In questo anno “Covid” all’insegna dell’isolamento ci può tornare utile leggere qualcosa di interessante.

 

Di Susanne E. L. Probst

Le festività di fine 2020 sono in pieno svolgimento e in tanti le passeremo da soli. Quest’anno le disposizioni sanitarie in vigore impediscono a molti di noi (o forse ci salveranno?) di raggiungere i nostri cari, goderci interminabili pranzi in famiglia o sfuggire a tutto ciò partendo per mete lontane. Allora perché non sfruttare il tempo a disposizione per leggere un buon libro? Per tutti i nostri lettori che hanno la passione per gli animali, innanzitutto i cavalli ma anche cani e gatti presenti in ogni scuderia che si rispetti e, perché no, anche polli e conigli ormai considerati da alcuni membri di famiglia a tutti gli effetti, consiglio vivamente questo testo appena pubblicato:

Maurizio Quilici – Non togliete la gioia agli animali. Storia e futuro di un rapporto che ci  salverà –

Edizioni San Paolo 2020, pp. 384, € 22,00

Per me si tratta di uno dei più bei libri usciti sull’argomento negli ultimi anni. L’autore, Maurizio Quilici, è nato a Camaiore in provincia di Lucca ma vive da anni a Roma. Laureato in giurisprudenza con un master in psicologia, di professione è giornalista, nonché ex direttore dell’A.N.S.A. È autore di numerosi libri e saggi riguardanti soprattutto i temi della paternità e della famiglia. Appassionato naturalista, svolge da sempre attività di volontariato nei Parchi Nazionali.

Nelle foto, l’autore del libro, Maurizio Quilici, grande appassionato e studioso del mondo animale

 

Il libro è un’indagine di come sono andate le cose tra luomo e gli animali negli ultimi 2000 anni. Gli antichi Romani, lo sappiamo, usavano gli animali nei loro anfiteatri per divertirsi e provare lebbrezza di assistere a terribili scontri tra gladiatori e fiere indomabili. Durante il Medioevo gli animali erano utili, ma anche parte di un mondo indecifrabile e oscuro. In epoca moderna, a poco a poco, luomo non vuole sentirsi solo e desidera abba­ttere il muro di separazione tra sé e la natura: è l’inizio dell’a­ttuale era degli animali domestici e di compagnia, il principio di unintesa che oggi si sta rafforzando allinterno del più ampio rapporto tra noi e lambiente, da rivedere e costruire su nuove basi.

Vogliamo essere abitanti migliori del pianeta e amici degli animali e ci poniamo domande stringenti a proposito dei loro sentimenti, delle loro esperienze, persino del loro destino oltre la morte. E tu­tto questo mentre le critiche contro alcune forme di sfru­ttamento ai loro danni (a cominciare da certi allevamenti) si fanno sempre più forti. Critiche che, in linea con il pensiero di Papa Francesco, non risparmiano chi li ama in modo troppo viscerale e soprattutto più degli uomini. Si tratta di un vivace reportage giornalistico nel quale si scopre il passato e si immagina il futuro di un rapporto uomo-animale che sempre più appare indispensabile alluomo per essere davvero se stesso. 

Susanne E. L. Probst

La Redazione: Ermes Dall’Olio

Voglio seguire il filo conduttore di questa interessante presentazione della nostra Redattrice Susanne E.L. Probst, la quale, in linea con l’autore del libro e il Santo Padre, invita velatamente a riconsiderare il ruolo degli animali nella società odierna all’alba dell’anno 3000! Pur non avendo ancora letto il libro, ci teniamo a sottolineare un aspetto morale poco considerato, ma che ha comportato significativi cambiamenti nelle nostre abitudini: la Pubblicità.

Nel collage di tante note pubblicità si nota l’evolversi della situazione a favore degli animali

 

Osserviamo l’evoluzione pubblicitaria nel collage in alto e potremo vedere come la figura dei nonni lentamente è stata fatta sparire, sostituita da cani e gatti. Teniamo presente che gli artisti pubblicitari sono dipendenti pagati non dal Parroco del villaggio ma da uomini e donne d’affari a cui non importa nulla della parola solidarietà; si muovono e operano per soldi.

Rileggendo alcune statistiche sul numero di cani, gatti e altre specie domestiche che popolano le abitazioni, c’è da prendesi paura dell’esorbitante numero di animali di affezione che hanno assorbito le carezze e le attenzioni di tante famiglie che anticamente rivolgevano ai nonni o ai genitori.

Motivazioni del gesto? Siamo di fronte ad un mondo che da 10 anni a questa parte è in continuo fermento e forse qualche risposta la troveremo tra le pagine del libro sopra descritto. In ogni caso però bisogna rifletterci sopra perché non è credibile ed accettabile che un numero imprecisato di persone dedichi 10 minuti al giorno per il cagnino e il gattino, un’ora per la passeggiata fisiologica, più il tempo per la spesa dei loro generi alimentari, mentre fanno fatica ad andare una volta all’anno al Cimitero o due volte all’anno a pranzare insieme ad un vecchio parente solo e abbandonato, nonno incluso. Credo si senta la necessità di rivalutare la figura dell’anziano di famiglia ed effettuare una piccola svalutazione nei confronti dell’animaletto domestico oggi super-valutato!

STAREMO A VEDERE come andrà a finire.

(Anche se abbiamo ben chiare le motivazioni dei gesti, attendiamo tempi più opportuni)