Gli ampi spaz dell’Ippodromo Ghirlandina di Modena dove si è svolta la manifestazione

Tra incertezze, rinvii, rimodulazioni, perplessità dell’ultima ora, anche la manifestazione di attacchi 2020 seconda per importanza a livello nazionale solo al Campionato Italiano di Completo, è andata a buon fine e così il CAMPIONATO ITALIANO DI COMBINATA con tutto il corollario di vari altri Campionati annessi  e connessi, nonché la COPPA DELLE REGIONI hanno sancito i nuovi vincitori delle ambite medaglie.

Il medagliere

A detta di tutti i presenti, i maggiori artefici del successo sono stati sicuramente, a livello organizzativo, Rosalba Governatori quale factotum del Comitato Organizzatore Meraki ASD e Gabriele Panier Suffat che in qualità di costruttore dei percorsi ha gestito la parte tecnica della kermesse su una moltitudine di campi di gara e di prova da far invidia per numero ad un concorso internazionale: a loro va il ringraziamento generale per essersi spesi fino in fondo, riducendo al minimo gli inevitabili problemi che chi non è mai stato dall’altra parte della barricata non può neppure immaginare.

A sinistra il Costruttore dei percorsi Gabriele Panier Suffat (foto di repertorio). A destra Rosalba Governatori, dismessi gli abiti di organizzatrice, si cimenta in prima persona nella gara

La location messa a disposizione dall’Ippodromo Ghirlandina di Modena nel primo fine settimana di settembre si prestava magnificamente ad ospitare l’evento, mettendo in risalto ancora una volta come, almeno per gare di combinata, le strutture di questo tipo rappresentino uno scenario ideale, ancor più quando le manifestazioni potranno nuovamente svolgersi a porte aperte.

BUONA LA PARTECIPAZIONE

In quanto ai numeri sono senz’altro soddisfacenti. Con 89 partenti l’evento è rimasto più o meno allineato alla partecipazione registrata lo scorso anno (78), dove non figuravano i 10 attacchi integrati e dove l’unica presenza di un cavallo da lavoro costituiva il semplice obiettivo per usufruire da parte della squadra regionale del bonus previsto, senza l’allettante prospettiva di un Campionato ad hoc. Il sistema ha comunque retto bene, tanto che le defezioni rispetto all’anno scorso attribuibili a varie motivazioni sono state ampiamente rimpiazzate da altrettanti esordienti in concorso che avranno modo di confermare la loro determinazione già nel prossimo appuntamento tra meno di un mese per l’evento clou dell’anno a Caravino.

Dal piccolo al grande, tutti animati dalla stessa passione: dal mini-pony al cavallo pesante da lavoro, dalla pariglia di livello mondiale all’aspirante tale ma in piccolo, dal campione della top class al campioncino degli esordienti

A questo punto un doveroso encomio va riconosciuto al grande sforzo messo in campo dalla regione Emilia Romagna che, a fronte dei 6 rappresentanti dell’anno scorso, è riuscita in questo 2020 a formare e preparare adeguatamente una squadra di bei 26 driver! Lo stesso dicasi per la Toscana, con 15 portacolori dopo un’assenza nella manifestazione dal lontano 2014! Mancavano invece i guidatori sia dell’Alto Adige (principalmente per l’annosa questione del “non dpa”), sia della Valle d’Aosta (che la partecipazione nel 2018 e 2019 sia stato un fuoco di paglia?). A reggere il colpo i concorrenti provenienti dalle regioni classiche: Piemonte, Lombardia e Veneto con una quindicina di portacolori a testa e la Puglia con 4 rappresentanti, tra agonisti ed esordienti. Anche le regioni Sicilia e Umbria hanno orgogliosamente sostenuto la partecipazione di un proprio tesserato ciascuna.

Anche i rappresentanti di regioni lontane non hanno voluto mancare: (in alto a sin.) Maurilio Vaccaro per la Sicilia, (a des.) Andrea Schulz per l’Umbria, (in basso) Oronzo Nardelli e Francesco Galluzzi con i due figli dalla Puglia

CAMPIONATI PER TUTTI I GUSTI

Esordio in Campionato della categoria Attacchi Integrati, una realtà ancora molto circoscritta, notoriamente sotto la tutela dei tecnici di specialità Rosalba Governatori (Emilia Romagna, 7 driver), Michele Della Pace e Fortunato Buffoni (Toscana, 3 driver).

Gli Attacchi Integrati alla loro prima uscita in ambito nazionale quale testimonianza di integrazione e condivisione

Abbiamo parlato di vari Campionati annessi a quello principale: tra questi quello di Para-driving che si differenzia dalla disciplina integrata per essere riservata ai soli portatori di disabilità fisica, costituendo un settore che gode del riconoscimento persino da parte della FEI – Federazione Equestre Internazionale -.  Una bella squadra coesa quella che si è presentata a Modena, costituita da 5 atleti le cui ambizioni non lasciano spazio a tentennamenti. Il Campionato del Mondo che avrebbe dovuto essere disputato quest’anno è stato rinviato all’anno prossimo, dunque c’è ampio spazio per lavorare seriamente in vista del necessario salto di qualità.

