Tutti in campo aperto a fare tesoro degli insegnamenti

 

Non vogliamo essere noiosi o ripetitivi, ma in questo stage di Attacchi Fise, data l’oggettiva difficoltà ad applicare in ogni momento le regole del “Protocollo Fise Attacchi”, si è cercato di attenervisi anche se il risultato non si può definire ottimale, benché in linea con quelle che erano state le direttive espresse in ambito ufficiale nel recente concorso di attacchi a Sommacampagna da parte dell’autorevole avvocato responsabile della normativa Anti-Covid. Sia quel che sia, fino ad oggi il protocollo ha dato degli ottimi risultati e si è rivelato decisamente un’iniziativa efficace, con zero contagi in ambito equestre. Ora siamo nella fase più delicata per noi di “razza italiana” perchè è stato molto facile rispettare le regole nei primi mesi dell’emergenza con l’esercito schierato sulle strade e le forze dell’ordine attente, imparziali e vigili ad ogni ora del giorno e della notte. Negli ultimi tempi, quando ogni regione italiana ha raccomandato con dolcezza di attenersi alle disposizioni anti-Covid-19, si notava, sempre nelle attitudini tipicamente italiane, un leggero rilassamento che, se inizialmente era preoccupante, oggi, con il passare delle settimane e le notizie veritiere che hanno prevalso sui soliti ciarlatani da bar si inizia a respirare un’aria decisamente più rassicurante. Temperatura misurata a tutti i partecipanti prima di scendere in campo e la solita raccomandazione di evitare assembramenti, dopodiché tutti ai propri posti.

 

Cristiano Cividini inizia la sua “quindici-ore” di istruzioni tecniche in campo

 

Erano in 19, tutti attenti e interessati. Se il bel giorno si vede dal mattino …

 

Stage Attacchi FISE alle Scuderie di Prato Basso a Mondonuovo di Baricella-BO

Solitamente non si dà mai troppa importanza a stage di questo tipo per il semplice fatto che nella vita di tutti i giorni non siamo abituati a dire “bravo” ad un allievo tutte le volte che viene promosso, siamo più propensi a dire “bravissimo” solo il giorno della laurea. Nell’attuale mondo degli attacchi è necessario, ora o mai più, fare un passo indietro e sedersi nuovamente sui banchi di scuola ad ascoltare con attenzione il professore perchè il “fai da te” o la pacca sulla spalla dell’amico dell’amico sono tecniche da “dimenticatoio”.

Le carrozze usate permettevano una distanza ottimale tra il guidatore e il groom, pertanto a cielo aperto tanti equipaggi potevano fare a meno delle mascherine, altri hanno preferito, forse per abitudine, utilizzarle egualmente.

 

Una buona idea targata FISE

E’ dall’inizio dell’anno, con la nomina di Cristiano Cividini nel ruolo di tecnico di riferimento a livello nazionale del settore Attacchi che si è dato il via ad una sorta di inventario per capire in quanti sono, dove sono e cosa fanno i nostri driver. In gergo tecnico una vera e propria ricognizione del percorso nell’Italia a redini lunghe agonistiche. Oggi Cristiano Cividini è approdato in provincia di Bologna presso le scuderie di Prato Basso accolto dal “Patron” Paolo Cervi all’interno dei moderni impianti del Centro Ippico “Team Crazy Deers”.

Nelle foto vediamo Paolo Cervi, Consigliere del Comitato Regionale FISE Emilia Romagna e referente regionale Attacchi, mentre accompagna in campo uno dei suoi allievi e mentre lui personalmente si cimenta in alcune figure di dressage

 

Ci troviamo nel bel mezzo di un Comune (Baricella-BO) ricco e fiorente, da tempi antichi vocato all’agricoltura. Qui i corsi d’acqua abbondano e non per nulla la storia di questo comune è legata al fiume Reno. Probabilmente l’antico nome del capoluogo, che nel 1300 era Guazzarello” sicuramente derivava dalla grande abbondanza di fiumi e torrenti, acqua indispensabile anche per uno dei più grandi zuccherifici italiani presente su questo territorio.

