Testo tratto dagli scritti di autorevoli esperti quali Henri Baup, François Durand, Jane MacInnes, Claudia Bunn, Sallie Walrond, Tom Ryder, John Greenall, Benno von Achenbach, Max Pape, Anja e Thomas Sagkob, Peter Kofler, Rolf Schettler e Paul Doliveux – quest’ultimo autore di un libro espressamente dedicato al tandem dal titolo “Driving a Tandem”. 

 

Titolo dell’opera: “Imparare a guidare il tandem”

Poniamo il caso che due guidatori di singoli si ritrovino frequentemente ai meeting di attacchi di tradizione, notoriamente conclusi da un’ottima cena conviviale che mette i commensali nella giusta disposizione d’animo per essere soddisfatti della giornata ma sollecita anche il desiderio irrefrenabile a “fare di più”. Ecco allora che parte la proposta. “E se la prossima volta attaccassimo i nostri due cavallini in tandem?”. Orbene: il tandem non è per tutti e la cautela per questo tipo di attacco, difficile, pieno di particolari da rispettare per non cadere nella trappola delle insidie sempre dietro l’angolo, non è mai troppa. Il rischio minimo è una stanga rotta e sul pericolo massimo desideriamo sorvolare.

 

Origini

La guida del tandem ha avuto origine attaccando un cavallo davanti a quello di stanghe per fornire più potenza di traino. Si dice che tutto abbia avuto inizio in Francia nell’ambito dei cavalli da tiro, ma ciò è tutto da verificare, dato che anche da noi spesso i cavalli da alaggio venivano attaccati in tandem quando la larghezza delle alzaie non permetteva il passaggio di due cavalli affiancati e anche il tipico tombarello usato ad Ivrea per recuperare i sassi dal fiume Dora veniva attaccato in questo modo chissà da quanti secoli.

 

Una nostra foto di repertorio di qualche anno fa riprende un’usanza italiana di lunga data, qui realizzata dal signor Santino Bergaglio

 

Furono tuttavia alcuni ufficiali di cavalleria inglesi che nel 19° secolo, alla ricerca di maggiore eccitazione e trovando che la guida di due cavalli uno davanti all’altro fosse molto divertente e stimolante, ne diffusero la moda, sostenuti in questo dall’esenzione delle carrozze a due ruote da una nuova tassa di circolazione, e propagandola sia in Europa che oltre oceano.

 

La moda del tandem sbarca in America

 

Accadeva sovente anche che un cavallo delle cacce venisse attaccato come leader, bardato con la sella, in modo che facesse poco lavoro sul tragitto per raggiungere il luogo di raduno per la partenza della battuta, dove giungeva fresco e pronto per una bella giornata passata ad inseguire i cani della muta.

Molti ritenevano che la guida di un tandem fosse un’idea pazza e non avesse senso (“perché attaccare due cavalli per svolgere un compito per cui uno solo è più che sufficiente?) ma tra i giovani veniva considerata come un’attività che richiedeva grande abilità e quindi decisamente esaltante. Eppure al Campus universitario di Cambridge nel XVIII ne era vietato l’uso a pena di pesanti sanzioni, in quanto considerato indice di spavalderia e incoscienza.

Veniva anche definito “il tiro a quattro delle signore” in quanto permetteva alle esponenti del gentil sesso di dimostrare una notevole destrezza senza che fosse richiesto lo stesso fisico necessario per dominare un possente tiro a quattro. O forse era anche una questione di impegno economico?

 

Le signore, con la loro sensibilità, erano ottime guidatrici di tandem e non rinunciarono al loro diletto nemmeno con l’avvento delle prime automobili

 

Con la prima guerra mondiale e le sopraggiunte ristrettezze economiche, come pure a seguito del diffondersi dell’automobile, l’uso del tandem si ridimensionò fortemente, rimanendo appannaggio di pochi che volevano dimostrare la loro arte nel maneggiare le redini, dando inizio così ai primi concorsi di equipaggi.

