Sappiamo bene quanto siano stati sofferti gli ultimi due anni per tutti e in particolare per i giovani abituati alle consuete forme di libertà, a volte sfrenata, ma che fanno parte del gioco. Un gioco che si è rotto, e che ha visto tantissime persone modificare drasticamente le proprie abitudini. La storia, a lieto fine, che vi vogliamo raccontare è iniziata nell’anno scolastico 2020-2021 ed è il frutto di un’intelligente collaborazione tra due istituti storici bolognesi, l’IIS Belluzzi-Fioravanti e il Liceo Augusto Righi, uniti nella realizzazione di un sito web che ripercorre con testi, video e immagini la visita che Dickens compì nel 1844 in quattro città emiliane: Parma, Modena, Bologna e Ferrara. Dunque la permanenza spietata del molesto sig. Covid-19 non ha fermato le attività di un nutrito gruppo di studenti provenienti da varie classi dei rispettivi Istituti scolastici che oggi, giovedì 26 maggio 2022 alle ore 17, si sono dati appuntamento alla Cappella Farnese per salutarsi e scambiarsi complimenti reciproci con la supervisione dei tanti genitori presenti, ma anche per dare un saggio alle autorità e istituzioni scolastiche intervenute, di quello che avevano saputo fare. Fin dalle prime battute non hanno tardato ad arrivare complimenti ed applausi a scena aperta che, alla fine dei conti, sono stati meritatissimi!

 

GIANMARCO MAZZONI (5Bi BELLUZZI-FIORAVANTI) legge un brano dal libro: “Pictures from Italy”
Parma has cheerful stirring streets for an Italian town; and consequently is not so characteristic as many places of less note. Always excepting the retired Piazza, where the Cathedral, Baptistery and Campanile – ancient buildings, of a sombre brown, embellished with innumerable grotesque monsters and dreamy- looking creatures carved in marble and red stone – are clustered in a noble and magnificent repose.”

 

Ma il merito, l’idea, da dove è partita?

Per “galanteria” non si punta mai il dito su una sola persona perché, nella fattispecie di questo super-progetto, è matematicamente impossibile che una sola mente illuminata abbia potuto mettere a regime questo progetto così talentuoso. Dalle solite “voci di corridoio” non smentite al momento, pare che un paio di medaglie al valor culturale siano da appuntare al petto delle Prof.sse Daniela Faraone e Marianna Gallo e proprio a quest’ultima, noi di Carrozze&Cavalli abbiamo chiesto informazioni più dettagliate sulle personalità oggi presenti e altre che si sono attivate nel corso dei passati anni. Possiamo parlare così di uno scambio di informazioni con la Prof.ssa Marianna Gallo la quale a suo tempo ci contattò per qualche informazione sui mezzi di trasporto con i quali si viaggiava ai tempi di Dickens.

 

La presentazione dell’evento si è svolta nella imponente cornice della Cappella Farnese a Palazzo d’Accursio – Piazza Maggiore – Bologna.

 

Le Prof.sse Daniela Faraone e Marianna Gallo ringraziano anche il sig. Giancarlo Saveri di Castelmaggiore (BO) per aver messo a disposisizione la sua collezione di antiche carrozze utilizzate per le riprese del progetto scolastico. Una di queste la vediamo nella foto in alto con accanto Gianmarco Mazzoni.

 

 

 

 

 

La Prof.ssa Daniela Faraone

 

Daniela Faraone  e  Marianna Gallo presentano al pubblico il progetto e ringraziano i docenti che hanno collaborato quest’anno alla sua realizzazione e in particolare: Prof.ssa Letizia Cotti, Prof. Francesco Di Lucca, Prof.ssa Anna Festi. Ringraziano anche le autorità del Comune di Bologna che sono intervenute.

 

La Prof.ssa Marianna Gallo

 

Ringraziamo Marianna Gallo che ci ha inviato una scaletta dettagliata degli interventi con i relativi nomi e che noi molto volentieri pubblichiamo come ulteriore contributo alla cultura e all’informazione.

 

In alto da sin. poi in senso orario: Edoardo Soverini, Preside del IIS Belluzzi, Otello Sangiorgi, responsabile del Museo del Risorgimento, Prof. Gaetano Passarelli,  prof. Francesco Di Lucca.

In alto da sin. e in senso orario: Carolina Farini, Imen Khebir, Giordano Raffaele, Alessandro Nanetti, Ulisse Steccanella e Simone Magli e davanti al PC: Giuseppe Cozza.

