Tutto come 150 anni fa!

 

 

 

 

Impossibile descrivere “via e-mail” il rapporto uomo-animale che lega Giovanni Furma con la sua coppia di buoi

 

LA FESTA DEL GRANO OGGI … COME UNA VOLTA!

Prima di parcheggiare l’automobile nel grande parcheggio adiacente la Festa pare tutto normale, una delle tante sagre di paese a cui siamo tutti abituati, poi dopo pochi passi ecco la differenza: dal 19 agosto 2020 ci troviamo catapultati sempre a Bastia di Ravenna ma in un agosto del secolo scorso. Il Comitato Organizzatore coordinato con il Podere Vittorio Sansoni oggi qui in via Petrosa 230 ha ricreato nei minimi dettagli una vera e propria rievocazione storica sugli usi e costumi delle famiglie contadine durante il periodo della raccolta del grano. Usanze e tradizioni che si sono tramandate per centinaia di anni e tante generazioni. Fino a 150 anni fa questi periodi erano importantissimi, erano giornate di fatiche immense con i lavori in campagna che iniziavano prima dell’alba per terminare ben oltre il tramonto. Tutti i componenti dei nuclei familiari, dai bambini ai nonni, avevano il proprio compito e da loro e dalla stagione dipendeva la sopravvivenza della famiglia stessa. Le statistiche dei tempi parlano chiaro: quasi l’80% della popolazione viveva di agricoltura e allevamento. I momenti di festa erano rappresentati dai pasti frugali tante volte consumati all’ombra di un albero con le poche cose ammassate in un cesto di vimini. A raccolto ultimato poi le feste sull’aia aumentavano di importanza e tra canti, balli e grigliate in allegria spuntavano come per incanto 1000 sorrisi dai volti affaticati di quelle genti di campagna. Questo è quello che hanno voluto e saputo ricreare gli organizzatori della Festa del Grano del Podere Vittorio Sansoni qui a Bastia di Ravenna dal 19 al 23 agosto 2020.

 

 

L’organizzazione dello staff  “Podere Sansoni Vittorio” si è dovuta misurare con successo anche con le misure anti-Covid-19 risultate poi perfettamente rispettate per l’ambientazione all’aperto, i tantissimi volontari anche giovanissimi e il solito immancabile buon senso del pubblico

 

Tutto come una volta: nei lavori meno faticosi i più giovani, agli adulti le fatiche maggiori

 

Il carico dei covoni avveniva nei campi e con tutti i mezzi disponibili veniva portato a casa

 

All’interno della Festa uno spaccato della storia contadina dei tempi passati con un’assortita esposizione di attrezzature agricole manuali e a motore, inclusi calessi, carri e birocci dei tempi passati. Esposizione curata e arricchita di anno in anno da veri appassionati a cui dispiace un po’ che il mondo sia corso in avanti così in fretta, ma poi tutto sommato e ripensando anche ai benefici avuti è giusto che il destino abbia seguito il suo corso. E come tutte le cose belle c’è sempre una continuità in queste tradizioni, una continuità che è fatta da giovani generazioni che vogliono insistere a tenere in vita antiche tradizioni di famiglia. Queste persone che possono essere definite con vari nomi a piacere, appassionati, cultori delle tradizioni, romantici o nostalgici di un mondo che fu, si sono riuniti oggi qui a Bastia di Ravenna per fare rivivere al pubblico dei visitatori alcuni momenti molto importanti.

 

Il Dott. Veterinario Alfredo Marchetti, anima pulsante da anni di tutte le manifestazioni equestri quì a Bastia di Ravenna. Anche per lui qualche centinaio di “covoni” da caricare sotto il sole!

