Nell’ultima settimana di luglio si è conclusa presso l’Arezzo Equestrian Center anche l’edizione 2023 delle Ponyadi Kep Italia.

Ai nastri di partenza 58 driver così suddivisi: 52 in categoria Elementare di cui 28 con mini-pony e 24 con pony, 2 in categoria Brevetti e 4 in categoria Integrati, di cui 2 con guida autonoma e 2 con guida assistita.

 

L’Arezzo Equestrian Centre: strutture da circuito internazionale prestate ai … campioni di domani

 

In giuria Angela Toschi e Massimo Ciolli mentre la costruzione dei percorsi era affidata ad Aldo Scatamacchia. Dei lavori di segreteria si è occupata l’ormai super-collaudata Carolina Marenghi che si è destreggiata a meraviglia tra la condivisione dei pony (fino a 3 driver per pony) e soprattutto delle carrozze (senza limiti nel numero di utilizzatori). A lei va tuttavia un plauso speciale per essersi adoperata con successo anche a livello organizzativo. Infatti ai quasi 60 ragazzi era stato concesso l’uso del campo di gara per il lavoro di avvicinamento per sole 2 ore, dalle 15 alle 17, nella giornata precedente l’inizio del concorso: un’idea poco sensata data la necessità di attaccare tanti pony diversi alla stessa carrozza e dovendo magari apportare anche aggiustamenti vari. Grazie proprio alla segretaria è stato trovato un ulteriore spazio temporale alla mattina, prolungando la disponibilità del campo a 6 ore totali, con buona pace di tutti.

 

Nove regioni ai nastri di partenza, con atleti che difendono con grinta e talento i colori della propria regione

 

Le squadre ufficialmente presenti provenivano da Veneto (medaglia d’oro), Lombardia (medaglia d’argento), Toscana (medaglia di bronzo), Emilia-Romagna,  Liguria, Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo, quindi 9 in tutto, un fattore non da poco se rapportato alle sole 4 regioni presenti alla Coppa delle Regioni. Se da una parte è sicuramente incoraggiante la partecipazione di concorrenti residenti in regioni nelle quali l’attività agonistica degli attacchi tra i giovanissimi – e non solo – tende durante l’anno a languire, non si è potuta non notare l’assenza per la prima volta di Piemonte e Puglia.

Da segnalare la presenza di pochi Attacchi Integrati, tutti provenienti dalla regione Emilia-Romagna che è riuscita nell’impresa quasi miracolosa, sia a livello tecnico che emotivo, di insegnare nel giro di 2 settimane a questi ragazzi un testo di dressage diverso da quello previsto per il recente Campionato Italiano di Combinata.

 

Gli attacchi integrati, diligenti e al tempo stesso gioiosi e felici delle medaglie vinte, qui con coloro che si occupano della loro formazione: (da sin.) Ivano Cavina, Paolo Cervi, Lisa Bertacchini (in collaborazione con Clemente Forni) e Fortunato Buffoni

 

La speranza è che questa manifestazione riesca a creare nei praticanti meno assidui quell’entusiasmo che, se ben coltivato con l’impegno costante dei tecnici (ben sapendo che è un compito difficile, gravoso e poco riconosciuto) e con un adeguato supporto della Federazione per stage e circuiti regionali che tengano vivo l’interesse, si trasformi in un’attività continuativa in previsione di una crescita sportiva coronata da sempre maggiori successi.

 

Classifica a squadre: 1° Veneto, 2° Lombardia, 3° Toscana

 

Per raccogliere le voci dal campo, questa volta abbiamo dato la parola ai tecnici dei vincitori delle medaglie d’oro.

