Giampaolo Taino con il maestoso cavallo frisone guida il corteo con il prezioso carico

 

La carrozza si ferma davanti al sagrato e sopra un cuscino in raso rosso don Marino Dalè prende in consegna le due preziose corone

 

Curata da Don Marino Dalè, parroco di Fiesco e Trigolo pubblichiamo la cronaca di una particolare incoronazione che ha avuto tra gli attori non protagonisti ma di una certa importanza: una carrozza modello Brum con un elegante cavallo Frisone e un elegantissimo Cocchiere di nome Giampaolo Taino. Ringraziamo don Marino per i testi, le foto e l’esclusiva della notizia.

 

Foto e Testi a cura di don Marino Dalè, tratti dal suo “Foglio di collegamento” delle parrocchie di Fiesco e Trigolo (Diocesi di Cremona)

 

Una cerimonia splendidamente gestita da don Marino Dalè, parroco di Fiesco e Trigolo

 

” La Dutriina del preost “

Karl Barth: «Tenere in una mano il Vangelo e nell’altra il giornale

Corone che vengono e che vanno … sembra quasi un titolo di un film daltri tempi e, invece, si tratta della realtà che abbiamo vissuto in questi giorni intensi. La preparazione è stata lunga e sentita; finalmente le corone sono state poste sul capo della Vergine Maria durante una splendida funzione presieduta dal Vescovo Antonio e concelebrata da alcuni altri sacerdoti della zona e dallAbate di Casalmaggiore giunto apposta per condividere con noi la gioia di tale ricorrenza. Si è messa la parolafinein modo ufficiale ai restauri della chiesa parrocchiale. Insomma Fiesco, con la sorella Trigolo ha vissuto una serata memorabile. La fatalità ha voluto che, mentre ci si apprestava a incoronare la statua della Madonna, una corona regale venisse deposta dalla sovrana più longeva sul trono di tutti i tempi: Elisabetta Seconda dInghilterra. Naturalmente non vi può essere un vero e proprio paragone tra le due corone e nemmeno tra le due donne, tuttavia ci sia concesso fare una semplice osservazione. Sia don Cavagnoli che il Vescovo di Crema hanno voluto sottolineare come, nella visione cristiana, il regnare sia la forma più alta di servizio. Ebbene Elisabetta ha concepito in tal modo il suo regno: un servizio fatto ai propri sudditi, trasformando corone, strascichi, collane e cappellini sgargianti nel segno di unità di un paese (anzi di un insieme di paesi che la riconoscevano come capo di stato). Attraverso un sapiente alternarsi di tradizione eappealha saputo essere allaltezza della propria posizione pur in tempi che sono rapidamente cambiati dal giorno della sua incoronazione. Ha dimostrato che anche la figura di un monarca può essere non solo attuale oggi ma anche utile per le sorti di un paese. Ritornando agli eventi così solenni e particolari che hanno coinvolto le nostre due comunità, ora che il fumo dellincenso si è diradato, leco dellorgano e dei canti si è smorzato, ci rimane la convinzione che abbiamo compiuto un piccolo passo verso la nostra unità. Se la Madonna potrà sorridere benevolmente dei nostri atti di devozione, sono certo che, invece, gioirà nel vedere i tentativi sinceri di seguire la chiesa nei suoi passi di rinnovamento nella tradizione. Dalle pagine di questo bollettino non si può tralasciare di ringraziare numerose persone che hanno contribuito in vario modo alla splendida riuscita della festa. Dapprima ringraziamo il vento che ha portato via le nubi che minacciavano pioggia, le due amministrazioni comunali di Fiesco e Trigolo per la disponibilità a supportare liniziativa, in seguito vengono tutte le persone che hanno pulito la chiesa, preparato i canti, il rinfresco, condotto la carrozza, la banda di Trigolo, chi ha lavato e stirato i paramenti, chi ha offerto i fiori, chi, in vario modo, ha dimostrato la sua presenza. Ora … avanti così: ci attendono due sagre ma anche momenti difficili. Se sapremo fare tesoro dellesperienza del passato, degli insegnamenti del Vangelo, supereremo anche altre prove oltre a quelle che abbiamo già affrontato. Grazie

 

Un attacco veramente bello, particolare e adattissimo al genere di cerimonia. Complimenti all’elegantissimo e abile Cocchiere Giampaolo Taino

 

