Benvenuti ai Campi di Tina presso il “Circolo Ippico Lo Sperone” dove per gli appassionati di attacchi non manca proprio nulla!

Incominciamo dalla fine: secondo il patron del Circolo Ippico “Lo Sperone”, il capostipite di tre generazioni di appassionati di attacchi, quel Mario Filisetti che con il figlio Massimo e la nuora Sara gestiscono nel corso dell’anno ogni sorta di manifestazioni equestri in questa che è la loro struttura, il fatto che un buon 80% degli atleti al termine della manifestazione si sia recato appositamente da lui per complimentarsi e per ringraziarlo della bella giornata, la dice lunga sul gradimento generale che questo evento ha suscitato nella trentina abbondante di concorrenti. In fondo se tutti sono rimasti soddisfatti, l’obiettivo è stato centrato.

Formula elastica per una giornata di gare adatta a tutte le esigenze

La particolarità di questa formula di gara, svoltasi il 2 agosto 2020 e alla sua seconda realizzazione dopo il test event dell’anno scorso sempre qui a Caravino, consiste nella possibilità di effettuare, a proprio piacere, una o al massimo due delle tre prove classiche di un completo, quindi dressage + mini-maratona, dressage + prova coni, mini-maratona + prova coni.

Tra le recenti acquisizioni in ambito agonistico Davide Polidori, che non si è certo risparmiato

Due i campi di gara predisposti per il dressage, con Mariangela Beverina, Presidente, in quello con superficie in sabbia riservato alle patenti più alte, dal fondo a dire il vero un po’ pesante, mentre nell’altro in erba a giudicare c’era Luigi Marinoni. Chi si era iscritto alla prova coni poteva poi effettuare la sua gara a seguire, senza attese, sotto l’occhio attento del giudice Mario Gennero. Chi invece optava per la sola prova coni aveva la possibilità di effettuare due percorsi. Il campo adibito a questa gara ha trovato una nuova collocazione  dietro alla zona degli ostacoli fissi, con dimensioni molto generose che hanno permesso la predisposizione di un tracciato lungo, con parecchi tratti galoppabili e con tutte le difficoltà previste dal regolamento, ovvero ostacoli multipli, oxer e passaggi a scartamento ridotto. Una gara decisamente competitiva, nella quale i driver hanno potuto mettere in gioco tutta la loro destrezza nella guida.

Ugo Cei con le sue due pariglia, tutti altrettanto eleganti. Da notare che nella foto sotto le gambe dei cavalli sono otto!

Per paura della canicola, la Fase A della maratona, svoltasi nel pomeriggio, era stata prevista con 20 minuti di riscaldamento controllato in campo, anziché su un tracciato intorno alla proprietà, che grazie alle nuove acquisizioni avrebbe evitato qualsiasi uscita su strade pubbliche. A conti fatti tuttavia, una Fase A “normale” sarebbe stata tutta all’ombra delle piante e sicuramente più allettante, al pari di una piacevole passeggiata seppure con tempi imposti come si conviene per una prova di regolarità. Seguiva poi la Fase B con 4 ostacoli fissi, di cui uno in dislivello e uno con acqua. Bisogna ammettere che gli ostacoli costruiti da Gabriele Panier Suffat – alias Panny – sono veramente molto belli e costituiscono una stimolante sfida, tecnica al punto giusto per soddisfare tutte le esigenze. Peccato che dei tanti aspiranti costruttori di percorso in attesa dell’esame di abilitazione, nessuno abbia ritenuto utile, se non addirittura doveroso, affiancare Panny sia nella predisposizione della maratona, che nella preparazione del percorso coni. A parte il grande lavoro manuale che c’è dietro le quinte per mettere in piedi un evento di questa portata – e due mani supplementari sono sempre ben accette -, forse nessuno si rende conto che il concorso funziona solo nella misura in cui il costruttore sa esattamente cosa occorre per rispettare le esigenze di concorrenti che spaziano dal settore ludico al livello internazionale. Non è un compito semplice. Occorre una continua esperienza sul campo a fianco di chi, non solo può dare gli input giusti per capire questo sofisticato meccanismo, ma ha costantemente la situazione sotto controllo finché anche l’ultimo concorrente passa la linea di arrivo.

Luca Cassottana, sempre in prima fila quando si tratta, non solo di gareggiare, ma soprattutto di ben figurare

Anche questa volta non sono mancate le divergenze sull’applicazione alla lettera dei regolamenti a dimostrazione che, dopo alcuni anni dall’ultima revisione, essi andrebbero forse ripensati in base sia all’esperienza accumulata, sia alle necessità del panorama agonistico attuale.

