Ferri con le gomme e sacca porta-fiande, cosa volete di più dalla vita … ?

 

Ci risiamo: una bella giornata di sole, cavalli e cavalieri carichi come delle molle, la pandemia-Covid che pare si stia lentamente esaurendo ed ecco mettersi in movimento gli appassionati di equitazione, finalmente liberi di calpestare antichi sentieri boschivi in compagnia di amici e del fidato destriero. Finalmente da sella a sella (distanza 2,5 m) e da carrozza a carrozza (distanza 6 m), possiamo raccontarci le nostre avventure trascorse tra le mura domestiche per mesi e mesi costretti a vedere le stesse facce ma con punti di vista diversi  allo scopo di non farci capire nulla, ma sempre lì, alla stessa ora, accomunati da un appassionante gioco di società: “La caccia al tesoro!”. Tra le notizie equestri apprese dai media, quasi in punta di piedi per non disturbare, le solite corse clandestine, cavalli ammazzati e maltrattati, insomma tutto come prima del Covid-19. E ti pareva che potessero mancare i nostri amiconi uniti sotto la sigla sindacale dei “NO EQUINI”?  Impossibile! Come dei funghi nel bosco dopo una giornata di pioggia eccoli nuovamente in pista ed è proprio il caso di dire: “In pista ciclabile”.

Si, perchè il fatto tragicomico si è materializzato in concomitanza di una bella notizia che, come il Covid, ha subìto una mutazione genetica peggiorativa e si è trasformata nell’ennesima maldicenza nei confronti degli appassionati di equitazione di campagna. Ecco di seguito la comunicazione ufficiale del Comune di Misano Adriatico al riguardo:

Nuove regole per i cavalli a passeggio sul percorso naturalistico lungo il fiume Conca nel territorio di Misano. Si conferma la possibilità di transito, ma si aggiungono avvertenze precise. La giunta di Misano Adriatico ha deliberato per risolvere il fastidio evidenziato da cittadini che sul percorso a volte devono fare attenzione a non calpestare escrementi lasciati colpevolmente da coloro che passeggiano in sella ai cavalli lungo il percorso.”   … continua con il Link sottostante.

http://www.misano.org/?IDC=90&ID=27667&page=1

 

 

Dov’è la bella notizia? La bella notizia risiede nel fatto che al contrario di tantissimi luoghi con piste ciclabili anche in mezzo alla campagna dove c’è l’assoluta proibizione ai cavalli di avvicinarsi e tanto meno di frequentarle, quì a Misano Adriatico hanno dato il permesso di usufruire di questa bella possibilità ad una condizione che è antica come la barba di Noè, cioè … educazione e bon-ton, tradotto = buon senso! Oggi più che mai dopo questa terribile pandemia ci sono migliaia di persone che si riversano in questi angoli di natura incontaminata con ogni mezzo ed in particolare con biciclette aventi come scopi quello di respirare aria più pulita e rilassarsi con la famiglia, i nonni ed i bambini, alcuni sorridenti e festosi dentro i loro passeggini i quali magari d’un tratto si vedono arrivare da dietro al gran galoppo un novello “John Wayne” che, dismessi i panni da annoiato impiegato sul web … muta geneticamente, con stivali pitonati, speroni, giacca scamosciata con frange e sombrero messicano in testa, sfiora di 43 cm nonno, mamma e bebè in carrozzina perchè forse inseguito a poca distanza dalla tribù inferocita di Toro Seduto! Chiaramente con tutta la tribù dei Sioux alle costole, nel bel mezzo delle grandi praterie del Sud Dakota,  figuriamoci se trova il tempo di fermarsi a raccogliere i due segni tangibili, seppur ecologici, lasciati dal suo cavallo.

Cosa fare per non litigare? Sappiamo tutti che (difetti a parte) noi italiani siamo un popolo di viaggiatori, poeti e perchè no, inventori. Ci siamo recati a Lucca e abbiamo scoperto un personaggio, italiano purosangue, che racchiude nel suo DNA una serie di pregi non di poco conto. Vi presento dunque Pietro Osenga: musicista-cantautore, vetturino autorizzato a Lucca, maniscalco e, dulcis in fundo, anche inventore!  Come tanti inventori o geniali artisti, le sue specializzazioni per anni sono rimaste relegate dentro le antiche mura fortificate di Lucca e pochi hanno potuto ammirare le sue creazioni; siamo intervenuti noi della Redazione di Carrozze&Cavalli a porre fine a questo silenzio-stampa, consapevoli che salveremo centinaia di cavalieri, amazzoni e driver, dagli accidenti e dalle multe di tutti gli appiedati.