 

In alto a sin. poi in senso orario: Federico Sgambelluri, Giammarco Mazzoni, Alessandro Neri con accanto al pc Emanuele Pischetola, Aurora Roccati e Martina Golfieri

 

 

Molto apprezzati dal numeroso pubblico i momenti musicali e danzanti, coordinati dalla Direttrice Artistica dell’Associazione 8cento APS: Alessia Branchi che vediamo in alto a destra mentre segue le varie evoluzioni dei giovani danzatori

(nel collage in basso a sin.) I giovani talenti che si sono esibiti: Pianoforte: Bianca Delaiti e Violino: Micol Zanettin (valzer “Bella Addormentata” di Tchaikovsky) Segue al pianoforte Chiara Degli Esposti con un brano di Schubert. 

 

Un momento del Gran Ballo di apertura che ha dato il via alla presentazione ufficiale del progetto

 

Tutto il lavoro svolto finora è consultabile al seguente sito:   www.dickensinemiliaromagna.it

PROGRAMMA

APERTURA MUSICALE: Pianoforte e Violino (valzer “Bella Addormentata” di Tchaikovsky): entrano i ragazzi in costume (5 ragazzi e 5 ragazze), entra Dickens, entra una coppia dell’Associazione 8cento

DIRIGENTE IIS BELLUZZI-FIORAVANTI EDOARDO SOVERINI: Apertura

DOTT. OTELLO SANGIORGI – Responsabile Museo civico del Risorgimento-Certosa di Bologna e Tutor del Progetto per il Comune di Bologna

DANIELA FARAONE – MARIANNA GALLO: breve discorso sul progetto e ringraziamenti Presentano anche e ringraziano i docenti che hanno collaborato quest’anno al progetto: Prof.ssa Letizia Cotti, Prof. Forlani, Prof. Francesco Di Lucca, Prof.ssa Anna Festi.

Breve richiamo al progetto 2020-21 realizzato dalla 5Bi e dalla 5U del Righi:

ALESSANDRO NERI (5Bi a.s. 2020-21) illustra brevemente il progetto svolto lo scorso anno con il supporto di Emanuele Pischetola, che apre le varie sezioni di Bologna del sito, e Prof. Passarelli (breve accenno alla Meridiana di San Petronio)

PIANOFORTE: Schubert “momento musicale 3”

Studenti del BELLUZZI-FIORAVANTI che illustrano il sito mentre gli studenti parlano: FRANCESCO BRAGAGNI – GIUSEPPE COZZA

FEDERICO SGAMBELLURI (5Ci BELLUZZI-FIORAVANTI) introduce il percorso di quest’anno e avvia il video di Modena

FEDERICO SGAMBELLURI (5Ci BELLUZZI-FIORAVANTI) illustra brevemente le varie sezioni/città, italiano/inglese, parla del suo apporto al progetto e dell’apporto delle classi liceo linguistico per storia dell’arte e traduzioni

SIMONE MAGLI (5Ci BELLUZZI-FIORAVANTI) introduce PARMA, prima vera tappa emiliana dopo una breve visita a Piacenza, e introduce Dickens, che leggerà man mano le parole di ingresso alle varie città

GIANMARCO MAZZONI (5Bi BELLUZZI-FIORAVANTI) nel ruolo di DICKENS: LETTURA BRANO DAL LIBRO Pictures from Italy: introduzione PARMA

Parma has cheerful stirring streets for an Italian town; and consequently is not so characteristic as many places of less note. Always excepting the retired Piazza, where the Cathedral, Baptistery and Campanile – ancient buildings, of a sombre brown, embellished with innumerable grotesque monsters and dreamy- looking creatures carved in marble and red stone – are clustered in a noble and magnificent repose.”

ULISSE STECCANELLA (5Ci BELLUZZI-FIORAVANTI) presenta Martina Golfieri

MARTINA GOLFIERI (5K LICEO RIGHI): Cattedrale di Parma e Battistero

ULISSE STECCANELLA (5Ci BELLUZZI-FIORAVANTI) introduce MODENA

GIANMARCO MAZZONI (5Bi BELLUZZI-FIORAVANTI): LETTURA BRANO DAL LIBRO Pictures from Italy: introduzione MODENA:

It was most delicious weather, when we came into Modena, where the darkness of the sombre colonnades over the footways skirting the main street on either side, was made refreshing and agreeable by the bright sky, so wonderfully blue.”

ULISSE STECCANELLA (5Ci BELLUZZI-FIORAVANTI) presenta Carolina Farini

CAROLINA FARINI e AURORA ROCCATI (5L LICEO RIGHI): Cattedrale di Modena e Ghirlandina

SIMONE MAGLI (5Ci BELLUZZI-FIORAVANTI) introduce FERRARA e introduce Gianmarco, che leggerà le prime righe delle pagine che Dickens ha dedicato a Ferrara:

GIANMARCO MAZZONI (5Bi BELLUZZI-FIORAVANTI) – DICKENS: LETTURA BRANO DAL LIBRO Pictures from Italy: introduzione FERRARA:

(I entered Ferrara) no later than eight at night; and a delightful afternoon and evening journey it was, albeit through a flat district which gradually become more marshy from the overflow of brooks and rivers in the recent heavy rains.