A partire dagli anni ’60 del secolo scorso anche i concorsi sportivi prevedevano la categoria riservata ai tandem, attiva soprattutto in Gran Bretagna, ma ben presto questa attività agonistica andò scomparendo, tranne nella madre patria, dove è tuttora praticata a livello nazionale, e la guida del tandem rimase confinata ai concorsi di tradizione.

 

Perché un tandem?

Per il desiderio di provare qualcosa di nuovo? Per impressionare gli altri con la propria destrezza nel maneggio delle redini lunghe? Perché, ammettiamolo pure, è divertente? O forse semplicemente perché, avendo a disposizione due cavalli che per statura e modello poco si adatterebbero ad essere attaccati in pariglia, il tandem offre un ottimo espediente per attaccarli entrambi facendo bella figura? Molto più prosaicamente potremmo azzardare che dotarsi di un tiro a quattro è un impegno notevole mentre l’equipaggiamento per un tandem richiede un esborso molto modesto per la trasformazione da singolo a tandem.

 

Indispensabile dotarsi di una frusta da tiro a quattro/tandem, possibilmente con il manico nodoso, come quella qui raffigurata, fabbricata da P’s Whips di Paco Gatti

 

I finimenti del tandem

Esistono quattro modi di attaccare il tandem. Il più classico vede entrambi i cavalli con la collana. Il massimo grado di eleganza prevede le collane in vernice, così come i paraocchi delle briglie.

 

Entrambi i cavalli con finimento a collana

 

Frequente è anche l’attacco misto, con il wheeler in collana e il leader con un bel pettorale leggero ed elegante; Benno von Achenbach prediligeva questo metodo sia perché la collana per il leader non aveva motivo di essere, data la sua funzione che non prevede l’impiego per il tiro, inoltre perché con il pettorale le tirelle sono posizionate più basse e infine perché nelle curve la tirella esterna cede leggermente. In ogni caso assolutamente vietato il contrario.

 

Cavallo di volata con pettorale e cavallo di stanghe con collana

 

Soprattutto in ambito campestre e anche in abbinamento con il tipo di cavalli attaccati, entrambi possono portare il pettorale, che comunque non sarà mai del tipo “da maratona”, neppure per il wheeler.

 

Entrambi i cavalli con pettorale

 

Infine si vede, seppur raramente, il tipico attacco con il leader sellato, nell’assetto previsto per recarsi alla caccia, il che tuttavia comporta un preciso coordinamento con un particolare abbigliamento di guidatore e groom (vedi in calce il link al nostro articolo pubblicato qualche tempo fa su questo specifico argomento).

 

Una presentazione molto particolare di un attacco in assetto da caccia, con sella da amazzone e la signora seduta in abbigliamento da equitazione a fianco del suo accompagnatore

 

Cavallo di volata sellato, pronto per partecipare alla caccia. Da notare l’assenza del paraocchi nella testiera da equitazione

 

Il cavallo di stanghe

I finimenti devono essere corretti, ovvero il cavallo di stanghe o wheeler deve portare un finimento da singolo con qualche variazione.

Innanzitutto la briglia del wheeler deve essere provvista di rosette con anelli passa-redini fissi o meglio di passa-redini agganciati ad apposite corregge inserite nelle fibbie del sottogola, soluzione più consigliabile perché se il wheeler non mantiene un assetto della testa costante rischia di mandare messaggi confusi o sbagliati al cavallo di volata o leader. Inoltre il morso del wheeler dovrebbe essere dotato di una barra che unisce inferiormente le due guardie in modo da impedire che le redini del leader vi rimangano impigliate, cosa assai pericolosa. Per entrambi i cavalli mai lo strick!

 

A sinistra la rosetta della briglia con anello passa redini fisso. A destra in alto passa redini che scende dall’apposita correggia cucita o affibbiata al sottogola. A destra in basso morso del wheeler con barra di sicurezza

 

In secondo luogo le chiavi passa-redini del sellino devono essere sostituite con quelle analoghe dotate al centro di una barra orizzontale ruotante, in modo da tenere separate le redini dei due cavalli. Il sellino è generalmente più robusto di quello del leader e obbligatoriamente dotato di bracciali portastanghe per carrozza a due ruote perché il bilanciamento della carrozza con questo tipo di attacco è molto importante.