ALESSANDRO CALZAVARA – Veneto – Tecnico e capo equipe

“Come Capo Equipe della squadra veneta, ovviamente sono soddisfatto visto il risultato finale che ha fatto registrare, oltre al gradino più alto del podio per la squadra regionale, anche una medaglia d’oro e una di bronzo nella categoria mini-pony e un’ulteriore medaglia di bronzo nella categoria pony. Peccato che per una svista nell’iscrizione, una delle concorrenti venete sia stata eliminata dopo il dressage per aver superato l’età prevista per la partecipazione, cosa di cui mi rammarico io in primis, ma che è sfuggita di mano anche in tutte le altre fasi dell’iscrizione, fino a gara ormai iniziata.

 

La rappresentativa del Veneto al gran completo

 

In tutto io personalmente ho portato 3 mie allieve, alle quali ho affidato i miei due mini-pony che solitamente attacco in pariglia, affiancate da altre 5 ragazze facenti capo come tecnico ad Enrico Tortella ma che vengono seguite giornalmente da Rebecca Pizzulli, che con l’entusiasmo proprio della sua giovane età riesce a coinvolgere e motivare le ragazzine poco più giovani di lei. E’ proprio un bel gruppo di giovani driver, quello veneto, che aveva già dimostrato la propria competenza in occasione del Campionato Italiano di Combinata svoltosi recentemente a Padova e che, nelle tappe di preparazione alle ponyadi, aveva fatto ben sperare. Non quindi successi piovuti dal cielo, ma assiduo lavoro che ha portato i propri frutti. Le mie allieve avevano già esperienza maturata in varie gare agonistiche, mentre per il gruppetto capitanato da Rebecca si trattava del primo approccio alle Ponyadi. Infatti il primo giorno erano un po’ in soggezione, ma lo spirito di gruppo ha presto preso il sopravvento e quasi subito si sono amalgamate con il resto della compagine, entrando a pieno nello spirito di una manifestazione creata appositamente per favorire la socializzazione tra giovanissimi all’insegna della spensieratezza, dell’allegria e del gioco che tuttavia non prescinde dall’impegno sportivo portato avanti con diligenza e caparbietà.

 

Matilde Giannotti, oro individuale cat. mini-pony, con il suo tecnico Alessandro Calzavara

 

Senza voler fare polemiche, ci siamo trovati ancora una volta a gareggiare su un campo in sabbia che rendeva il compito dei mini-pony particolarmente impegnativo, soprattutto quando dovevano affrontare la prova di dressage o la gara coni per la seconda o per la terza volta. E qui non parlo nell’ottica di difficoltà nell’ottenere risultati in linea con le aspettative – e i giudici nelle valutazioni ne hanno sicuramente tenuto conto – ma proprio riguardo allo sforzo fisico di dover trascinare una carrozza che pesa quanto il pony stesso, con a bordo oltre al ragazzino anche un adulto. Per assurdo il fondo era decisamente migliore nel campo prova, che tuttavia non aveva, anche se per poco, le dimensioni sufficienti per allestirvi un rettangolo regolamentare. Ci sarebbe stata all’entrata un’altra area molto adatta e, visto il periodo siccitoso, le ruote delle carrozze, in gran parte di tipo pneumatico, non avrebbe certamente rovinato il bel prato: questo avrebbe agevolato di molto il compito dei pony di piccola taglia, che in cambio tuttavia si sono meritati una dose supplementare di coccole!”

 

Per par condicio, se la categoria mini-pony è stata vinta da Matilde Giannotti, allieva di Calzavara, ci siamo rivolti anche al tecnico Alberto Tosi che segue il neo-laureato medaglia d’oro della categoria pony, il giovane Riccardo Testori.