More solitary, more depopulated, more deserted, old Ferrara, than any city of the solemn brotherhood!

ULISSE STECCANELLA (5Ci BELLUZZI-FIORAVANTI) presenta i ragazzi del Righi:

RAFFAELE GIORDANO (5K LICEO RIGHI): Este e piano urbanistico di Ferrara

ALESSANDRO NANETTI (5K LICEO RIGHI): Castello di Ferrara

IMEN KHEBIR (5K LICEO RIGHI): Cattedrale di Ferrara

SIMONE MAGLI (5Ci BELLUZZI-FIORAVANTI) accenno agli altri luoghi visitati a Ferrara da Dickens, la Casa dell’Ariosto, la Cella del Tasso, gli splendidi palazzi.

FEDERICO SGAMBELLURI (5Ci BELLUZZI-FIORAVANTI) introduce il video del backstage: il piacere nel lavoro scolastico.       BALLO DEI RAGAZZI (quadriglia)

 

Studenti ma anche validi … danzatori!

 

 

 

Cosa possiamo aggiungere che non sia già stato detto e ripetuto? Tentiamo con un argomento che riguarda molto da vicino le ruote delle carrozze e gli zoccoli dei cavalli: le strade.

 

Landau da viaggio, Williams Londra, 1810-1820 (Collez. Scheidel, Manneheim)

 

Tutti questi viaggi, o spostamenti che dir si voglia, hanno una cosa in comune che ancora oggi appare di grande attualità: le strade. Tralasciamo le vie di mare o fluviali e trattando la trazione animale spendiamo due parole sulle strade.

 

Per farlo (brevemente), ci spostiamo nel 3.200 a.C., anno presunto dell’invenzione della ruota. La ruota, oltre a rappresentare il primo passo nella rivoluzione dei trasporti, impose l’avvento di due nuove tematiche: la creazione di strade e l’addomesticamento del cavallo. Tali eventi, concatenati tra di loro, caratterizzeranno nei secoli successivi la vita dell’umanità e lo sviluppo della civiltà. Ciro il Grande (590-529 a.C.), fondatore dell’impero Persiano, promosse per primo la costruzione di una rete viaria ben organizzata per collegare le varie parti del suo immenso impero. La più lunga, detta Via Regia, univa la capitale Susa in Iran a Sardi nella Turchia Occidentale, era lunga 2.699 chilometri e i corrieri a cavallo impiegavano 20 giorni a percorrerla. Queste piste in terra battuta e per lunghi tratti anche lastricate, unite a stazioni di posta e locande per il cambio dei cavalli, consentivano ai corrieri postali di percorrere fino a 160 km al giorno con cambi di monta ogni 25 km. Queste stazioni di posta erano sorvegliate da guarnigioni militari per rendere sicuro il transito ed effettuare le manutenzioni necessarie.

 

 

Carrozza da viaggio collez. Scheidel, Mannheim

 

I progressi nei trasporti implicano un aumento di traffico e per evitare il “fai-da-te” nel XIII secolo in Germania un certo Eike von Repgow redige un regolamento che lentamente viene applicato in tante realtà del tempo, il Sachsenspiegel. Questo codice, che resterà valido fino al XX secolo, inizialmente parte con una frase proverbiale: “Chi arriva per primo al mulino, macinerà per primo”. Qui ritroviamo il termine Strade Regie e sempre per evitare liti, ecco alcuni passaggi; “La Strada Regia deve essere ampia al punto da consentire a un carro di fare posto ad un altro. Il carro vuoto deve fare largo a quello carico. L’uomo a cavallo deve cedere il passo a un carro, mentre il pedone deve cederlo a un cavaliere. Il carro più vicino al ponte dovrà attraversalo per primo, sia esso vuoto o carico”. Ai tempi esisteva una serie infinita di gabelle e tributi per l’attraversamento di ponti e alcune esenzioni per ecclesiastici, donne e fanciulli; al mantenimento della pace provvedeva la mano della legge del tempo che prevedeva per chi violava la pace la decapitazione o il supplizio della ruota, in relazione alla gravità del delitto commesso.

Tutto fermo per circa sei secoli, dal IX al XV fino ad arrivare al Rinascimento con una ventata di rinnovamento in generale. Si iniziarono a costruire chiese, palazzi e ponti e sulle strade malmesse del tempo iniziarono a circolare carri sempre più pesanti. Per alleggerire carri e ruote e non rovinare la strada, le pietre venivano squadrate già nella cava, se ciò era possibile; con il pietrisco venivano poi riempite le buche sul fondo stradale. Fece così anche Michelangelo quando tra il 1518 e il 1519 fece costruire una strada per il trasporto dei blocchi di marmo necessari alle sue sculture.