Infine il fibbione del boucleteau della collana o del pettorale del wheeler dove si collega tramite un moschettone la tirella del leader deve essere provvisto di un apposito “occhio”; un’alternativa è quella di infilare nell’ardiglione un apposito gancio metallico, chiamato in inglese “tandem key spoon”.

 

Aggancio della tirella del leader al boucletau del wheeler: a sinistra per mezzo dell’apposito gancio, a destra in alto e al centro tramite il connettore per il finimento da singolo. In basso A destra l’anello passa-redini sul sellino del wheeler con doppio passaggio

 

Il cavallo di volata

In quanto al cavallo di volata, sarebbe più elegante se portasse la collana, ma è perfettamente accettabile anche con il pettorale, visto che non deve fare alcun lavoro di traino se non eventualmente nelle salite.

Al sellino del leader, di foggia molto leggera, non è attaccata la braga ma un reggi-tirelle che scende lungo le anche. La groppiera e i reggi-tirelle dovrebbero essere del tipo a “martingala” ovvero cuciti e non provvisti di fibbie che sono pericolose in quanto le redini potrebbero impigliarsi. Consigliabile propendere per un sellino da pariglia che non è dotato di bracciali porta-stanghe.

Il leader può essere equipaggiato con una speciale correggia che collega il sottopancia del sellino alle due tirelle e che impedisce che queste ultime, in una girata, passino sopra la groppa del leader con conseguenze deleterie. Un metodo diverso per impedire questo inconveniente lo si ottiene con un passante fisso cucito ad altezza opportuna sui lati del sellino attraverso il quale scorre la tirella.

 

A sinistra il sellino del leader provvisto di passaggio per la tirella. A destra il reggi tirella che scende dalla groppiera e la correggia di sicurezza tra sottopancia e tirelle

 

Occorre fare molta attenzione, dotandosi di lunghe redini per il cavallo di volata, che le giunte e le cuciture non vadano a finire nelle mani del guidatore e che siano belle morbide perché si tratta di una guida molto sensibile. Seppure obbligatoriamente in cuoio, saranno più leggere di quelle del wheeler e preferibilmente con una tonalità di colore leggermente diversa per distinguerle meglio. Alcuni suggeriscono altresì di differenziare la loro larghezza, ma si tratta di voci isolate che trovano strenui oppositori. Per le esercitazioni a casa si possono usare anche redini in Biothane che sono molto malleabili, contribuiscono a raffinare il contatto con la bocca del cavallo e non hanno giunte, venendo tagliate della lunghezza desiderata.

 

I finimenti del tandem: in alto il leader, in basso il wheeler e particolare della fibbia del boucleteau e della chiave passa-redini del sellino

 

Riassumendo, per adattare un finimento da singolo ad un tandem occorrono:

  1. Un paio di redini lunghe per il leader
  2. Un paio di anelli passa redini, preferibilmente cuciti con correggia al sottogola del wheeler
  3. Un paio di anelli passa redini con barra orizzontale per il sellino del wheeler
  4. Un reggi tirelle per il leader
  5. Un paio di tirelle con moschettone per il leader
  6. Un paio di agganci per tirelle da inserire nei fibbioni del wheeler
  7. Due passanti laterali per le tirelle da sostituire ai porta stanghe del leader

 

L’attacco con doppio bilancino

Esiste anche la possibilità di attaccare un tandem con il doppio bilancino (pratica molto rara in Inghilterra), anche se si tratta in generale di una prassi oggigiorno meno diffusa, principalmente per il pericolo che i bilancini urtino gli anteriori del wheeler se questi ha un’azione piuttosto elevata o se ad esempio il leader dovesse effettuare un improvviso arresto. Inoltre il cavallo di stanghe deve sopportare per tutto il tempo il peso dei due bilancini appesi alla collana. Se in certi frangenti tale sistema di attacco può offrire qualche vantaggio in più a un guidatore esperto, si tratta di un’alternativa sconsigliata ai principianti, pur nella consapevolezza che anche il sistema con tirelle dirette riserva qualche rischio se esse, essendo troppo lunghe, nelle curve si abbassano eccessivamente con la possibilità che i cavalli le pestino o vi inciampino, passando un arto all’interno.

