L’ambito trofeo della FEI World Cup Driving 2021-2022 nelle mani di Bram Chardon. A fargli compagnia sul podio Boyd Exell, secondo, e Glenn Geerts, terzo

 

Per la seconda volta, dopo l’edizione 2018-2019, l’olandese Bram Chardon, classe 1993, riesce ad aggiudicarsi l’ambito premio infrangendo il quasi-monopolio stabilito negli ultimi anni dal super campione australiano Boyd Exell, vincitore di ben 8 edizioni della FEI World Cup Driving, ovvero la spettacolare Coppa del Mondo Indoor riservata ai migliori 10 tiri a quattro qualificatisi per il circuito nel corso della precedente stagione estiva, sette dei quali entrano nella finale per disputarsi il titolo.

 

In apparenza semplice, quando ci sono quattro cavalli spinti alla massima velocità in uno spazio relativamente contenuto, ogni traiettoria ben impostata sul percorso fa la differenza

 

Un’impresa sul filo del rasoio, dove potenza, velocità, abilità e maneggevolezza la fanno da padrone, imponendo un attento dosaggio di rischio e padronanza dell’attacco, spinto alla massima velocità sviluppabile in un’arena le cui proporzioni, per quanto generose, impongono una notevole dose di occhio e sangue freddo.

 

Questi i finalisti dell’edizione 2021-2022 (da sin.): Koos De Ronde/Ned, Michael Brauchle/Ger, Mareike Harm/Ger, Bram Chardon/Ned, Boyd Exell/Aus, Glenn Geerts/Bel, Dries Degrieck/Bel

 

Dopo l’annullamento dell’intera precedente edizione 2020-2021 per pandemia, questa tornata ha visto la cancellazione di ben 4 tappe (Stoccarda in novembre, Budapest e Mechelen in dicembre nonché Bordeaux in febbraio), riducendosi così in totale a 4 tappe più una finale.

Non ci addentreremo in sterili conteggi di secondi impiegati per portare a termine il percorso, a cui vanno aggiunti quelli susseguenti alla eventuale caduta di palline: la coppa del mondo indoor va vista e vissuta in diretta perché l’adrenalina è sicuramente la protagonista di questo evento e ciò è ben noto al folto pubblico che dagli spalti incita i propri beniamini a gola spiegata, sostenuto anche dallo speaker che a sua volta aumenta il tono della voce e la concitazione a mano a mano che il concorrente si avvicina al traguardo. Così è stato anche per gli oltre gli 8.500 spettatori che hanno assistito alla finale di Lipsia, dove a metà aprile di questo 2022 si è disputata la finale.

 

Bram Chardon, super concentrato, con il suo tiro a quattro di agili cavalli in splendida forma non lascia spazio agli avversari e si aggiudica il barrage finale

 

Ottima performance di Bram Chardon che si rivela sempre più un campione a tutto tondo, sia nei classici concorsi completi dove dressage, maratona e prova coni hanno per lui ormai ben pochi segreti, sia nei concorsi indoor, dove i parametri cambiano totalmente. Grazie alle sue capacità imparate fin dalla più tenera dal padre Ijsbrand, tuttora sulla breccia a contendergli spesso la vittoria, si è affermato negli ultimi anni anche come valido trainer per i driver più ambiziosi. Ricordiamo che è stato ingaggiato qualche anno fa anche dalla nostra Federazione che con lungimiranza aveva puntato sull’elemento che meglio combinava indiscusse capacità specifiche in questa disciplina, profonda conoscenza dei cavalli sia nell’attività a sella che attaccati e il giusto approccio ad atleti di qualsiasi livello con fare garbato ma deciso e professionale. Un peccato che l’esperienza si sia conclusa troppo presto!

