Basilica di Sant’Eustorgio: L’Adorazione dei Magi di Albrecht Dürer

Il periodo natalizio sta ormai avvicinandosi inesorabilmente alla sua tradizionale conclusione con la Festa dell’Epifania e la commemorazione dell’arrivo dei Re Magi al cospetto di Gesù Bambino. Tra un augurio e l’altro affidato ai potenti mezzi informatici, ecco che la nostra attenzione non poteva non essere attratta da un’immagine decisamente inconsueta, molto in tema con il nostro ambito di interessi. Si tratta di un bassorilievo apposto sul capitello di una chiesa milanese, la basilica di Sant’Eustorgio, che raffigura un carro attaccato ad una pariglia composta da un bue e, udite udite, da un lupo. Abbiamo voluto andare a fondo e abbiamo scoperto un’interessante storia frammista a leggenda che ben calza con la ricorrenza che festeggeremo tra un paio di giorni.

Basilica di Sant’Eustorgio: capitello con curiosa effige di un carro tirato da una pariglia composta da un bue e un lupo

Dovete sapere che le spoglie dei Re Magi sono rimaste per vari secoli proprio a Milano. Così scrive la nostra preziosa fonte, Giorgio Righetti per “Passeggiando per Milano (e dintorni)” –

A portare in Italia i tre “Vegliardi dallo scettro d’oro” era stato Eustorgio, acclamato vescovo di Milano, che si era recato verso la metà del IV secolo a Costantinopoli come d’uso per la convalida della sua elezione a Vescovo dall’imperatore Costante I. Eustorgio era tornato a Milano con le spoglie dei tre Re donategli da Sant’Elena, madre di Costantino I, quale prezioso e ambito dono (ndr – le reliquie provenivano dalla Basilica di Santa Sofia di Costantinopoli, dove le spoglie dei Magi erano state inumate diversi decenni prima dall’imperatrice Sant’Elena che li aveva ritrovati durante il suo pellegrinaggio in Terra Santa).

Il viaggio da Costantinopoli a Milano non fu facile; all’arrivo in Italia l’urna con le reliquie era stata caricata su un carro trainato da due buoi, ma durante il percorso un lupo famelico aveva sbranato uno dei due animali. Riuscendo ad ammansire il lupo e aggiogarlo insieme al bue rimasto, Eustorgio con le spoglie dei tre re riuscì ad arrivare alle porte di Milano, nei pressi della Porta Ticinese e precisamente nel luogo dove la tradizione vuole che trecento anni prima San Barnaba avesse iniziato la sua predicazione: in quel punto il carro diventò tanto pesante da non poterlo più smuovere.

Capitello con il bassorilievo raffigurante la traslazione delle spoglie dei Re Magi da Costantinopoli a Milano ad opera dell’allora Vescovo Eustorgio

Il Vescovo Eustorgio, nel punto dove il carro si era fermato, fece costruire una chiesa, la chiesa dei Tre Magi e all’interno fece sistemare un sarcofago di pietra in cui compose le reliquie.

Alla sua morte Eustorgio lasciò detto di essere seppellito nella chiesa dei Tre Magi che da allora fu dedicata a lui e la chiesa divenne meta di incessanti pellegrinaggi.

Calato in Italia il Barbarossa, i Magi vennero trasferiti nella basilica di San Giorgio ma il nascondiglio fu scoperto e le spoglie e le reliquie spedite in Germania come bottino di guerra. Correva l’anno 1162 e ai milanesi rimasero solo il ricordo, la basilica dedicata a Eustorgio e il sepolcro ormai vuoto. Nella rozza scultura di un vecchio capitello della chiesa di Sant’Eustorgio è rievocato il viaggio dell’urna contenente le sante reliquie. Comunque è accertato storicamente che già dal X Secolo le spoglie dei Magi erano a Milano custodite nella basilica di Sant’Eustorgio nella rozza tomba che ancora lì viene conservata con la scritta “Sepulcrum Trium Magorum”.

Il sarcofago che ospitò i resti dei Re Magi fino all’invasione del Barbarossa

Nella Cappella dei Magi a Sant’Eustorgio quello che colpisce maggiormente è la grande arca. È grande come una casetta, le pareti sono in granito, il tetto dell’arca è spiovente, in basso sulla parete una piccola finestra che serviva forse per poter vedere il sarcofago che conteneva le reliquie prima del furto. In alto sullo spiovente dell’arca è incisa la stella cometa a otto punte, con l’incisione in latino: SEPULCRUM TRIUM MAGORUM.

