Si sono conclusi il 3 settembre 2023 i Campionati del Mondo Pony 2023 ad Oirschot nei Paesi Bassi. In gara tutte le categorie – singoli, pariglie e tiri a quattro – in un evento che ha visto poco meno di 100 concorrenti darsi battaglia per le ambite medaglie FEI.

 

 

L’Italia ha potuto schierare solo 2 binomi nella categoria Singoli, puntando tutto sulla nuova generazione, fiduciosa che l’impegno e la costanza fin qui dimostrati dai nostri portacolori siano la premessa giusta per costruire i nuovi campioni della specialità. I buoni auspici si sono già visti con l’ottima prestazione di Andrea PILI, alla sua terza partecipazione in questa categoria, che ha conquistato un magnifico 6° posto finale e con il debutto di Francesca CONSOLINI, per il primo anno in categoria Senior, con sfide tutt’altro che semplici portate a termine mantenendo salda la posizione circa a metà classifica ma con la consapevolezza di avere aperto la prima porta verso un futuro di grandi soddisfazioni.

 

La squadra italiana durante la cerimonia d’apertura (photo credit Melanie Guillamot/Hoefnet)

 

Diamo subito la parola ai nostri ragazzi che, in assenza di schiere di fan venuti da lontano a sostenerli da bordo campo, sapranno sicuramente trasmettere meglio di chiunque altro tutto il pathos che hanno vissuto in prima persona.

 

ANDREA PILI

19 anni, di Nave/BS, lavora nell’azienda di famiglia, con Blakt’s Darwina, pony Welsh del 2011 – navigatore Pierre-Manuel Brassuer e groom Nikki, allenatore Claudio Fumagalli

 

Andrea Pili con la groom olandese Nikki, il suo navigatore Pierre-Manuel Brasseur e la fedele Darwina

 

Questo il resoconto di Andrea. “Facciamo un passo indietro, ovvero alla preparazione. Fin dalla gara di Beekbergen in luglio mi sono trasferito temporaneamente armi e bagagli in Olanda e così ho fatto tutto l’ultimo mese di preparazione per il mondiale alla Riant sotto la guida di Claudio Fumagalli e Mieke van Tergouw. Con Claudio mi trovo veramente bene; oltre ad essere legato a lui da profonda amicizia, cosa che sicuramente viene ancora prima dello sport, è da tanti anni che lavoriamo insieme e il suo approccio lavorativo giornaliero e la sua professionalità a me piacciono molto. Così abbiamo lavorato insieme per costruire il mondiale, dopo che già ero stato lì un mese in primavera, prima del CAI di Pleternica.

Per quanto riguarda la gara in sé, la distanza tra la Riant e Oirschot era di soli 100 km, quindi è stata una trasferta breve e per nulla traumatizzante sia per il pony che per la mia squadra, visto che ci ha permesso di essere tutti perfettamente abituati al clima, tanto che non ci sono stati problemi di ambientazione e acclimatamento. Sono piccole cose ma alla fine anche queste contano. Questa location già la conoscevo, non per aver partecipato ad un concorso in prima persona, ma per esservi stato insieme a Claudio in occasione di un evento, quindi il posto non rappresentava una novità assoluta per me. A livello organizzativo non posso dire che sia stato un mondiale perfetto, perché anche se alcune difficoltà – ad esempio di logistica del parcheggio van – non dipendevano dalla loro volontà, tuttavia per un campionato del mondo, a mio parere, anche queste vanno previste a priori. Tutto ciò comunque non ha minimamente sminuito la qualità della gara vera e propria. Una volta arrivati sul posto nella giornata di lunedì, abbiamo fatto due giornate di training in loco, con la prima ispezione dei cavalli fissata per martedì e il via libera per la prova di dressage dei singoli in calendario per il mercoledì.  