 

Panoramica delle strutture del C.I. “Prato Basso” con recinti a perdita d’occhio, un piccolo allevamento di cavalli di razza “Fjord”, campi per l’equitazione montata, coperti e scoperti, coordinati dall’istruttrice federale Sofia Cervi. Non mancano poi per gli attacchi i due rettangoli: uno in erba e uno in sabbia al coperto

 

L’assolato ma ventilato fine settimana ha favorito l’arrivo di tanti partecipanti alle redini e pure di un discreto gruppo di addetti ai lavori a fare il tifo

 

Per motivi di lavoro non era alle redini Martina Bandini ma ha trovato egualmente il tempo per salutare l’amica Gaia Casadio oggi in campo con il suo haflinger (foto a sin.)

 

Allievi ai nastri di partenza

19 presenti e quattro assenti giustificati per importanti impegni di lavoro: un bilancio di tutto rispetto per gli attacchi dell’Emilia Romagna che fino a tre anni fa non esistevano sul territorio. In contemporanea, sempre tre anni or sono, si è registrata la grande impennata d’orgoglio di Ivano Cavina, tecnico Fise Attacchi presso il suo centro a Forlì denominato Gruppo Romagna Attacchi, che ha saputo mettere in moto lo sparuto gruppo di appassionati dislocati a Reggio Emilia, Modena, Forlì e Bologna. Partito l’anno scorso con uno stage tenuto a Forlì sempre da Cividini, ha poi messo in pista un Campionato Regionale su quattro prove da disputarsi nei quattro rispettivi Centri Ippici di riferimento per gli attacchi. Proprio nel bel mezzo della festa a redini lunghe ha provveduto mister-Covid-19 a rovinare tutto e oggi, dopo cinque lunghissimi mesi di sosta e poco lavoro alle spalle, eccoli tutti schierati in campo pieni di buona volontà e più numerosi dell’anno precedente.

 

Ivano Cavina con la sua allieva Anita Salghini

 

Scoperto da Paolo Cervi, un piccolo talento che ha “della stoffa” Complimenti Giovanni Mattioli!

 

Ivano Cavina (di spalle) osserva la sua giovane “promessa”, Gaia Casadio

 

Il “Fattore” Cividini che sulla “Dottorina” si reca in visita presso i suoi “poderi FISE”

L’accostamento calza a pennello, infatti in agricoltura 150 anni fa il fattore si recava in visita presso i suoi poderi dove l’uomo di fiducia gli dava il resoconto sui raccolti, i lavori in corso e i lavoratori. Allo stesso modo oggi, 2020, il Tecnico Cristiano Cividini passa in rassegna con i suoi stage in giro per lo stivale i Centri Ippici affiliati Fise Attacchi, parla con gli altri tecnici, i quali gli danno il resoconto dei lavori in corso, i risultati ottenuti e il numero dei lavoratori a redini lunghe.

Il punto della situazione dalle parole di Cristiano Cividini:

Precisiamo subito che per avviare i giovani, i meno giovani o i semplici appassionati alla disciplina degli attacchi è necessario che esistano dei Centri Ippici di “aggregazione” dove si possa praticare questo sport con i dovuti mezzi e attrezzature. Resta inteso che il proprietario del Centro di riferimento dovrà essere pure lui un appassionato e praticante della disciplina a redini lunghe. Questa persona dovrà poi avere la qualifica di Tecnico Fise per fare crescere nella giusta maniera i propri allievi, dovrà in tutti i modi evitare litigi o prese di posizione con i Centri Ippici simili al suo e collaborare attivamente a costruire, e non a distruggere l’esistente, ad amalgamare poi il tutto, servirà una grande passione per questo sport, tralasciando nel limite del possibile qualche miraggio di facile guadagno che in troppi casi si è rivelato un pericolosissimo boomerang! Colgo l’occasione per citare ad esempio proprio la Regione Emilia Romagna che, partita l’anno scorso con quattro allievi nei rispettivi quattro Centri Ippici di riferimento, ha presentato oggi dopo un anno di lavoro oltre 20 allievi. In pratica possiamo ragionare in questi termini: cinque praticanti per ogni Centro Attacchi equivale ad una media di 15/20 allievi per ogni regione, e se le regioni virtuose iniziano ad essere più di cinque c’è da ben sperare per il futuro. Da registrare l’ottimo lavoro di base svolto sia da Ivano Cavina nel coordinare il tutto che dalle singole persone dei Centri Ippici che mi hanno fatto vedere oggi, a distanza di un anno, notevoli progressi tecnici, sia negli allievi che nella qualità dei cavalli.