 

Attacco con doppio bilancino

 

In questo caso abbiamo un bilancino con terminali previsti per l’aggancio delle tirelle del leader, che qui saranno di lunghezza normale da singolo rispetto a quelle più lunghe dell’altro sistema di attacco senza bilancini, nel quale le tirelle saranno più lunghe anche di quelle dei leader di un tiro a quattro. Il bilancino più vicino al posteriore del leader, lungo circa 55 cm, è dotato di un anello centrale che si attacca con un gancio ad un bilancino più corto (circa 50 cm) fornito alle due estremità di anelli destinati ad accogliere due brevi tirelle che vanno ad agganciarsi all’apposito anello del fibbione.

 

 

Gli accessori

Il Tandem Club inglese, fondato nel 1860, consigliava l’uso di alcuni accessori destinati soprattutto a notificare l’arrivo di un tandem in conseguenza della sua pericolosità. Oggi tali equipaggiamenti sono raramente presenti, ma è comunque interessante essere al corrente degli antichi dettami della tradizione.

  • Una campanella d’argento, molto massiccia e sonora, in argento, attaccata al sottogola del leader
  • Tre fanali, uno da ciascun lato della carrozza ed un terzo fissato al parafango anteriore; in questo modo, chi vedeva avvicinarsi da lontano una carrozza con tre fanali, sapeva cosa aspettarsi…
  • La tromba da tandem (lunghezza 70-81 cm), solitamente alloggiata nella cesta per i bastoni, appesa sul lato sinistro della carrozza.

 

Campanella, fanale supplementare e tromba da tandem

 

La carrozza

Il tandem viene attaccato quasi esclusivamente ad una carrozza a due ruote, con una serpa di guida alta in modo che il guidatore sia in grado di tenere sotto stretto controllo quello che fanno entrambi i cavalli ma soprattutto il leader e che possa, in caso di necessità, usare agevolmente la frusta lunga – obbligatoria con questo tipo di attacco – sul cavallo di volata senza che essa vada a toccare il cavallo di stanghe.

Utile sarebbe ovviamente che la pioggia non fosse tutta arrotolata lungo il manico, impedendone l’uso immediato, bensì appesa con due sole anse al manico preferibilmente in bois de rose perché le asperità evitano che il cordone scivoli verso la mano del guidatore.

Senza doversi procurare il modello molto alto di carrozza previsto proprio per l’uso con il tandem (Tandem Cart), si raccomanda comunque che ad esempio un normale Dog Cart o un Gig non siano troppo leggeri e siano dotati di ruote di un certo diametro, tanto da garantire una buona visibilità. Il cuneo per il guidatore non deve invece essere troppo inclinato perché pericoloso in caso che il cavallo di stanghe inciampi.

Le stanghe saranno piuttosto lunghe, in modo che il wheeler abbia la possibilità, in caso di necessità, di retrocedere di un passo. Questo si verifica principalmente quando il leader dovesse fare dietro-front e rappresenta l’unica manovra possibile per rimetterli in linea.

 

Senza dover aspettare di avere nella rimessa delle carrozze un Tandem Cart, un Dog Cart o un Gig vanno benissimo, purché piuttosto alti … rispetto all’elemento trainante

 

Non è vietato l’uso anche di una carrozza a quattro ruote, o almeno esiste una cospicua documentazione fotografica in cui storicamente ciò avveniva, ma nelle manifestazioni di tradizione è spesso vietato dal regolamento stesso. Comunque, essendo estremamente pericoloso se i cavalli non sono perfettamente addestrati, si tratta di un uso assolutamente sconsigliato, soprattutto ai neofiti.

