Giunto ormai alla sua seconda edizione, l’evento “Stresa Liberty”, già di per sé molto ricco e articolato, ha voluto quest’anno completare ulteriormente il fascino inimitabile di oltre un secolo fa presentando una sfilata di carrozze d’epoca con relativo concorso d’eleganza, sotto l’egida del Gruppo Italiano Attacchi.

Partito nella mattinata di sabato 9 luglio e spalmato sull’intero weekend, il programma prevedeva l’attracco di numerose imbarcazioni storiche, da quelle a vela alle classiche “inglesine”, fino al leggendario piroscafo “Piemonte” con a bordo oltre 140 figuranti in costume d’epoca. Questi ultimi hanno in seguito dato vita lungo le vie della cittadina e nel parco, a varie esibizioni legate al mondo d’antan, dalle danze tradizionali al tipico picnic sull’erba, fino a cimentarsi in una partita di croquet sul prato, gioco all’epoca molto diffuso.

 

 

Molto accattivanti anche le mostre allestite per l’occasione, con una magnifica raccolta di abiti d’epoca ed una particolare sezione dedicata agli ombrelli proposta dal Museo dell’Ombrello e del Parasole di Gignese. In bella mostra anche uniformi storiche dell’Arma dei Carabinieri, presenti altresì con un drappello a cavallo.

Non è mancata l’occasione per ascoltare interessanti conversazioni legate a Stresa quale luogo di villeggiatura dell’aristocrazia nella Belle Epoque, nonché di assistere alla presentazione del libro “La leggendaria Cucina del Titanic” vista come esempio storico della frattura tra le diverse classi sociali. Alla sera cena al lume di candela e band itinerante per le vie cittadine.

Come potevano mancare, in un quadro generale legato all’epoca affascinante del Liberty, le carrozze? Ecco dunque che gli spettatori assiepati lungo il tragitto hanno potuto ammirarne vari modelli, illustrati con dovizia di particolari e note capaci di liberare la fantasia sul modus vivendi di un tempo già lontano ma non tanto da non essere ricordato da alcuni per averlo vissuto in prima persona.

 

 

I sei equipaggi presenti hanno dunque offerto al pubblico uno spaccato di vita, scandita dagli usi cui i diversi tipi di carrozze erano destinati.

Ecco allora la gita domenicale con la famiglia festante, tutti, piccoli e grandi, in leggeri abiti estivi con cappelli di paglia per ripararsi dal sole oppure schermati da un vezzoso ombrellino, accomodati sulle panchette del Break Wagonette di metà Ottocento – costruttore Bourbon/Francia – guidato da Ramona Bigatto di Cuneo, attaccato al cavallo TPR che incarna perfettamente quello che a suo tempo durante la settimana era probabilmente destinato allo svolgimento di lavori agricoli. Il Break Wagonette, vettura a quattro ruote guidata solitamente dal proprietario, fa parte della grande famiglia dei Break ed era un modello molto diffuso perché versatile e comodo per trasportare persone in numero diverso a seconda delle dimensioni della vettura. L’entrata è dal lato posteriore e le panche sono in posizione longitudinale vis-à-vis.

 

 

Sempre in tema di piccola escursione domenicale ecco il Park Phaeton del 1880 di uno dei più insigni carrozzieri italiani, Cesare Sala di Milano; alle redini il veterinario Marco Gentile di Torino che guida un Haflinger attaccato in singolo. Si tratta di una vettura sportiva, aperta, a quattro ruote, molto popolare nel XIX secolo in quanto leggera e con l’ingresso all’abitacolo scoperto posto assai in basso.

 

 

Maggiormente improntato alla semplicità di una breve passeggiata pomeridiana in chiave rilassata per fare quattro chiacchiere dopo un piacevole pranzo insieme, l’attacco di Igino Soldi di Pieve d’Olmi/Cremona costituito da un Dos-à-Dos di metà Ottocento, di un altro grande carrozziere lombardo, Orsaniga di Milano. A fare da forza motrice un cavallo di origine ungherese. La caratteristica principale di questa vettura a due ruote, leggera e maneggevole, è la posizione dello schienale del sedile posteriore per il groom, disposto “schiena a schiena” con quello del proprietario che guida.

 

 

Di tutt’altra natura l’ultimo attacco singolo della partita, un Bougham (pronuncia bruam, spesso italianizzato in “brum”, tipica vettura di piazza guidata dal brumista e nota in Francia come fiacre). Si tratta in questo caso di una vettura di servizio di fine Ottocento della carrozzeria Bon & Pellissoni di Treviso, tipicamente guidata dal cocchiere affiancato dall’aiuto cocchiere, anche se qui impersonato dallo stesso proprietario Giampaolo Taino di Soresina/Cremona. La cassa è chiusa, con vetri su tre lati, dotato solitamente di un sedile per due persone ed eventualmente, sul lato anteriore, di uno strapuntino per bambini. Si tratta della prima carrozza di servizio notevolmente alleggerita che permetteva di attaccarvi un solo cavallo, maneggevole anche grazie all’introduzione delle molle ellittiche, molto apprezzata per gli spostamenti nella City di Londra, come dimostrato dai tanti film dedicati alla figura di Sherlock Holmes.

