Una coreografia d’altri tempi ambientata al Museo Etnografico “Sgurì”, dove l’attualità culturale è sempre presente

 

Lo scenografo e curatore dell’immagine, manco a dirlo, è il Direttore Romano Segurini

 

La tradizione del “Lom a Mèrz” al Museo Etnografico “Sgurì” di Savarna-RA

Bisogna ammettere che questo primo evento del 2022 che si presenta dopo oltre due anni di stop-Covid è stato un po’ sottotono anche se qui a Cà Segurini, come dicono gli amici, la piccola folla delle grandi occasioni non manca mai. La settimana che ha preceduto l’evento è stata molto concitata a livello organizzativo per via dell’anteprima esclusiva per l’Emilia Romagna del noto pittore romagnolo Aldo Baldassari. Nonostante il vento fastidioso che ha soffiato per lunghi tratti, ostacolando le operazioni di messa a punto delle oltre novanta tele dell’artista, la tenacia e la determinazione di Romano Segurini non sono mai venute a mancare e nella giornata di domenica 27 febbraio 2022 tutti gli spazi coperti e all’aperto si presentavano coreograficamente perfetti in ogni dettaglio.

 

“Le Meridiane Orizzontali” dell’artista Luigi Berardi

 

“L’antico appoggiato al vecchio” o viceversa, potrebbe essere il titolo di questo angolo espositivo scaturito dalla creatività di Romano Segurini

 

Le “Meridiane Orizzontali” dell’artista Luigi Berardi posizionate al centro dell’ampio parcheggio antistante il Museo accoglievano il visitatore con un mix di curiosità e mistero prontamente svelati all’arrivo del Direttore del Museo: Romano Segurini. Sempre a tema Arte e Cultura, molto interessante la visita alla Biblioteca d’Arte che raccoglie al suo interno migliaia di volumi che trattano in prevalenza di pittori e artisti della Romagna. All’interno del Museo Etnografico i visitatori hanno potuto ammirare diverse esposizioni come le attrezzature “d’è scarnador” (Il norcino), i cesti tipici romagnoli in paglia, i lumi a petrolio del carrettiere e altre lanterne di uso quotidiano, i fanali a candela per calessi e gli “Oggetti Misteriosi” che puntualmente ogni anno attirano la curiosità di tantissimi visitatori grandi e piccini.

 

Tra le nuove acquisizioni presenti, troviamo un bel modello di “Military” donato al Museo nel 2020 dalla Famiglia Gandolfi per mano delle Signore Carla e Ines

 

La stagione ancora un po’ bizzarra non ha però fermato il consistente numero di visitatori che durante l’arco della giornata hanno affollato tutti gli spazi coperti del Museo

 

Si è poi rinnovata come al solito una tradizione firmata “Sgurì” che è rappresentata dalle nuove acquisizioni del Museo. L’uomo in eterno movimento, al secolo Romano Segurini, ha proposto anche in questo 2022 una passerella di oggetti antichi e dimenticati che il suo infallibile fiuto artistico è riuscito a scovare in giro per la Romagna. Cesti in paglia e vecchie lanterne a petrolio hanno fatto incuriosire tutti gli ultra-cinquantenni abituati fin dalla più tenera età alla luce elettrica e alle stoviglie in plastica. I più informati si sono soffermati sulle differenti tipologie di illuminazione che vedevano nelle vecchie lanterne la luce fioca e l’odore nauseabondo del petrolio (senza accise); per contro oggi possiamo godere di una fantastica luce illuminante senza odori strani, ma … con fastidiosissime e maleodoranti accise!

 

 

Ecco “La Càpana”, tipica costruzione palustre di queste zone, interamente costruita con canne, legno e filo di ferro, circondata da oggetti del passato. Al centro i quadri di Aldo Baldassari

 

La mostra delle attrezzature del “norcino” era suddivisa in due reparti: uno informativo che comprendeva una ventina di pannelli con illustrazioni e testi rappresentativi dell’usanza in tutte le famiglie contadine di macellare il maiale in questi periodi dell’anno particolarmente freddi, e un reparto di oggetti pratici e utili allo scopo che solitamente vediamo in dotazione a tutti i macellai. Oggetti e usanze che oggi fanno un po’ sorridere ma anche in questo caso i più informati trovavano alcune lacune sul progresso di oggi, sostenendo la tesi che anticamente il maiale allevato e nutrito a 10 metri da casa e guardato a vista dal proprietario aveva svariate benefiche proprietà terapeutiche. Oggi, vedendolo tagliato a fettine dentro un sacchetto di plastica trasparente, non sapendo da dove arriva e neppure se si tratta di un maiale o di un Armadillo del Sud America, a molti suscita dubbi e sospetti.