Cronaca: Il momento era stato preparato minuziosamente fin nei minimi particolari. Da tempo, almeno fin da quando le corone erano state realizzate, si accarezzava lidea di organizzare una solenne funzione durante la quale si potesse incoronarela statua, già restaurata, della Vergine Maria. Loccasione propizia è arrivata in concomitanza con il termine dei lavori di ristrutturazione e ritinteggiatura dellintero manto esterno della chiesa parrocchiale di Fiesco. Una circostanza di tale portata richiede necessariamente la presenza del vescovo diocesano o di un suo delegato. Si è velocemente contattata la segreteria vescovile per ottenere la presenza di Sua Eccellenza, almeno in una festa mariana. La provvidenza ha voluto che il nostro vescovo Antonio, tra i suoi numerosi impegni, avesse libera proprio la serata dell8 settembre. La data venne fissata in estate e sono iniziati subito i preparativi. Non è cosa di tutti i giorniincoronareuna statua: si è trattato perciò di organizzare una settimana in cui ci fosse posto per una spiegazione del senso del rito, un momento di preghiera, le confessioni e anche qualche momento di convivialità fraterna. Enata così la festa delle corone culminata con il rito di giovedì 8 settembre 2022.

 

La carrozza chiusa guidata da Giampaolo Taino rappresenta una vera rarità, non tanto per il modello che è un normale Brum, ma per l’unico e autentico tassametro meccanico che è ancora nella stessa posizione di quando faceva servizio a Trieste fino agli anni 60. Questa carrozza era utilizzata da tantissimi vetturini di piazza che in molte città italiane venivano chiamati “Brumisti” proprio in virtù del modello di carrozza che conducevano: il Brum


Poco dopo le 18 nel cortile del comune giungeva la carrozza trainata da un maestoso cavallo di razza olandese, proveniente da Soresina con il cocchiere in abiti di gran cerimonia, con un cilindro per cappello. Mentre la carrozza ed il cavallo venivano preparati, in chiesa e sul sagrato fervevano gli altri preparativi. I due bracieri esterni, i paramenti per il vescovo. Giungevano i sacerdoti concelebranti coordinati da don Silvio. Ben presto sono arrivate le ore 20.00. La banda di Trigolo, diretta da Sara Lucchi, si preparava ad eseguire le sue migliori marce religiose tra cui una vera e propriachicca: il coralelocus istecomposto da Bruckner in occasione della consacrazione della cattedrale di Linz nel 1869. Latmosfera si andava riscaldando. I due carabinieri in grande uniforme da parata si posizionavano ai lati del portale dingresso della chiesa in attesa dellarrivo del corteo con le corone e del Vescovo diocesano. Di nuovo sul piazzale del comune la folla si andava formando, attratta anche dal particolare mezzo di trasporto della corona. Il sindaco di Fiesco e il nuovo comandante dei carabinieri di Castelleone sono stati raggiunti dalla sig.ra vice sindaco di Trigolo. Tutto è pronto. Le campane suonano a distesa. Molte persone si preparano sul sagrato della chiesa o già al suo interno. Egiunto il momento della partenza del corteo. Sulla carrozza ottocentesca sale la sig.ra vice sindaco di Trigolo (ed è un bel modo di intrecciare relazioni, fare comunità) con le corone posate su un cuscino di seta rossa. Si parte … Il buio della bella serata, le candele che rischiarano la carrozza, il passo cadenzato del convoglio e le musiche solenni della banda creano unatmosfera daltri tempi. Si arriva sul sagrato. Il parroco preleva le corone e le porta in chiesa deponendole sullapposito sostegno. Ora si attende il Vescovo. Si tratta di qualche minuto di febbrile attesa. Già i sacerdoti sono parati nel salone dellex asilo trasformato per loccasione in sacrestia. Ecco, giunge la vettura del prelato cremonese condotta dal Segretario don Flavio. La banda inizia a suonare. In pochi minuti la processione giunge sul sagrato dove ha inizio il primo rito: la benedizione della facciata della chiesa da parte di Monsignor Napolioni. Limpatto visivo è suggestivo, non da meno latmosfera di raccoglimento che si respira. Ora si entra in chiesa, il Vescovo incensa laltare e introduce la celebrazione della messa. Il Parroco rivolge al Vescovo alcune parole di saluto e di ringraziamento. Nella sua omelia il vescovo ricorda come la corona di metallo deve essere immagine di altre corone come la condivisione, la solidarietà, laccoglienza e la preghiera, possibilmente con la corona del Santo Rosario. Al termine dellomelia ecco che arriva il tanto atteso momento. Le corone vengono presentate al vescovo dal parroco, viene pronunciata solennemente la formula di incoronazione e il vescovo, in virtù della sua autorità, impone sul capo del bambino Gesù prima e della Madonna poi, le corone. Immediatamente il coro di Trigolo, unitamente a quello di Fiesco intonano lantifonaCorona aurea super caput ejus. Expressa signo sanctitatis, gloria honoris, et opus fortitudiniscomposta esclusivamente per loccasione dal maestro Marco, nostro organista. Un piccolo oggetto di vanto delle nostre comunità. La musica è bella e solenne al punto tale che meriterà, insieme alsalve regina fulgidafinale, un encomio da parte del segretario del vescovo che si definisce commosso dallintera cerimonia e ancor più dai due canti sopra citati. Ora la messa può procedere normalmente, mentre loffertorio viene accompagnato dal coro delle chitarre dei giovani che propongono unasalve reginain chiave moderna. La Santa messa volge al termine. Il parroco ringrazia di nuovo il vescovo, i sacerdoti e le autorità presenti e invita al rinfresco alloratorio. Sua Eccellenza impartisce la solenne benedizione pontificale ma … è il momento di un ultimo e significativo gesto: don Marino dà lettura di una missiva giunta dalla segreteria particolare di papa Francesco che si degna di inviare una corona del rosario da porre nelle mani della statua della Madonna. Il compito importante è affidato a don Silvio Aboletti, collaboratore parrocchiale che subito si affretta a porla sulla mano destra della Vergine Maria. Ora la celebrazione è davvero terminata. Il clero si ferma nei pressi della statua per una foto di rito e si porta allex asilo. Eun accorrere di persone che vogliono vedere da vicino, fotografare, toccare con venerazione la statua. Nel contempo in fondo alla chiesa sono in distribuzione le immaginette preparate per loccasione e il libro donore degli intervenuti al solenne rito. Sono ormai le 22 passate. Si può dire che il tanto atteso momento è stato vissuto nel migliore dei modi. Il rinfresco attende alloratorio, ci si può incontrare tra Fieschesi e Trigolesi, i carabinieri possono dismettere code e pennacchi, il clima è familiare. Si è realizzato così lauspicio degli inizi che guardavano ad una celebrazione appunto solenne e familiare nello stesso tempo. Il vescovo si intrattiene per saluti e convenevoli e poi, guidato dal fedele segretario riprende la via del ritorno per Cremona. Una bella, indimenticabile e storica serata della nostra neonata unità pastorale di Fiesco e Trigolo. Ne seguiranno senza dubbio altre per rinsaldare lunità.

