Di questi tempi non è raro imbattersi in ritrovamenti casuali e, perchè no, anche fortunosi. Senza dilungarci più di tanto sintetizzeremo il tutto e partiamo dall’inizio di questo piccolo episodio che racchiude in sé un mix di antiquariato equestre e giornalistico. In questi periodi tristi di Covid-19 tutti noi ci siamo mossi poco o nulla per evitare guai peggiori e una delle poche volte che noi della Redazione di Carrozze&Cavalli siamo stati chiamati in causa è stato per un motivo molto importante: la donazione al Museo Etnografico “Sgurì” di Savarna (RA) di un calesse originale costruito dai Fratelli Gandolfi. La donazione è stata fatta personalmente da due Signore eredi dirette dell’ultimo dei tre fratelli Gandolfi. Come solitamente accade, i preziosi fanali a corredo di qualunque legno d’epoca o non ci sono o sono stati accuratamente custoditi e nel nostro caso si è avverata la seconda ipotesi. Nel constatare lo stato di conservazione dei due antichi e originali fanali incartati in vecchi giornali, ci è caduto l’occhio su una fotografia stampata in un angolo dello stropicciato e ingiallito giornale d’epoca. Anche se in automatico per procedere ad una bella pulizia dei fanali l’involucro che lo contiene, pieno di muffe e polveri, inevitabilmente viene buttato via, nel nostro caso non è stato così; la curiosità è stata più forte della pulizia e noi tutti appassionati di cavalli … siamo stati premiati.

 

Dopo averlo “scartato” il fanale è rimasto immobile, nella sua austera originalità; al contrario, l’articoletto contenuto nel vecchio quotidiano … ci farà sognare!

 

 

Nella piccola foto in bianco e nero del tiro a quattro di cavalli grigi, noi di Bologna riconosciamo uno dei “Maestri” di attacchi più famosi dei tempi: Adriano Bondi

 

           “LA VENDETTA DEL CAVALLO”  (Di Giorgio Martinelli, 1922-2006 – dal “Resto del Carlino” BO del 13/12/1973)

I cavalli, stanno tornando i cavalli”. Dove fossero stati finora, dove li avessero nascosti è impossibile saperlo, come d’altronde è impossibile che si sia riusciti a produrne tanti in così breve tempo. La gestazione delle cavalle dura undici mesi: possibile che un astrologo fosse riuscito ad avvertire gli allevatori prevedendo la guerra arabo-israeliana e le restrizioni conseguenti?

Per anni ed in numerose occasioni, fino all’altro giorno si può dire, avevo scritto più o meno così: il cavallo è destinato a scomparire se non interverrà qualche fatto straordinario o prodigioso ed i nostri nipoti dovranno accontentarsi di ammirare stupiti una rozza e scheletrita sagoma di cartapesta rinchiusa in un recinto dello zoo sotto la targhetta “equus caballus”. Non vorrei, per troppo ed antico amore, che mi si accusasse di eccessiva partigianeria, se non addirittura di fanatismo, ma nessuno mi toglie dalla mente che la constatazione riguardante il ritorno del cavallo possa essere interpretata anche come la rivincita, anzi la vendetta del cavallo. Come? Non mi volevate più, mi disprezzavate, avevate tanta fretta da non apprezzare più la velocità delle mie zampe, mi facevate ignorare dai bambini, mi consideravate oramai solo come carne da macello? Bene, adesso siete serviti. E il cavalluccio che pochi mesi fa finiva al macello per una manciata di biglietti da diecimila oggi costa quanto una spider.

Il 2 dicembre 1970 è la data della prima domenica italiana di “austerity”

https://curiosando708090.altervista.org/austerity/

https://www.ecodibergamo.it/stories/StoryLab/dallausterity-alle-polveri-sottilifotostoria-della-citta-senza-auto_1158754_11/

Un tuffo nel passato e momenti di gloria per il CAVALLO !

In queste prime giornate di “austerity” automobilistica se ne sono viste di tutti i colori: di cavalli, intendo dire. Sono tornati per le strade cittadine, dove un tempo erano padroni. Mansueti destrieri da corsa, improvvisamente attaccati ad un veicolo ben diverso dall’abituale sulky e portati fuori dell’ippodromo per scoprire un mondo nuovo; vecchi, saggi cavalli da scuola di equitazione montati dagli allievi, con tanto di cap e stivali lustri, e portati nelle vie e nelle piazze del centro ad ammirare ma più ancora a farsi ammirare; ronzini che in altri tempi avrebbero potuto aspirare come massimo onore al carretto del lattaio o dell’ortolano, inforcati da improvvisati cowboys penosamente stravaccati su vecchie selle militari; carretti e calessi e carrozze tirati fuori da dimenticate rimesse, lustrati frettolosamente alla meglio e spacciati per rotabili di classe; rami di salice bonariamente trasformati in fruste, visto che le antiche preziose “chambrières” sono scomparse.