 

 

A queste carrozze con attacco singolo facevano da giusto complemento il Rally Car del 1860 con pariglia di cavalli ungheresi guidati da Muriel Franco di Roccabruna/Cuneo. A dire il vero solo le fiancate laterali svasate verso l’esterno a formare un tutt’uno con i parafanghi laterali e la disposizione del sedile posteriore rivolto verso dietro ricordano il Rally Car, tipica carrozza a due ruote, mentre in questo caso si dovrebbe forse parlare di Dog Cart che prevede sia la tipologia a due che a quattro ruote.

 

 

 

A chiudere la sfilata Il Vis-à-Vis del 1865 del costruttore Ravelli di Torino, presentato da Mariella Raspo di Brossasco/Cuneo e trainata da una pariglia di pony Merens. Anche in questo caso siamo di fronte ad una carrozza di servizio, quindi destinata alla guida da parte del cocchiere, con ingresso all’abitacolo facilitato dalla posizione molto bassa del montatoio che costituisce un unico elemento con i parafanghi laterali, senza portiere. Offre spazio per 4 passeggeri che si fronteggiano e il sedile principale, rivolto verso il senso di marcia, è dotato di ampia capote.

 

 

Questi i piccoli gioielli offerti all’ammirazione del pubblico e valutati in ogni loro particolare dalla giudice riconosciuta dall’AIAT (Association Internationale Attelage de Tradition) Paola Corsaro all’interno del Concorso di Eleganza indetto per l’occasione e conclusosi con la premiazione degli equipaggi più meritevoli da parte delle autorità locali. Visto il successo dell’intera manifestazione, carrozze comprese, si può presagire una replica dell’appuntamento per la prossima edizione del 2023.

per un breve video clicca https://fb.watch/eeDNg4Upda/

Sul posto era presente un nostro inviato: Massimiliano Berchioni Bassani, impegnato con il suo gruppo di Rievocatori Storici nel corso dell’evento ed ha trovato egualmente il tempo per darci il suo interessante contributo, dunque; buona lettura.

 

 

Articolo di Massimiliano Berchioni Bassani. Foto di Maria Celentano e Beppe Lachello

Cari amici ed amiche eccoci alla seconda edizione di Stresa Liberty. Bisogna complimentarsi con il sindaco Marcella Severino che ha creduto all’iniziativa coraggiosa e che si dimostra vincente. Dicono che dal terzo anno diventi tradizione, allora l’anno prossimo lo diventerà. Nel secondo fine settimana di Luglio ci si immergerà nella belle epoque.

La nascita del turismo per Stresa iniziò proprio in quell’epoca. I Milanesi in estate si spostano anche in questa zona per la villeggiatura. La temperatura migliore, il paesaggio incantevole fanno comprendere l’importanza di uno stacco dalla vita cittadina. A Stresa si trova la “Cremagliera” la cui costruzione iniziò nella primavera del 1910 con inaugurazione nel Luglio 1911 e rimarrà attiva fino al 1963 poi sostituita dalla funivia.

Il fine settimana è stato articolato fra il sabato 9 e domenica 10 luglio, dedicato alla mostra “Stresa Liberty”, con abiti d’epoca a cura del Museo Civico Archeologico Etnografico di Oleggio G. C. Fanchini, ombrelli d’epoca a cura del Museo dell’Ombrello e del Parasole, divise storiche dell’arma dei Carabinieri. E poi con l’ arrivo fin dal mattino di imbarcazioni a cura dell’AVEV, Associazione Vele d’epoca Verbano. 7 vele e 5 “inglesine” rimaste in loco fino alla domenica.

Mentre presso il Palazzo dei Congressi la conferenza su: Stresa luogo di villeggiatura dell’aristocrazia nella Bell’Epoque” a cura della Dott.ssa M.S. Giorda responsabile della valorizzazione della Residenza Sabauda Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. Ma tutti aspettavano la domenica, per la partenza del piroscafo a vapore del 1904 “ PIEMONTE” (203 T di stazza, lunghezza 51,2 m, larghezza m 6.22. 400 cv sviluppati a vapore da un motore, ora diesel con 2 pistoni e 2 pale, velocità massima di 11.74 nodi).

Sono 130 i rievocatori e figuranti in abiti della stessa epoca che attendono sul molo di Arona le 9.30 per partire alla volta di Stresa e con dolce navigazione di circa un’ora arrivare a destinazione. Il piroscafo è poi rimasto ormeggiato per visite guidate eseguite dal personale specializzato. Nel frattempo si è snodato il corteo nel centro storico di figuranti e rievocatori per recarsi nel luogo deputato al pic-nic e proseguire poi con danze e musiche. Inoltre per l’allestimento del miglior pic nic i vincitori sono stati Federica Verde e il marito Alessandro Ponzetto di Torino.

Nel pomeriggio ci si è ritrovati sul lungolago antistante l’Hotel Regina Palace dove è iniziata la sfilata di carrozze d’epoca e concorso d’eleganza del Gruppo Italiano Attacchi. Mentre figuranti e rievocatori si godevano un po’ di relax sulla terrazza del prestigioso hotel.

 

Alle 19:15 il piroscafo “PIEMONTE” faceva rientro ad Arona con tutti i partecipanti. Il battello storico che solcava le acque di un bel blu cobalto ci stava riportando nel 2022. La giornata benchè molto calda era stata molto piacevole. Ritrovare persone, conoscerne di nuove, la sfilata di carrozze. Tutti pronti per un prossimo evento.