stagione 2024

 

 

(Testi e foto a cura di Gianna Cerchiaro)

 

In quel di Candelo, piccolo comune biellese, domenica 28 gennaio si è tenuta come da tradizione la 147esima “Festa di Sant’ Antonio Abate”.

Le parole del sindaco Paolo Gelone: “Vale la pena ricordare ancora questa importante manifestazione civile e culturale, che ogni anno ci porta alle radici della nostra comunità ed è una bellissima occasione per festeggiare e aiutarci a non dimenticare mai le tradizioni di Candelo”.

Una piacevole sfilata di cavalli, carrozze e mezzi agricoli ha percorso le vie del paese. A fare gli onori di casa, il presidente dell’Associazione Carrettieri di Candelo, Alessandro Faga, e le autorità, dal sindaco Paolo Gelone alla vicesindaco Selana Minuzzo con il presidente della Provincia di Biella, Emanuele Ramella Pralungo.

 

Un momento della Benedizione con la presenza delle Autorità

 

Il caratteristico Ricetto di Candelo

 

Vale la pena menzionare l’importanza del Ricetto di Candelo

Il termine “Ricetto” deriva dal latino “receptum” (ricovero, rifugio) e il Ricetto di Candelo si è conservato proprio perché ha mantenuto nel tempo questa sua matrice rurale di custode della comunità contadina.

 

I Carabinieri a cavallo davanti alla Torre del Ricetto

 

Considerato che in pochi conoscono il significato della parola “Ricetto” si rende doverosa una piccola spiegazione. Anticamente era un ricovero per granaglie e vino che veniva utilizzato nel medioevo. Non era abitato, era solo un insieme di magazzini custoditi all’interno di una cinta muraria che serviva a proteggerli ed a proteggere, per brevi periodi e in caso di assedio, anche le persone. In Piemonte durante il Medioevo c’erano circa 200 ricetti,12 soltanto nel biellese, ma quello di Candelo è l’unico che si è salvaguardato perché sin dalla sua costruzione e ancora oggi non è mai stato abitato e fino agli anni ’60 non era possibile vendere i magazzini, ma si tramandavano di famiglia in famiglia tra i candelesi. Il “castello del popolo”, come veniva chiamato dagli abitanti di Candelo, ha rischiato di diventare proprietà di un signorotto dell’epoca verso la fine del 1400, pericolo poi fortunatamente scongiurato. Unico in Europa perfettamente conservato, dove, ancora oggi, tra le sue vie acciottolate, si respira la storia. Quella storia contadina fatta di sacrifici, di buoi e cavalli attaccati agli aratri, ora tanto screditati.

 

“Colomba”, vacca di razza piemontese di proprietà dell’Azienda Agricola Coda Zabetta Laura.

 

 

 

Quei contadini, oggi come non mai, in rivolta per difendere la propria terra ed il nostro Made in Italy. Solo dietro l’angolo, nei pressi della Riserva Naturale delle Baragge vi è un imminente pericolo sui terreni coltivati – luoghi dedicati a conservare le piccole eccellenze nazionali (unico riso DOP in Italia ma non solo…) – per implementare un progetto energetico ma impattante sul territorio. Aree protette che verrebbero usurpate da migliaia di pannelli fotovoltaici. Siamo sicuri che tutto questo “green” salverà il pianeta?

 

Anche da queste parti come in tante altre località italiane la protesta degli agricoltori non accenna a fermarsi!

 

 

“Coldiretti e Governo asserviti alle multinazionali”. Questo il nocciolo di un’intervista a Danilo Calvani, rappresentante dei Comitati Riuniti Agricoli (C.R.A.). Ad oggi pare che la protesta si stia diffondendo in tutta Europa.

 

Insieme ai cavalli anche un lungo corteo di trattori ed agricoltori sfilano ordinatamente per le strade

 

 

 

Molto chiaro ed informativo questo cartello turistico-segnaletico

 

Paolo Vicario alle redini

Curiosità:

Nel pomeriggio di domenica 28 gennaio ci spostiamo a Bienca, vicino ad Ivrea e ci imbattiamo in un bizzarro Carnevale con la sua ” Battaglia dei Tomini”. Anche qui troviamo una carrozza con due fidatissimi cavalli, Victor e Winston, che trasportano i personaggi di questa curiosa manifestazione, “il pastorello e la pastorella”, atta a promuovere i prodotti gastronomici del Canavese come i “Tomini di Chiaverano “.

 

La Battaglia dei Tomini

 

Ricetto di Candelo  Candelo Ricetto Medioevale – pagineX

Riserva naturale delle BARAGGE
Tomini di Chiaverano. Possono essere anche sott’olio, sotto grappa, col “bagnet vert” e “elettrici”.

Maschera da combattimento di proprietà di Andrea Marina fabbricata artigianalmente da Moretto Valentino

 

Si è fatta sera, stanchi ma sorridenti torniamo ad Ivrea: nell’ aria si comincia a sentire il profumo di arance!