Nel gioco delle carte potremmo definirlo un TRIS DI ASSI! Ma qui non siamo sul tavolo da gioco, siamo sul tappeto verde e si fa sul serio

 

Gruppo Romagna Attacchi

Nonostante le alluvioni, gli straripamenti e altre problematiche inerenti le stagioni “pazzerelle”, in questo luglio 2023 c’è chi non si arrende mai e sempre con grande volontà continua a lottare, convinto dell’arrivo di un mondo migliore. Il “lottatore” in questione è Ivano Cavina, titolare della moderna struttura che da anni contraddistingue il Gruppo Romagna Attacchi. Come vuole la prassi di tutti i Centri Ippici, Ivano nel corso degli anni ha dato spazio a tanti appassionati di svariate discipline sportive, mantenendo però invariata la specialità di base che è quella preferita delle redini lunghe, in gergo sportivo denominata Attacchi. Durante la lunga fase di assestamento dovuta al Covid che ha bloccato e ridimensionato tutte le attività sportive per tre lunghi anni, in questo luglio 2023 pare che le attività sportive limitate alla sola disciplina degli attacchi stiano dando buoni frutti. Non è un mistero che oggigiorno per emergere bisogna specializzarsi e qui a Forlì presso il Centro Ippico del Gruppo Romagna Attacchi, abbiamo trovato tutte le persone giuste, nel posto giusto … la Romagna.

 

Ivano Cavina e Corrado Cotti

 

 

 

Dove imparare a guidare a redini lunghe?

E’ il nostro lavoro (C&C) che con competenza e professionalità svolgiamo da anni in questo comparto sportivo che è chiaramente “di nicchia”. Sappiamo che in tutta l’Italia di Centri Ippici specializzati nella disciplina degli Attacchi se ne contano una decina, forse 15 ad essere magnanimi e generosi, e in terra di Romagna in particolare, ne troviamo solo uno: Il G.R.A. di Ivano Cavina. A differenza del salto ostacoli che coinvolge più appassionati e richiede spazi più ristretti, gli attacchi, al contrario, coinvolgono meno persone ma richiedono spazi molto più ampi. In questo Centro Ippico, ordinato e posizionato in mezzo al verde, sono presenti svariati campi in erba e in sabbia, un campo con ostacoli fissi per gli allenamenti alla maratona e un bellissimo campo in erba in dimensioni regolari per tutte le attività inerenti Dressage e Coni e per l’istruzione e preparazione degli allievi.

Attività e Tecnici specializzati

Luglio, mese di grandi manovre sui campi del Centro Ippico, per la concomitanza di diversi eventi di una certa importanza che non devono poi sovrapporsi a quelli della quotidiana routine che in questo 2023 ha visto il debutto di una interessante iniziativa firmata FISE: “Una Carrozza per Tutti”. Nessuna paura per quanto concerne le tempistiche perché serietà e organizzazione sono il fiore all’occhiello dello staff coordinato da Ivano Cavina che sfoggia un curriculum di tutto rispetto: Tecnico Attacchi di 2°Livello, Guidatore di 2°Grado, Tecnico per Attacchi Integrati e Costruttore di percorso 2°Livello. A seguire le sue orme, gomito a gomito, Luana Panichella, Tecnico Attacchi 1°Livello, Guidatrice 1°Grado e nei ritagli di tempo anche moglie di Ivano Cavina! A completare il quadro professionale, Corrado Cotti, Referente Regionale del progetto: “Una Carrozza per tutti”. Possiamo dire, da quanto visto, che siamo ai massimi livelli, e, per tutti coloro che intendono avvicinarsi a questa disciplina sportiva, ci permettiamo di dire che siete nel posto giusto!