Il Para-Driving si sta imponendo in varie regioni (qui sono rappresentate il Veneto, la Sicilia e la Toscana): con impegno ma sempre col sorriso

Debutto anche del Campionato per Cavalli da Lavoro, forte di 5 partenti, aperto a qualsiasi grado di patente e ad attacchi sia singoli che pariglie. Purtroppo questo settore ha subito un forte contraccolpo con l’introduzione del divieto di partecipazione per i cavalli dichiarati dpa (destinati alla produzione alimentare) e questo ne impedirà un futuro sviluppo in ambito FISE a favore di altri Enti che organizzano gare amatoriali di attacchi senza imporre limitazioni. C’è da chiedersi se sia giusto che le regole non considerino minimamente quelle che sono le condizioni peculiari della materia su cui si va a legiferare: o siamo coscienti del fatto che il cavallo da tiro, finita l’era dell’impiego per l’agricoltura e i trasporti, ha un solo scopo di esistere, tolto il quale entra a far parte delle specie in via di estinzione (privando tra l’altro una grossa fetta di allevatori del loro sostentamento), o si cerca di essere realisti trovando il giusto compromesso.

I cavalli da lavoro, belli nella loro maestosità, energia e simpatia, pronti ad ogni sfida

Nell’evento “principe”, il Campionato Italiano di Combinata inteso come categorie agonistiche tradizionali, le più rappresentate sono state quelle dei brevetti, suddivise tra Junior e Senior, cavalli e pony, singoli e pariglie. Questo è sempre stato il cuore pulsante della manifestazione, ma quest’anno era facilmente prevedibile un ulteriore incremento a seguito dell’alleggerimento della normativa per il rilascio della patente susseguente alla pandemia, che ha permesso ai tecnici di evitare le sessioni d’esame con facoltà di benestare personale per l’emissione della patente agonistica.

Categoria Brevetti Senior, podio tutto veneto: bel colpo!

Scarsissima come sempre la categoria per patenti di 1° Grado (4 attacchi al netto dei due non partiti) mentre in quella riservata ai concorrenti di 2° Grado si è confermata la presenza dei “soliti noti” (10 in tutto, equamente suddivisi tra singoli e pariglie) , anche questi tuttavia soggetti ad un trend in calo in quanto a numeri.

Categoria 1° Grado: pochi ma buoni, visto che sono state assegnate tutte le medaglie

I “soliti noti”

Molto nebulosa la strutturazione dei Campionati U16 per malintesi in sede di iscrizione dovuti in primis alla poca chiarezza del programma e del relativo regolamento, studiati a tavolino con poca esperienza e scarso senso pratico, e poi perché si tende a volere ad ogni costo inglobare gli attacchi nel sistema generale delle discipline equestri con cavalli montati, dimenticando le differenze intrinseche dello sport degli attacchi.

Siamo giovanissimi ma non per questo meno competitivi

A fianco di questa orgia di Campionati, un Trofeo riservato alle patenti A (Esordienti) e Add/att (Addestrative Avanzate) con un confortante numero di nuovi adepti, sia minorenni che più maturi.

Abbiamo iniziato da poco ma la grinta non ci manca

Se per gli atleti più impegnati a livello sportivo l’interesse si concentrava principalmente sui Campionati e sulla gratificazione per il lavoro svolto ricompensata dalla vincita di una medaglia, la Coppa delle Regioni rappresentava una specie di gioco, partito in origine come kermesse a sé stante e solo in seguito inglobato nel Campionato di Combinata. Pur consapevoli che la disciplina stenta tuttora a decollare in molte regioni italiane, siamo ancora lontani dal riconquistare le posizioni acquisite negli anni 2005, 2006 e 2007, dove erano 11 o 12 le regioni presenti alla Coppa, alcune addirittura con 2 squadre. Anche in termini di numeri a livello individuale la partecipazione di agonisti si è in pratica dimezzata nel corso degli anni passando a parità di patente dagli oltre 120 concorrenti di allora, tutti almeno con brevetto attacchi, agli attuali 50 circa tra Combinata classica, Para-driver e Cavalli da lavoro.

Sui campi di gara sempre in aspetto smagliante, Carlo Mascheroni, con i suoi 80 anni compiuti, dimostra cosa significhi la passione ed il piacere di esserci anche se mancano i contendenti nella categoria Tiri a Quattro

SVOLGIMENTO DELLE GARE

Molto valido l’intervento di spianatura del fondo erboso che, seppur fatto a poche settimane dall’inizio del concorso, è riuscito a garantire una superficie con avvallamenti dolci e veramente trascurabili, cosa fondamentale per evitare alle carrozze e quindi ai cavalli attaccati scossoni tutt’altro che auspicabili.

