La Targa ricordo consegnata a tutti i partecipanti

 

 

 

 

Emanuela Brumana, neo eletta Presidente del Gruppo Italiano Attacchi

 

Un lungo ed elegantissimo corteo di carrozze attraversa la città di Parma

 

Parma 2022 – Un salto indietro nel tempo

Domenica 2 Ottobre 2022 ore 10 del mattino, un romantico e silenzioso corteo di carrozze trainate da cavalli esce ordinatamente dal Parco della Cittadella e invade pacificamente le vie e le piazze di Parma. Le avevamo viste sfilare l’ultima volta nel 2019, poi per tutti furono momenti di paura e dolore che, anche se in minima parte, ci accompagnano ancora. Cosa è cambiato da allora? Da quello che abbiamo visto qui oggi e da quanto visto negli ultimi mesi è emersa da parte del pubblico una grande voglia di stare insieme, di socializzare e di svagarsi in varie attività ricreative con preferenza per quelle a cielo aperto in mezzo alla natura. I lunghi mesi passati reclusi nelle proprie case a sorbirsi i pettegolezzi di politologi improvvisati che raccontavano dettagliatamente tutto ciò che … non sapevano, hanno chiaramente lasciato brutte esperienze difficili da dimenticare. Oggi all’interno della Cittadella c’era tutto il necessario per dimenticare i tristi ricordi: lo staff del “Cinghio Equitazione ASD” con i piccoli e simpatici Pony per fare provare l’emozione del battesimo della sella ai tantissimi ragazzini presenti, il Gruppo Italiano Attacchi con l’appuntamento annuale della sfilata e relativo Concorso di Eleganza nel pomeriggio. A dirigere ed organizzare scrupolosamente questo evento la Signora Paola Mattiazzi, Presidente della Sezione di Parma dell’Associazione Arma di Cavalleria e Amici del Cavallo. Senza volere minimizzare l’operato di tanti altri validissimi collaboratori, resta il fatto che solo la passione, l’impegno e la tenacia della Signora Paola riesce tutti gli anni a coordinare Amministrazione Comunale, Polizia Municipale, Forze dell’Ordine ed i vari sponsor sempre puntuali con il loro contributo a rendere più “appetibile” questa manifestazione. Per questo suo costante impegno nel valorizzare e sostenere il ruolo del cavallo nel passato e nei tempi attuali, nel 2018 la Signora Paola Mattiazzi è stata insignita dell’onoreficenza di Cavaliere di Prima Classe del Sacro Angelico Imperiale Ordine Costantiniano di San Giorgio. Onoreficenza ricevuta dal Duca e Gran Maestro Don Carlo Saverio di Borbone Parma.

 

Sempre tranquilla e sorridente ma con le idee terribilmente chiare la Signora Paola Mattiazzi che vediamo davanti alla palazzina in Cittadella, sede dell’Associazione. Fin dalle prime ore della giornata a dare man forte nella meticolosa organizzazione erano presenti i signori Franco Bacchieri, Luigi Miari e Valerio Candeli

 

Chiaramente la Signora Paola Mattiazzi ha seguito il corteo a bordo della elegantissima carrozza “Milord” di Roberto Bergaglio

 

 

Tantissima gente, favorita dalla bella e calda giornata di sole, si è riversata per vie, piazze e parchi per assistere al passaggio del corteo delle carrozze

 

Non si era mai visto prima di oggi un così grande entusiasmo per il romantico mondo del cavallo

 

Sfilata delle carrozze a Parma

XVIII Edizione di “Carrozze & Cavalli in Cittadella”