 

Il team Riant con Mieke van Tergouw e Claudio Fumagalli che ha plasmato il binomio Andrea Pili/Darwina fino a renderlo competitivo a livello mondiale (nella foto anche il navigatore Pierre-Manuel Brasseur)

 

A dire la verità io non sono soddisfatto delle mie prestazioni nel dressage in quanto avevamo lavorato tanto e avevamo sviluppato, secondo me, delle buone possibilità di eseguire un bel testo, guidato bene e piacevole da vedere e fino alla parte delle figure al galoppo è stato così, tanto che eravamo terzi come valutazioni. Sfortunatamente a quel punto ci sono state un paio di incomprensioni tra me e Darwina che hanno pesato molto. In allenamento non mi era mai capitato di avere problemi con il galoppo, magari sbagliavo altro, ma non questo ed è stato un vero peccato. Nella prima figura al galoppo il pony era partito giusto, poi davanti ad una capannina dei giudici, non ricordo se per un movimento o un rumore improvviso fuori campo si è agitato, rompendo l’andatura. Sono ripartito subito ma 20-30 metri dopo c’era la transizione con il cambio di galoppo e, essendo entrambi un po’ tesi per quanto si era appena verificato, lo abbiamo sbagliato quindi nel giro di 1 minuto c’è stato un tracollo di 10 punti nei giudizi. Ovviamente sia io che Claudio eravamo un po’ demoralizzati, ben sapendo che avremmo potuto fare molto meglio e raggiungere un piazzamento ben diverso; questo oltretutto ha influito anche sul modo di affrontare le gare successiva. A parte il rammarico che perdura tuttora, ho subito voltato pagina: a un mondiale l’ultima cosa da fare è pensare a quello che non hai fatto bene: c’erano ancora due prove e abbiamo esaminato da lì a domenica quali erano le opzioni migliori per cercare di recuperare.

 

Andrea Pili durante la prova di dressage (photo credit Crista Castelijns/Hoefnet)

 

Per la maratona abbiamo avuto l’aiuto anche di Martin Hölle (2 medaglie vinte con i pony e attuale 3 volte campione del mondo di pariglie cavalli – ndr) e del suo groom di lunga data Tibor, tutti facenti parte del team Riant, che già più di una volta durante la stagione ci avevano dato una mano a scegliere le traiettorie più consone per noi: un parere in più non fa mai male, soprattutto quando viene da un pluricampione del mondo! Una maratona veramente impegnativa quella di Oirschot, con una Fase A di 7 km nel bosco, su fondo rovinato dalle abbondanti piogge, molto estenuante soprattutto per i pony. Niente ci ha comunque impedito di portare a termine la nostra prova anche se negli ultimi due ostacoli ho notato che Darwina incominciava ad accusare la fatica e alla fine era palesemente stanca. In generale abbiamo fatto una bella maratona, senza penalità sul percorso, con qualche piccolo errore che mi ha fatto perdere qualche secondo ma che mi sono costati nella classifica della prova al massimo un paio di punti. Nell’ostacolo 3 infatti abbiamo allungato un po’ il giro mentre nell’ostacolo dell’acqua la mia pony, che non ha una struttura particolarmente possente, ha risentito del fatto che l’intero ostacolo fosse nell’acqua, dallo start al finish. Dopo la maratona eravamo tutti contenti del buon risultato, compreso lo Chef d’Equipe, Cristiano Cividini, che ha seguito insieme a Claudio tutta la maratona in bicicletta. La cosa che ci ha tirati su molto di morale è che alla fine della maratona, dal terzo classificato fino alla nostra posizione c’erano solo circa 5 punti, quindi un divario possibile da recuperare nella giornata successiva.

 

Avanti tutta per Andrea e Darwina, fino a scalare 7 posti in classifica

A sinistra Andrea Pili in premiazione per la prova di maratona: una bella soddisfazione!