 

Gli allievi vengono seguiti e assistiti in ogni momento della loro entrata in campo, non bisogna dimenticare mai che non è un cavallo “a dondolo” è un … “Cavallo”

 

Pratico, funzionale e divertente il campo con ostacoli fissi per le prime esercitazioni sull’impegnativo percorso di “maratona”

 

Gaia Casadio

 

Anita Salghini

 

Cavalli e Driver in campo

Per quanto riguarda le due “puntine di diamante” al femminile, Gaia Casadio e Anita Salghini rappresentano già il futuro degli attacchi agonistici a livello italiano – e non solo -; altri sono, per così dire, in lista d’attesa perché imparare quella che anticamente era definita l’ Arte del ben attaccare un cavallo alla Carrozza, non è cosa che si improvvisa in 10 lezioni, neppure con il più bravo istruttore del mondo! Ivano Cavina da pochi giorni è rientrato con tutta la squadra sportiva dalla Coppa delle Regioni di Attacchi che si è svolta a Padova e sarà lui stesso a dirci nelle righe successive come è andata.

 

Padova, Coppa delle Regioni 2023. Alle redini un ragazzino di 7 anni, Giorgio Di Guida, Cat. Integrati, ma a quanto si vede con grinta da vendere! (photo-credit: Matteo Pavani)

 

Dopo la bella prestazione ottenuta con la squadra dell’Emilia Romagna alla Coppa delle Regioni di Attacchi edizione 2023, abbiamo intervistato Ivano Cavina affinché ci faccia un quadro reale ed esaustivo del comparto Attacchi non solo in Emilia Romagna ma anche su tutto il territorio italiano.

Intervista a Ivano Cavina, tecnico di 2° livello con specializzazione in sport integrati e paradriving

ll Campionato a Padova è stato un evento piacevole. La cosa più bella è che ho visto tanti ragazzi giovani e questo lo ritengo positivo: mi fanno ben sperare per il futuro degli attacchi. La “vecchia guardia” ormai è sparita tanto che i concorrenti seniores di 2° Grado si contavano più o meno sulle dita di una mano.

Noi come Emilia-Romagna avevamo tutta la squadra di Paolo Cervi – oltre a lui, la Bizzarri, Rizzo e Pevere -, i ragazzi integrati di Forni, poi avevo un integrato anch’io (Di Guida) oltre alla Salghini, alla Casadio e alla Monti. Io come tecnico sono rimasto molto soddisfatto. I ragazzi integrati portati da Forni hanno gareggiato tutti con la guida assistita ma si sono comportati bene; il mio integrato invece, un bambino di 7 anni, ha fatto tutto da solo, è bravo, viene da me 2-3 volte a settimana, gli piace, sta crescendo bene; tra pochi giorni lo porterò alle ponyadi, lui e un’altra ragazzina di 10 anni normodotata, che purtroppo non ha potuto essere presente a Padova perché le è nato un fratellino.

Mi è dispiaciuto di aver sentito a Padova qualche polemica di troppo, con istruttori che lasciavano intendere come siano propensi a lasciar perdere questo sport a favore di altre discipline e la cosa non mi piace. Io sono dell’idea che tutti i problemi – e ce ne sono, ci mancherebbe, perché a uno non sta bene che abbiano cambiato i testi, all’altro che le categorie siano mal assortite, ecc. – discutendo e ragionando insieme si risolvono. Poi non è detto che tutto debba essere come ciascuno pensa perché accontentare tutti non è facile, ma io ci tengo ancora a questo sport, cerco di andare avanti e di superare i problemi.

E’ normale che il dipartimento decida di imboccare una determinata strada ma se c’è qualcosa che disapprovo, io lo contatto e devo dire che alcune volte, portando gli esempi giusti, mi danno ragione. Non sempre, è ovvio, ma almeno ho fatto presente una criticità e il dipartimento ne viene a conoscenza. E’ vero che i praticanti sono pochi, ma non ha senso lasciar naufragare una disciplina che, secondo me, merita quanto le altre di essere coltivata. Se le cose vengono affrontate intorno ad un tavolo, quando ci si alza si ha almeno la soddisfazione di averne discusso e di aver trovato magari un compromesso che vada bene per la maggioranza.