Anche a Parma si è ripetuto il solito copione visto negli ultimi mesi in altrettante città italiane con una folla molto più numerosa e interessata degli anni passati. Uno spettacolo che “trasmette serenità” ci hanno ripetuto alcuni passanti, e come dargli torto? Su questi lastricati che hanno visto transitare migliaia di cavalli, cavalieri e carriaggi nel corso dei secoli nulla è più in tema che la rivalutazione di questi antichi mezzi a trazione animale che tanti appassionati sparsi in tutta Italia propongono alla pubblica attenzione. Alla base di tutto poi resta l’organizzazione intransigente ma necessaria del Gruppo Italiano Attacchi il quale, tramite i Giudici AIAT, propongono al pubblico esclusivamente gli equipaggi “degni di nota”: tanto per capirci, vengono ammessi alla sfilata coloro che ripropongono la carrozza originale di fine ‘800 con i finimenti dei cavalli e l’abbigliamento il più fedele possibile al contesto storico. La frase “il più fedele possibile al contesto storico” sottolinea che i proprietari e guidatori di queste carrozze con amore, passione e tassativamente senza scopo di lucro, non potendo acquistare sui mercati attuali fruste o parasole per signore con il classico manico in avorio perché vietato per legge, devono ricercarlo pazientemente in mercati antiquari o botteghe di antiquariato al fine di poterlo poi sfoggiare come illustre vanto in manifestazioni come quella odierna. Un particolare storico interessante che passa solitamente in secondo piano e ai giorni nostri non fa notizia è che la trazione animale con il cavallo è iniziata circa nel 3000 a.C. e si è protratta fino ai primi anni del ‘900 (4.900 anni) mentre i motori e relativi “cavalli-vapore” (HP) possono vantare un utilizzo dal 1900 al 2022 (solo 122 anni ma … con che danni!).

 

 

Come solitamente accade, in questa stagione di Concorsi del 2022 l’equipaggio più ammirato è l’attacco alla D’Aumont, “montato” nel vero senso della parola, da Pino Usai. Questo elegantissimo attacco era solitamente riservato a persone di altissimo rango come principi e re: in più di una occasione tutti abbiamo visto sfilare in Inghilterra questo identico modello di carrozza con seduta la Regina Elisabetta, da poco scomparsa. Vuole una antica tradizione che ancora si tramanda, che un simile attacco con quattro cavalli e due persone che montano i cavalli di sinistra, debba essere riservato esclusivamente a Principi e Re, con un eventuale “concessione” per un Capo di Stato in via del tutto eccezionale.

 

Non esiste un veicolo su terraferma che possa vantare un’eleganza come l’attacco alla D’Aumont

 

Gli equipaggi arrivano al Parco Ducale, sede del Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri

 

A destra il Presidente del Consiglio comunale di Parma Michele Alinovi ringrazia i presenti e il Colonnello Andrea Pacchiarotti per l’ospitalità. Ringraziamenti anche dalla Signora Paola Mattiazzi, Presidente dell’Associazione Arma di Cavalleria e Amici del Cavallo di Parma

La benedizione di don Umberto Cocconi e discorsi di rito

Come da tradizione una sosta al Parco Ducale di Parma è d’obbligo, e poi dobbiamo ammettere che è sempre di buon auspicio, quasi un porta-fortuna; nel corso degli anni durante questa manifestazione, non si sono mai registrati contrattempi o incidenti di varia natura, e non poteva poi essere altrimenti perché gli equipaggi sostano davanti alla sede del Comando Provinciale dei Carabinieri e sempre in loco viene impartita la benedizione anche ai bene-amati cavalli. La Chiesa Cattolica e L’Arma dei Carabinieri, due pilastri di saggezza e fedeltà bene auguranti che si spera durino ancora a lungo. Ad equipaggi schierati e con tanto pubblico presente, sono iniziati i ringraziamenti e saluti di rito da parte del Colonnello Andrea Pacchiarotti, Comandante della Sede provinciale dell’Arma, del Presidente del Consiglio Comunale di Parma, Michele Alinovi, della Signora Paola Mattiazzi, Presidente dell’Associazione Arma di Cavalleria e Amici del Cavallo di Parma, e per finire una preghiera con annessa benedizione impartita da don Umberto Cocconi.

