Alla guida della sua pariglia: Eva Valbonesi, a lei l’onore e la responsabilità di trasportare il Generale Buonaparte

 

 

Un momento della rievocazione storica

 

(testo di Massimiliano Berchioni Bassani con foto di Simona Fossi)

 

Cosa accadde il 29 Giugno 1796 a San Miniato?

 

Iniziamo con un preambolo storico.

 Siamo in periodo rivoluzionario e la bufera stava arrivando anche nella Penisola. Come tutti sappiamo Napoleone Buonaparte (nel 1796 il cognome era ancora questo) apparteneva ad una famiglia con origini toscane. Un ramo di questa risiedeva proprio a San Miniano da secoli. Inoltre faceva parte della nobiltà locale già dal 1200 circa. Perciò Napoleone era nobile, benché di piccola nobiltà.

 

Facciamo un po’ di cronistoria

 Il  2 aprile 1796 viene attaccato il Piemonte e poi gli austriaci a Cairo Montenotte (SA). All’inizio di aprile è a Bologna per rassicurare la delegazione del Granduca di Toscana Ferdinando III ma poi, come vedremo anche per altre realtà, le promesse saranno disattese. Il 21 aprile battaglia di Mondovì. Da li a pochi giorni il Regno di Piemonte con a capo Vittorio Amedeo III di Savoia chiede un armistizio, il quale sarà firmato il 28 aprile a Cherasco. E via via date e vittorie, il 10 maggio Lodi, il 15 maggio entra a Milano, il 26 maggio è a Pavia e il giorno dopo entra a Brescia mentre sta rincorrendo l’esercito austriaco in ritirata. Ricordiamo che Brescia all’epoca era da secoli territorio della Repubblica di Venezia, Stato neutrale in quegli anni. Ma era la norma far transitare gli eserciti nei propri territori per far raggiungere le proprie terre (cioè l’Austria).

Da li a poco la neutralità della Repubblica Veneta sarà calpestata dal Buonaparte con futili motivi. Ma sarà solo l’inizio di questi trucchetti. Il 30 maggio Battaglia di Borghetto Valeggio sul Mincio (Verona), il giorno dopo entra a Peschiera del Garda (VR) e via così per tutto il 1796.

Ci chiediamo: ma come fece questo generale con pochi soldati, male equipaggiati, male armati, senza soldi, a vincere tutto questo? La fame fa fare molte cose e la velocità il resto. Nella seconda metà di giugno il generale scende in Toscana per andare a Livorno, bloccare il porto e catturare navi inglesi. Mentre rientra da Livorno il 29 giugno si ferma a trovare lo zio paterno, il Canonico Filippo Buonaparte, ripartendo il 30. Ed ecco le vicende dalla Gazzetta Toscana dell’epoca:

 

“SAMMINIATO 30. GIUGNO. Giunse in questa Città nel dì 27 un Ajutante di Campo del Gen. Bonaparte da esso spedito a questo Sig. Canonico Filippo Bonaparte unico superstite degli Agnati del prode Generale coll’avviso del suo passaggio per la strada che da Fucecchio conduce a Livorno. A tale annunzio molti di questi abitanti scesero sulla strada maestra per riconoscere questo loro immortale Concittadino. Penetrato da tale dimostrazione promise il Generale che al suo ritorno avrebbe onorato colla sua presenza la nostra Città, e visitato particolarmente il predetto Sig. Canonico suo Agnato. Infatti nella sera del dì 29 ci fu annunziato il di lui arrivo per mezzo di un Trombetta che precedeva la Guardia a cavallo, e dopo 4 ore giunse col suo stato maggiore e smontò alla casa de’ suoi Antenati, ove prese riposo. Nella mattina susseguente ricevé qui alcuni Dispacci, in seguito de’ quali tenne Consiglio co’ suoi Ufiziali, e rimase nel suo gabinetto fino all’ora del pranzo, dopo il quale partì immediatamente alla volta di Firenze. Questi abitanti si portarono ad ossequiarlo, e gli esternarono i loro sentimenti di congratulazione e di stima per le sue gloriose imprese, ed il desiderio di dargliene dei pubblici attestati, se l’angustia del tempo non l’avesse vietato. Il Generale corrispose a tali espressioni colla maggiore sensibilità, e con sinceri ringraziamenti.” (Estratto dalla «Gazzetta Toscana», n. 28 del 2 luglio 1796, pp. 110-111):

 

Eva Valbonesi professionista delle redini lunghe ha partecipato ultimamente a diverse competizioni di attacchi e il Generale Buonaparte non poteva trovare miglior Cocchiere!