 

Guidatore e groom

Ovviamente si tratta di un attacco che richiede una tenuta consona, elegante o comunque sportivo-elegante.

 

Tenuta di guidatore e groom: in alto formale, in basso da campagna

 

La tenuta delle redini deve essere efficace e seguire i dettami dello stile classico, ovvero niente morsetti. Da notare tuttavia che il Principe Filippo di Edimburgo adottava una specie di fibbia che teneva unite tutte e quattro le redini: il suo uso non fa parte della tradizione, richiede che le redini vengano dotate di appositi fori per inserirvi l’ardiglione e, se può essere accettabile per un tiro a quattro, è da sconsigliare per il tandem in quanto rallenta il gioco molto più raffinato delle dita sulle singole redini.

 

Fibbia di congiunzione delle quattro redini adottata dal Principe Filippo di Edimburgo: non è di uso tradizionale e presenta degli svantaggi, ma sempre meglio dei morsetti in voga oggigiorno

 

Non c’è niente di più accattivante che vedere un tandem procedere in avanti, sempre in linea, con risposta immediata alle richieste e agli aiuti del guidatore, ma le cose possono cambiare in un battito di ciglia, quindi il guidatore deve essere costantemente concentrato e sull’occhio, in grado di prendere decisioni consapevoli, efficaci e rapide mentre il groom deve essere decisamente atletico.

Quando il guidatore non è a bordo il groom dovrebbe posizionarsi alla testa del cavallo di stanghe, afferrando la briglia per il montante mentre con l’altra mano stringe le redini del cavallo di volata sfilate leggermente dagli anelli passa redini del wheeler.

 

I cavalli

Indipendentemente dal fatto che vengano attaccati cavalli o pony, di una razza piuttosto che dell’altra, prediligendo possibilmente soggetti che abbiano un temperamento stabile e imperturbabile, la cosa più importante è che abbiano la stessa andatura, ovvero procedano con la stessa lunghezza delle falcate. Tra i due, il leader sarà quello più coraggioso, senza tuttavia che venga a mancare la disponibilità ad essere collaborativo: leggerezza, eleganza, bellezza, espressività delle andature sono le doti più ambite del leader, oltre evidentemente alla totale assenza di propensione a calciare, mentre nel wheeler la ricerca si concentrerà su stazza, forza, resistenza e procedere tranquillo. Entrambi devono cercare l’appoggio sull’imboccatura, senza appesantirsi e senza scappare in avanti. Solitamente il morso del leader viene regolato in maniera più dolce di quando viene attaccato in singolo.

 

Anche cavalli con mantelli diversi si adattano bene ad un tandem. Si notino le tirelle, lasche ma della giusta lunghezza in modo da non abbassarsi troppo diventando pericolose

 

Una cosa è certa: con due cavalli linfatici è frustrante, se non impossibile, attaccare un tandem. E’ impossibile doverli continuamente spingere ad andare in avanti, se non usando la voce che tuttavia, quando non usata con moderazione, li rende ben presto sordi oltre ad essere fastidiosa per chi sta intorno.

E’molto importante che il cavallo di stanghe non scuota continuamente la testa perché questo trasmette continui messaggi al leader che a lungo andare si ribella.

Un fattore di secondaria importanza è il colore del mantello dei due cavalli: non devono necessariamente essere uguali, cercando comunque di evitare la combinazione sauro/baio o sauro/grigio.

 

Attaccare e partire

Solo dopo che il leader è stato opportunamente addestrato da terra con le redini lunghe, dimostrando di eseguire senza indugi né tentennamenti tutte le manovre che gli saranno richieste quando sarà attaccato, quindi girate, circoli, cambiamenti di mano sui circoli, ecc., si può procedere ad attaccare il tandem alla carrozza.