 

Nel collage in alto a des. don Umberto Cocconi con a fianco il Colonnello Andrea Pacchiarotti, a seguire Paola Mattiazzi, Emanuela Brumana e Michele Alinovi

 Pausa pranzo e …

Al rientro in Cittadella, pausa pranzo con i piedi sotto la tavola per i partecipanti e pausa fieno sotto gli alberi per i cavalli, quattro chiacchere tra amici di lunga data che si ritrovano una volta all’anno in questi contesti poi, con il sapore del caffè in bocca, via a lucidare le carrozze, ingrassare i finimenti e strigliare i cavalli: tra poco ogni equipaggio dovrà dare il meglio. Siamo riusciti a cogliere l’attimo fuggente di una guidatrice che sgambava il proprio cavallo e ricordiamo a tutti che le carrozze sono munite di freno del tipo manuale e alcune più recenti, come nella foto, con i pedali che azionano i freni a disco.

 

Il sistema frenante obbligatorio su tutte le carrozze che circolano su strada insieme alla apposita targa

 

Il Concorso di Eleganza

Precisiamo per i non addetti ai lavori che la specialità o per meglio dire la disciplina sportiva degli Attacchi significa guidare uno o più cavalli tramite le “redini lunghe” con attaccato un carro, un calesse o una carrozza. Questa difficile disciplina sportiva, volendo anche di “nicchia”, è saltata prepotentemente alla ribalta del grande pubblico sportivo poche settimane fa a Roma dove si sono svolti i Campionati del Mondo di tiri a quattro cavalli presso il Centro Equestre Ranieri di Campello ai “Pratoni del Vivaro” nel comune di Rocca di Papa. In quel contesto erano presenti gli Attacchi sportivi che in Italia e in tutto il mondo hanno i loro campionati suddivisi in categorie. Una specialità meno conosciuta ma non per questo meno importante, è quella dei Concorsi di Tradizione dove le cosiddette competizioni non utilizzano il cronometro o la velocità ma premiano l’eleganza, lo stile, il bon-ton e la maniacale cura nella ricerca dell’accessorio o della carrozza originale da attaccare all’idoneo cavallo, il quale non dovrà essere possente e veloce ma preferibilmente educato ed obbediente, cosa che si ottiene non consultando una App sul PC ma rivolgendosi a persone esperte del settore tramite il solito passa-parola, esattamente come 100/200 anni fa. Le categorie di questo genere di Concorsi di Tradizione sostanzialmente si dividono in due settori: Attacchi da Lavoro e Attacchi di Tradizione; questi ultimi si dividono a loro volta in due categorie: attacchi “padronali” e attacchi di “servizio”. Anche se a parole sembra complicato, in seguito vedrete che ai giorni nostri è rimasto tutto come un tempo, sono stati semplicemente sostituiti i cavalli con pelo e zoccoli con i cavalli-vapore. Partiamo dunque raccontandovi alcune note di cronaca un po’ inusuali che ci hanno colpito. Le carrozze presenti provenivano, come solitamente accade, un po’ da tutta l’Italia, ma per correttezza è giusto specificare: Italia del Nord e Centro. Il motivo è sotto gli occhi di tutti: i tanti attacchi che distano oltre i 300 km dal luogo della manifestazione è matematicamente impossibile che in una sola giornata possano fare il viaggio con cavalli e carrozze andata e ritorno più il Concorso che inizia alle nove del mattino. Nello scorrere la lista delle località di provenienza degli equipaggi abbiamo notato una “new entry” nel finale: Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana e Sicilia.

 

Salvatore Carcò alle redini prima della partenza per la sfilata nel centro di Parma. Al suo fianco la figlia Clara e accanto al cavallo il figlio Giuseppe

 

L’equipaggio siciliano proveniente da Catania era composto dal sig. Salvatore Carcò, il figlio Giuseppe, la figlia Clara e, vista la distanza che intercorre da Catania a Parma (1.200 km), il pubblico e la giuria gli hanno riservato un applauso supplementare!

 

Durante le premiazioni un applauso supplementare per Salvatore Carcò come equipaggio che arrivava da più lontano, nientemeno che da Catania! A ricordarlo la bandiera della Regione Sicilia

 

Salvatore Carcò alle redini con a fianco la figlia Clara

 

A Salvatore Carcò, reduce dal lungo viaggio,  abbiamo chiesto personalmente qualche informazione più dettagliata.

