Nei pressi della cittadina fiamminga di Dilsen nel Nord-Est del Belgio spesso … la terra trema.

Nelle terre dei Giganti

Autore: Susanne E.L.Probst

Nelle zone intorno al Creemershof, la fattoria della famiglia Creemers nei pressi della cittadina fiamminga di Dilsen in provincia di Limburg nel Nord-Est del Belgio, spesso la terra trema. Allarme scossa terremoto, esercitazione militare dei carri armati della Nato o esperimenti sotterranei? Ma no, semplicemente il passaggio di Jan o Stefan Creemers con il loro tiro a quattro. E che tiro! Quattro tonnellate di pura potenza, quattro fisici statuari di 1,80 m di altezza al garrese, quattro cuori pieni di immensa generosità! Si, perché padre e figlio condividono la stessa passione, quella per il cavallo belga da tiro pesante: Het Belgisch Trekpaard.

Quattro magnifici cavalli belgi da tiro pesante dell’allevamento Creemershof

 

Tale razza, chiamata anche Brabantino o Bramantino per la sua provenienza dallo storico ducato di Barbante nel cuore delle Fiandre, ha radici antichissime. Infatti, esso risale geneticamente all’Equus Ferus preistorico la cui discendenza è all’origine del cavallo fiammingo. Apprezzato fin dai tempi antichi dell’occupazione romana della Gallia Belgica, nel Medioevo fu il destriero da combattimento per eccellenza. In tutta l’Europa del Nord e Centrale era considerato, a causa della sua stazza in grado di sopportare il peso del cavaliere con addosso armi e armatura, il soggetto ideale per andare in battaglia o, in tempo di pace, per affrontare gli avversari nelle giostre e nei tornei. Lo testimoniano le cronache dell’epoca, tra cui quella realizzata nella prima metà del XIV secolo che illustra le gloriose imprese di Giovanni III di Brabante. Qui si vede, in più tavole, il duca in sella ai tipici cavalli medievali delle Fiandre, ritenuti gli antenati dell’attuale cavallo belga da tiro pesante.

Il duca Giovanni III di Brabante, circa 1320

 

Oltre all’uso in battaglia, il Brabantino fu prevalentemente adoperato in agricoltura per i lavori più pesanti. Nel corso del XVIII secolo si cominciano a delineare gli standard di razza e ad allevarli erano in maggior parte i contadini stessi. Ma bisogna aspettare fino alla seconda metà dell’Ottocento quando vennero stabiliti dalle autorità competenti i criteri che oggi caratterizzano il belga da tiro moderno: un cavallo di stazza con un fisico robusto e molto forte, abbinato ad un’indole docile e di straordinaria intelligenza.

Nel 1866 nasce l’Ente degli allevatori belgi – Le Cheval de Trait Belgecon il suo Studbook del Belgisch Trekpaard. Si tratta di uno dei più antichi registri genealogici nella storia equestre e da quel momento una commissione di esperti vigila sull’ammissione in razza dei puledri. Grazie ad una severa selezione basata sulla qualità, il belga DTP alla fine del XIX secolo acquista subito notorietà oltre i confini. Molto apprezzato sul territorio, è richiesto in tutto il mondo sia come cavallo da lavoro che come miglioratore di razze estere, tra cui quelle inglesi, il Clydesdale e lo Shirehorse, l’olandese Nederlands Trekpaard o per la creazione dell’American Belgium Draft Horse. Soltanto nel 1910 furono venduti ben 35.000 esemplari in molti paesi europei, tra cui l’Italia, ma anche in Russia e oltreoceano, soprattutto negli Stati Uniti e in Canada.

Durante il Novecento fu importante il suo contributo nelle due guerre mondiali come cavallo da traino per le artiglierie pesanti, mentre nel dopoguerra, con la progressiva motorizzazione delle campagne, il suo uso in agricoltura decadde e venne allevato essenzialmente come animale da macello. Da 200.000 soggetti ancora registrati nel 1950, la loro cifra si riduce drasticamente a 6.000 capi nel 1980.

Fino a poco tempo fa le code dei soggetti da tiro venivano amputate alla radice perché si sosteneva che i crini lunghi si potevano impigliare nei finimenti, rappresentando un pericolo. Inoltre era considerato un fatto estetico perché la coda mozzata sottolineava maggiormente il posteriore. Oggi questa pratica in Belgio, come in molti altri paesi, è vietata, mentre in Italia per i cavalli purtroppo è ancora consentita.

 

Una caratteristica di questa razza è la loro indole affidabile e docile

 

Se all’epoca il Belgisch Trekpaard era a rischio d’estinzione, negli ultimi decenni è tornato nuovamente in voga sia come cavallo amatoriale che da lavoro nell’agricoltura ecologica. Fortunatamente il loro numero risulta in costante aumento, complici anche i numerosi riconoscimenti che questa razza ha conquistato di recente: attualmente è un belga a detenere il record del cavallo vivente più grande del mondo. Big Jake, un Belgisch Trekpaard nato nel Wisconsin, con ben 2 m e 10,19 cm di altezza al garrese e 1180 kg di peso sulla bilancia, è entrato nel 2010 nel Guinness dei Primati, togliendo tale leadership a Remington, un Clydesdale di ben sette centimetri più basso.