Iscrizione sul grande sarcofago destinato ad accogliere le reliquie dei Re Magi

Dopo il furto delle reliquie i milanesi mantennero sempre la devozione per questi saggi dell’antichità, grazie alla confraternita dei Magi che aveva adottato l’altare nella cappella, sovrastato dal grande trittico marmoreo attribuito ai Maestri Campionesi nel 1347. Sull’altare venne appoggiata un’urna di bronzo, che custodisce tuttora una piccola parte delle reliquie restituite all’inizio del XX secolo dal Duomo di Colonia.

La Cappella dei Re Magi

Il trittico è costituito da tre formelle cuspidate, contenenti episodi della vita dei Tre Magi. In particolare, al centro è rappresentata l’Adorazione dei Magi, con un concerto angelico sullo sfondo. A sinistra, Annuncio dell’angelo ai magi e la loro partenza, mentre a destra I magi sono ricevuti da Erode. In alto la teca con i pochi frammenti delle reliquie restituiti all’Italia

Ma oggi, anno 2021, siamo sicuri che ci siano davvero le spoglie dei Re Magi a Sant’Eustorgio? Scrive Silvia Leoni:

“Mi spiace deludervi da subito e togliervi il piacere della scoperta ma la risposta è no. Anzi facciamo nì che è più corretto. Nel transetto destro della chiesa si trova un antico sarcofago romano dove, in effetti, fino al 1162 erano custodite le spoglie di Gaspare, Melchiorre e Baldassare, portate qui da Sant’Eustorgio in persona da Costantinopoli. Con l’arrivo in città di Federico Barbarossa la chiesa fu saccheggiata e i resti (o presunti tali) dei Magi furono trasferiti a Colonia, perché la città di Milano non era più degna di custodirli. Solo nel 1904 parte delle reliquie ritorna “a casa”. Nel corso dei secoli in molti avevano provato a riportarli a Milano, ma con esito fallimentare. Il vincitore parziale del contest fu il cardinale Ferroni. Parziale perché non ci furono restituiti tutti, ma solo alcuni frammenti ossei (due fibule, una tibia e una vertebra). Come si dice in questi casi… meglio che niente, soprattutto perché, grazie a questo gran ritorno, dal 1962 riprese la tradizionale processione del 6 gennaio che dal Duomo conduce fino a Sant’Eustorgio.”

Le stranezze non finiscono qui

Basilica di Sant’Eustorgio

Dato che stiamo parlando del complesso di Sant’Eustorgio, non possiamo esimerci dal richiamare l’attenzione dei lettori su un’altra effige molto curiosa o piuttosto enigmatica ivi conservata. Infatti all’interno dell’imponente mole in cotto dell’edificio religioso dal passato paleocristiano,  fondato presumibilmente intorno all’anno 344 con il nome originario di Basilica Trium Magorum e il cui ultimo restauro in stile neoromanico fu realizzato negli anni 1864-1865 si trova il dipinto della “Madonna con le corna”.

Particolare del dipinto raffigurante “La Madonna con le corna”

Ecco cosa dice in merito sempre la nostra Silvia Leoni:

“Un mistero molto affascinate legato alla basilica di Sant’Eustorgio è quello della Madonna con le corna. Sì, avete capito bene: la Madonna, mamma di Gesù, ritratta con un bel paio di corna in testa. Per dirla tutta non è solo la Madonna ad avere le corna, ma anche il bambino che tiene in braccio. Trovate questa curiosa rappresentazione mariana nell’arcata centrale della cappella Portinari (per accedervi dovete pagare il biglietto d’ingresso al complesso museale, 6 € l’intero, che vi permetterà di visitare anche il cimitero paleocristiano sotto la basilica). Le leggende legate al Miracolo della falsa Madonna, questo è il titolo originale dell’affresco, sono due. La prima vuole che le corna siano del diavolo in persona che si nascose dietro l’icona della Madonna per disturbare Pietro da Verona che celebrava la messa. Questi se ne accorse e neutralizzò il demone con un’ostia consacrata. Però le corna sono rimaste… La seconda leggenda, invece, sostiene che l’affresco sia infestato dallo spirito di Guglielmina la Boema, una donna vissuta in odore di santità, ma dichiarata eretica post mortem. Comunque siano andate le cose, rimane una chicca imperdibile.”

Dopo queste digressioni tra storia e leggenda, non ci rimane che augurare

BUONA EPIFANIA A TUTTI!

 

Per i testi virgolettati si ringraziano Giorgio Righetti e Silvia Leoni, amministratrice della pagina https://www.facebook.com/PasseggiandoPerMilano, alla quale si deve anche la maggior parte delle immagini