Il cavallo di razza Bardigiana di nome Argo e Flavio Ancarani , questa e altre persone fanno parte di un piccolo esercito di appassionati denominati “Rievocatori Storici”. Senza di loro la cultura e la storia del passato sarebbe difficilmente proponibile ai giorni nostri, visti i tristi numeri delle persone che sfogliano un libro!

 

L’affascinante Flaminia Cuzzoli nella parte di Anita

 

Lorenzo Lavia nella parte di Garibaldi accanto alla “Baròza”

 

Proseguono le riprese del film-documentario La “versione” di Anita – del Regista Luca Crisenti. Uscita nelle sale cinematografiche in autunno, tenetevi pronti e non prendete impegni! Vi terremo informati.

 

Sulla destra il Regista Luca Crisenti con Lorenzo Lavia nei panni di Garibaldi provano e riprovano alcune scene da diverse angolature e nelle diverse ore del giorno, una troupe veramente professionale, nulla è lasciato al caso.

 

L’ultimo viaggio in “Baròza” di Anita Garibaldi

In questi primi cinque mesi del 2022 si sono susseguiti tutta una serie di eventi cinematografici i quali avevano come interprete principale non una bellissima attrice ma una … vecchia “baròza romagnola” conservata gelosamente all’interno del Museo Etnografico “Sgurì” di Savarna (RA). Cosa avrà poi di particolare questo piccolo biroccio? Ai tempi nostri non presenta nessuna caratteristica inverosimile, la sua vera e unica particolarità è quella di essere un mezzo a trazione animale normale e abituale che quasi tutti gli agricoltori romagnoli, e non, possedevano nelle loro case fin da tempi antichissimi. Questa in particolare, dal racconto del penultimo proprietario oggi sessantenne, pare fosse appartenuta al padre, il quale a sua volta l’aveva ricevuta in eredità dal nonno, insomma, una storia che senza ombra di dubbio ci porta indietro nel tempo di almeno 170 anni.

La messa in moto di questo legno, se 100 anni fa era di normale amministrazione, ai tempi odierni è più complicata del previsto e richiede un cavallo che sappia “leggere e scrivere” e un conduttore che lo guidi con il tono della voce e senza frusta. Romano Segurini, il direttore del Museo Etnografico “Sgurì”, conosce da anni la persona giusta con il cavallo giusto: Flavio Ancarani e il cavallo Argo. Da pochi mesi entrambi hanno terminato di girare alcune scene nella pineta di Ravenna sulla permanenza di Dante Alighieri nel ravennate, con la regia di Pupi Avati e con questo stesso binomio super collaudato, oggi sabato 28 maggio 2022, tutto lo staff del Museo Etnografico con cavallo, baròza e conduttore si sono diretti in località Mandriole di Ravenna, dove esiste ancora la casa in cui trovò la morte Anita Garibaldi.

 

Il Direttore del Museo Etnografico “Sgurì”, Romano Segurini segue con trepidazione il lento procedere della “Baròza” di sua proprietà che a quanto si vede è ancora in forma e rotabile nonostante i suoi 170 anni!

 

E’ tutto pronto. Nella foto vediamo il pezzo principale della scenografia: conduttore, baròza e cavallo. Senza la loro indispensabile presenza Anita sarebbe dovuta arrivare a Mandriole in Taxi o sul cassone di un Pick-up della Toyota.

 

La troupe cinematografica non perde tempo e si inizia girare, uno sguardo rapido al conduttore e proprietario del cavallo, Flavio Ancarani da parte di registi e truccatori che notano sul suo volto disteso una certa agiatezza e rilassamento tipici da imprenditore equestre con possedimenti al sole, e provvedono subito a dargli l’immagine vissuta di un poveraccio e malmesso birocciaio, braccato dagli Austriaci con chilometri percorsi sotto il sole d’agosto e senza una lira in tasca. Tre persone lo sistemano a dovere e in men che non si dica, voilà: il poveraccio con cavallo e baròza è servito e dato in pasto alle cineprese su di un piatto d’argento!

 

Tre persone in contemporanea mettono le mani addosso a Flavio che non si scompone minimamente. Con l’occhio destro semi-chiuso, tiene sotto controllo i movimenti dell’unico uomo … poi per il resto va bene così!