 

Il percorso coni era altrettanto impegnativo, tanto è vero che non c’è stato nemmeno un doppio netto e credo che il nostro sia stato il risultato migliore di tutte e tre le categorie, se si esclude un concorrente delle pariglie, leggermente più veloce, ma che è stato eliminato. Fortunatamente eravamo nella posizione di dire: prendiamoci questo rischio. Non mi avrebbe fatto differenza arrivare 12° o 20°: abbiamo solo cercato di fare qualcosa che riuscisse a smuovere la situazione, quindi abbiamo rischiato e ci è andata bene. Ci vuole anche un po’ di fortuna! Durante il percorso il mio groom Pierre-Manuel Brasseur (agonista anche nelle gare di rally automobilistico) ha cercato di calcolare 3 o 4 tempi intermedi e mi comunicava via via se ero dentro o fuori dal tempo. Abbiamo “tirato” facendo tutto quello che era nelle nostre possibilità e, non avendo nulla da perdere, ne è valsa la pena: siamo andati tutti a casa col sorriso. Dopo il mio percorso abbiamo dovuto aspettare che si svolgesse nel pomeriggio la gara dei top 10 e lì un po’ di tensione c’è stata perché tutti si aspettavano che a quel livello ci fossero risultati eclatanti: io speravo di entrare tra i top dieci nei coni. Vedevamo che mano a mano noi scalavamo delle posizioni e che nessuno migliorava il mio punteggio, fino a quando c’è stato il momento degli ultimi 2-3 che si giocavano la medaglia. A quel punto abbiamo osato sperare in un risultato che rendesse giustizia alle nostre aspettative anche perché confidavamo che gli ultimi ad entrare in campo non avrebbero sicuramente rischiato troppo, potendo comunque permettersi anche qualche penalità sia sul tempo che sugli ostacoli: erano talmente sotto pressione per una medaglia che probabilmente l’ultima cosa a cui pensavano era quella di fare doppio netto. Per me è stata grande la soddisfazione per aver portato a casa una vittoria, parziale ma importante: in fondo era un Campionato del Mondo!

 

Per Andrea Pili vittoria nella prova coni: una soddisfazione indescrivibile!

 

Concludendo ovviamente il rammarico che, senza quegli errori nel dressage, la vincita di una medaglia era a portata di mano, anche se, del senno di poi, con un primo risultato diverso forse la maratona sarebbe stata affrontata in altro modo, e anche la prova coni magari non sarebbe stata la stessa, quindi sono già felicissimo del risultato che abbiamo raggiunto. Sono contento perché ho vissuto questa gara con maggior consapevolezza. Fino a qualche tempo fa l’avrei affrontata con un “proviamo e vediamo come va”. Questa invece è stata una delle poche volte in cui mi sono detto: vado per fare una bella prestazione, perché avevo capito che avevamo le carte in regola per riuscirci. Quando sai che puoi fare le cose bene e poi c’è qualcosa che non va, non è il massimo ma per quanto possibile abbiamo provato a riscattarci.

In quanto alla nostra giovane squadra, l’unica nota personale a proposito di Francesca Consolini è che mi ha fatto molto piacere condividere un campionato del mondo con una mia amica, con cui a livello sportivo siamo cresciuti insieme, dato che anch’io io ho iniziato una decina di anni fa prendendo lezione a casa sua da Marco Grossi e, prima che mio nonno mi comprasse un pony tutto mio, suo papà Giacomo me ne prestava uno del suo allevamento per fare le prime gare. Questa avventura vissuta insieme è stata un po’ la chiusura di un cerchio, ugualmente stimolante per entrambi.   

Per il futuro mi piacerebbe cambiare categoria e passare ai cavalli. Questa penso sia stata la chiusura di un cerchio però non voglio prendere decisioni affrettate. Da Darwina ho chiesto tutto il possibile e ritengo che sia arrivato il momento di una nuova sfida e di un piccolo balzo in avanti. Mi piacerebbe confrontarmi stabilmente con quelli che sono i top driver a livello singoli cavalli, dove mi sembra che ci sia maggiore competizione. Nei pony i primi 10 sono veramente forti e poi si scende ad un livello intermedio mentre nei singoli cavalli tutta la categoria è molto forte. Io mi sento pronto per questo step in più. Vedremo cosa ci riserverà il futuro.

