Anche quest’anno è stato l’Arezzo Equestrian Centre che ha ospitato dal 1° al 4 settembre la manifestazione clou per i giovanissimi degli sport equestri, considerata come una “mini olimpiade”: le PONYADI KEP ITALIA 2021, giunte alla loro quindicesima edizione, alle quali hanno partecipato oltre 1000 bambini under 13 impegnati nelle quattro giornate di gara in 21 diverse discipline e specialità. Per la seconda volta hanno fatto parte della kermesse anche le tre discipline delle Paraponyadi con Attacchi Integrati, Paraendurance e Parareining.

 

La tradizionale accensione del braciere e l’onore alla bandiera a conclusione della sfilata “anticonvenzionale” delle regioni, con la mascotte, Tony il Pony, che si pavoneggia persino attaccato alla carrozza

 

Il copione istituzionale si è ripetuto puntualmente ed ogni volta è capace di creare un clima elettrizzante di grandi aspettative, ad iniziare dalla cerimonia di apertura in cui tutti i mini-atleti incolonnati per la sfilata con le rappresentative delle 18 regioni partecipanti, hanno portato in campo i tanti colori delle divise di appartenenza in una piacevole tavolozza che ben simboleggia la voglia di vivere e di mettersi in gioco, in un clima sereno e festoso, insieme ai loro pony che ormai costituiscono parte delle famiglie. Il culmine della cerimonia ha visto il rituale Giuramento dell’Atleta ai valori sportivi prestato da un giovane partecipante a nome di tutti i concorrenti, con la successiva accensione del braciere. Presente oltre a varie autorità anche il Presidente FISE Marco Di Paola che ha dichiarato: “Siamo felici di ritrovare i nostri giovanissimi atleti tornati a rappresentare le proprie Regioni di appartenenza nella festa delle Ponyadi KEP Italia 2021, appuntamento imperdibile per i piccoli campioni degli sport equestri di domani e per le loro famiglie. Giunte alla quindicesima edizione, le Ponyadi rappresentano per il nostro settore ludico l’occasione più importante dell’anno. Considerata una vera e propria olimpiade del mondo del pony, la manifestazione mette in risalto tutti i più importanti valori di lealtà e spirito di sacrificio propri dello sport – proclamati oggi nel suggestivo momento del Giuramento dell’Atleta – che la FISE desidera trasmettere ai suoi ragazzi, nel sempre unico rapporto con il cavallo, un compagno di avventure che regala ricordi più belli”.

 

Il Presidente FISE Marco di Paola (photo credits FISE)

 

Nutrito ancora una volta il programma delle iniziative collaterali nel Villaggio FISE – KEP Italia con animazioni, social contest e giochi con musica.

 

Per la classifica a squadre, oro alla squadra “Lombardia 2”, argento a “Toscana 2” e bronzo a “Lombardia 1” (photo credit Paolo Biroldi)

 

GLI ATTACCHI

Su una cosa sono concordi tutti coloro che hanno partecipato a vario titolo a questa manifestazione: finalmente all’Equestrian Center di Arezzo la disciplina degli Attacchi ha goduto di un’ampia visibilità e di un ottimo campo di gara che finora erano stati solo un sogno! Si era sempre paventato che le carrozze potessero spaventare i pony delle altre discipline non avvezzi a queste visioni e per questo si era optato per nasconderle nell’angolo più remoto, e invece, come era facilmente prevedibile, né i ragazzi, né tantomeno i loro pony, né gli istruttori/tecnici, né la stragrande maggioranza dei piccoli e grandi supporter ha dovuto lamentare la benché minima interferenza: solo qualche sparuta voce di genitore superprotettivo che ha dovuto però ben presto rientrare nel coro per non fare una ben misera figura.

 

Un bel campo di gara ed un costruttore che sa come rendere interessante il percorso coni

 

Semmai è vero il contrario, ovvero che sono stati i giovani driver a dover prestare attenzione mentre per recarsi dalle scuderie al campo di gara percorrevano un lungo corridoio adibito anche al passaggio di ingombranti mezzi di servizio che trasportavano, ad esempio, balle di paglia o di fieno. Per fortuna nessuno ha perso il proverbiale sangue freddo (men che meno gli imperturbabili pony)  e l’operazione si è svolta, se non in assoluta sicurezza, almeno senza incidenti con merito al buon lavoro di preparazione svolto dai tecnici.

Sicuramente migliorabile la qualità del campo prova, con fondo in sabbia molto pesante, soprattutto se si pensa alle difficoltà di un piccolo pony di trainare una carrozza con un suo peso al quale va ad aggiungersi quello delle due persone a bordo, di cui una adulta. Anche a questo aspetto si è deciso di ovviare nella seconda giornata di gara, quella dedicata alla prova coni, allestendo un campo prova improvvisato all’interno del campo gara.