 

Salvatore Carcò: “Mio figlio si chiama Giuseppe e vive a Parma. Clara Carcò è la mia figliola e mi segue da diversi anni, sia nella tradizione che nello sport attacchi amatoriale. Veniamo tutti da Catania, ma siamo arrivati a Parma in maniera, per così dire, intermodale. Nino, il nostro magnifico cavallo spagnolo di 17 anni, è arrivato via strada con un trasportatore, la carrozza è arrivata a Ravenna via nave, io e Clara invece siamo arrivati in aereo a Bologna. La fatica è stata tanta, ma anche la soddisfazione ed il piacere di vedere una delle più belle città d’Italia. Parma, irripetibile capitale della cultura, con la sua storia, i suoi viali, la sua gente. L’organizzazione impeccabile in ogni dettaglio, i colleghi di redini che ci hanno accolto molto bene, segno che il GIA unisce nonostante la latitudine. Ma il grande protagonista della giornata è stato il sole, bellissimo e caldissimo, che ci ha regalato la luce giusta per apprezzare quanto di bello normalmente ci vive attorno; per rendercene conto abbiamo bisogno però di rallentare, di dare spazio al nostro naturale ritmo. L’andatura della carrozza offre l’occasione per vedere il mondo in maniera alternativa, più naturale, forse più autentica. Tutti dovremmo provare almeno una volta e chissà, magari ci si può prendere gusto! Un saluto a tutti e ciao Ermes, ci vediamo a Verona!

 

Nelle foto il “Dog Cart” con alcuni particolari interessanti.


Salvatore Carcò presentava un “Dog Cart” con alle stanghe un cavallo singolo spagnolo; questo genere di carrozze sportive a due ruote erano solitamente utilizzate per le frequenti battute di caccia ma venivano utilizzate anche per altre svariate occasioni. Peculiarità di questo due-ruote è la grande cassa dotata di alette per la ventilazione interna, sopra la quale potevano stare sedute due o quattro persone (dos-à-dos) a seconda delle necessità (foto 1 e 2) mentre la stessa cosa avveniva per i cavalli che potevano essere in due (tandem) o, come oggi, un cavallo singolo. Questo genere di carrozze può essere chiamato trasformabile o multifunzionale, infatti la spaziosa cassa dotata di alette per fare passare l’aria era utilizzata dal proprietario per portarsi appresso i cani durante le riunioni di caccia, ma poteva servire anche per una scampagnata con la famiglia riempiendo la cassa di vivande e generi di conforto per gli occupanti. Né più e né meno di quello che oggi fa una famiglia con un cane e due bambini quando si reca al mare per un fine settimana con una auto familiare.

 

Gli Attacchi  “da lavoro”

Una doverosa precisazione: nei Concorsi di Tradizione AIAT coordinati dal GIA, è ammessa anche la Categoria degli attacchi da lavoro, i quali comprendono varie tipologie di “legni” che servivano anticamente ad uso esclusivo di determinate attività artigiane e agricole. Questi attacchi sono abbastanza rari, e ancora di più i mezzi che venivano utilizzati. Pare che ne siano rimasti una cinquantina sparsi su tutto il territorio italiano. Solitamente erano trainati da buoi, muli, asini e cavalli. Per i piccoli trasporti l’asino, grazie alle sue caratteristiche, era il preferito.

 

Charlotte Engholm si prepara alle valutazioni del Giudice di Tradizione AIAT Enzo Calvi

 

  Categoria “Attacchi da Lavoro” – Il carretto del latte di Charlotte Engholm

Abbiamo parlato di qualche curiosità ed eccovi accontentati: Charlotte con il suo carretto e l’Asino di razza Romagnola alle stanghe si è presentata, unica in questa categoria, e manco a dirlo ha riscosso i tanti meritati applausi. Questo genere di Attacchi, come dice la parola stessa, venivano utilizzati per lavorare, ed in particolare erano affidati a donne, ragazzini e persone anziane che non potendo svolgere i faticosi lavori in campagna, davano il loro contributo con questa attività lavorativa decisamente molto meno faticosa che vangare la terra per 10 ore al giorno sotto il solleone!