 

Doveroso il ringraziamento al nonno Costanzo Tameni, che ha regalato ad Andrea la pony Darwina e accompagna il nipote nelle trasferte con un enorme van colmo di … provviste e con tanta dedizione, qualunque sia l’occasione

 

Io ora sono rientrato in Italia, ho ripreso il mio lavoro nell’azienda di famiglia. Mio nonno e mia nonna sono venuti a vedere la gara e siamo stati insieme con tutto il team, il mio navigatore Pierre e una ragazza olandese che mi ha fatto da groom in dressage, Nikki, che durante la permanenza alla Riant ha sempre collaborato con me. Sono stato fortunato a trovare questo team con cui mi sono trovato veramente bene perché credo che quando i vari membri riescono, oltre a sostenerti con grande professionalità, anche ad infonderti tanta serenità nell’affrontare le gare, si può veramente fare le cose bene. Se devi pensare a tutto sicuramente qualcosa di sbagliato o di omesso può capitare: con loro mi sono potuto permettere di pensare esclusivamente alle gare e questo, a livello mentale, mi ha aiutato moltissimo.”

 

FRANCESCA CONSOLINI

19 anni, di Travagliato/BS, neo-diplomata e prossima ad affiancare i genitori nella loro attività lavorativa, con Minerva Lamborghini, pony da sella tedesco del 2014, groom/navigatore Lisa Laner, allenatore Hannes Weitlaner

 

Francesca Consolini con il suo pony Minerva Lamborghini, fiduciosi e pronti per l’ispezione dei cavalli, prima che il gioco si faccia duro

 

dal racconto del suo allenatore, Hannes Weitlaner

“E’ stato veramente un bel mondiale; il tempo era quello che era, con un acquazzone al giorno, però alla fine i campi in sabbia hanno retto bene e anche l’erba negli ostacoli della maratona è rimasta praticabile mentre solo la Fase A della maratona e alcuni spazi dedicati all’accoglienza hanno risentito del tipico tempo del nord Europa.

Riguardo alla mia allieva, Francesca Consolini, si percepiva la tensione di doversi mettere in gioco nel suo primo mondiale: inevitabile l’agitazione, che è venuta fuori soprattutto nel dressage, dove con un testo così difficile rispetto alle riprese per gli Young Driver dell’anno scorso sarebbe stata indispensabile una freddezza difficile da pretendere dalla più giovane concorrente di questo Campionato. Per lei è stata sicuramente una bella esperienza, una tappa insostituibile nella sua crescita agonistica. Ci aspettavamo forse qualcosa in più, visti i risultati incoraggianti ottenuti quest’anno nei concorsi di preparazione, ma dobbiamo essere contenti perché non ha fatto grandi errori e in generale si è comportata bene.

 

Hannes Weitlaner con la sua allieva Francesca (foto di repertorio)

 

Nel dressage è stata anche un po’ sfortunata dovendo guidare, come i primi 5/6 ad entrare in campo, sotto un diluvio che sicuramente non ha aiutato: il cavallino c’era ma è mancata un po’ lei, intimorita, senza la sua solita grinta. Nel pomeriggio il tempo si è rischiarato e anche i giudici sembravano più accomodanti. D’altra parte prima o poi bisogna partire con queste gare importanti per potersi evolvere.