In tema di gara vera e propria, il dressage si è svolto su due campi, uno di 40x100m riservato ai cavalli, ed uno di 40x80m per i pony. Qualche perplessità sull’idoneità nell’utilizzo del rettangolo piccolo per le riprese dei pony in categorie di 2° Grado introdotta nel 2020 dalla FEI. Non appena le competizioni internazionali riprenderanno a pieno ritmo è prevedibile un’alzata di scudi da parte degli specialisti della categoria.

Stesso concetto nella destinazione dei campi anche per le prove coni, con l’aggiunta tuttavia di un terzo campo ostacoli per il percorso ridotto ad uso delle categorie ludiche e integrate.

Senza di noi, che campionato sarebbe stato?

Detta così quella della segreteria sembra un’impresa facile, ma se si aggiunge che gli stessi cavalli/pony potevano partecipare con 2 diversi concorrenti, che le carreggiate delle carrozze, anch’esse usate più e più volte, variavano in base al modello usato con necessità di continui adeguamenti della larghezza tra i coni e che alcuni concorrenti partivano 2 volte in diverse categorie si capisce bene come la questione sia tale da far rizzare i capelli anche ad un calvo! Se poi si aggiunge che il software per stilare le classifiche non viene aggiornato da anni e, se non sapientemente forzato, come in questo caso, da una segreteria competente, va per la sua strada … altro che capelli ritti! E siccome nessuno fa i miracoli, può anche capitare che l’ordine di partenza non sia disponibile a poche ore dall’inizio della gara.

“Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?”

Per fortuna tutti i salmi finiscono in gloria, quindi la soddisfazione di aver vinto una medaglia o comunque di aver fatto parte di un evento di queste proporzioni insieme a tanti altri appassionati non ha prezzo, anche se le premiazioni delle numerose categorie, oltretutto sottoposte a stretti protocolli anti-Covid, si sono protratti per oltre 3 ore.

Medaglie e Coppa: obiettivi centrati! A destra il Presidente della FISE Emilia Romagna Ruggero Sassi

Per l’elenco completo dei partecipanti rimandiamo alle classifiche in calce a questo articolo.

Tu e i tuoi compagni siete stati magnifici! I nostri ragazzi (e non solo loro) ringraziano

NOTE A MARGINE

Seppure nel pieno della campagna elettorale per la rielezione alla presidenza FISE, il Presidente uscente Marco Di Paola, accompagnato da Alvaro Casati ed Ettore Artioli, è riuscito a trovare un breve spazio di tempo nella giornata di sabato per testimoniare la sua vicinanza al mondo degli attacchi. Sempre nella stessa giornata si è fermato più a lungo Luca D‘Oria che si è compiaciuto del successo dell’evento. Domenica l’ufficialità è stata sancita dalla partecipazione della Presidente FISE Veneto Clara Campese, che agli attacchi ha sempre dedicato un occhio di riguardo, e di Ruggero Sassi, Presidente FISE Emilia Romagna, che tanto impegno ha profuso in questo 2020 per far ripartire uno sport troppo a lungo trascurato. La speranza è che dal grande vivaio della regione ospitante, ben inquadrata dal Tecnico romagnolo Ivano Cavina, si consolidi una nuova realtà fatta di driver che con passione e dotandosi anche di cavalli con un buon potenziale, perseguano il raggiungimento di precisi obiettivi.

Le squadre dell’Emilia Romagna (in alto) e del Veneto capitanate dai rispettivi Presidenti della FISE Regionale, rispettivamente Ruggero Sassi e Clara Campese

La manifestazione di Modena ha fatto decisamente centro e alla fine l’ambita Coppa delle Regioni è stata appannaggio della Lombardia tallonata proprio dall’Emilia Romagna e dalla Toscana, le regioni che più si sono date da fare per ben figurare. Gli artefici del successo lombardo sono stati Francesco Aletti Montano, Francesca Consolini, Giulia Ranzetti e Cristiano Cividini. Molto bene si è comportata anche la giovanissima driver lombarda Bice Castelli che insieme alle più esperte Consolini e Ranzetti costituisce il terzetto del team rosa di punta sia a livello regionale che nazionale.

Quote rosa alla riscossa: in alto Francesca Consolini, sotto da sinistra Giulia Ranzetti, Emily Pecollo e Bice Castelli

 

classifiche complete

 

Per le foto si ringraziano il fotografo Giorgio Giliberti e il Comitato Organizzatore Meraki ASD. E’ possibile prendere visione dell’intera serie di immagini alla pagina facebook accessibile da questo link. Per eventuali richieste di fotografie inviare un’e-mail al Comitato Organizzatore: merakiasd@gmail.com