Quando vediamo una bella carrozza antica ne ammiriamo il quadro generale fatto di colori e di armonie legati ad un mondo ormai scomparso dalla nostra quotidianità che tuttavia suscita nell’osservatore emozioni e desiderio di conoscere più approfonditamente ad esempio le tradizioni dell’uso cui era destinata. Ben difficilmente, soprattutto quando non si tratta di berline di gala e cocchi prestigiosi, ci si sofferma a considerarla in tutto e per tutto un’opera d’arte basata sulle conoscenze e la maestria di abili artigiani carrozzieri. Questi, con pochi e semplici attrezzi ma con tanto sapere accumulato di generazione in generazione, riuscivano a realizzare un progetto che, nonostante fosse sottoposto a forti sollecitazioni, doveva durare negli anni e rispondere a tutte le esigenze del committente. Solo così il creatore poteva ambire ad entrare nel novero dei migliori carrozzieri del mondo, dei quali ancora oggi apprezziamo l’opera.

 

 

Ecco quindi che assume una primaria importanza il materiale da cui partire per la realizzazione di una carrozza, ovvero il legno. Ovviamente non si tratta di prendere quattro assi qualsiasi, di tagliarle e di giuntarle in modo da ottenere una forma: ogni piccola parte della vettura ha una sua funzione ben precisa e richiede un determinato tipo di legno per adempiere alle sue funzioni. Detto così sembra semplice, ma la qualità deriva da tanti fattori che rendono il legno idoneo all’uso. Ci sono legni teneri e legni duri, ognuno con caratteristiche ben distinte e ognuno adatto ad una certa parte della vettura; il legno deve essere stato conservato in un determinato modo ed occorre essere in grado di riconoscerne i difetti e le malattie dannosi alla solidità della costruzione.

Nei secoli scorsi sono tanti i trattati di falegnameria scritti specificatamente per i costruttori di carrozze, proprio perché sono tanti gli aspetti da considerare per determinarne la qualità, dalla vegetazione alla crescita, dal clima al terreno e all’esposizione in cui la pianta è cresciuta. Persino l’abbattimento e il taglio degli alberi nonché il procedimento dell’essicazione sono principi dai quali il valente carrozziere non può prescindere per realizzare il suo lavoro.

 

 

Il nostro esperto, MARCO ZANE, ci accompagna oggi in un viaggio molto particolare attraverso un mondo pressoché sconosciuto alla scoperta di ciò che sta alla base di una carrozza degna di essere annoverata tra le opere d’arte. Il suo trattato, che potrete scaricare qui, è frutto di lunghe e meticolose ricerche sulla storia della carrozzeria e svela tutti gli aspetti più nascosti di una scienza che qualsiasi appassionato di carrozze dovrebbe aver letto almeno una volta nella vita.

A titolo esemplificativo proponiamo in questa anteprima un’immagine tratta dal lavoro del sig. Zane  con la  relativa didascalia, certi che il lettore sarà invogliato ad approfondire l’argomento.

 

 

 

Stiamo vivendo nel nostro secolo momenti di rinnovamento e un ritorno graduale alle antiche abitudini di rispettare il pianeta che ci ospita. Il clima e l’atmosfera sono stati da noi fortemente compromessi e non è questa la sede per risolvere i problemi, tuttavia una maggiore conoscenza che smuova le coscienze è sicuramente opportuna. Tutti o quantomeno molti conoscono alcune proprietà e particolarità degli alberi e tra queste talune sono veramente curiose e interessanti. Il signor Zane ne ha citate tante che troverete ampiamente descritte nel soprastante link; noi, per solleticare la vostra curiosità, vi proponiamo qui di seguito un breve estratto.

 

“PANNELLI

Si potrebbero tagliare i pannelli dal ceppo non ancora scorticato, ma a causa del loro spessore di soli 9 millimetri si torcerebbero e si piegherebbero, malgrado il vantaggio di una essicazione più rapida. Si preferisce tagliare le tavole da utilizzare per i pannelli di 10-11 mm di spessore ma quando sono già secche, come detto sopra e con 24-30 mesi di stagionatura per i legni duri (noce) e 18-20 mesi per i legni bianchi (pioppo).

Si impilino orizzontalmente con tasselli come già specificato sopra e si lascino dagli 8 ai 12 mesi per l’essicazione. E’ importante che i pannelli utilizzati per le casse siano molto secchi e ben stagionati perché a causa della loro grandezza e sottigliezza correrebbero il rischio di spaccarsi o di stringersi o di scanalarsi se le carrozze sulle quali fossero montati venissero lasciate per lungo tempo, soprattutto in estate. esposte al sole.”