 

Con la collaborazione in primis del gregge di pecore “massesi” il Dott. Marchetti ha ricostruito fedelmente per i visitatori accorsi l’antica lavorazione per ottenere la ricotta: dalla mungitura fino al prodotto ultimato servito al pubblico dentro un’antica ciotola in terracotta

 

Inizieremo con l’anima trainante e accurato organizzatore da anni di tutte le rappresentazioni storiche, il Dott. Veterinario Alfredo Marchetti . All’ingresso della festa sulla destra in ordinata sequenza tutti gli animali che popolavano le stalle; buoi, asini, capre, galline e in un recinto più grande un intero gregge di pecore di razza “massese”. A fianco la capanna del pastore tutta in legno con il giaciglio per riposare in paglia, fuori la capanna, sopra un lungo tavolo tutta l’attrezzatura per fare la ricotta. Alfredo Marchetti tutti i giorni dal 19 al 23 agosto ha riproposto dal vivo la mungitura delle pecore, la lavorazione del latte sopra il fuoco che si trasformava in ricotta per poi procedere alla degustazione della stessa gratuitamente a tutti i presenti, o quantomeno una piccola parte, considerato che in questo agosto 2020 erano veramente in tanti.

 

 

Per i giovani che riescono ad apprendere il mestiere del “Conduttore di Buoi” la carriera e il lavoro sono assicurati per i prossimi 1.000 anni! Difficoltà? Alcune insormontabili e difficili: alle 5 del mattino di domenica, sveglia e in stalla, NO telefonino, SI forca per il fieno!

 

A operazione terminata con gli applausi di tutto il pubblico presente, ecco il pezzo forte della giornata con le attrici principali che fanno il loro ingresso trionfale: la coppia di buoi di Giovanni Furma, artista e conduttore di buoi che da tempo immemore si dedica a questo mestiere sulle colline di Casola Valsenio (Imola). Nel vedere questi potenti animali trainare il pesante carro con estrema facilità e pazienza, non possono che tornare alla mente lontani ricordi delle fatiche di intere generazioni di persone che hanno preparato le basi di quel progresso che tutti noi oggi apprezziamo. Se consideriamo che l’automobile con il suo motore a scoppio dai primi anni del ‘900 a oggi ci ha cambiato la vita in meglio, cosa dire degli uomini con carri e buoi dipinti su tante grotte che hanno continuato quelle estenuanti fatiche per migliaia di anni fino alla fine dell’800 ? Nonostante l’inesauribile passione che anima Giovanni, un piccolo lamento siamo riusciti a farglielo confessare: “Qui mancano gli aiutanti!“. Gli introvabili aiutanti di oggi erano rappresentati dalle migliaia di piccoli “garzoni” che nonostante la loro giovanissima età fornivano un contributo indispensabile alle famiglie contadine dei secoli passati. Oggi tanti giovani difficilmente riescono ad aggiogare due buoi fissando velocemente la caveja al timone ma … è il progresso, e la “App” per capirci qualcosa è introvabile! Ci sarà da lavorare negli anni a venire per avere a disposizione meno app & più buoi perché con le prime si guarda e basta, con i secondi si mangia!

 

Una parte dei lavori finivano al calar del sole, altri continuavano tutta la notte

 

Tutti al lavoro senza distinzione alcuna. Per lavorare meno e guadagnare di più non era ancora stato inventato il sindacalista!

 

 

Quarto Tommasini controlla che tutto proceda secondo antiche regole

 

I carri tornano dai campi carichi di covoni sapientemente ammassati e si allineano al fianco della trebbia fissa dove gli agricoltori con mascherina (per ripararsi dalla polvere) iniziano il loro duro lavoro con i forcali. Un antico trattore munito di puleggia si mette in movimento e l’enorme antico macchinario inizia a muoversi; a forza di braccia sopra un’apertura entrano i covoni di spighe per poi trasformarsi in migliaia di chicchi di grano dentro i sacchi di iuta. Comodamente seduto sopra una sedia a coordinare tutte le operazioni un altro personaggio storico di questa Festa: Quarto Tommasini, oggi coordinatore rilassato di tutte le operazioni ma negli anni ‘40 attivissimo lavoratore sempre con trattore, puleggia e trebbia.

 

Cento anni fa la trebbiatura era anche un’occasione per fare nuove conoscenze

 

 

Una manovra sbagliata poteva creare problemi e i giovani venivano abituati sin da piccoli a gestire tutti gli animali, in particolare l’indispensabile cavallo. Nella foto Alessia Rivalta si avvicina alla gigantesca trebbia fissa per scaricare i covoni dal suo carro

 

Se in tanti antichi mestieri si fa una grande fatica a trovare il ricambio generazionale per proseguire le tradizioni anche di famiglia, ogni tanto si trova qualche eccezione e quella di oggi è rappresentata da Gianluca Rivalta con la figlia Alessia e la fantastica cavalla Margot di cinque anni allevata e addestrata nell’azienda di famiglia. Per accontentare i tanti amanti del cavallo e della natura in relax, Gianluca e Alessia hanno fatto fare giri panoramici del Podere Vittorio Sansoni con una comoda Wagonette che più volte si incrociava con il simpatico trenino per i bambini; poi a giochi fatti, ecco la brava Margot cambiarsi d’abito e, indossati i finimenti giusti, con un antico biroccio alle spalle eccola partire per la spettacolare rievocazione storica.