 

 

Il carretto visto da dietro; poteva contenere non solo il latte ma anche prodotti dell’orto, che anticamente tanti agricoltori andavano nei mercati per vendere o acquistare, in base alle loro necessità

 

Roberto Bergaglio con la sua livrea con mantella, elegante sì, ma anche utile

 

CATEGORIE: Carrozze padronali e sportive guidate dal proprietario. Carrozze di servizio, guidate dal cocchiere.

Per meglio capire le differenze è utile un riferimento ai giorni nostri; le carrozze guidate dal proprietario sono come le nostre automobili, alcune belle e pure di grossa cilindrata, che il proprietario usa per se stesso, al lavoro e in gita domenicale, mentre quelle di servizio sono paragonabili ai nostri taxi e, crescendo di livello, alle auto-blu a disposizione di Provincie, Regioni e Governo Italiano. Apriamo con le carrozze di servizio che richiedevano il cocchiere e nelle grandi casate anche il valletto che apriva e chiudeva le portiere. Il livello più basso e comune era rappresentato dalla vettura di piazza (taxi) dove il conducente venne inizialmente battezzato “brumista” per via della carrozza maggiormente utilizzata in tutte le grandi città italiane del tempo: il Brum. Qui le regole di servizio erano abbastanza libere e, tenuto conto che anticamente c’erano esclusivamente questi mezzi a trazione animale a disposizione del pubblico, era un dovere stare allo scoperto sopra la carrozza sia con il sole cocente in estate che nelle giornate fredde e piovose d’inverno. Unico accessorio concesso, una coperta per il cavallo perché se si ammalava lui il servizio … cessava (e pure i soldi). Un po’ più rigide le regole nelle nobili famiglie che disponevano di un cocchiere privato. Chiaramente doveva accudire i cavalli ed accertarsi che carrozza e finimenti fossero in ottimo stato e sicuri. A cassetta poteva salutare solo portando davanti al viso la frusta alzata reclinando leggermente il capo in segno di saluto, nulla più e poca confidenza con i passeggeri. Nella foto che ritrae Roberto Bergaglio vediamo una livrea con una mantella supplementare cucita a riparare le spalle. Chiaramente non era una vezzo legato alla moda ma una necessità di lavoro; infatti il proprietario, quando si recava alle corse dei cavalli, a teatro o in gita a trovare amici distanti una decina di chilometri, esigeva che la carrozza col cocchiere restasse a disposizione e se la rappresentazione teatrale durava due ore e per due ore c’era una pioggia battente, il cocchiere doveva prenderla tutta addosso e preoccuparsi solo di coprire i cavalli. Evidente che la mantella sulle spalle offriva un doppio riparo sia per il freddo che per la pioggia. Anche oggi sulle auto-blu governative valgono le stesse regole di disciplina, con dei benefici correttivi frutto del progresso democratico dei nostri tempi; in auto con il climatizzatore si sta bene in tutte le stagioni, sdraiati sul sedile non si fa troppa fatica e lo stipendio corredato di contributi versati, corre tutti i mesi anche se c’è il Covid. Le carrozze di servizio presenti oggi a Parma erano delle “Vittoria”, “Milord” e “Landau”.

 

Alcune curiosità, ma che hanno rappresentato uno stile di vita dopo il 1870: la carrozza modello “Vittoria” (foto 2) senza sportelli per meglio mettere in mostra i sfarzosi abiti delle gentildonne del tempo; nella foto 1 una carrozza modello “Landau” dotata di sportelli laterali che chiaramente impedivano di vedere completamente gli occupanti; nelle foto 4 e 5 i “Break” da campagna in legno naturale mentre nella foto 3 l’elegante “Break” da città verniciato con filettature

 

Nella categoria carrozze sportive guidate dal proprietario osserviamo nella foto in alto il “Phaeton” di Maurizio Malavasi & famiglia. Un legno dei primi anni del ‘900 della famosa Carrozzeria milanese “Mainetti & L. Ferrari”, utilizzato presumibilmente in città, come si nota dalle eleganti filettature chiare in contrasto con la vernice scura