ALBERTO TOSI – Lombardia – Tecnico e capo equipe

“Si tratta di una manifestazione che evidentemente funziona perché i numeri crescono ogni anno. Proprio per questa ragione sarebbe auspicabile che il regolamento delle Ponyadi entrasse a far parte stabilmente del nostro Regolamento Attacchi in modo che non ci fossero incertezze fino quasi al giorno di inizio, con disposizioni che si sovrappongono, si contraddicono e lasciano tutti spiazzati, come purtroppo è successo anche quest’anno. Ciò sarebbe di aiuto anche nella pianificazione da parte delle regioni dove la nostra disciplina gode di meno praticanti e dove un quadro chiaro già all’inizio dell’anno permetterebbe di costruire il tessuto sportivo di crescita in maniera più mirata, in un’ottica di raggiungimento anche di risultati più soddisfacenti. Ovviamente il regolamento andrebbe discusso a priori con le varie figure che tanto si sono sin qui spese per far crescere il settore, raccogliendo di anno in anno quell’esperienza che il “lavoro a tavolino” non potrà mai sostituire. Si tratta di trovare i giusti stimoli, le opportune soddisfazioni, gli incentivi che permettano di arrivare ad un evento di interesse federale come le ponyadi attraverso un percorso coinvolgente e gratificante per chi deve ancora decidere se proseguire in questa attività o meno.

 

La squadra della Lombardia con il capo equipe Alberto Tosi, affiancato dal tecnico Larissa Lombardi

 

Mi ha fatto molto piacere, oltre all’affluenza che ci ha visti superare i numeri pre-covid, il poter constatare che anche nelle regioni con meno attività ci sono alcuni driver che se la cavano egregiamente: non sono improvvisati, guidano bene, sono svegli – diciamo che a me, come tecnico, piacerebbe averli come allievi. Poi magari il materiale è un po’ carente ma occorre che non venga a mancare la motivazione: in fondo anche i nostri giovani atleti che successivamente hanno rappresentato l’Italia ai Campionati Europei hanno iniziato con le Ponyadi. Passatemi l’espressione: sono stati per così dire coccolati affinché andassero avanti.

 

Riccardo Testori, medaglia d’oro individuale cat. pony, con il suo tecnico Alberto Tosi

 

Per cambiare argomento, è doveroso riconoscere che il Comitato Organizzatore si è dato molto da fare. Anche se il campo non aveva un fondo ideale, un po’ troppo morbido per lo scorrimento delle ruote di una carrozza, però ogni 8-10 partenti passavano il rullo e bagnavano in modo da agevolare per quanto possibile anche i pony più piccoli. D’altro canto non possiamo neppure lamentarci troppo, visto che il nostro campo era al centro di quelli in cui si svolgevano contemporaneamente altre discipline, e quindi non è mancata la visibilità, soprattutto indirizzata ai tecnici/istruttori che hanno avuto l’opportunità di gettare un occhio anche nel nostro mondo.

In quanto capo equipe della Lombardia, sono soddisfatto che 4 dei nostri 8 portacolori hanno portato a casa una medaglia a titolo individuale, oltre a conquistre l’argento a squadre.”

 

Impresa eccezionale da parte della Toscana nella classifica a squadre, con un bronzo ottenuto da una formazione composta da due sole concorrenti, una delle quali si è aggiudicata l’oro nella categoria Brevetti.

 

La piccola ma valida squadra della Toscana con il capo equipe Fortunato Buffoni e il tecnico Linda Vanni. A destra la vincitrice dell’oro cat. Brevetti, Anna Pinato e, in basso, la groom Arianna Brogi che iniziò qualche anno fa proprio dalle Ponyadi

 

Le altre due medaglie d’oro nonché le due d’argento sono andate ai ragazzi meno fortunati, tutti tesserati in Emilia-Romagna, che tuttavia hanno dimostrato di integrarsi senza difficoltà nel quadro di una disciplina sportiva impegnativa, sempre molto corretti in gara e non meno festosi a bordo campo. Per loro parla il tecnico regionale di riferimento per gli attacchi di tutte le categorie, Ivano Cavina.