A seguito di informazioni che abbiamo trovato qua e là ci teniamo a precisare che le “polpette” che fuoriescono dal posteriore del cavallo, possono essere denominate stallatico equino, fiande o letame di cavallo, mentre l’apposita sacca o recipiente che serve a non farle cadere a terra è a interpretazione libera.

Hermy’s Sachet, un sacco di raccolta per cavallo da applicare a qualunque tipo di sella, basto o finimento

Potrebbe sembrare uno strano intreccio di lacci e lacciuoli, ma appena sistemato sulla groppa del nostro caro quadrupede in pochi minuti si materializza la risoluzione di tanti problemi.

 

Adattamento semplice in morbido cuoio

 

Con un ingegnoso passante collegato alla coda e voilà, il gioco è fatto!

 

La sacca ben posizionata sul cavallo carrozziere

 

In questo video vedremo il perfetto funzionamento di questo accessorio in versione sella.

 

 

A questo punto abbiamo visto due interessanti brevetti di sacche porta-fiande adattabili sia per le carrozze che per i cavalli da sella. A me personalmente viene in mente una delle poche persone proprietarie di un tiro a quattro cavalli il quale, anni addietro, complimentandosi per la realizzazione di due sacche per una pariglia sogghignava sotto i baffi sostenendo che era poi impossibile montare il tutto anche sui due cavalli di volata. Ecco, da oggi siamo riusciti ad accontentare anche quelle tre o quattro persone che in tutta Italia vogliono fare una sgambata di qualche chilometro su strada con il loro tiro a quattro. E sempre a proposito di strada ecco l’ultimo brevetto veramente utile e geniale allo stesso tempo: i ferri con le gomme. In tanti abbiamo utilizzato dei modelli di gomme denominati “napoletane” o similari per impedire al cavallo di scivolare su determinate pavimentazioni antiche in granito o porfido, oppure sull’asfalto e l’inconveniente era sempre il solito: la gomma era fissata al ferro con i chiodi, pertanto  con il caldo surriscaldava suola e fettone e si usurava velocemente. A questo inconveniente ha provveduto il maniscalco-vetturino-inventore Pietro Osenga, con una semplice ma innovativa modifica al ferro del cavallo che consente di utilizzare la suola in gomma per le ore necessarie e, una volta rientrati in scuderia, offre la possibilità di smontarle rapidamente lasciando il fettone libero di prendere aria.

 

 

Metti le scarpe da ginnastica al tuo cavallo

Il sistema brevettato consiste in:

Hermy’s Shoes

 

MA NON E’ FINITA QUI …

La fantasia e l’ingegno di Pietro Osenga non conosce davvero limiti e con l’emergenza Covid che perdura da oltre un anno si è attivato nei tanti, anzi, troppi momenti di pausa-lavoro, nel creare un sito web dedicato ai lavoratori equestri a redini lunghe:  www.italiaincarrozza.com. All’interno di questo spazio web potranno confluire tutti coloro che con la loro carrozza a trazione animale offrono un servizio a pagamento di carattere turistico o specifico per cerimonie di vario genere: battesimi, compleanni, addio al celibato, nozze fresche di giornata e nozze di tutti i metalli, bronzo, argento, rame, e oro per i più fortunati. Per i romantici attaccati alle antiche tradizioni non può mancare poi il carro funebre. Abbiamo chiesto a Pietro come gli è scaturita questa luminosa idea.

P.Osenga: “Sono anni che in centinaia tra Associazioni e loro amici ci screditano e ci denigrano in tutti i modi possibili, ogni pretesto è buono per accanirsi contro di noi che abbiamo come unico torto quello di essere appassionati di redini lunghe e poco o nulla bellicosi a rispondere per le rime. Chi commette maltrattamenti estremi fino alla morte dopo un breve articoletto a fondo-pagina viene subito dimenticato, noi no!  Siamo sempre presenti anche in internet grazie a sofisticati algoritmi ben studiati e con la data poco visibile, se si cerca “cavallo, sole, carrozzella” saltano subito in evidenza con precedenza assoluta le telenovele di due cavalli che tanti anni fa scivolarono sull’asfalto o si beccarono un’ora di sole a mezzogiorno. Dunque in considerazione che da sempre “la miglior difesa è l’attacco” eccoci schierati noi vetturini, uno dopo l’altro, sul nuovo sito web Italia in Carrozza a difendere e pubblicizzare il nostro onesto lavoro di chi, fra le altre cose, paga anche le tasse!

 

Per contrastare il fenomeno sulle pubblicazioni fotografiche di disgrazie, facciamo presente agli addetti ai lavori che non si vive di “sole disgrazie”: nella vita equestre a redini lunghe ci sono anche le “soddisfazioni”