 

La pariglia di cavalli di Alaini Ferraro, alle redini, con a fianco la sua elegantissima Signora

 

Carrozze padronali e sportive guidate dal proprietario

Oggi a Parma erano presenti diversi attacchi con carrozze padronali nei seguenti modelli: Break, Dog Cart, Gig e Phaeton. Tra tutti uno dei modelli più diffusi è il Break, il cui nome deriva da un’espressione inglese che tradotta significa “abituare un cavallo ad essere attaccato”, infatti questi modelli di carrozze hanno tutte in comune una grande robustezza, carattere sportivo e sedile di guida alto per meglio controllare i cavalli. Un’altra curiosità che abbiamo notato è la colorazione di queste carrozze sportive che anticamente, quando circolavano in città, erano verniciate dei soliti tre/quattro colori scuri, mentre altri modelli tipicamente utilizzati in campagna avevano la cassa in legno naturale, il che aiutava moltissimo a coprire la polvere che si sollevava da terra e si depositava soprattutto sulle ruote. Altra curiosità estetica è rappresentata dal finimento che indossava il cavallo: preferibilmente di carattere sportivo cioè a “pettorale” e di due sole colorazioni, nero e marrone. Solitamente gli intenditori mettevano ad un cavallo sauro un finimento nero, mentre per un cavallo grigio o morello si preferiva la tinta cuoio naturale marrone.

 

Il “Break Wagonette” di Giampaolo Taino, alla guida di due cavalli Frisoni morelli che indossano un finimento in cuoio marrone

 

Il Cinghio Equitazione ASD – “Un cavallo per tutti”

Per gli addetti ai lavori la statistica che vede gli appassionati di equitazione a sella (redini corte) superare di gran lunga gli artisti delle redini lunghe, è conosciuta da anni, ed è giusto che sia così perché per gestire correttamente il binomio è necessario inizialmente un contatto più ravvicinato solitamente chiamato “primi passi” o “avvicinamento all’equitazione”. Per fare questo bisogna anche ai nostri giorni ultra-super-moderni utilizzare gli antichi sistemi scolastici con un “professore” che coordini ogni movimento incluso il tono della voce. Anche se una grande fetta di persone preferirebbe dare istruzioni ed insegnamenti via mail con opportune App, è preferibile non dare retta e proseguire con sistemi antichi e collaudati che risalgono ai tempi degli Egiziani, onde evitare di sostare troppo tempo in ospedale con le ossa rotte! Questa disciplina sportiva presenta due peculiarità di grandissima attrattiva per i tempi che stiamo vivendo: primo mette alla pari uomo e donna senza complicanze burocratiche di “quote rosa” già rivelatesi un flop; secondo, come recita l’apposita locandina stampata dal “Cinghio Equitazione” rappresenta una “Scuola di Sport  e una Scuola di Vita”, in riferimento al rispolverare antichi valori come educazione, buoni comportamenti, ordine e disciplina. Tutti valori che lentamente negli ultimi anni sono spariti da “App e PC ” e che vanno ripristinati al più presto.

Le strutture del Cinghio Equitazione ASD, seguendo una lunga tradizione di serietà, sono da anni a disposizione; per chi avesse intenzione di scoprire mondi nuovi, si trovano a Felino (Parma) e contattabili in ufficio dal lunedi al venerdì dalle 14,30 alle 18,30 al cell. 324.699 5144  oppure: cinghioequitazioneasd@gmail.com

https://www.facebook.com/CinghioEquitazione/

 

Un grande successo lo spazio riservato al “Cinghio Equitazione”, capace di fare sognare e accontentare le centinaia di giovanissimi arrivati da ogni parte della regione

 

LE PREMIAZIONI

 

 

Una inquadratura dall’alto dell’attacco alla D’Aumont di Giuseppe Usai

 

L’Assessore allo Sport Marco Bosi … beato tra le donne! Scambi di omaggi ricordo al termine delle premiazioni con la Signora Paola Mattiazzi, al centro ed Emanuela Brumana

 

Durante il Concorso di Eleganza, i due Giudici AIAT Enzo Calvi e Mirko Belli, hanno assegnato il III Trofeo Città di Parma best in show” a Giuseppe Usai, con la carrozza Duc Vittoria firmata dalla carrozzeria “Macchi” di Varese agli inizi del 1900.