Arriviamo al 1747 con la creazione in Francia della scuola “Ponts et Chaussées” per la preparazione dei futuri ingegneri stradali. Sotto il dominio Napoleonico, anche in Italia le strade migliorarono notevolmente e per conseguenza diretta anche le carrozze subirono alcune importanti migliorie nel giro di una cinquantina di anni. L’Inghilterra, che già da anni aveva inventato l’acciaio, mise a punto con Obadiah Elliot nel 1804 le innovative molle ellittiche in acciaio per sospendere e abbassare la scocca delle carrozze, mentre nel 1839 l’americano Charles Goodyear inventa una gomma-dura con la quale verranno poi sostituiti tutti i vecchi e rumorosi cerchioni in ferro sulle carrozze ed i calessi.

 

 

Ci avviciniamo così a grandi passi al viaggio di Dickens e di altri inglesi in Italia, buttando un occhio ad un’altra comodità stradale arrivata dall’Inghilterra. L’ingegnere scozzese John Mac Adam tra il 1815 e il 1836 realizzò un processo chiamato “macadamisation basato sulla stratificazione di diverse componenti per la realizzazione di innovative strade con un profilo a “dorso di mulo” per fare meglio defluire l’acqua e un diverso fondo stradale. Immediatamente anche i tempi di percorrenza si accorciarono a dismisura; infatti i Coach postali intorno al 1820 in Inghilterra viaggiavano ad una media di 16 km/ora compresi i cambi per i cavalli che variavano dai 10 ai 25 minuti.

Visti i grandi miglioramenti stradali ecco dunque che in tanti scoprirono l’emozione e la voglia di viaggiare, anche sulle lunghe distanze e ancora per tanti anni la carrozza trainata da cavalli restò incontrastata regina della strada. Se si escludono le poche categorie agiate che potevano permettersi carrozze padronali con servitori al seguito, la maggioranza dei viaggiatori che non avevano fretta e volevano anche un po’ risparmiare, preferivano la “diligenza postale” da dividere con altri passeggeri, guidata da postiglioni a cavallo, con i cambi dei cavalli nelle varie stazioni di posta dotate di albergo per la notte e un pasto caldo. Nelle foto vediamo alcuni esempi di carrozze da viaggio e una carrozza che si poteva trasformare in comoda camera da letto per due o più persone: la dormeuse. Queste carrozze che erano dotate di avveniristici accorgimenti salva-spazio, come si vede dalle foto, furono probabilmente le antenate dei nostri comodissimi camper.

 

 

Museo di Compiègne. Carrozza da viaggio nella quale i passeggeri potevano distendersi per riposare.

 

Considerazioni  e valutazioni tecniche alla luce di quanto letto

Intorno al 1826 e negli anni successivi vennero realizzate importanti opere che costituirono una lodevole realizzazione della tecnica italiana del tempo: la rotabile dello Stelvio, il valico del Gottardo e la strada transalpina dello Spluga. E’ interessante notare come queste strade siano state oggetto da parte dei progettisti di particolare attenzione nei riguardi del loro inserimento nel paesaggio; la panoramicità, le vedute, gli scorci che si susseguono nell’itinerario non sono casuali, ma voluti dal progettista. Quindi il problema dell’inserimento ambientale, elemento fondante dell’attuale progettazione stradale, è vecchio di almeno due secoli.

Un’altra storia, datata 1818, ma che purtroppo trae le sue origini dall’utilizzo degli schiavi sotto l’Impero Romano e che non si riesce a debellare neppure ai giorni nostri, è rappresentata dalla costruzione della Strada Porrettana decretata da Pio VII nel 1818 e ultimata nel 1848. L’inizio di questa storia è un mondo di uomini indeboliti da una lunga fame che lasciano le case sull’Appennino per scendere a valle a sbadilare e scarriolare tutta la giornata, una giornata segnata non dall’orologio, ma dal sole, cioè dall’alba al tramonto. Tutto questo per salari modesti; si pensi che a un “lavoratore robusto munito di zappone o badile” veniva corrisposta una lira al giorno, quando un chilo di pane costava 60 centesimi ed un boccale di vino 32 centesimi. Quindi il salario era appena sufficiente per lo sfamo come si diceva, di poco più di una persona. E in caso di maltempo, infortunio o malattia, se non si lavorava, non c’era salario.

(Brani tratti da “La storia delle strade” del Prof. Ing. Alberto Bucchi )

 

 

Cappella Farnese, un contesto di rara bellezza.

 

La Prof.ssa Marianna Gallo ci tiene a ringraziare a nome di tutti il Comune di Bologna per la gentile concessione degli spazi e precisa che questo progetto contribuisce, tra le altre cose, alla valorizzazione della storia e della cultura del nostro territorio.

 

Marianna ammira con soddisfazione la bellezza degli affreschi all’interno della Cappella Farnese