L’ideale è disporre di due anelli alla parete alla distanza di circa 5 m l’uno dall’altro a cui legare i cavalli. Posizionare la carrozza vicino alla postazione del wheeler e attaccarlo, già vestito, redini comprese. Poi portare fuori dalla scuderia il leader con tutti i finimenti al loro posto e legarlo all’anello sinistro della parete, davanti al wheeler o meglio, se possibile, farlo tenere dal groom. Vanno poi collegate le redini e le tirelle. Qui esistono vari pareri circa la sequenza. C’è chi dice prima le due redini, poi le due tirelle, chi sostiene l’inverso e chi adotta un compromesso: prima la tirella sinistra e la redine sinistra, poi la tirella destra e la redine destra. E’ ora il momento dell’operazione più importante: verificare che tutto sia stato fatto correttamente! Se un cavallo incomincia a muoversi, irrequieto, il driver deve stare fermo, accarezzarlo, parlargli e aspettare che si tranquillizzi prima di salire a bordo della carrozza, senza prendere contatto con la bocca dei cavalli finché non è seduto al suo posto e in grado di aggiustare le redini. La partenza avviene preferibilmente al passo e il groom precede ad una certa distanza il leader camminando sulla sua sinistra, pronto ad intervenire in caso di bisogno. Questo momento è sempre critico, anche con cavalli e guidatore esperti, ma se i cavalli sono poco addestrati può verificarsi la necessità di partire più in fretta, al trotto, con il groom costretto a correre. La cosa peggiore tuttavia è avere a che fare con cavalli che non vogliono muoversi, o non sanno cosa fare e non ascoltano i comandi vocali.

 

E’ ora il turno delle le redini del leader, a cui farà seguito un’attenta verifica di tutto l’attacco

 

Sistema di guida

Indispensabile essere assoluti padroni della guida con quattro redini secondo lo stile classico, esercitandosi a lungo con il simulatore di guida per affinare la sensibilità delle dita, ricordando che solo con questo tipo di attacco multiplo si agisce direttamente su entrambi i lati della bocca dei cavalli, i quali a loro volta non godono del sostegno di un compagno a fianco: ciò presuppone una perfetta intesa tra guidatore e cavalli dove la fiducia di questi ultimi deve essere assoluta. Ricordarsi, nel lavoro al simulatore, di tenere sempre in mano una frusta.

Si è forse portati a credere che un buon guidatore di tiro a quattro non ha alcuna difficoltà a destreggiarsi con il tandem, visto soprattutto che la tenuta delle redini e le varie manovre sono pressoché uguali: benché ovviamente avvantaggiato rispetto ad un guidatore abituato ad avere in mano solo due redini, anche un guidatore di tiro a quattro all’inizio rimarrà meravigliato di quanto più veloce è la reazione dei cavalli di un tandem ad una qualsiasi richiesta.

Nella pratica i primi rudimenti della guida con quattro redini secondo i canoni classici, gli unici a garantire un buon contatto, costante e sensibile, con la bocca di entrambi i cavalli, andrebbero imparati da un guidatore esperto. Infatti le descrizioni sono difficili da mettere in pratica e, quando applicate, non preservano da errori che rendono la guida non solo difficile, ma pericolosa. Tuttavia una serie di disegni può aiutare se non altro negli esercizi al simulatore di guida.

 

Al centro le manovre specifiche per il tandem, le più adatte ad ottenere i risultati migliori

 

Voler guidare un tandem come un tiro a quattro sembra del tutto naturale: la lunghezza dell’attacco è uguale, la frusta è uguale e la tenuta delle redini “all’inglese” è uguale. Tuttavia la differenza è notevole.

Nel tiro a quattro i due timonieri e i due cavalli di volata hanno le redini incrociate, soggette a rimbalzi che impediscono un contatto preciso con la loro bocca. I due timonieri sono per così dire incanalati lungo il timone che li separa, mentre i leader si controllano a vicenda grazie alla loro disposizione affiancati ed eventualmente sono anche collegati da una correggia che unisce i due maglioni della collana che limita il loro spostamento laterale.