La maratona è stata durissima; tutti gli Chef d’Equipe avevano chiesto di accorciare la Fase A ma alla fine sono rimasti i 7 km ed è solo stata abbassata la velocità; per i pony tirare la carrozza su quel terreno fangoso era davvero un’impresa, soprattutto prima di affrontare gli 8 ostacoli fissi, dove non c’è mai stata la possibilità di tirare il fiato su un terreno ghiaioso dove la carrozza scivolasse meglio. Il pony ha dato tutto quello che poteva dare, arrivando a fare anche l’ultimo ostacolo tutto al galoppo ma purtroppo non al galoppo lanciato, che è quello che serve. Devo dire che Francesca ha un’ottima memoria e non ha mai avuto incertezze sul tragitto da percorrere, su come affrontare le varie porte e questo mi è piaciuto molto. Per i debuttanti non è facile e tanti si perdono già nel primo ostacolo mentre lei era assolutamente sicura al comando.

 

Francesca e “Lambo” impegnati in un ostacolo della maratona

 

Nei coni ha fatto uno stupido errore su una porta facile oltre al l’uscita dal tempo, sempre per la storia del galoppo controllato.

E’ stato un anno veramente pesante perché abbiamo partecipato a tante gare in preparazione per i mondiali, macinando tanti chilometri, spostandoci da un capo all’altro dell’Europa, facendo tanti sacrifici. Io posso dire di essere contento di questo esordio con il passaggio da concorrente Junior a Senior: tra queste due categorie c’è un abisso e sia lei che il pony hanno portato avanti una fase di sviluppo ragguardevole.

 

Francesca e la sua groom Lisa Laner alle prese con una prova coni “da capogiro”

 

Interpellata, l’interessata non ha fatto altro che confermare tutto quanto espresso dal suo allenatore. Ovviamente rimane il rammarico di essersi lasciata sopraffare dalla tensione fin dall’entrata nel rettangolo del dressage, quando in campo prova sembrava ancora andare tutto per il meglio. Il salto dalla categoria Giovani al 3* è stato molto impegnativo e in pochi mesi è difficile arrivare a confrontarsi con guidatori che si ripresentano puntualmente al mondiale pony da 10 anni e oltre. Ricordiamo infatti che, contrariamente alle altre discipline equestri, il settore pony non è appannaggio solo dei giovani guidatori: non ci sono limiti di età e molti concorrenti sono così legati a questo mondo che perseverano … fino all’età di mettersi a riposo! Francesca è comunque grata dell’opportunità offertale di prendere coscienza di cosa la aspetta per il futuro e, una volta rotto il ghiaccio, è più che mai decisa a costruire su questa prima esperienza qualcosa di solido e appagante, sicura di potercela fare.

 

CRISTIANO CIVIDINI

Dopo aver ascoltato i nostri due atleti, passiamo il microfono al Capo Equipe, Cristiano Cividini, tecnico di riferimento nazionale FISE per gli attacchi e selezionatore delle squadre, colui che negli anni ha visto Francesca e Andrea crescere agonisticamente, da ragazzini che avevano iniziato per gioco fino ad arrivare a mettersi in gioco al massimo livello.

 

Cristiano Cividini con Andrea Pili e il team Riant (Mieke van Tergouw e Claudio Fumagalli) che hanno collaborato intensamente nel fornire al nostro portacolori tutti gli input utili ad ottenere risultati più che soddisfacenti

 

 “Quest’anno abbiamo mandato al mondiale pony due giovani, anzi i più giovani guidatori di questo campionato e questo fa ben sperare per un loro florido futuro. I ragazzi si sono comportati molto bene.

Sapevamo che avrebbero incontrato delle difficoltà, in special modo Francesca che per il primo anno passava dalla categoria Junior a quella Senior. Infatti Francesca in tutta la gara, ma in particolare nel dressage è dove ha patito un po’ di più il passaggio di categoria. Si è trovata leggermente ferma, il pony aveva a tratti poca riunione però lei ha guidato in maniera pulita, come fa sempre, solo che il fatto di essere un po’ bloccata l’ha penalizzata. Poi strada facendo ha ripreso fiducia, facendo una buona maratona in cui, pur partita in sordina e non con il solito impeto della Francesca che conosciamo, è cresciuta mano a mano che procedeva sul percorso e anche nella prova coni si è fidata di se stessa, ha abbattuto una sola pallina più qualche penalità sul tempo, in un percorso che, come tutti hanno visto, era veramente difficile, dimostrando comunque il suo carattere, la sua grinta e questo fa ben sperare.