Di cose che non vanno ce ne sono. Solo per fare un esempio la decisione, tardiva, di cambiare il testo degli integrati per le ponyadi non è stata una scelta felice, innanzitutto perché per insegnare un nuovo testo ad un ragazzo con difficoltà conclamate, richiede tanto tempo e tanta pazienza: bisogna lavorare sodo per riuscire a farlo. D’altronde io mi dico che è il mio lavoro e quindi mi rimbocco le maniche e mi do da fare. Un altro esempio: eravamo tutti d’accordo che avevamo troppe categorie, poi magari da troppe siamo andati a finire per averne troppo poche. Quindi ci sarebbe da rivedere qualcosa ma io sono convinto che si riesce a risolvere il problema.

Io nel mio centro faccio solo questa disciplina ma vedo che i ragazzi, tutto sommato ci sono. Poi bisogna darsi da fare: io vado nei vari centri ippici, porto con me una carrozza, un paio di cavalli o pony con i loro finimenti e faccio provare. Se, come l’ultima volta, su una trentina di ragazzi che provano ce n’è uno a cui piace e che decide di voler proseguire, è già una vittoria. E così si riprova da un’altra parte. Siamo noi a doverci muovere, anche se è faticoso.”

 

Campi prova e rettangolo di gara regolare sono i punti forti del Centro Ippico del Gruppo Romagna Attacchi

 

Questo guidatore ultra-40enne ci tiene a specificare la sua situazione anagrafica anche sulla maglietta che indossa!

 

Attività a Redini Lunghe a 360° presso il Gruppo Romagna Attacchi

Una normale giornata di lavoro presso gli impianti del Gruppo Romagna Attacchi. Dai primi movimenti che vediamo nei pressi delle scuderie dove sono ricoverati i cavalli capiamo subito che siamo di fronte a dei professionisti. Infatti non si limitano a “buttare sopra” la carrozza l’allievo, ma troviamo l’allievo intento a gestire il cavallo all’interno del box per poi posizionarlo nel suo giusto posto per la vestizione. Purtroppo (o per fortuna) l’abitudine automobilistica di prendere la chiave di tasca e mettere in moto l’automobile, da almeno 50 anni è una cosa normale un po’ per tutti, al contrario se in una grande città densamente popolata sistemiamo accanto ad un albero un cavallo, sulla panchina i finimenti e poco distante la carrozza con frusta, copricapo e guanti, difficilmente qualcuno riuscirà a mettere in moto il veicolo a trazione animale. Ecco spiegato il perché di questa difficoltosa disciplina equestre che da sempre è stata definita un’Arte. Ragion per cui se intendiamo avvicinarci al mondo del cavallo, per sua consuetudine bizzarro, non dobbiamo applicare sistemi di ricerca o informativi politicizzati dove vige la regola della “pacca sulla spalla o volemose-bene” perché in poco tempo è facile, anzi probabile, trovarci alla sala gessi dell’Ospedale più vicino al Centro Ippico.

 

I giovani allievi del progetto “Una Carrozza per Tutti” si impegnano e a quanto pare con successo

 

Luana Panichella intenta a sistemare i microfoni ai ragazzi in campo

 

Il progetto “Una Carrozza per Tutti” firmata FISE e Ministero della Salute

Alla sua presentazione non potevamo mancare e ne abbiamo parlato in un passato articolo  ( Link   https://www.carrozzecavalli.net/2023/04/ministero-e-fise-accomunati-nel-nuovo-progetto-una-carrozza-per-tutti/ )

Oggi invece siamo arrivati qui di persona per vedere questo progetto nella sua fase attuativa e dobbiamo ammettere che siamo rimasti veramente esterefatti nel vedere concretamente il funzionamento di questo delicato progetto che si rivolge a persone con disabilità più o meno accentuate. In questo campo la parte del leone la fa il personale addetto, che deve, ripeto, deve essere motivato e professionalmente abile e preparato. Una mossa sbagliata, una parola o un urlo di troppo può compromettere il lavoro di mesi, e senza voler minimizzare o oscurare la professionalità dei miei cari amici Corrado e Ivano devo ammettere che il “savoir-faire” di Luana Panichella, Tecnico di 1°Livello e guidatrice con brevetto di 1°Grado, rappresenta un vero tocco di sensibilità e di professionalità che solo una donna riesce a dare.