Un ritorno al passato, completamente avvolti in un mondo fiabesco. Nella foto in basso una Guida spiega al visitatore che quell’oggetto in ferro dalla forma strana ma semplice, serviva a tagliare i “pani” di zucchero in tante piccole “zollette”. Può interessare?

La Mostra delle attrezzature del “Norcino” è stata poi accompagnata dai pannelli illustrativi dell’artista cesenate Fiorenzo Montalti (in alto a sin) oramai di casa qui a Savarna per via dei suoi oltre 100 pannelli illustrati che ripercorrono le più svariate tematiche riguardanti le tradizioni contadine della Romagna

 

In primo piano un due ruote tipico di queste zone, la “Spallona”. Sullo sfondo la classica “Càpana” antica abitazione di queste zone costruita con canne palustri, legno e filo di ferro.

 

L’esposizione degli oltre 74 calessi a due ruote bisogna ammettere che ha fatto venire le lacrime agli occhi agli ultra ottantenni, mentre ai più giovani ha scatenato la voglia di acquistare un cavallo e trottare in libertà attraverso prati e boschi lussureggianti osservando il dondolio della criniera del cavallo che ad ogni soffio di vento offre un’inclinazione diversa. Qualcuno ne voleva uno da portare a casa e utilizzarlo per fare la spesa in città e i lunghi viaggi fino alle spiagge di Romagna. In men che non si dica alcuni potenziali acquirenti elencavano una corposa lista di vantaggi: no cintura di sicurezza, no pagamento pedaggi autostradali, no assicurazione, no patente, no bollo, no autovelox, no benzina con accise, ma solo fieno, paglia, orzo e avena con il prezzo bloccato alle tariffe del 1969. Evviva, si torna al passato, alle antiche tradizioni contadine! Niente da fare, anche qui tra i visitatori è spuntato un contestatore “no-caval” sostenendo che per bloccare tutte quelle fantastiche illusioni che non portavano soldi alle casse dello Stato, avevano inventato alcuni anni fa il “Gruppo Animalisti-Si” i quali, non appena un cavallo metteva lo zoccolo a terra in una qualsiasi strada pubblica con il morso in acciaio in bocca, allertavano tutti corpi di Polizia, Investigativa, Municipale, Veterinaria, Zoofila ed Ecologica, finalizzati all’immediato sequestro del cavallo martoriato e sofferente che da un momento all’altro barcollando, poteva accasciarsi esanime e privo di vita sul rovente asfalto!

Ad oggi la collezione di due ruote, sulky, carri e birocci del Museo dispone di circa 87 esemplari tutti originali dell’epoca; pare che il Direttore Romano Segurini entro la fine dell’anno tenti di tagliare il traguardo dei 100 legni!

 

Non mancano poi vecchie fruste e briglie, indispensabili per la messa in strada del calesse con quadrupede attaccato

 

Gli “Oggetti Misteriosi” 

Passano gli anni ma questa mostra, sempre arricchita di nuovi oggetti strani, ha il potere di richiamare centinaia di visitatori da ogni angolo della regione. A parer nostro la terminologia “Oggetto Misterioso” andrebbe accompagnata da una data, perché 150/200 anni fa erano conosciuti e utilizzati da tutti, oggi … no! Abbiamo visto sul lungo bancone un contenitore rotondo in rete metallica e stoffa, dotato di una cinghia in pelle per sistemarlo a tracolla e trasportarlo ovunque, molto leggero, circonferenza circa quaranta centimetri. Le facce di una decina di persone osservavano l’oggetto come fosse venuto dallo spazio. Ad un certo punto arriva la spiegazione e svanisce il mistero: di che si tratta? Un contenitore per piccioni viaggiatori utilizzato dall’Esercito Italiano durante la Grande Guerra 1915/18 per ricevere ed inviare messaggi al fronte. Tutti i reduci della prima guerra sono oramai morti e sepolti, a lui e solo a lui, Romano Segurini, toccherà portare avanti nel tempo la memoria di questo e altri mille oggetti che fecero la storia d’Italia. Come, in che modo? A saperlo poi …!

 

 

Questa immagine forse rispecchia il senso di questa Mostra: la Cultura e l’Arte che difficilmente potranno essere sostituite dai … robot! Anche qui precisiamo: fino a quando l’essere umano è così fatto, no di sicuro, forse tra 5.000 anni quando ci saranno solo robot e nessun umano, allora sì … W i robot!