Nel tandem invece, se il wheeler è saldamente piazzato tra le due stanghe rigide della carrozza a due ruote, il leader è inquadrato solo dalle tirelle che sono ben poco efficaci nel mantenerlo diritto perché non sono praticamente mai in tensione. Il leader è dunque quasi totalmente libero e può modificare in un istante la direzione in cui procede con una velocità incredibile e imprevedibile. Viene dunque controllato solo dalle redini da cui deriva la necessità di un contatto permanente e molto sensibile tra la mano del guidatore e la sua bocca: la minima perdita di contatto fornisce al leader una porta aperta e solo il gioco abile delle dita che mantengono un contatto stabile, leggero e continuo permetteranno di dirigere il cavallo, solo davanti al wheeler, cosa tutt’altro che semplice.

Inutile pensare di inventare un proprio stile personale di guida per semplificare le manovre: ci hanno provato in tanti e il risultato è stato che tutto è diventato più complicato! Ecco quindi alcune indicazioni sulle azioni da compiere con ciascuna mano nelle diverse situazioni.

 

Procedere diritto

Tutte le redini sono saldamente nella mano sinistra, nell’ordine:

  1. Leader sinistra tra pollice e indice
  2. Wheeler sinistra (sopra) e leader destra (sotto) entrambe tra indice e medio
  3. Wheeler destra tra medio e anulare

La mano destra è in posizione di aiuto davanti alla mano sinistra, pronta ad effettuare le manovre, con le redini posizionate come segue:

  1. Leader sinistra tra indice e medio (pollice e indice trattengono la frusta)
  2. Wheeler sinistra tra medio e anulare
  3. Leader destra (sopra) e wheeler destra (sotto) insieme sotto il mignolo

 

Girare a sinistra ad angolo retto

Esaminiamo per prima cosa l’esecuzione di una curva di più o meno 90° a sinistra, come all’angolo di una strada. Cosa succede se si accorciano le redini sinistre sia del leader che del wheeler per girare a sinistra, idealmente descrivendo un quarto di circolo? Il leader seguirà una traiettoria lontana dal centro del circolo, con un ampio raggio. Il wheeler, che si trova più vicino al centro del circolo, eseguirà un quarto di circolo con un raggio molto inferiore. Visto che i due cavalli stanno ipoteticamente trottando alla stessa velocità, il wheeler che ha meno strada da percorrere, si troverà a posizionarsi con la testa all’interno, affiancando il posteriore del leader e procedendo su una traiettoria diversa, in pratica tagliando l’angolo. Cosa fare? Bisogna impedire che il wheeler giri troppo presto a sinistra. E’ sufficiente trattenerlo con la redine destra, offrendo una resistenza al suo eccessivo spostamento a sinistra usando la cosiddetta redine di opposizione.

Per fare questo, la mano sinistra deve rimanere ferma, in posizione verticale, con il dorso rivolto verso l’avanti e il polso leggermente piegato verso l’interno, mentre la mano destra scivola in avanti sulle redini, poi:

  1. Afferrare con l’indice della mano destra la redine sinistra del leader
  2. Accorciare la redine sinistra del leader facendo presa con l’indice della mano destra che lascia contemporaneamente scorrere le altre redini
  3. Fare un piccolo raddoppio portando indietro la presa dell’indice destro verso la mano sinistra che all’inizio della manovra rimane ferma in posizione di base; in effetti, non si tratta di un vero raddoppio ma piuttosto di una breve ripresa, di un raccorcio, di ciò che gli inglesi chiamano un “twist” in luogo di un “loop”
  4. La stretta contemporanea di anulare e mignolo della mano destra sulle redini di destra di leader e wheeler provocano l’opposizione sul wheeler, che è obbligato a procedere diritto se non addirittura con una lieve flessione del collo verso destra, mentre impediscono al leader di girare troppo in fretta a sinistra, cadendo sulla spalla interna.
  5. Da notare che non c’è alcuna azione sulla redine sinistra del wheeler. Dato però che, una volta iniziata la curva da parte del leader, la mano sinistra si sposta un po’ in avanti verso la mano destra, questa redine scorre tra le dita della mano destra.
  6. Durante la curva lo spostamento di entrambe le mani verso destra aumentano la tensione sulla redine sinistra sia del leader che del wheeler, manovra necessaria se l’angolo è più acuto.
  7. Per rimettere dritto l’attacco la mano destra lascia la presa sulla redine sinistra del leader e la mano sinistra riprende il controllo in posizione di base, mentre la destra riprende il suo posto in posizione di aiuto.