 

Da sinistra il veterinario di squadra, dott. Giacomo Botticini, il pony Minerva Lamborghini, Francesca Consolini, Nikki, la pony Blakt’s Darwina, Andrea Pili e Pierre-Manuel Brasseur

 

Per Andrea invece il discorso è diverso. Anche se ha meno di 1 anno di differenza da Francesca però è già al suo terzo mondiale, quindi era un po’ più conscio di cosa si sarebbe trovato davanti; infatti si è presentato con una cavallina monto ben preparata che nella parte finale, ovvero nell’ultimo mese dopo la gara di Beekbergen, periodo che ha trascorso fermandosi stabilmente in Olanda, ha potuto acclimatarsi alle locali condizioni climatiche e con l’aiuto di Claudio Fumagalli, ha portato a termine un ottimo addestramento al dressage: peccato che Andrea nella seconda metà della ripresa sia caduto in alcuni errori che normalmente non fa. Questo ha lasciato in tutti un pochino di amarezza perché quando il risultato non viene perché non si è ancora a livello, brucia ma fino a un certo punto, ma quando si è ben preparati e l’aveva dimostrato a Pleternica – dove l’avevo osservato attentamente e proprio la parte al galoppo era quella migliore di tutto il testo – non ci aspettavamo certo un comportamento diverso di Darwina in questo mondiale. Poi però in maratona è uscito il carattere di Andrea che ha fatto il primo ostacolo in modo prudente ma a partire dal secondo è stato un crescendo in velocità. Abbiamo studiato con Claudio delle traiettorie diverse e per la prima volta Andrea si è fidato e si è convinto a cambiare le sue linee di guida, il che lo ha premiato con una bellissima prova. Allo stesso modo per il percorso coni: come gli è stato detto da tutti, è entrato e ha provato il tutto per tutto. E’ partito dalla dodicesima posizione nella classifica provvisoria per cui poteva veramente provarci. Era nella condizione ideale per trovare la giornata giusta e così è stato. Ha fatto un percorso veramente bello e veloce. Peccato perché fino alla porta 16 era nel tempo poi si è trovato davanti la scatola che non viene quasi mai prevista; ci eravamo già cascati due settimane fa nel mondiale dei para driver e la perdita di tempo ha fatto sì che nella classifica finale risultasse 6° invece di 4°. Eravamo certi che i primi in classifica provvisoria in lizza per le medaglie avrebbero risentito della tensione che li avrebbe frenati e speravamo che Andrea terminasse la prova tra i primi tre: la vittoria è stata veramente emozionante.

In conclusione sono molto contento. Adesso i ragazzi dovranno crescere. Francesca ne è consapevole e Andrea dovrà fare un po’ il punto sul suo futuro agonistico, tuttavia questo mondiale fa ben sperare. Ricordiamoci che entrambi i ragazzi sono Under25 quindi, se si troveranno i giusti accordi, le giuste formule, i giusti compromessi, probabilmente li vedremo in gara anche l’anno prossimo agli Europei Giovani. Peccato un po’ per il clima che ha reso tutto molto difficile: freddo, acqua, freddo, acqua. Solamente una parte della maratona e la prova coni hanno visto finalmente spuntare il sole da dietro le nuvole, ma fin dall’arrivo e per tutti e tre i giorni del dressage è stato duro. Comunque è stato un bel Campionato.”