 

Nelle due immagini del collage in basso possiamo notare uno dei primi “Sulky” da corsa interamente in legno della ditta Bassi Adolfo e a fianco, lo stesso identico Sulky, con le ruote sostituite, facente parte della Collezione del Museo Sgurì

Giovanni Bucchi, che vediamo accanto alla “Baracchina”, driver e proprietario anni orsono della Scuderia Arginello, ci svela un particolare interessante. Questo due ruote poteva servire sicuramente per gli spostamenti della famiglia e le spese quotidiane, ma all’occorrenza, quando la passione agonistica prendeva il sopravvento, ecco che con una mossa veloce si sfilava lo schienale e via, la schiena si stendeva per tagliare l’aria, riparati dal fondo-schiena del veloce cavallo e … vinca il migliore!

 

Lo schienale sfilabile all’occorrenza, motivo? “Febbre da Cavallo!”

 

Anche per gli appassionati di Redini Lunghe Romano Segurini, “Il Cacciatore di Calessi” ha proposto alcune interessanti acquisizioni sempre inerenti i rotabili a due ruote della tradizione romagnola. In questi due lunghi anni di sosta forzata causa pandemia, Romano ha spostato il baricentro delle sue ricerche nel piccolo segmento dei due ruote “sportivi”. Sulky, Baracchine, Domatrici e Ghighette da allenamento si fecero lentamente strada verso la fine dell’800 quando la circolazione stradale e l’agricoltura non richiedevano più la lenta e macchinosa forza dell’animale che veniva rapidamente sostituito dai Cavalli-motore HP. La sopravvivenza del nobile animale fu decretata dal mondo delle corse, al trotto e al galoppo. Le prove concrete di questo successo che riscuotevano tra il pubblico le prime riunioni di trotto ci è arrivata oggi qui al Museo “Sgurì” per mano e per gentile concessione del Sig. Ero Mantovani che ci ha fatto visionare un rarissimo catalogo di rotabili a due ruote della famosa Ditta “Bassi Adolfo” di Bologna ma che recava il timbro del “Falegname Mario Tacchini di Fiesso”. Nel lungo Catalogo che numera ben 32 modelli di legni a due e quattro ruote, abbiamo potuto osservare la grande importanza che veniva data ad una decina di modelli a due ruote, utili esclusivamente per correre o allenare i cavalli trottatori.

 

L’antico e raro Catalogo della Ditta “Bassi Adolfo” di Bologna che gentilmente il collezionista Ero Mantovani ci ha concesso di fotografare. Sempre nello stesso catalogo troviamo lo stesso modello (fig. 1 e 2) ma con due nomi diversi: Sulky e Chieth, al momento non sappiamo ancora il significato di “Chieth”

 

 

Il falò propiziatorio da accendere all’imbrunire … non si è acceso!

Come dire? Non tutte le ciambelle riescono con il buco! La giornata ventosa non ha permesso per motivi di sicurezza l’accensione di nessun falò di grandi dimensioni all’aperto ma qui in Romagna nessuno, ripeto nessuno, riesce e riuscirà mai a fermare la voglia di festeggiare del Romagnolo! E così al calar della sera un gruppo abbastanza numeroso di “aficionados” si è affollato intorno al grande camino di Casa Segurini, il fisarmonicista Andrea Piscitiello dava il via con la sua fisarmonica, la gentil consorte del Sig. Segurini, Maria Rosa, sistemava sulla lunga tavola una pentola di notevoli dimensioni con un profumato “Vin brulé”, e a fianco un cesto con “zuccherini dolci” a profusione. Il falò propiziatorio di piccole dimensioni all’interno del camino ha rispettato in pieno le tradizioni bene auguranti e la serata si è chiusa in bellezza, con due parole di ringraziamento per tutti da parte della Signora Lidia Ricci Lucchi, neo-eletta recentemente a Presidente dell’Associazione Culturale “Percorsi ODV” nel paese di Mezzano (RA).

 

Tutti intorno al camino a scaldarsi con il mini-falò propiziatorio e ascoltare le parole di ringraziamento della Presidente “Percorsi ODV” Signora Lidia Ricci Lucchi. (in alto a sin.). Applauditissimo per la sua bravura il fisarmonicista Andrea Piscitiello (in alto a des.) oggi quì per passione, domani in corsia in veste di Medico Chirurgo.