 

Grinta e voglia di vincere sono il giusto condimento per una indiscutibile professionalità

 

Ritornando al barrage finale della Coppa del Mondo, Bram Chardon ha commentato a caldo che per la sua vittoria l’intero merito era da attribuire alla splendida forma dei suoi cavalli. In quanto a Boyd Exell, la consapevolezza che nello sport non si può sempre vincere, lo ha comunque appagato con uno splendido secondo posto sul podio. In terza posizione il belga Glenn Geerts che non si aspettava di entrare nella manche finale, tanto da limitarsi ad una ricognizione un po’ affrettata del percorso. Inoltre bisogna considerare che quest’ultimo, contrariamente agli altri concorrenti che dispongono di un tiro a quattro espressamente destinato alle competizioni indoor, usa gli stessi cavalli con cui partecipa a tutte le prove dei concorsi di completo, dressage compreso.

 

In alto Boyd Exell, secondo classificato, e in basso Glenn Geerts, terzo

 

Primo fuori dal barrage, anche se solo per un pelo, l’altro belga, Dries Degrieck al suo debutto in Coppa del Mondo. Con questo driver, classe 1995 e quindi il più giovane dei concorrenti, si materializza la crescita della nuova generazione di campioni.

 

Dries Degrieck (Belgio), il concorrente più giovane, al suo esordio in Coppa del Mondo, dopo aver conquistato l’accesso alla finale manca il podio solo per un soffio

 

Solo pochi anni in più per l’unica donna a qualificarsi per la FEI World Cup Driving dalla sua istituzione nel 2001 ad oggi. Per la tedesca Mareike Harm si tratta della seconda edizione, dopo aver rotto il ghiaccio nel 2019 e non può nascondere la sua soddisfazione di essere entrata nella finale insieme al suo team tutto al femminile. In un’intervista rilasciata proprio al suo debutto in Coppa del Mondo la Harm confessava che non era tanto sicura di voler mettersi in gioco, poi decise che ci avrebbe provato, non fosse altro che per immergersi in questa atmosfera irripetibile e con la sola intenzione di divertirsi e magari di acquisire un’ulteriore esperienza utile per migliorare le sue performance in maratona. Infatti il campo di gara limitato, la grande velocità e i tecnicismi tipici degli ostacoli da indoor relativamente leggeri impongono un’altrettanto rapida capacità delle mani di cambiare le prese. Ovviamente in maratona una donna non dispone della stessa forza di un uomo e quindi se entra in un ostacolo fisso a piena velocità, deve poi essere in grado di riprendere l’irruenza dei quattro cavalli per affrontare immediatamente dopo la prima porta ad esempio una strettissima curva: in questo caso la destrezza con le mani è essenziale. Ogni cavallo è diverso e ha necessità diverse: negli attacchi occorre trasformare quattro cavalli in un’unica unità, ricavando il meglio da ciascuno di essi ed è proprio questo il fascino del tiro a quattro. Dopo aver vinto la medaglia d’oro a squadre nel 2010 con il singolo, decise di mettere insieme alcuni dei cavalli che aveva in scuderia e che fino ad allora aveva attaccato solo separatamente, fino a formare un tiro a quattro. Alla Coppa del Mondo del 2019 si presentò quindi con lo stesso attacco con cui si era qualificata nei normali concorsi di completo e non come gli altri concorrenti con un attacco di cavalli piccoli e veloci, quali ad esempio i Lipizzani. Il fatto comunque di potersi fregiare di far parte del ristretto gruppo dei migliori 10 driver al mondo di questa categoria sono per la Harm una grandissima soddisfazione.

 

 

Mareike Harm, l’unica concorrente donna nella storia della FEI World Cup Driving, con il suo team tutto al femminile

 

Archiviata la FEI World Cup Driving 2021-2022, ecco che entra nel vivo definitivamente la stagione dei concorsi outdoor, il primo dei quali già questa settimana a Kronenberg/Olanda, nel week-end di Pasqua, dove sono attesi circa 180 concorrenti in provenienza da 11 nazioni, per un totale di 450 cavalli. Per la prossima partecipazione italiana bisognerà invece attendere fino al concorso di Kladruby/Repubblica Ceca che si svolgerà nella settimana successiva.

 

Arrivederci alla prossima edizione – e nel frattempo ripartono le tappe di qualificazione

 

per le foto si ringraziano Krisztina Horvath/Hoefnet. Tutte le foto a questo link

 

link al video del percorso vincente di Bram Chardon a Lispia

 

classifica finale