(photo credit Csaszar Foto)

 

Con la ripresa di un’auspicata semi-normalità dopo la tragica situazione creata nel 2020 dalla pandemia, si chiude in un’ideale fil rouge la stagione dei Campionati Internazionali FEI 2021 iniziata in agosto con l’Europeo per Giovani Guidatori e terminata in ottobre con il Mondiale per i Giovani Cavalli che l’anno scorso era stata annullata. Per i portacolori italiani sono proprio questi due eventi che hanno dato qualche soddisfazione in più in termini di risultati, fatto da non sottovalutare trattandosi di “giovani”, siano essi driver o cavalli, soprattutto in un’ottica di crescita sportiva nel prossimo futuro.

Per gli appassionati di cavalli, e in particolar modo della razza Lipizzana, il nome di Szilvasvarad non è sicuramente sconosciuto, dato che qui ha sede un prestigioso allevamento di soggetti appartenenti a tali famiglie che qui furono trasferiti da Lipizza per sfuggire alle truppe francesi di Napoleone. A Szilvasvarad, nell’area dei monti Bükk, essi trovarono il clima e l’alimentazione ideale per riprodursi e dare vita ad un ceppo di cavalli che nel mondo degli attacchi sono stati spesso protagonisti dei Campionati del Mondo soprattutto di pariglie e tiri a quattro. Ad accudire e controllare le mandrie, protette da una legge nazionale, ci pensano i csikos, che sfoggiano il tradizionale costume con copricapo in feltro nero, pantalone-gonna e camicia con larghe maniche azzurro carico e gilet rosso. Nelle scuderie è possibile avvicinare gli stalloni mentre nel piccolo museo annesso è illustrata la storia di questi eleganti animali. Dato il prestigio della location, gli spettacoli di contorno del Mondiale 2021 hanno deliziato pubblico e concorrenti non solo con danze e canti regionali, ma soprattutto con coreografiche esibizioni dei cavalli dell’allevamento e dei loro csikos.

 

L’ufficio centrale dell’allevamento statale di cavalli Lipizzani a Szilvasvarad

 

Le categorie previste nel Campionato del Mondo per Giovani Cavalli, disputato quest’anno appunto a Szilvasvarad in Ungheria dal 6 al 10 ottobre, sono tre: cavalli di 5 anni, cavalli di 6 anni e cavalli di 7 anni. Alla partenza rispettivamente 15, 18 e 18 binomi, per un totale di 51 concorrenti, con una forte impennata rispetto alla precedente edizione del 2019 dove le presenze erano state solo 31.

Lo svolgimento prevede per tutti una prima gara di qualificazione che consiste in una ripresa di dressage in rettangolo, dove sono posizionate anche delle porte coni con percorso da effettuare subito dopo l’ultima figura del dressage. Chi in questa prova ottiene un punteggio di 6,00 o superiore accede direttamente alla finale. Gli altri possono essere ripescati nella seconda prova di qualificazione, sempre con la stessa formula. Ancora una volta, il limite minimo per poter proseguire è fissato a 6,00 punti. I binomi classificatisi nella prima e quelli ripescati nella seconda prova di qualificazione effettuano dunque la finale che consiste in una gara di dressage puro e in un derby con ostacoli mobili e fissi.

 

I due portacolori dell’Italia: Cristiano Cividini con Kareltje e Mirko Cassotti con Joy Boy H

 

Contrariamente a tutti gli altri campionati, qui il concorrente è il cavallo e non il guidatore. Ecco quindi che per l’Italia sono stati presentati due cavalli: Kareltje, KWPN di 6 anni guidato da Cristiano Cividini e Joy Boy H, KWPN di 7 anni guidato da Mirko Cassotti. Se per il primo si tratta della quarta presenza in questo tipo di campionato, con risultati lusinghieri ottenuti in tutte e tre le precedenti edizioni e addirittura una medaglia d’argento vinta nel 2018, per il giovane Mirko è stato l’esordio in un mondiale.

Dopo il ripescaggio nella seconda prova di qualificazione, il cavallo di Cristiano Cividini ha effettuato la finale classificandosi 8° su un iniziale parco concorrenti di 18 nella categoria dei 6 anni. Il podio è andato ad un terzetto di guidatrici del gentil sesso, con la tedesca Bettina Winkler oro, la connazionale Jessica Wächter argento e la polacca Weronika Kwiatek bronzo, tutte già pluri-medagliate nelle precedenti edizioni, da quando nel 2015 fu istituito questo tipo di campionato, giunto ora alla sua sesta stagione. Per la cronaca le stesse tre driver hanno messo a segno anche una medaglia d’oro ciascuna nelle tre categorie del campionato.

 

Kareltje con Cristiano Cividini alle redini (groom Laura Bortolato)

 

Per Mirko Cassotti un esordio un po’ sottotono in quanto nel ripescaggio non è riuscito a centrare l’obiettivo della valutazione minima per entrare in finale. Ciò non ha tuttavia minimamente smorzato l’entusiasmo del giovane driver che ha da poco ripreso a cimentarsi nelle gare di attacchi dopo un’interruzione durata qualche anno. Anzi: osservando gli altri e mettendo a fuoco quali sono gli obiettivi da raggiungere – cosa che in Italia gli è impossibile fare per mancanza di concorrenza – ha preso maggiore consapevolezza ed è animato da forte motivazione a proseguire sul cammino intrapreso.