 

“SAMMINIATO 2. LUGLIO. In supplemento a quanto fu da noi riferito nello scorso Ordinario ci sono pervenute le seguenti notizie. Il nostro Sig.Filippo Buonaparte patrizio Fiorentino, nobile Samminiatese, e CanonicoTeologale di questa Chiesa fu replicatamente invitato dall’illustre suo Agnato S. E. il Sig. Gen. In Capite Bonaparte di scendere alla posta della Scala sulla strada regia, poiché desiderava di abbracciarlo. Gl’incomodi di salute ch’ei soffre non gli permisero d’uscire di casa e ciò fece risolvere il prelodato Sig.Comandante a promettergli la visita ch’egli effettuò nella notte dei 29 venendo i 30. Il Sig. Tenente Bonaparte che precedé il suo Fratello Generale giunse qui alle ore 8 di sera coll’avviso al prefato Sig.Canonico che avrebbe il Generale Comandante pernottato presso di lui. Arrivò egli alle ore 2 con tutto il suo seguito, ed erano prima di esso arrivati due trombetti, alcuni Dragoni e diversi Ufiziali. Si abbracciarono i due rispettabilissimi congiunti, si trattennero a parlare insieme, quindi passarono a cena, e poscia al riposo. In varie abitazioni di Nobili e Cittadini alloggiarono diversi Ufiziali. Nella mattina Monsig.Vescovo in compagnia del suo Vicario Generale e di due Canonici si portò ad ossequiare l’illustre Guerriero, e fu accolto con somma gentilezza. Il nostro Vicario Regio essendo ammalato non poté fare lo stesso. La Nobiltà si portò pure ad ossequiarlo ed i Sigg. Simone Cardi Cigoli e Dario Marcati inchinarono nel tempo del pranzo il Generale Comandante in nome del loro ceto e di tutto il Pubblico Samminiatese. Il Sig.Cardi Cigoli rivolse la parola al Sig. Genarale e congratulandosi del di lui arrivo, e rilevando l’onore ch’egli compartiva a questa Città, sentì replicarsi che sensibile a tali espressioni avrebbe sempre riguardato con parzialità la Città di Samminiato che riconosceva come sua Patria, e che desiderava di esserle utile in qualunque incontro.” (Estratto dalla «Gazzetta Toscana», n. 30 del 23 luglio 1796, p. 118)

 

Alcuni momenti della spettacolare rievocazione Storica

 

La Rievocazione

 

Ed eccoci arrivati alla rievocazione di sabato 10 luglio 2021, svoltasi in due momenti. Nel tardo pomeriggio soldati di fanteria rivoluzionari francesi a passo di marcia sono arrivati in piazza del Popolo. Le truppe di fanteria leggera hanno eseguito marce ed esercitazioni. Punto di partenza piazza San Francesco passando da via Garibaldi.

Nel secondo momento di rievocazione troviamo il Generale Buonaparte impersonato da Alessandro Menabò dell’Associazione Napoleonica d’Italia su una carrozza  condotta dalla proprietaria Eva Valbonesi di Santa Lucia di Uzzano (PT). Al seguito, a cavallo, troviamo un gruppo di nobili locali che diedero il benvenuto alle porte del paese al Generale. Il corteo entra in piazza Buonaparte da via del Bravo fermandosi poco lontano da Palazzo Buonaparte. Il Generale passa in rassegna le truppe già schierate precedentemente. Come era suo solito, parlava con qualche soldato ricordando anche i nomi di molti dei militi. Da li a poco l’incontro con l’anziano zio Filippo Buonaparte. Generale, zio e altri ufficiali si intrattengono in conversazione come accadde nel giugno 1796.

 

Nelle due immagini Alessandro Menabò nei panni del Generale Buonaparte e osservando i dipinti originali dell’epoca raffiguranti Napoleone nel collage sottostante, dobbiamo ammettere che la somiglianza è impressionante.

 

Tre dipinti che raffigurano il Generale Buonaparte

 

Le truppe di fanteria di linea francese e cavalleria militare al seguito di Napoleone fanno sempre parte dell’Associazione Napoleonica d’Italia con sede a Mantova.

Cavalieri in vesti nobili civili al seguito fanno parte dell’Associazione Butteri d’Alta Maremma, provincia di Grosseto.Vi erano inoltre persone di San Miniato che impersonavano i popolani dell’epoca.

Regista dell’evento Francesco Mugnari con l’aiuto di Moira Bartoli dell’Associazione APS “Tra i binari” con Beatrice Nutini.

Il tutto è stato possibile grazie ad Amministrazione Comunale e Pro loco di San Miniato.

 

Bisogna veramente complimentarsi con queste Associazioni di Rievocatori Storici i quali offrono al pubblico autentici spezzoni di fatti vissuti nelle vesti di attori professionisti. La maniacale cura dei particolari e la direzione scenografica di un regista, hanno saputo ricreare in tutto il Paese un’atmosfera incredibile ma straordinariamente autentica.