La consegna dei premi è avvenuta da parte dell’assessore allo sport, Marco Bosi, che si è soffermato sul fascino e la bellezza di un mondo, quello dei cavalli e delle carrozze, che ha creato in città un’atmosfera davvero unica, un’iniziativa che piace a grandi e piccini”. Similare il commento in mattinata del Presidente del Consiglio Comunale, Michele Alinovi, che ha definito la manifestazioneun’iniziativa prestigiosa che dà lustro alla città”. Anche la Signora Paola Mattiazzi ha ribadito il suo proposito rivolto ad “avvicinare maggiormente la cittadinanza agli sport equestri e tenere vivo il ricordo della Cavalleria nella città di Parma”.

 

I due Giudici AIAT intenti a redigere le classifiche del Concorso di Eleganza

 

Vincitori di Categoria: Charlotte Engholm (Attacchi da lavoro)Antonio Mottin (Cat. Singolo Pony) – Simone Bertagna, seguito da Giulio Fenili e Salvatore Carco’ (Cat. Cavalli Singoli)Roberto Bergaglio, davanti a due Landau,  rispettivamente di Roberto Marasco e Giuseppe Ciapparella (Cat. Pariglie).

 

Il Gruppo Italiano Attacchi ringrazia tutti i Soci intervenuti con i loro Attacchi: Charlotte Engholm da Reggio Emilia, Antonio Mottin da Verona, Salvatore Carco’ da Catania, Giampaolo Taino da Cremona, Giulio Fenili da Bergamo, Claudio Tronci da Prato, Simone Bertagna da Verona. E ancora Roberto Bergaglio da Alessandria, Giuseppe Ciapparella, Maurizio Malavasi e Davide Senziani da Varese, Roberto Marasco da Udine, Alaini Ferraro da Verona e Giuseppe Usai da Milano.

 

Durante il percorso indispensabile il servizio d’ordine della Polizia Municipale

 

 

Tutti si sono complimentati per il servizio offerto nel corso della mattinata, ma tutti gli equipaggi rivolgono un GRAZIE particolare al capo pattuglia in moto, il quale essendo anche un appassionato di equitazione e praticante è riuscito a scongiurare un probabile incidente. Essendosi accorto di un gruppo di operai che lavoravano con alcuni rumorosi martelli pneumatici a ridosso della strada dove stava per transitare il corteo delle carrozze con i cavalli, è intervenuto velocemente a fermare le operazioni per quei pochi minuti che hanno permesso ai cavalli di proseguire in serenità senza causare danni al corteo e alle centinaia di persone assiepate ai bordi delle strade

 

III Trofeo Città di Parma “best in show” a Giuseppe Usai, con la carrozza Duc Vittoria firmata dalla carrozzeria “Macchi” di Varese agli inizi del 1900.

 

Roberto Bergaglio vincitore nella Cat. Pariglie

 

Simone Bertagna vincitore nella Cat. Singoli-cavalli

 

Antonio Mottin vincitore Cat. Singolo-Pony

 

 

Charlotte Engholm vincitrice Cat. Attacchi da lavoro

 

La potremmo definire una “Comunicazione di Servizio” ma è una doverosa precisazione che interessa un numero sempre più grande di persone. Nelle due foto a seguire vedrete due persone, presenti oggi a Parma, che mettono a disposizione del pubblico le loro elegantissime ed originali carrozze per Cerimonie eleganti e Matrimoni, due professionisti che con due o quattro cavalli sono in condizione spostarsi in diverse località Italiane per accontentare i propri clienti.

 

Giuseppe Usai

Giuseppe Usai   dodocarrozze.com

 

Roberto Marasco

Roberto Marasco  http://www.realfriuli.it/

 

 

Troverete un piccolo album fotografico sulla pagina facebook di Carrozze&Cavalli a questo link