Il Magazine online leader a livello internazionale e impegnato a 360° nell’informazione e in tutto quanto ruota intorno al mondo variegato degli attacchi, ha recentemente pubblicato il primo di una serie di articoli imperniati sul dressage scaturito dalla collaborazione con il giudice tedesco di attacchi di 4° livello FEI Reiner Wannenwetsch. Ringraziamo Hippoevent per averci concesso l’autorizzazione a tradurre tali articoli in italiano per i nostri lettori e presentiamo qui di seguito il primo contributo della serie intitolata “Dressage in primo piano”, apparso il 28 gennaio scorso (www.hippoevent.at).

 

 

I movimenti del Dressage attaccato: la volta ad una mano

Novità su Hippoevent – Senso e nonsenso dei movimenti del dressage … esaminati da Reiner Wannenwetsch

 

Prima Puntata: Achenbach e la volta ad una mano

E’ vero: Achenbach non parla di volte ad una mano. Perché mai si dovrebbe guidare eseguendo dei circoli? Ai tempi di Achenbach erano importanti le girate. Svoltare a sinistra o a destra per immettersi su un’altra strada. O anche l’inversione a U era importante. Tutto ciò aveva un bisogno urgente di essere rivisto nell’interesse dei cavalli, perché le strattonate non erano proprio belle da vedere. I cavalli cadevano, si toccavano con gli arti sferrandosi, passavano sopra le tirelle e cose analoghe.

Se oggi esaminiamo la descrizione delle girate negli scritti dei vecchi maestri, leggiamo spesso con sorpresa che i cambiamenti di direzione andavano eseguiti cedendo con la mano esterna. Molto più raramente si dice che deve essere introdotta dalla cessione con la redine esterna. La differenza è notevole, sapendo dall’equitazione che la redine esterna è quella che conduce.

 

L’autore del testo, Reiner Wannenwetsch

 

Ma tutto questo cosa c’entra con le volte o le serpentine eseguite ad una mano?

E oggigiorno ne abbiamo veramente ancora bisogno, o non è forse un retaggio datato?

Devo ammettere che anch’io più di dieci anni fa non ho alzato la mano quando nel giro degli addetti allo sport degli attacchi si parlò di ridurre o di eliminare completamente le figure con una mano. Abbiamo riflettuto troppo poco sul motivo per il quale, nelle vecchie riprese, bisognava in parte guidare con una mano.

Ma perché mai: oggi qualsiasi principiante è in grado di farlo! Ecco un altro pensiero errato! Perché? Perché ancora una volta non abbiamo preso in considerazione i principi di Achenbach e non abbiamo pensato ai cavalli!

Oggi ne sappiamo di più al riguardo e infatti vediamo chiaramente i risultati del nostro modo di pensare semplicistico. Prendiamo ad esempio la volta al trotto riunito.

Eseguirla a due mani non sarà certo un problema. Ma il diavolo ci mette lo zampino: infatti abbiamo decisamente „più roba in mano“.

In questo modo si ha presumibilmente la possibilità di eseguire la volta con maggiore precisione – e il risultato è un continuo susseguirsi di correzioni perché la figura improvvisamente non è più rotonda! Inoltre si modificano continuamente flessione sia dell’incollatura che del costato, il che influisce in ultima istanza anche sul contatto.

Se poi, dato che con due mani si ha molta più forza, si vuole anche migliorare la riunione trattenendo con decisione davanti e usando la frusta per generare la pressione nel posteriore che si suppone sia necessaria, e così vediamo con chiarezza quello che non vogliamo vedere: tirare con la redine interna provoca problemi di contatto, incollature tirate verso l’interno invece della corretta flessione della ganascia e del costato, i posteriori che non seguono la giusta traiettoria degli anteriori, un falso piego della nuca, un’andatura irregolare e la linea dorso-lombare contratta e concava invece di falcate più rilevate e cadenzate.

Per ovviare a tutto questo, quelli che ci sanno fare aumentano semplicemente il ritmo. In tal modo vengono ridotte le irregolarità dell’andatura, si accorcia la durata della volta in modo che i giudici che si limitano ad osservare abbiano meno tempo di andare a cercare i difetti.

 

Attacco singolo

 

Questo va bene perché molti si possono affidare solo ai propri occhi e non percepiscono né con le loro dita (perché hanno poca o nessuna esperienza di guida) né con il loro fondo schiena (perché spesso manca anche una formazione nell’equitazione montata) cosa succede veramente ai cavalli nel rettangolo! La mancata conoscenza perfetta dell’inglese in questo caso non sempre aiuta, cosa che purtroppo accade sempre più spesso (aperta critica sul fatto che ci si concentra sulle formalità e non sulla sostanza – ndt).

 

Tiro a quattro cavalli

 

A questo cosa si aggiunge? Potenziamento della muscolatura delle braccia in palestra, ricerca nel baule inesauribile dei trucchi magari di una nuova imboccatura o semplicemente un cambio dei cavalli? I buoni consigli costano caro, ma vengono accettati sempre con piacere!

Ma ritorniamo al nostro tema. I movimenti da eseguire ad una mano, che siano essi volte, girate, serpentine, lasciar sfilare le redini o altro, non sono angherie degli ideatori. Essi mostrano con assoluta chiarezza la qualità dell’addestramento e anche la comunicazione esistente tra guidatore e cavalli. All’occhio dell’osservatore esperto è palese che una sola figura eseguita ad una mano è sufficiente e, in caso positivo, molto spesso essa viene valutata con „bene“.

 

Pariglia di cavalli

 

Un importante gruppo di imprese internazionale ha presentato qualche anno fa uno slogan pubblicitario: “Abbiamo capito!”. Ha funzionato, almeno per un certo periodo. Non tutte le istituzioni importanti possono dire lo stesso di sé. Nel quartiere generale degli attacchi dovrà muoversi qualcosa. Per quanto mi riguarda posso ammettere che non ho capito ancora tutto, ma almeno le basi sì. In tal senso Achenbach ha molto a che vedere con la guida della volta ad una mano!

Reiner Wannenwetsch

 

Tiro a quattro pony