La tecnologia è come un coltello da cucina: se lo prendi dal manico sai quante belle cose fai? Se lo prendi dalla lama … ti fai male! Oggi nel grande prato in erba abbiamo visto l’allievo in carrozza con un auricolare collegato ad un microfono dove riceveva da un Tecnico a bordo campo ordini sulle traiettorie da seguire e sul giusto assetto, mentre un’altro Tecnico era sopra la carrozza a seguire da vicino l’allievo. Risultati? Serenità assoluta del guidatore con grande facilità di apprendimento, e  relax psico-fisico di tanti Tecnici (senza fare nomi) i quali, dopo tre piadine romagnole con formaggio e prosciutto e un mix di birra, Sangiovese e acqua minerale naturale (poca), dovendo correre su e giù per il campo e sotto il sole per istruire i futuri campioni come anni orsono, hanno dato il benvenuto e pure un piccola benedizione, all’arrivo di questa moderna tecnologia!

 

Severiano Baroncini in azione: 80 anni portati con disinvoltura e grinta

 

Non siamo ai Campionati del Mondo, siamo qui per fare del sano sport all’aria aperta sempre e solo con il sorriso tra le labbra

Parole? No, fatti!

Siamo a bordo campo ad osservare e fotografare le evoluzioni dei vari driver che si alternano in campo a bordo delle carrozze e al nostro fianco si alternano Corrado Cotti e Ivano Cavina. Entra in campo un driver abbastanza attempato ma dai movimenti rapidi e precisi e penso: “non è mai troppo tardi per imparare”. Poi chiedo informazioni a Corrado Cotti, Referente regionale del progetto “Una Carrozza per Tutti” il quale precisa: “Si tratta di Severiano Baroncini, ha 80 anni ed ha aderito al Progetto FISE, non ha mai guidato una carrozza in vita sua e dimostra una manualità non comune per una persona di quella età. Inoltre quello che gli viene detto, termini tecnici inclusi, quando torna a casa li annota scrupolosamente in un diario corredato di illustrazioni a tema. Una cosa che veramente fanno in pochi.“ Passano pochi minuti e arriva in campo un ragazzino il quale per arrivare agli 80 anni del precedente driver dovrà spegnere ancora 73 candeline! Al nostro fianco ora abbiamo Ivano Cavina che ci illumina: “Il ragazzino si chiama Giorgio Di Guida, da qualche mese fa parte della nostra squadra di driver Cat. Integrati che hanno partecipato alla Coppa delle Regioni; da oltre un anno frequenta il nostro Centro Ippico e nonostante la giovane età pare abbia già la “stoffa del campione”.

Giorgio Di Guida, piccolo ma con grandi pretese

 

Corrado Cotti sempre disponibile a mettere al servizio dei giovani la sua grande esperienza di driver internazionale

 

Si è fatta sera, i “signori” cavalli strigliati e accuditi, a testa bassa e con le mascelle in movimento nei box, i loro “servitori” a sistemare carrozze e finimenti, e gli allievi futuri driver sulla strada di casa: finalmente un po’ di relax, dico bene Ivano? Assolutamente NO! La passione per le redini lunghe ha contagiato anche i marchigiani e domani mattina presto devo caricare cavallo e carrozza e recarmi presso un Centro Ippico nelle Marche per uno Stage di Attacchi; che ci posso fare, adesso va così, ci sono intere regioni dove ci potrebbero essere tanti futuri driver o quantomeno persone a cui piacerebbe imparare a gestire un cavallo con una carrozza o un calesse per una semplice passeggiata in campagna ma … io sono solo e i miracoli non li faccio ancora!

Luana Panichella via microfono corregge e incoraggia i ragazzi impegnati in campo

 

Gruppo Romagna Attacchi – Via Borghetto Ferrovia, 4 – Forlì

Per info. Ivano Cavina  cell. 366. 652 8443

 

Ivano Cavina impegnato in una nuova attività collaterale: il talent scout. Attività redditizia o gloriosa? Ai posteri l’ardua sentenza!