E’ infatti tristemente chiaro che il numero dei comitati organizzatori di gare di attacchi e soprattutto di quelli che dispongono di ostacoli fissi è in continuo calo, così come va riducendosi incessantemente il numero degli agonisti, indice di un certo malessere che richiederebbe un deciso cambio di strategie. Quella di aprire lo sport agonistico federale favorendo le competizioni amatoriali organizzate da Enti vari è stato lodevole e necessario, ma non ha portato finora i frutti desiderati. D’altra parte, a fronte di un parco di 30 concorrenti in concorsi FISE improntati ad obiettivi agonistici, le presenze di praticanti amatoriali da cui attingere nuovi adepti per la crescita dello Sport con la S maiuscola dovrebbe registrare almeno 5/6 volte la loro attuale affluenza. Invece spesso e volentieri in entrambe le manifestazioni si presentano con una certa consistenza numerica gli stessi driver che non disdegnano nessuna delle opportunità loro offerte per dedicarsi all’attività preferita, siano esse gare amatoriali da affrontare come un meritato divertimento, oppure competizioni più stimolanti ed impegnative;  da ciò deriva una scarsa quota rimanente di possibili soggetti da avviare a sfide più difficili. Detto in parole semplici, per avere 10 nuovi concorrenti agonisti ne occorrono almeno un centinaio di amatoriali puri.

Sara Bombelli, fredda, determinata e competitiva

Anche in questa occasione, grazie alla dedizione dei pochi Tecnici che seguono attivamente i giovanissimi, non è mancato lo zoccolo duro degli azzurrini o aspiranti tali che si sono messi in luce per la loro buona preparazione. Così è stato per Sara Bombelli (Pony Club Ca’ Chiodelli, Tecnico Cristiano Cividini, assente perché in procinto di partire per un concorso internazionale in Ungheria), in gara con i suoi collaudatissimi pony attaccati sia in singolo che in pariglia, Iris Petenzi, Ilary Bendotti e Alessandro Bonetti (Circolo Ippico Ruk/Centro Attacchi Team Morbis, seguiti dal Tecnico Alessandro Beverina con l’ausilio della mitica Larissa Lombardi), che stanno dimostrando una proficua assiduità di frequenza, Giulia Ranzetti (in provenienza dalle Scuderie San Giorgio, sotto la tutela del Tecnico Alberto Tosi), qui alla partenza con due attacchi di pony singoli, con alle spalle una famiglia dalle idee molto chiare, Marianna Filisetti (l’ultima generazione dei proprietari del Circolo ospitante, seguita giornalmente da papà Massimo) che in questa circostanza ha affrontato la sola maratona con la grinta che la contraddistingue e la piccola Emily Pecollo, alla cui preparazione dedica il suo tempo il Tecnico Michele Gullace.

Ilary Bendotti sotto lo sguardo protettivo di Larissa Lombardi, in attesa di dimostrare che la stoffa c’è, e come

A questi vanno ad aggiungersi due giovani appena maggiorenni che si avvalgono dei corsi tenuti nel Veneto dal trainer Johann Weitlaner, coadiuvato da Enrico Tortella: Alberto Marini ed Alice Passuello, entrambi in crescita esponenziale a livello agonistico, vista la poca esperienza fin qui maturata. Purtroppo in Italia i driver di età fra i 20 ed i 45 anni sono veramente pochissimi: manca all’appello un’intera generazione, colpa probabilmente di un carente progetto formativo e di un inadeguato sostegno, tanto è vero che sono parecchi coloro in questo intervallo di età che, per quanto promettenti, hanno abbandonato definitivamente gli attacchi.

Francesco Aletti Montano con la sua pariglia “top class”

A parte Sara Bombelli, di cui abbiamo già riferito nell’ambito dei giovanissimi, unica concorrente munita di patente di 1° Grado è stata, come di consueto, Larissa Lombardi con l’ex cavallo di Mascheroni, Kacer, con il quale sembra aver trovato una buona intesa, soprattutto grazie agli insegnamenti di Alessandro Beverina. Purtroppo questa categoria di patente è sempre poco rappresentata nei concorsi, perché i driver o si fermano al Brevetto, non avendo grandi mire agonistiche, o cercano di passare al più presto alla patente superiore per trovare una maggiore competitività nella cerchia dei “big”, cosa quest’ultima che sarà l’obiettivo sicuramente anche di Larissa.