Trentasette i binomi ai nastri di partenza provenienti da Piemonte (con un’unica partecipazione a titolo individuale), Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche, quest’ultima regione al suo debutto nella disciplina.

 

Quando si dice “pochi ma buoni”: Emily Pecollo, unica concorrente dalla regione Piemonte, vincitrice della medaglia d’argento nella categoria Brevetti, con il Presidente della FISE Piemonte, Giacomo Borlizzi (a destra – photo credits FISE Piemonte)

 

I driver erano suddivisi nelle categorie patenti A ludica & Addestrativa Attacchi, Brevetti Attacchi e Attacchi Integrati.

Per entrare nello spirito delle competizioni abbiamo dato voce ad alcuni Capi Equipe che si sono dichiarati disponibili a trasmetterci le loro impressioni a caldo.

 

LOMBARDIA – Capo Equipe Larissa Lombardi

 

(da sin.) Il Capo Equipe, Larissa Lombardi, i quattro concorrenti lombardi Alberto Bossini, Ilary Bendotti, Iris Petenzi e Benedetta Brillantino, con il tecnico Alberto Tosi (photo credits Paolo Biroldi)

 

Sono orgogliosa di aver potuto guidare una squadra sempre così unita. Lo spirito di sana competitività non mancava certamente ma ciò non ha offuscato minimamente il lato di socializzazione legato all’evento. Disponendo la Lombardia di soli quattro attacchi, ho deciso di dare ai nostri piccoli atleti piena fiducia suddividendoli in 2 squadre di 2 concorrenti ciascuno e rinunciando quindi alla possibilità di scartare dal conteggio finale per le classifiche a squadre il terzo risultato, quello meno buono. E’ stato decisamente un azzardo vincente che ha reso merito alla buona preparazione di tutti e quattro i nostri rappresentanti. Nelle giornate di gara sono stata affiancata dal tecnico Alberto Tosi (2 allievi erano miei, 2 erano suoi) con il quale c’è sempre stata un’intesa fantastica basata su un dialogo costruttivo. Anche la veterinaria Manuela Marchetti ha collaborato attivamente prodigandosi con interventi giusti rivelatisi di grande aiuto.

 

Gare di ordinaria eccellenza (photo credits Paolo Biroldi)

 

Le valutazioni nel dressage delle due giudici (Angela Toschi e Francesca Calabresi) erano ben allineati e il percorso coni allestito da Cataldo Scatamacchia era scorrevole pur presentando qua e là dei punti tecnici di livello giusto per le ponyadi. Sono ovviamente soddisfatta del risultato finale che ha visto la Lombardia aggiudicarsi non solo una medaglia d’oro e una di bronzo a squadre (l’argento è andato alla Toscana), ma anche premiare i nostri portacolori con una medaglia d’oro e due di bronzo a titolo individuale. Penso che nella nostra regione tanto il sostegno del Comitato Regionale quanto l’assiduo impegno dei tecnici in campo stiano facendo un ottimo lavoro per lanciare nel mondo dell’agonismo giovani driver di talento che possono ambire a mete sempre più ambiziose: non a caso tutti e cinque i ragazzi che hanno partecipato ai Campionati Europei per Giovani Driver 2021 erano lombardi!

 

Il coronamento di una lunga preparazione, senza mai perdere il sorriso: peccato che non si veda – ma c’è! (photo credits Paolo Biroldi)

 

VENETO – Capo Equipe Alessandro Calzavara

 

Due i pony a disposizione dei driver del Veneto, capitanati dal Capo Equipe nonché trainer Alessandro Calzavara, che bene si sono comportati dentro e fuori dai campi di gara

 

Quest’anno sono riuscito a portare alle ponyadi 5 attacchi di cui 2 con patente A ludica, 2 con patente Addestrativa Attacchi ed 1 Brevetto Attacchi. I pony a disposizione erano due e le prestazioni sono state di tutto rispetto: posso quindi dichiararmi soddisfatto. Purtroppo la programmazione e la preparazione dei concorrenti, nonché i criteri da adottare per la formazione delle squadre sono sempre incerti fino all’ultimo perché i regolamenti vengono modificati fino a poche settimane prima della manifestazione. Quest’anno forse siamo andati meglio del solito, visto che la versione definitiva è uscita all’inizio di agosto ma ancora una volta la formulazione delle normative è stata poco chiara e suscettibile di varie interpretazioni che hanno portato a controversie in sede di pubblicazione delle classifiche finali con pesanti conseguenze sull’assegnazione delle medaglie. Sarebbe così semplice se ci fosse una concertazione preliminare nella redazione del regolamento tra i tecnici che intendono portare i propri allievi al concorso. Quanti siamo in tutto? Non credo che arriviamo ad una decina e con i potenti mezzi di comunicazione moderni (ormai, grazie al Covid, sappiamo tutto sulle piattaforme zoom e simili) i dubbi potrebbero essere facilmente risolti alla fonte. Basterebbe un po’ più di coinvolgimento da parte di chi viene incaricato in prima persona della stesura.