 

Non possiamo che fare i complimenti agli organizzatori per un trasporto del genere, incluso il nobile e altissimo valore morale del gesto; non si poteva pretendere nulla di meglio e di più adatto che questa carrozza, compreso il cavallo, perfettamente in tema, come mantello, con l’orario notturno.

A seguire il contenuto integrale del “Foglio di Collegamento” con tante notizie interessanti che meritano di essere lette. Noi abbiamo pubblicato solo le parti relative alla cronaca dei fatti che hanno coinvolto un guidatore a noi noto per le sue tante partecipazioni in manifestazioni, sfilate e rievocazioni storiche. Ricordiamo che Giampaolo Taino è a disposizione con le sue carrozze ed i suoi cavalli anche per matrimoni, cerimonie ed eventi simili. Per info e contatti: G. Taino: 339.125 7018

Visti i tempi che corrono, e in stretta relazione con ciò che si legge quotidianamente su tanta carta stampata abbiamo pensato di proporre un piccolo spezzone culturale a firma Seneca. L’argomento è oggi 2022 di grande attualità, invece l’autore è antico e forse i consigli che dava migliaia di anni fa, non erano troppo imitati. Chissà, forse oggi ritorneranno di attualità? … Forse …

 

Seneca, Lettere a Lucilio

Nessun altro è degno di dio quanto colui che disprezza le ricchezze; non ti proibisco di possederle, ma voglio che tu le possieda senza timori; e questo risultato lo conseguirai in un solo modo: se sarai convinto di poter vivere felice anche senza, se le guarderai sempre come se dovessi perderle. Ma è tempo ormai di chiudere la lettera.

“Prima – mi dici – paga il tuo debito. “Ti farò pagare da Epicuro: “L’ira sfrenata genera pazzia”

Quanto ciò sia vero lo sai necessariamente perché hai avuto servi e nemici. Questo sentimento può divampare contro qualsiasi persona; nasce tanto dall’amore, quanto dall’odio, sia nei momenti critici che tra giochi e scherzi e non importa la gravità delle cause, ma l’animo in cui si manifesta. Allo stesso modo del fuoco non importa la sua violenza, ma il materiale su cui si sviluppa: i corpi più compatti non lo alimentano anche se è violentissimo, mentre quelli aridi e facilmente infiammabili mantengono viva anche una scintilla fino a trasformarla in incendio. È così, Lucilio mio: dall’ira violenta nasce la follia, perciò l’ira va evitata non solo in nome della moderazione, ma anche per mantenersi sani. Stammi bene.