 

Da sin. Cavallo Bardigiano di nome “Argo”, conduttore: Flavio Ancarani. Candidati (da noi di C&C) all’Oscar per il miglior binomio “Uomo-Animale” del 2022!

 

Un ciak dopo l’altro e gli attori compongono pezzo su pezzo quella che sarà una delle scene più struggenti di questo film-documentario: la morte di Anita Garibaldi.

 

Momenti di grande concitazione all’arrivo di Anita morente

 

Il pagliericcio che fungeva da materasso con distesa sopra Anita, viene rapidamente nascosto all’interno della Fattoria Guiccioli

 

 

Ora ci spostiamo a Savarna (RA) sede del Museo Etnografico “Sgurì” dove tutto è pronto per la presentazione del libro di Osiride Guerrini e Laura Montanari “GARIBALDI PASSO’ DI QUI”

 

Fuori dal salone, sopra il davanzale, fiori a go-go per le due Signore autrici del libro

 

Le autrici del libro: Osiride Guerrini e Laura Montanari

 

“Cà Sgurèn” sempre al tutto esaurito, solo posti in piedi! Nel salone dell’antico casolare annesso al Museo Etnografico “Sgurì” una platea attenta di spettatori affamati di … cultura! (Te lo credo, i cappelletti di Maria Rosa li avevano già digeriti!)

 

IL LIBRO

 GARIBALDI PASSÒ DI QUI…IN CAMMINO VERSO L’UNITÀ D’ITALIA” rievoca una pagina importante del Risorgimento italiano collegata alla storia locale: il passaggio in Romagna dell’eroe fuggiasco, inseguito da un esercito austriaco. Dopo le gloriose, se pur infauste, premesse della Repubblica Romana nell’estate del 1849, Garibaldi continuò l’impegno per la realizzazione del sogno di un’Italia unita, libera e democratica, quando, a rischio della propria vita, lasciò Roma diretto a Venezia per difendere la Repubblica di San Marco.

Ripercorrere quel cammino significa narrare la trafila romagnola, un segmento breve ma tortuoso della lunga marcia, per sottolineare l’attiva partecipazione al salvataggio di Garibaldi, a rischio della vita, di tanti Romagnoli di diversi ceti sociali, animati e accomunati da un profondo spirito patriottico. Un esempio di solidarietà popolare che ha alimentato negli anni il cosiddetto mito di Garibaldi e custodito la memoria di Anita, l’eroina brasiliana, moglie e compagna, che combattè al suo fianco per amore e in nome dei valori universali di uguaglianza e libertà.

Il libro, oltre all’interesse storico caratterizzato da un alto profilo civico e sociale, può anche essere considerato una guida, non solo per ritornare su luoghi eletti della memoria, ma per apprezzare un ambiente di valli e pinete di riconosciuto pregio naturalistico e fascino paesaggistico. Un paesaggio trasformato dal tempo e dagli uomini, documentato nella sua evoluzione con l’ausilio di un ricco e accurato materiale iconografico e cartografico, frutto dell’attento lavoro di ricerca compiuto dalle autrici.

Il lavoro di Osiride Guerrini e Laura Montanari, in una bella pubblicazione curata da SBC edizioni, ci regala suggestioni di rara intensità, ma soprattutto una grande tensione ideale per il profondo valore divulgativo e testimoniale. Apprezzabili nel libro il richiamo alla Costituzione della Repubblica Romana, in comparazione con i principi della nostra Costituzione, la narrazione del legame d’amore e di ideali tra Garibaldi e Anita, tratta direttamente dalle “Memorie autobiografiche” dell’Eroe, e la puntuale attenzione ai toponimi riferiti alla Trafila.

Un percorso che rafforza il senso di appartenenza a un sistema di valori democratici che ci rende consapevolmente cittadini, col compito di custodire la memoria e tramandarla alle generazioni future per costruire un luminoso domani.

 

da sin. Osiride Guerrini e Laura Montanari presentano il loro libro davanti al “Capanno Garibaldi”

 

 

 

Dal particolare della ruota si può dedurre che la “Baròza” è molto vecchia. “Anita” no!

 

 

Continuate a seguirci perchè la storia continua