 

In alto in senso orario: Silvia Leonardi, Cecilia Saracino, Anita Salghini e Isabella Gibertini

 

In alto in senso orario: Daniel Fumoso, Rosalba Governatori, Isabella Gibertini e Davide Baroni

 

In alto in senso orario: Matteo Mazzani, Rosalba Governatori, Giovanni Matteotti e Gaia Casadio

 

In alto in senso orario: Clemente Forni, Luana Panichella, Anita Salghini e Luigi Maramotti

 

Emanuele Pevere

 

Non c’è tempo da perdere, oggi siete in tanti!

Ben ponderato il programma dello stage, spalmato sulle due giornate di sabato 18 e domenica 19 luglio 2020. Prima giornata: “Tecniche di Dressage”, secondo giorno “Coni”. Gli allievi si sono susseguiti a cadenza regolare dalle 8,30 del mattino fino alle 19,30 della sera sotto un sole cocente che ha messo a dura prova la resistenza fisica di Cividini; supportato dalla sua grande passione, non ha tuttavia mollato l’osso per tutte le 20 ore, tranne che per una piadina con prosciutto da 15 minuti.

Chiaramente alcuni giovani allievi di belle speranze non sempre vengono messi al corrente delle accortezze tecniche di stile e bon-ton che regolano questo mondo di nicchia, ma l’ironia, accompagnata dal grande tatto di Cividini ha sempre risolto nel migliore dei modi ogni problemino mano a mano che si presentava. Abbiamo visto una bella signorina in mini short molto castigati che indossava una canottierina con poca stoffa, perfettamente ben vestita per una gita in pedalò a Riccione, ma chiaramente ai limiti della regolarità per guidare una carrozza con cavallo alle stanghe. Stessa cosa dicasi per il baldo giovane dal grande colpo d’occhio che passava indenne da una serpentina lasciando immobili tutte le palline; poi una piccola volta, si avvicina al Tecnico Cividini, mostra la frusta e chiede: A cosa serve?”. Dopo 7 ore di sole in testa altri tecnici di attacchi si sarebbero comportati in malo modo, ma Cividini, impassibile come un maggiordomo inglese all’ora del tè, gli ha spiegato a cosa serve la frusta quando si guida un attacco!

 

Il “senso della misura”: un aiuto ci viene dalla tecnologia “bluetooth”.  L’allievo (Giovanni Mattioli) sente le parole dell’istruttore che lo guida passo passo in tutte le parti del campo anche se distante. A sua volta l’allievo può rispondere immediatamente.

 

Cavalli di buona qualità, ottimi per una buona partenza. Se il “motore” non tira, difficilmente il driver si potrà mettere … “alle stanghe!”

 

 

Ultima delucidazione dal Tecnico Cividini prima dei saluti finali

Senza polemizzare abbiamo voluto sentire un commento da Cividini su queste sviste grossolane e altre che si sono verificate nel corso delle due giornate per capire meglio il senso e l’utilità di questi stage. Infatti è proprio come temevamo: abbiamo spalancato una porta aperta!

C. Cividini “ Una delle problematiche molto gravi da me riscontrate è proprio vedere la grande o grandissima facilità con la quale si assegna la qualifica di Tecnico di Attacchi. E’ un problema da risolvere al più presto perché tutto l’impero degli Attacchi si fonda sulle qualità e capacità del tecnico; viene da sé che se quest’ultimo non sa, sarà matematicamente impossibile che l’allievo sappia!

 

Mattioli Giovanni, il più giovane

 

Silvio Francia, trascinatore della Scuderia “Lo Stradello”

 

 

Il sorriso smagliate di Davide Baroni

 

Rosalba Governatori con l’esperto groom: Stefano Roncarà

 

Frizzante ma con grinta … Cecilia Saracino

 

 

Lista dei partecipanti: Meraki ASD: Rosalba Governatori, Giovanni Matteotti, Silvia Leonardi, Clemente Forni, Isabella Gibertini e Cecilia Saracino. C.I. “Team Crazy Deers”: Paolo Cervi, Giovanni Mattioli, Emanuele Pevere, Matteo Mazzani. C.I. “Lo Stradello”: Silvio Francia, Davide Baroni, Luigi Maramotti, Daniel Fumoso e come “Auditore” Mario Tabaccaru. Gruppo Romagna Attacchi: Ivano Cavina, Gaia Casadio, Anita Salghini, Luana Panichella e come “Auditore” Stefano Roncarà.