IVANO CAVINA – Emilia-Romagna – Tecnico regionale di riferimento, anche per Integrati e Para-driving

“I ragazzi degli Attacchi Integrati sono stati speciali; soprattutto quelli in guida autonoma, uno dei quali è mio allievo, sono stati molto bravi. Diciamo che dei due, uno ha guidato molto bene nella prova di addestramento e sono molto soddisfatto di essere riuscito a spiegargli il testo in maniera adeguata, tanto che ha totalizzato un bel punteggio. Poi nel percorso coni, avendo difficoltà, in quanto autistico, a mantenere la concentrazione, si è un po’ perso, ma in complesso se l’è cavata bene. Per l’altra è stato l’esatto contrario: più difficoltosa la prova di dressage, anche per il poco tempo a disposizione per imparare la nuova ripresa, poi è stata super-brava nel percorso coni, il che le è valso il primo posto in classifica finale.  Bravi anche i ragazzi in guida assistita benché oggettivamente bisogna riconoscere che difficilmente potranno evolversi fino al punto di cavarsela da soli. Ne avevamo anche un’altra che soffre di nanismo ma per questioni burocratiche di patente ha dovuto gareggiare con i normodotati e questo, in una categoria con 24 partenti, evidentemente l’ha penalizzata.

 

Tony il Pony presenta il podio degli Attacchi Integrati alla presenza del rappresentante della FISE Emilia-Romagna

 

Detto a margine vorrei sottolineare che, in quanto tecnico di attacchi per i ragazzi delle Marche, dove al momento tale figura non esiste, sono molto soddisfatto del salto di qualità ottenuto da questa rappresentativa. Nonostante la scarsa attività in regione, siamo riusciti a mettere insieme una squadretta di giovani sui quali lavorare con profitto nell’immediato futuro, con l’obiettivo di farli crescere agonisticamente, proseguendo nel trend positivo. Spero che altre regioni dove l’attività degli attacchi è ancora tutta da inventare, seguano questo esempio, avvalendosi, in caso di necessità, di tecnici da regioni limitrofe che momentaneamente li aiutino ad impostare un valido programma divulgativo e formativo.”

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Una riflessione merita la poca affluenza nella categoria Brevetti che lascia l’Italia scoperta in previsione dei Campionati Europei per giovani driver in calendario per l’anno prossimo. A soffrirne soprattutto la categoria Children (12-14 anni) dove le nazioni straniere dispongono già di atleti ben addestrati in completo attaccato, driver che hanno dimostrato con i loro pony nei concorsi internazionali della corrente stagione agonistica di essere assolutamente “sul pezzo”. Tutto ciò non solo ci impedirà di essere presenti come squadra nazionale, ma fa sì che venga a mancare per i nostri giovani anche il modello a cui rifarsi nel prosieguo della loro formazione agonistica.

Concludendo, le Ponyadi sono state ancora una volta una manifestazione veramente ben riuscita, in un centro equestre di altissimo livello che, pur destinato a cavalieri di circuiti internazionali in tutti i comparti, conserva un occhio di riguardo anche per le nuove leve, dimostrandosi una location ideale per un evento così complesso dove sono rappresentate contemporaneamente tutte le discipline equestri, con una dovizia di spazi tale da permettere che nessuna interferisca con l’altra pur dando la possibilità a tutti di sbirciare cosa combinano gli altri. E con la presenza di 1000 giovani atleti e di 1200 pony è tutto dire! Alla fine, indipendentemente dai risultati, tutti, a cominciare dai tecnici e dai rappresentanti dei comitati regionali, sono tornati a casa soddisfatti, i driver hanno dimostrato tutto il loro entusiasmo e la felicità di potersi finalmente confrontare con pari-età e di concedersi la libertà, una volta terminato l’impegno serio, di dare sfogo alla loro esuberanza giovanile. E se sono felici gli atleti, lo sono sicuramente anche le loro famiglie!

 

Per le immagini dei concorrenti in gara ringraziamo ancora una volta Matteo Pavani. Troverete un ricco album sulla nostra pagina facebook.

 

Classifiche finali a titolo individuale

Classifiche a squadre