 

Riassumendo, per il 19enne Andrea Pili si trattava della terza partecipazione al Mondiale Pony, nella quale ha sensibilmente migliorato la sua prestazione ottenendo un magnifico 6° posto nella classifica finale grazie a un’ottima maratona terminata in 8^ posizione e alla vittoria nella prova coni, portando così a compimento una strabiliante risalita dal 19° posto iniziale. Da notare che Andrea non è nuovo a questi exploit. Già nel 2016, al suo debutto nel Campionato Europeo Giovani Driver, mandato un po’ allo sbaraglio con un pony moderatamente competitivo, metteva a segno la vittoria nella prova coni, tra l’altro con una carrozza con i freni in sciopero, mentre nell’edizione successiva dimostrava la propria grinta arrivando secondo in maratona, a dimostrazione che la stoffa c’è e che quest’anno il podio non era lontano dalla sua portata.

 

2016 – 2023: la storia si ripete: Andrea Pili vince la prova coni al rispettivo Campionato di categoria

 

La 19enne Francesca Consolini faceva in questa edizione del 2023 il suo esordio nella categoria Seniores, avendo partecipato fino all’anno scorso al Campionato Europeo Giovani Driver dove metteva a segno nel 2018 un 6° posto nel dressage e nel 2020 arrivava 3^ in dressage e 5^ in maratona. Quest’anno il salto è stato molto arduo, con una ripresa di dressage e dei percorsi adatti a driver che calcano i campi di gara da parecchi anni, ai quali va ad aggiungersi l’inevitabile carico emotivo della “prima volta”.

 

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Per quanto riguarda il Campionato del Mondo Pony in sé, ancora una volta pronostici rispettati in tutte e tre le categorie.

Ai nastri di partenza si sono presentati 95 concorrenti in provenienza da 17 nazioni, di cui solo 9 con squadre nazionali, così suddivisi: 40 singoli, 33 pariglie e 22 tiri a quattro. L’Italia, come abbiamo visto dalle interviste, ha presentato solo 2 singoli, numero massimo di concorrenti autorizzati a partecipare nella stessa categoria in assenza di squadra ufficiale.

Nella categoria Singoli la vittoria finale dello svizzero Cédric Scherrer non era certo inaspettata, visto che aveva al suo attivo 2 medaglie d’argento a titolo individuale vinte nel 2017 e 2019, e una medaglia d’oro conquistata nella precedente edizione del 2021, replicata quest’anno con la vittoria sia nel dressage che in maratona, tanto che non sono riuscite a scalzarlo dal primo gradino del podio nemmeno le 10 penalità nei coni.

Alle sue spalle un’altra “vecchia” conoscenza della categoria, la francese Bérengéere Cressant che ha migliorato la qualità del metallo vinto passando dalla medaglia di bronzo del 2021 all’argento di quest’anno.

Primo podio invece – e medaglia di bronzo – per la tedesca Anna Gerkinger, che aveva partecipato al precedente Mondiale Pony classificandosi 10^.

Nella categoria Pariglie al suo terzo oro consecutivo l’olandese Rodinde Rutjens, il cui nome è conosciuto da noi per essere la trainer della giovane speranza Bice Castelli nonché l’allevatrice di vari pony che gareggiano in Italia. Il podio di questa categoria prosegue con altri due rappresentanti del paese ospitante, nell’ordine Melanie Van De Bunt e Cas Handriks, entrambi già vincitori di medaglie nelle precedenti edizioni.

Per i Tiri a quattro le prime due posizioni hanno visto duplicare esattamente l’ordine di arrivo del precedente campionato, con l’olandese Marijke Hammink, oro, e lo svizzero Yannik Scherrer (fratello minore di Cédric), argento. Sul terzo gradino del podio Steffen Brauchleche ha al suo attivo già 3 medaglie a titolo individuale (fratello del guidatore di Tiri a quattro cavalli Michael Brauchle, bronzo ai recenti Campionati Europei di categoria),

A livello di squadre le medaglie sono andate nell’ordine all’Olanda, davanti alla Svizzera e alla Germania.

 

classifiche finali a titolo individuale

classifica finale a squadre

 

Si ringraziano le fotografe Melanie Guillemot e Crista Castelijns / Hoefnet per le foto gentilmente messe a nostra disposizione