In quanto alla gara in sé, finalmente la disciplina ha goduto di una buona visibilità per la collocazione in un’area adiacente a quelle di molte altre specialità. Questo ha creato anche interesse presso i praticanti di altre discipline e soprattutto presso le loro famiglie alle quali è spesso difficile far capire che il nostro non è uno sport fuori dalla loro portata.

 

EMILIA ROMAGNA e MARCHE – Capo Equipe Paolo Cervi – Trainer Ivano Cavina

 

Forza driver, dove vi siete nascosti? Il vostro Capo Equipe Paolo Cervi vi aspetta con tanto di carrozza (finta) – Arriviamo: eccoci qui in carne ed ossa!

 

A dire il vero, qui il commento lo abbiamo ricevuto dal trainer dei giovani concorrenti, Ivano Cavina, che ha confermato tutto quanto di positivo è stato fin qui espresso. Qualche défaillance a livello organizzativo avrebbe potuto essere facilmente evitata ma questo è il meno. Anche Cavina, come Calzavara, lamenta l’inversione di marcia tardiva sull’accorpamento delle categorie “ludica” e “addestrativa” che hanno privato di medaglia alcuni atleti che già avevano preso visione delle classifiche esposte e non avevano potuto frenare il loro entusiasmo – a cui, ahimè, ha fatto seguito l’amara delusione. E’ difficile far capire ai giovani atleti, ma ancor più alle loro famiglie, che c’era stato un ripensamento, una diversa decisione, una difforme interpretazione del regolamento del tutto discutibile. Quali le conseguenze? Tre medaglie in più o in meno da assegnare? Poca cosa, mentre ben più deleterio è avere tre ragazzi delusi – e il tutto ovviamente con effetto sul medagliere interdisciplinare finale.

 

Le coloratissime Marche non passavano certo inosservate ed hanno battezzato con onore la loro prima partecipazione nella disciplina degli Attacchi

 

Ivano Cavina, tecnico di riferimento anche per la new entry nel settore Attacchi delle Ponyadi, la regione MARCHE, si è dichiarato molto soddisfatto per essere riuscito a motivare e preparare degnamente sei neo-driver con patente A ludica sulle quali la regione pone grandi speranze di una futura crescita qualitativa, prefiggendosi come obiettivo un allargamento della base.

 

Pioggia di successi anche per la Toscana, argento a squadre e oro nella categoria Brevetti, con l’intramontabile tecnico Buffoni Fortunato – di nome e di fatto (photo credits Paolo Biroldi)

 

ATTACCHI INTEGRATI

L’unica regione che ha presentato un gruppo di 6 attacchi integrati è stata l’Emilia-Romagna, che si è data da fare in tal senso in maniera encomiabile lungo tutto il corso dell’anno. Una grande esperienza di vita e di socialità per questi ragazzi che hanno dato, come sempre, il massimo ricevendone la giusta gratificazione.

 

Un plauso all’Emilia-Romagna che è riuscita a preparare per la categoria Attacchi Integrati una squadra di 5 giovani driver, capitanati dal Capo Equipe Paolo Cervi coadiuvato dall’insostituibile Lisa Bertacchini, sempre presente a fianco dei più fragili (photo credits Paolo Biroldi)

 

In generale la manifestazione è pienamente riuscita e il clima che si respirava è stato stupendo. Con qualche aggiustamento la prossima edizione potrebbe segnare l’apoteosi per la disciplina del pony attaccato, sperando che i pochi tecnici sulla piazza tengano duro e proseguano nel loro sano proselitismo per guadagnare allo sport serio sempre più larghe fasce di ragazzi che senza una guida sicura rischiano di battere strade che non portano a niente, se non addirittura di farsi male. Guidare una carrozza è divertente: basta farlo nel modo giusto, e le ponyadi sono il primo traguardo a cui aspirare.

 

Dulcis in fundo, una giovane concorrente dell’Umbria che guarda fiduciosa al futuro – perché di edizioni delle Ponyadi ce ne sono ancora tante a venire! (photo credits Paolo Biroldi)

 

Classifiche individuali e a squadre