 

A sinistra cosa succede agendo sulle due redini di sinistra (a). A destra la manovra corretta con redine di opposizione (b).

 

Se l’angolo è molto aperto, di forma ottusa, i cavalli solitamente rimangono uno dietro l’altro e non occorre usare la redine di opposizione: in questo caso tuttavia non si parla di curva ma di modifica della direzione di marcia.

 

Girare a destra ad angolo retto

Con la mano destra:

  1. Far scivolare la mano sinistra in avanti sulle redini, un po’ di più che per la girata a sinistra.
  2. Iniziare con l’opposizione a sinistra del wheeler rafforzando la presa del dito medio della mano sinistra sulla redine sinistra del wheeler formando una piccola ansa tra la mano sinistra e quella destra. La presa a turno si alleggerisce e si ri-intensifica con delle mezze fermate a mano a mano che la mano si avvicina al corpo.
  3. Le due redini destre del leader e del wheeler vengono afferrate saldamente dall’anulare e dal mignolo della mano destra, provocando un accorciamento automatico di entrambe; la mano destra si sposta indietro mentre il dito medio della mano destra sulla redine sinistra del wheeler stabilisce l’opposizione.
  4. Quando anulare e mignolo della mano destra afferrano le due redini di destra, il polso deve ruotare in modo che il dorso sia rivolto verso terra. Nella parte di redini tra una mano e l’altra vengono a formarsi tre piccole anse.
  5. La redine sinistra del leader non viene modificata dalla mano destra e la presa rimane neutrale.

Con la mano sinistra:

  1. Partendo da una posizione ferma all’inizio della curva, non appena il leader inizia a girare, la mano sinistra avanza leggermente verso la destra facendo sì che la redine sinistra del leader, sulla quale non interferisce la mano destra, si allunghi e quindi provochi un contenimento sulla destra, dando luogo alla girata. Queste operazioni devono essere effettuate in maniera graduale e progressiva per impedire che il leader cada sulla spalla destra.
  2. Muovendo entrambe le mani verso sinistra si mette in tensione la redine destra sia del leader che del wheeler.

Terminate le manovre, entrambe le mani riprendono la loro posizione iniziale e l’attacco procede nuovamente in linea retta. Solo attraverso l’esercizio in campo è possibile stabilire quando esattamente iniziare le manovre, ad esempio per immettersi sulla strada trasversale senza che la carrozza salga sul marciapiede girando a destra o non raggiunga la carreggiata destra quando gira a sinistra.

 

Scorciatoia per prestazioni poco accurate – quando non addirittura pericolose con il tandem – e valutazioni deludenti

 

Da quanto sopra descritto è facile comprendere come sia praticamente impossibile guidare convenientemente un tandem collegando le due redini di destra e le due di sinistra con due morsetti, come si è soliti fare oggigiorno con il tiro a quattro, dove ognuno dei cavalli ha accanto un compagno che ne limita le “divagazioni”, soprattutto per quanto riguarda il leader. E’ facile prevedere che nella prova coni di un concorso di tradizione la caduta di numerose palline sarebbe inevitabile. Si tratta di un attacco che richiede dei virtuosismi spesso paragonati, non a torto, alle mani di un suonatore di arpa.

Concludendo, guidare un tandem è sicuramente una sfida allettante e, se presa con le dovute cautele, con serietà e preparazione, non può che dare grandi soddisfazioni. E’ un’arte che pochi sanno mettere in pratica ed è un peccato che vada piano piano scomparendo, lasciando alle nuove generazioni un’eredità sempre più povera di conoscenze.

 

Si ringrazia Pixel Visuel (www.pixelvisuel.com) per la collaborazione di lunga data nella messa a disposizione di vecchie foto di repertorio

 

Questo link vi porterà al nostro articolo specifico sul tandem da caccia già pubblicato