Anche l’edizione 2022 del Campionato del Mondo per Giovani Cavalli da Attacco, svoltasi dal 25 al 28 agosto a Szilvasvarad in Ungheria, ha chiuso i battenti come primo dei tre mondiali previsti dal calendario FEI per quest’anno. A differenza degli altri (Singoli e Tiri a Quattro) c’è tuttavia una particolarità che contraddistingue il primo evento rispetto agli altri: qui non è il guidatore a concorrere, bensì il cavallo. Infatti quello che compare bene in risalto sia negli ordini di partenza che nelle classifiche è il nome del cavallo con i dati che ad esso si riferiscono.

 

 

Quest’anno a rappresentare l’Italia c’erano i driver Cristiano Cividini, che ha già partecipato a numerose delle sei edizioni precedenti organizzate sempre in Ungheria, le prime 5 svolte a Mezohegyes e, dall’anno scorso, a Szilvasvarad presso il famoso allevamento ungherese dei cavalli Lipizzani. Cividini era alla guida di Nico das Figueiras, castrone lusitano di 5 anni grigio, da soli 6 mesi in addestramento e facente parte del contingente di 4 puledri di tale razza detenuti in comproprietà con Fiorenzo Erri per un progetto a medio termine, nella convinzione che i cavalli lusitani siano ottimi cavalli da attacco. Come contraddirli, dopo che Felix Brasseur ha vinto l’oro nei Campionati del Mondo di Tiri a Quattro proprio con soggetti di tale razza.

New entry per i colori dell’Italia, benché ormai da svariati anni residente nei Paesi Bassi dove gestisce una propria scuderia per il commercio di cavalli (la Rigamonti Sporthorses) Antonio Rigamonti, che ha presentato due soggetti di 5 anni entrambi di razza KWPN, Mito dal mantello morello (in comproprietà con Celine Dragt) e Macho, baio scurissimo (in comproprietà con Matteo Brambilla).

 

 

Antonio Rigamonti e il suo “Mito” – di nome e di fatto – con il quale ha mancato di poco il podio

 

Antonio Rigamonti con l’altro cavallo portato in gara, Macho

 

C’è tuttavia da segnalare una sorpresa. Quel KWPN dal nome di Kareltje, che abbiamo visto così spesso nei concorsi degli ultimi 2 anni sotto le redini di Cristiano Cividini, che lo ha addestrato e che tuttora fa parte ufficialmente della sua scuderia anche se in effetti è di proprietà di una signora statunitense, Leslie Berndl, era iscritto nella categoria dei 7 anni ed ha concluso il campionato vincendo la medaglia d’argento. Ecco perché, dietro allo sventolio della bandiera americana ci teniamo a segnalare che c’è una massiccia mole di lavoro portato avanti da anni dal nostro Cividini che d’altra parte aveva partecipato in prima persona con questo soggetto anche alla precedente edizione del mondiale giovani cavalli nella categoria dei 6 anni.

Il Campionato del Mondo per Giovani Cavalli da Attacco è un evento con regole un po’ particolari rispetto al normale completo, proprio perché si rivolge a soggetti che non hanno ancora terminato l’addestramento. Prevede infatti una prima gara di qualificazione per la finale consistente in alcune figure di dressage seguite immediatamente da alcune porte coni già distribuite nello stesso rettangolo. La giuria, composta di 4 membri, esprime un’unica valutazione concordata e si qualifica per la finale il 50% dei partenti. Chi non riesce a passare direttamente alle prove conclusive ha la possibilità di un ripescaggio il giorno seguente.

 

Cristiano Cividini con Nico das Figueiras, Lusitano di 5 anni: le premesse ci sono tutte quindi lo aspetta un futuro di grandi soddisfazioni (foto di Fiorenzo Erri)

 

Nico das Figueiras durante la prima prova di qualificazione, superata brillantemente, tanto da poter accedere direttamente alla finale

 

Nella categoria dei 5 anni ottima prestazione nella prima qualificazione di Cividini che metteva a segno un punteggio di 7,44 attestandosi al quarto posto in classifica ed accaparrandosi il diritto di passare direttamente alla finale. Meno fortunato Antonio Rigamonti che tuttavia, nel ripescaggio, otteneva le prime due piazze. Copione che si è ripetuto esattamente uguale anche per Kareltje nella categoria 7 anni, dove la Berndl ha dovuto  sottoporsi al ripescaggio, nel quale tuttavia si è imposta su tutti gli altri.

Terminate le gare di qualificazione, che non avrebbero avuto alcun effetto sul risultato finale, ecco svolgersi il campionato vero e proprio, consistente in una prova di dressage puro, seguito nella giornata successiva da un percorso derby. La somma dei punteggi ottenuti determina il vincitore.

Nel dressage Nico das Figueiras veniva fortemente penalizzato dalla giuria a causa del passaggio della lingua sopra il cannone dell’imboccatura durante il trotto, totalizzando 5,08 punti e partendo quindi svantaggiato nel derby. Un peccato perché senza tale malaugurato incidente il podio sarebbe stato decisamente a portata di mano. Migliore invece la valutazione di Mito e Macho che terminavano al 6° e all’11° posto in classifica provvisoria. Per quanto riguarda invece Kareltje, un ottimo 3° posto con 7,07 punti.

La domenica è stata la volta della spettacolare prova derby nella quale Cividini otteneva il punteggio più alto, a pari merito con un altro concorrente, ma data l’eredità del giorno prima non riusciva a far valere la sua magnifica prestazione, rimanendo nella seconda metà della classifica, davanti a Macho. Con Mito Rigamonti riusciva invece a totalizzare un punteggio pari al vincitore della medaglia d’oro ma purtroppo la somma delle due prove non gli permetteva di arrivare oltre un onorevole 4° posto. Un vero peccato!

Una nota a margine merita il fatto che il vincitore della medaglia d’oro nella categoria, lo svizzero Mario Gandolfo, guidasse un cavallo Franches-Montagnes che è stato in grado di spiazzare razze spesso ritenute di maggiore qualità, segno che il talento è presente dovunque e che un lavoro corretto fa miracoli.

 

L’americana Leslie Berndl (groom Laura Bortolato) con Kareltje, vincitrice della medaglia d’argento nella categoria 7 anni, riceve i complimenti del Presidente di Giuria, Klaus Christ

 

Volti sorridenti e i complimenti del trainer: obiettivo centrato!

 

Il 4° posto ottenuto nel derby da Leslie Bendl, sommato al bel punteggio nel dressage del giorno prima, le permettevano invece di insinuarsi tra le due mattatrici di questa competizione già dalla prima edizione, ovvero le tedesche Bettina Winkler, oro, e Jessica Wächter, bronzo. Una medaglia d’argento che ha riempito di gioia la driver ma ancor più il team, costituito da Cristiano Cividini e Laura Bortolato, che l’hanno costruita passo dopo passo nel tempo.

 

classifiche finali 5 anni

classifiche finali 6 anni

classifiche finali 7 anni

 

Per le foto più belle si ringraziano la fotografa Krisztina Horvath e il magazine online Hoefnet dove, a questo link, potrete trovare tante altre immagini di qualità, oltre a tutte le classifiche e notizie sportive.

L’immagine di copertina, che ritrae il cavallo Kareltje, portato a vincere la medaglia d’argento dalla sua proprietaria effettiva, l’americana Leslie Berndl, ma addestrato da Cristiano Cividini, è opera del fotografo ungherese Posa Tamas che ha pubblicato alcune altre immagini visibili a questo link