Larissa Lombardi si divide con uguale impegno tra la partecipazione come driver e come Tecnico/groom delle sue allieve

Da segnalare la presenza di alcuni attacchi di recente introduzione nel mondo dell’agonismo, sia a livello di patente A/A Add, sia di Brevetto. Così è stato per Gianni Mangano e Ramona Bigatto, entrambi dediti all’attività amatoriale ma stimolati a cimentarsi in gare FISE dall’appassionato della disciplina Adamo Martin. Stesso iter di avvicinamento da parte di Davide Polidoro, cittadino di Ivrea che, come tale, ha gli attacchi nel DNA. Sonia Rovida e Riccardo Guidi sono invece allievi di Alberto Tosi, che con le sue belle maniere sa come impostare un lavoro costruttivo, capace di soddisfare i neofiti ed invogliarli a proseguire su un cammino formativo serio. Se così non fosse, Riccardo Guidi, cittadino di Iesi nelle Marche, non si sobbarcherebbe continui viaggi in treno per raggiungere il suo istruttore, dove è ospitato il suo cavallo, pur di costruire il cosiddetto muro, mattone dopo mattone. Sembra infatti che nella sua regione le manifestazioni di attacchi siano organizzate in maniera sporadica e molto approssimativa da enti non FISE. Infine Luca Cavallari, seguito assiduamente dal nostro agonista più titolato, Jozsef Dibak, sembra essersi appassionato molto alla disciplina e non perde occasione per mettersi alla prova. Tanto che qui, oltre a guidare la sua pariglia nella combinata dressage + coni, ha accettato ben volentieri l’offerta di Ugo Cei che gli ha affidato la sua pariglia di grigi per un entusiasmante percorso di maratona.

Luca Cavallari, sempre pronto a mettersi in gioco

Dulcis in fundo, anche la top class ha trovato l’occasione offerta da “Lo Sperone” una di quelle da non lasciarsi sfuggire, non fosse altro che per la penuria di concorsi in calendario quest’anno, così profondamente segnato dalla pandemia, dove una cancellazione ha fatto seguito all’altra.

Jozsef Dibak con la pariglia di cavalli al loro primo anno di competizioni e già molto ben affiatati

Ecco quindi ai nastri di partenza Jozsef Dibak con due pariglie di cui una composta da cavalli di soli 5 anni che, per quanto al loro debutto, hanno dimostrato grandi potenzialità, Francesco Aletti Montano con il suo nuovo attacco di punta estremamente performante, Ugo Cei, da qualche tempo passato ad allenarsi con Dibak come trainer, qui alla guida delle sue due pariglie e Luca Cassottana in gara sia con la pariglia che con 2 singoli. Al suo primo impegno importante con il tiro a quattro anche Gian Paolo Ciani, al quale vanno i complimenti per la voglia di mettersi in gioco ma che tuttavia ha dimostrato di dovere ancora sobbarcarsi parecchio lavoro prima di poter competere ad alto livello in questa categoria, dove nulla si improvvisa.

Il commento della diretta interessata: “Giornata super positiva …come preparazione ai campionati italiani … super team e super pony”

Della partita anche Rita Onofrio, assidua driver di pony singoli, presente con un attacco in gara ed uno fuori classifica. La stessa decisione di presentarsi fuori classifica è stata anche quella di Enrico Tortella, che con il suo nuovo cavallo, con poca esperienza agonistica, preferisce seguire un percorso di crescita progressiva.

La partecipazione ad un concorso di attacchi non si può definire una rilassante passeggiata. Van e carrello per 2 carrozze al seguito di auto di grossa cilindrata, oltre a finimenti, persone di supporto sia come groom che come autisti e molto altro ancora, ma quando c’è la passione…

Purtroppo non si sono presentati a questo appuntamento sia i para-driver, forse per l’assenza del loro tecnico Cristiano Cividini, sia vari concorrenti che avevano partecipato alla prima uscita della stagione nel Veneto, probabilmente a causa della distanza. Invece il grande fermento di attività in Emilia Romagna per il momento non si è ancora tradotto in una consistente partecipazione a concorsi fuori regione, ma i comitati organizzatori sperano che questa tendenza subisca ben presto un’inversione di marcia. Infatti solo l’affluenza di un certo numero di concorrenti rende realizzabile un evento, soprattutto se prevede la maratona, legato a costi insostenibili se la partecipazione è troppo risicata.

Alla fine di tutto volti sorridenti che rivelano la soddisfazione: Larissa Lombardi con la sua allieva Iris Petenzi

Alla fine della giornata la consuete premiazioni hanno gratificato tutti, suggellando un evento che ha creato grande soddisfazione a tutte le parti in causa, nella speranza che si presenti presto un’altra occasione di ripetere l’esperienza positiva e che altri comitati organizzatori decidano di seguire l’esempio de “Lo Sperone”, un impegno che si è consolidato negli anni fino a raggiungere una competenza ed una qualità dell’offerta in questo momento ineguagliata a livello nazionale.

 

Per le fotografie si ringrazia Moreno Benvenuti

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