(La Redazione ringrazia per il contributo: “J’Amis ad Piassa dla Granaja”, Renato Bruzzone ed Ennio Pedrini)

 

AL DI LA’ DELLE BARRIERE

 

Con questo piccolo libro “J’Amis ad Piassa dla Granaja” vi regalano una spilla, piena di rituali significati, è la spilla “Pala e Pich” che commemora la giornata più intima del Carnevale, in cui si svolge la “Zappata” che è lo scavo simbolico, da parte degli ultimi sposi, sulle piazze, dove successivamente verranno eretti gli Scarli. E’ una cerimonia dai significati fortemente propiziatori. “As pianta al pich a l’uso antich”. Metafora di rinnovamento e di rinascita. “J’Amis” fanno dono di questo simbolo, con l’augurio di una pronta ripresa della nostra Festa, con la preghiera di appuntarla durante i giorni della mancata Storica Manifestazione: per ricordare a tutti che al di là delle barriere imposte dalla pandemia, Ivrea onora la grande ricorrenza del suo STORICO CARNEVALE“. A chi non non ha fatto battere il cuore il primo ritornello dei pifferi?” scrive Carandini su Vecchia Ivrea. ”Quale giovane non sogna tutto l’anno il momento magico della battaglia delle arance? E come non prendere sul serio quello spirito di libertà antico che vive nel cuore degli eporediesi che ricordano che, più di mille anni fa, i loro progenitori insorsero contro la tirannia, distruggendo il Castellazzo incitati da Violetta, la figlia di un mugnaio, il cui atto coraggioso ha attraversato i secoli, diventando per il popolo eporediese il simbolo di libertà ricordato da una splendida signora, per tutti la “Vezzosa Mugnaia”, che in coppia con il Cittadino Generale, sono chiamati a scrivere una pagina di storia della nostra Città. In osservanza di tutto questo, vista l’impossibilità di svolgere la Storica Manifestazione, “J’Amis” si augurano che per questo sfortunato anno almeno le insegne degli Aranceri garriscano al vento, che gli Alfieri innalzino le loro storiche bandiere nel centro storico della nostra città e coloro che sentono di ribadire i sentimenti carnascialeschi e libertari si appuntino la nostra spilla affinché tutti sappiano che la nostra festa è solo rimandata e vive nei nostri cuori.

Grazie a tutti e buon Carnevale.

J’Amis ad Piassa dla Granaja

 

 

 

“IL CARNEVALE CHE NON C’E'”

E’ stato soprannominato «Il Carnevale che non c’è», ma la sua è, in realtà, un’assenza puramente fisica, in quanto la festa eporediese è presente e ben radicata nel cuore e nella mente di tutte le persone che a Ivrea vivono e che sono cresciute al suono dei Pifferi e Tamburi, applaudendo la Mugnaia e il Generale, che ne sono gli interpreti principali, e partecipando alle tante piccole cerimonie che compongono la sua articolata trama intrecciante con sapienza storia e leggenda. Scrisse, nel 1947, lo storico Angelo Brofferio: «Fra le popolari esultanze del Piemonte, quella di cui più suona la fama, quella che più altamente ricorda nobili fatti e magnanimi esempi, è la festa che da molti secoli si celebra in Ivrea negli ultimi giorni del Carnevale». Solo eventi di proporzioni colossali hanno determinato la soppressione temporanea di questo partecipatissimo appuntamento annuale a cui nessun eporediese rinuncerebbe mai. Fu in occasione delle due Guerre Mondiali, che comportarono l’annullamento, rispettivamente, delle edizioni dal 1916 al 1918 e dal 1941 al 1946, e della Guerra d’Africa, per la quale saltò l’edizione 1936. Nel 1946, tuttavia, si provvide agli appuntamenti a carattere benefico e all’abbruciamento di uno scarlo. Nel 1960 il Carnevale si interruppe, invece, nel pomeriggio della domenica, per la morte dell’ingegner Adriano Olivetti, avvenuta nella notte di sabato grasso, in Svizzera, durante un viaggio in treno. Lo stesso accadde per l’edizione 2020, interrottasi alla domenica pomeriggio, al termine della Battaglia delle arance, per scongiurare il pericolo di contagio da Coronavirus. Le norme di sicurezza anticontagio hanno quindi determinato anche l’annullamento del Carnevale 2021 che, si spera, possa essere l’ultimo anno a vedere Ivrea orfana della sua festa più coinvolgente e amata. Con l’augurio che la manifestazione torni presto a essere, come sosteneva Giuseppe Maria Musso, poeta e studioso canavesano, «virtuosa, ma anche piena di vivacità e di movimento; intima quando si “alzano” gli Abbà dai balconi e quando si svolge la cerimonia della zappata; spettacolare quando la Mugnaia esce dall’incognito e si presenta alla folla; avvincente quando infuria la Battaglia delle arance; benefica quando vengono distribuite razioni di fagioli cotti, pane, salame e vino, in Piazza Maretta, e piatti di “polenta e merlus” in Borghetto, il mercoledì delle Ceneri; storica quando nelle acque della Dora viene lanciata una pietra del Castellazzo; sempre interessante e imprevedibile in ogni sua fase è questa singolare Commedia dell’Arte che, definito da secoli un canovaccio storico-leggendario, affida ogni anno scene e dialoghi all’estro dei suoi numerosi interpreti».

Franco Farnè

 

 

Questo interessante libro curato da: “J’Amis ad Piassa dla Granaja” ,  stampato a cura delle Edizioni Pedrini è stato distribuito in questi giorni gratuitamente nella città di Ivrea, ma per tutti coloro che gradissero approfondire l’argomento è possibile scaricare sempre gratuitamente il Pdf.    AMIS CARNEVALE

 

Edizioni Pedrini

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