 

La cavalla Margot con a fianco Gianluca Rivalta e la figlia Alessia alle redini iniziano a scaricare il carro

 

 

 

Filomena Rufolo con asinello e calesse e i due fantocci di cartapesta

 

Ai tempi tutti dovevano contribuire per portare a casa il prezioso raccolto che rappresentava il pane quotidiano e la sopravvivenza di tutto un nucleo familiare. Di conseguenza anche l’asinello doveva essere caricato in base alle sue più modeste capacità; a farci rivivere le emozioni di un tempo hanno provveduto Filomena Rufolo e Ivo Fabbri con il loro simpatico asinello. Il docile animale è poi stato protagonista di un piccolo spettacolo itinerante che anticamente era paragonabile ad un piccolo carro carnevalesco, con due figure in cartapesta e gesso in tutto simili a Filomena e Ivo. Anche questa simpatica coppia è da anni parte insostituibile di questa Festa a Bastia di Ravenna.

 

Ivo Fabbri al fianco del bravissimo asinello che dopo tanto tempo passato al pascolo ad oziare e mangiare non vedeva l’ora di esibirsi nei suoi 100 mestieri! Complimenti, torneremo a chiamarti!

 

E quando si parla di Artisti con la “A” maiuscola impossibile non citare un altro personaggio chiave di questa Festa del Grano: Fiorenzo Montalti, tutti gli anni autore di una interessante mostra fotografica che ripercorre con artistiche immagini in bianco e nero le varie fasi dei lavori agricoli. Per rendere realistiche il più possibile le sue foto Fiorenzo (con grande spezzo del pericolo e colpo d’occhio) si avventura con la sua macchina fotografica negli angoli più strani di ogni situazione.

 

Fiorenzo Montalti da sempre protagonista “fotografico” di questa Festa del Grano con la sua mostra fotografica

 

Tra gli organizzatori-lavoratori di questa Festa troviamo Roberto, un’altra figura immancabile di queste feste e collezionista di antichi attrezzi agricoli.

 

Roberto ci spiega il funzionamento di questo antico voltafieno a trazione animale

 

Antichi attrezzi agricoli oramai in disuso. Il più particolare potrebbe essere la “tròja”, (in alto a sinistra) chiamato anche scava-fossi, che veniva attaccato ad un robusto cavallo o un bue e l’agricoltore lo guidava con i due manici come un aratro. Subito dietro un’altra persona col badile che tirava via la terra in eccedenza. Con questo attrezzo i fossi erano sempre puliti e ben livellati.

 

Esposto alla Festa del Grano anche un rarissimo carro agricolo tipico Romagnolo dipinto da Maddalena Venturi nei primi anni dell’Ottocento

 

Terminiamo con un grazie di cuore agli organizzatori dello Staff del Podere Vittorio Sansoni i quali, incuranti del caldo sono riusciti a mettere a tavola centinaia di persone senza mai tralasciare la qualità molto alta dei prodotti serviti. Elogio doppio per gli artisti della griglia che per cinque giorni di fila sono stati letteralmente circondati dal caldo, per loro la “rievocazione storica” è stata realistica al 100%. Tra gli organizzatori-lavoratori di questa Festa troviamo Roberto, un’altra figura immancabile di queste feste e collezionista di antichi attrezzi agricoli.

In tanti si sono alternati al lavoro in questa bellissima FESTA DEL GRANO al Podere Vittorio Sansoni e anche noi della Redazione (che siamo stati benissimo in compagnia di piada e sangiovese) li vogliamo ringraziare con alcuni scatti presi in qua e là.

 

 

 

 

 

Vi aspettiamo sempre più numerosi anche nell’edizione del 2021! (Covid-19 permettendo!)