Petra, la cavalla più forte del mondo!

 

È invece una femmina, Petra, alla quale spetta il titolo di cavallo più potente del mondo. Allevata e addestrata da Stefan Creemers che la impiega per i lavori di disboscamento, Petra si è laureata all’ultimo Campionato Europeo di Traino Pesante come il cavallo più forte in assoluto.

La passione per i Belgisch Trekpaard Stefan la condivide con suo padre Jan, insieme al quale gestisce l’allevamento Creemershof situato nella provincia orientale delle Fiandre. Territorio storico di cavalli, la famiglia li alleva da molte generazioni. La mela notoriamente non casca lontano dall’albero e ad oggi anche la nipote Julie segue le orme dello zio e del nonno.

In alto a sin. Jan Creemers, al centro Stefan Creemers con la nipote Julie, a destra: qui in Belgio la buona birra non manca mai!

 

 

Una tonnellata di bontà con pelo e zoccoli!

 

Nelle immagini Stefan Creemers durante alcune prove di traino. Petra e i suoi compagni di scuderia nelle prove di forza e nel trail di abilità

 

Narco, Rambo, Sara, Pom, Petra, Len: sono i nomi di alcuni pluripremiati cavalli della scuderia. In questa razza è molto frequente il mantello roano in tutte le sue varianti che ha origine dallo stallone Bayard, capostipite della linea Gris des Hainot

 

Narco, Rambo, Sara, Pom, Petra, Len – sono questi alcuni dei nomi della dozzina di giganti con i quali Stefan Creemers concorre regolarmente in gare di categoria mietendo vittorie, e non solo in Belgio ma anche all’estero. Grazie a questi successi il Creemershof vende i suoi cavalli in tutto il mondo. Anche in Italia questa razza incontra sempre più estimatori e il loro numero aumenta di anno in anno. Insieme a gare, sfilate e raduni, questi bravi operai vengono soprattutto adoperati nello stivale italico per i lavori nelle vigne.

Oltre ai concorsi, la presenza dei cavalli del Creemershof alle numerose manifestazioni folcloristiche che ogni anno si svolgono sul territorio, è diventata ormai un “must”. A fine aprile la famiglia prepara i propri equini per la tradizionale Meifeest, la festa di maggio. Rinnovando un’antica tradizione di origine pagana già illustrata nei dipinti del pittore fiammingo Pieter Breughel il Vecchio, per il 1° maggio si allestiscono in molte piazze delle Fiandre alberi addobbati di grandi dimensioni per poi festeggiarvi sotto per tutto il mese. In una specie di gara campanilistica, ogni paese concorre per il premio del Meiboom”,l’albero di maggio più imponente e più bello.

Invece di trasportare i fusti provenienti dalle grandi foreste su pesanti mezzi meccanici, in alcune località della provincia di Limburg sono “le potenti motrici su quattro gambe” dell’allevamento Creemers a svolgere questo compito gravoso. In un lungo corteo e con il paese in festa, tutti accorrono ad applaudire lo splendido spettacolo offerto da questi magnifici cavalli. Una ricorrenza che si ripete in questa regione ogni anno e che simboleggia la fertilità nonché la rinascita.

Manifestazioni storiche, ricorrenze religiose, sagre di paese: i cavalli e i membri della famiglia Creemers non mancano mai! Ma la festa più bella è sicuramente quella di maggio con il suo spettacolare corteo che accompagna il trasporto in piazza del “Meiboom”!

 

L’evento coinvolge tutti gli anni migliaia di persone

 

Grande folla a contorno della sfilata che vede in passerella centinaia di cavalli

 

Sulla piazza il primo attore è lui … il Cavallo!

 

 

Con l’auspicio che anche quest’anno il mese di maggio sia un mese di rinascita e di festa – dopo settimane di sofferenze e di solitudine per molti di noi – si prega, tutti e per il bene di tutti, di osservare le regole: #iorestoacasa!

Sitografia di riferimento:

https://www.trekpaard.be/nl/home

http://bibliodyssey.blogspot.com/2011/04/brabant-chronicle.html

https://www.guinnessworldrecords.com/news/2018/1/on-this-day-in-2010-big-jake-the-worlds-tallest-

https://www.houtwereld.nl/video/hoe-sterk-is-het-sterkste-hout/

https://ihearthorses.com/meet-petra-arguably-the-worlds-strongest-draft-horse/

https://youtu.be/gWRscujkPxU

L’autrice ringrazia Vera Creemers per le informazioni e le fotografie fornite per questo articolo.

Jan Creemers, classe 1940 e titolare senior dell’allevamento Creemershof , accompagna la sfilata in bici

 

 

Contatti:
Azienda Agricola Creemershof
Burgemeester Henrylaan
3650 Rotem, Limburg
Belgio
Tel.:  +32 89863424
Pagina Facebook: Creemershof