 

Esordio in notturna per Mirko Cassotti e il suo Joy Boy H (groom Justine Balini)

 

A questo punto è opportuno fare alcune considerazioni. Innanzitutto si tratta nel caso dei giovani cavalli di un concorso prettamente “attitudinale” quindi piuttosto anomalo in quanto soggetto interamente alla valutazione complessiva e concordata dei giudici. Inoltre i più assidui driver di questa specialità lavorano stabilmente come addestratori presso grandi allevamenti statali o privati, dove dispongono di decine di soggetti nelle varie classi di età tra cui possono scegliere gli esemplari più promettenti. Ad esempio il polacco Bartlomiej Kwiatek ha portato in gara ben 4 cavalli dell’allevamento statale di Ksiaz dal quale è stipendiato. Infine non è un mistero neppure che i giudici in generale non amino molto la razza dei KWPN, tanto è vero che, ben consapevoli di questo fatto, su 51 partecipanti i cavalli olandesi presentati al loro giudizio erano in tutto solo 10 e solo 3 sono riusciti ad accedere alla finale, uno per ogni categoria e di questi solo uno è riuscito ad aggiudicarsi una medaglia.

 

Il podio dei cavalli di 6 anni con driver tutte al femminile (photo credit Csaszar Foto)

 

A conclusione abbiamo dato la parola ai due portacolori italiani per farci raccontare le loro impressioni sulla manifestazione.

 

Cristiano Cividini 

E’ stata una bellissima esperienza e anche una bella soddisfazione personale presentare un nuovo cavallo in una finale di un Campionato del Mondo di Giovani Cavalli. Nonostante la tipologia dello stadio si presentasse con un gran colpo d’occhio molto appariscente, purtroppo, essendo una struttura nuova, il fondo non era ancora idoneo per un evento del genere. Era, a mio parere, un fondo pesante e molto difficile e i cavalli un po’ più leggeri, “aerei”, hanno pagato un grosso dazio.

Un altro mio rammarico è quello di aver fatto un errore nella prova di qualifica della prima giornata, dove il cavallo mi ha sbagliato il galoppo destro e, giustamente, veniva giudicato con un 4 da Christ, il Presidente di Giuria, voto che andava a discapito del voto sull’addestramento del cavallo. Di conseguenza ho chiesto un grosso sacrificio al cavallo nella seconda giornata e lui ha contraccambiato, dimostrandosi bravo e buono e dando il massimo. Siamo così riusciti a vincere la seconda qualifica.

Nella finale, la prima giornata è stata molto bella e il cavallo nel dressage si è espresso al meglio delle sue possibilità da cavallo Gelderland e non da cavallo più tradizionale, come la Giuria ha evidenziato di preferire. Tutti questi sforzi che ho chiesto al cavallo hanno però fatto sì che nell’ultima giornata, quella del derby, tutti i nodi sono venuti al pettine e il cavallo ha evidenziato di essere stanco. Ho cercato in campo prova di scaldarlo senza affaticarlo troppo ma i due fattori uniti insieme – il terreno pesante e i tempi stretti – hanno fatto in modo che, nonostante i ben voti sulle andature, siamo usciti dal tempo massimo prendendo delle penalità che hanno poi compromesso l’intera gara.

Se prima della partenza da casa l’obiettivo massimo era il raggiungimento della finale, poi, quando ci si trova sul posto, “l’appetito vien mangiando” e ho intravisto la possibilità di avvicinarmi molto al podio. Mi è rimasto un po’ di amaro in bocca nel finale, ma è stato velocemente dimenticato pensando da dove è partito il cavallo e quanto si è dimostrato bravo in questa gara. Quindi sono veramente molto soddisfatto di Kareltje e anche come team abbiamo fatto un egregio lavoro. Ripeto: peccato questo errore nella prima giornata che ha poi obbligato il cavallo ad un sacrificio veramente forte per riuscire a recuperare. Ammetto che è stata un’annata veramente difficile e impegnativa per me ma ora che andiamo incontro all’autunno concentriamoci e pensiamo a nuovi progetti.

 

Cristiano Cividini durante la prova derby (photo credit Csaszar Foto)

 

Mirko Cassotti

Adrenalina, agitazione, felicità … Un miscuglio di tante emozioni, una volta arrivato a Szilvasvarad. L’arena ti trasmette voglia di fare e al tempo stesso ti mette in soggezione. Ti fermi a pensare “il mio primo campionato del mondo”! Ce l’ho fatta! Sono qua!

Felice di come sono riuscito a gestire la gara dando il meglio di me. Nonostante un campo gara difficile per le carrozze, soprattutto per cavalli giovani attaccati in singolo, che mi ha reso  difficile far esprimere al meglio Joy Boy, non ho nessun rimpianto perché entrambi abbiamo dato il massimo che potevamo dare in quel momento.

Quello era uno degli obbiettivi che, insieme alla mia compagna, ci eravamo messi bene in testa: quello di fare una gara pulita, evitando di commettere errori.

Essermi confrontato con guidatori di alto livello mi ha fatto capire molto e sicuramente mi ha indirizzato su quanto lavoro ancora ci sia da fare per poter crescere ed essere più competitivi.

Consapevole di dover lavorare ancora tanto, sono felicissimo di questa esperienza e ringrazio tutte le persone che l’hanno resa possibile, tutto il team da casa e il mio tecnico Cristiano Cividini per avermi aiutato nella preparazione e in questa bellissima esperienza.

 

Mirko Cassotti nella gara di qualificazione che prevede una prova di dressage immediatamente seguita da un breve percorso coni allestito nello stesso rettangolo

 

per le foto accreditate si ringrazia Csaszar Foto.

Queste e altre immagini possono essere acquistate in alta risoluzione richiedendole a:

info@csaszarfoto.hu

 

 

Classifiche qualificazione 1° round

Classifiche qualificazione 2° round

Classifiche prove finali di dressage e derby

Classifiche finali