Ma va bene, va bene lo stesso, va bene così. Non importa tanto che l’assetto dei cavalieri e delle amazzoni d’occasione non sia quello prescritto dalle rigorose norme stilistiche che per primo indicò a tutto il mondo il capitano Caprilli. Non importa che chi guida la pur costosa pariglia di lipizzani (pronta alternativa alla Maserati o alla moto pluricilindrica) non sappia come incrociare le redini. Non importa che l’imboccatura (“morso” dicono i profani, quando addirittura non lo confondono con la staffa) sia da mulo. Va bene così; è, comunque, la vendetta del cavallo. E a qualcuno – immagino siamo tuttora in pochi – a risentire lo zoccolare ritmico sull’asfalto è stato forse causa di commozione. Perchè negarlo? E’ la vendetta del cavallo ma anche di chi lo ama.

E poi i giornali. Sembra di rileggere i quotidiani di cinquanta-sessanta anni fa: un allevatore della Bassa ferrarese è stato derubato di quattro fattrici pregiate (una volta erano gli zingari, gli specialisti di questi “colpi” ladreschi); il Pontefice visita Roma a bordo di un lustro landau tirato da un cavallo bianco (un tempo si trattava di pariglie o di tiri a quattro ma neppure il Papa intende ignorare l’austerity); all’ippodromo di Agnano c’è una sparatoria con morti e feriti (compreso un cavallo bruciato vivo) per una storia di cavalli. Sembra di rileggere anche le imprese di Jesse James o di Billy the Kid. Non mi stupirei se fra giorni ci capitasse di apprendere che l’oramai immancabile e quotidiana rapina ad una banca è stata commessa da banditi, fuggiti poi in sella a velocissimi purosangue (due bai, uno grigio ed uno color isabella, risultati rubati dalle scuderie di San Siro)

 

In alto la foto di un “Military” tratta dal catalogo Fratelli Gandolfi, sotto i dadi firmati come da prassi per le più importanti carrozzerie dell’epoca

 

A dire il vero, si erano già avute le prime avvisaglie del ritorno del cavallo, tornato marginalmente alla ribalta con la mania ecologica. I maneggi, prima frequentati da pochi snob o dal commendatore in vena di dimagrire, da qualche anno si sono ripopolati di equini e di allievi. E poi si è inventato l’ippoturismo (intendiamoci, tutte cose che in altri Paesi usano da sempre): ma il turismo a cavallo offre ancora molte difficoltà; dopo venti chilometri di passeggiata non puoi infilarti sull’autostrada, né il padrone del podere ti consente il passaggio, né si trovano più “Locande con stallaggio”. Ma anche qui si sta provvedendo e in un futuro non lontano incontreremo per le strade italiane folte comitive a cavallo, col neonato beatamente addormentato sulla culla-sella del tipo che si vende tuttora in Inghilterra. Intanto si ricreano antiche attività artigianali, ritenute oramai del tutto abbandonate: sellai e maniscalchi lavorano più dei carrozzai d’auto e dei gommisti. Vecchi fabbri di campagna hanno scoperto che riassestare alla meglio uno sfatto biroccino da fattore è più conveniente economicamente che riparare aratri e trattrici. Chi riesce a trovare una baracchina Gandolfi o un military Bassi è più fiero di chi scova per caso uno Stradivari in solaio.

Un mondo che va all’indietro, forse: ma, a volte, andare un po’ all’indietro non guasta, ridona il senso delle cose, riproporziona forse perfino la condizione umana. E può darsi che presto ci accada di trovare sul giornale una nuova rubrica di annunzi economici: “Vendesi arabo 5 anni grigio pomellato ottimo carattere – Miglior offerente andaluso 12 anni ammaestrato alta scuola. Rivolgersi Circo Orfei – Cedesi fattrice con puledro purché garantito ottimo trattamento – Utilitaria come nuova offresi cambio Poney pezzato adatto bambini – eccetera. La vendetta del cavallo, l’ho detto.

Giorgio Martinelli

 

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********************* Redazione C&C