Anche per noi vale #Restiamo a casa# e ne approfittiamo per qualche considerazione sull’anno appena trascorso (2019) con qualche spunto di riflessione sulla battaglia senza esclusione di colpi che ha visto protagonisti, da una parte i vetturini italiani con cavalli e carrozze, dalla parte opposta migliaia di persone che, a vario titolo e sotto tante bandiere, hanno scatenato una lotta mediatica contro … chi?

Chiamateli come volete, anzi, farà loro piacere apostrofarli con l’appellativo che più si richiama alle tradizioni: vetturini, fiaccherai, brumisti ecc. In sostanza sono lavoratori autonomi con regolare licenza d’esercizio che a fine anno pagano le tasse stabilite dalla legge. Sull’utilità del loro lavoro possiamo dire che al contrario di tanti lavoratori che, in depositi blindati a occhi indiscreti, costruiscono armi da guerra senza che nessuno li infastidisca minimamente, loro (i vetturini) danno una buona mano a implementare la voce “turismo” su tutto il territorio nazionale. Eppure, nonostante tutto, come una zanzara che ti punge ripetutamente 100 volte al giorno, vengono continuamente e regolarmente infastiditi e offesi tutte le volte che scendono in strada con il proprio cavallo e carrozza. Visto che “a parole” siamo cittadini europei, abbiamo notato che in altre parti d’Europa e non solo, tutto questo non avviene, perché?

 

 

I Risolvitori di Problemi

Per motivi stranissimi legati al DNA- Italian-style – da noi abbondano i Sollevatori di Problemi e alla fine della fiera un problema qualsiasi resta insoluto per anni. L’abitudine a questa mentalità è così radicata che qualche vetturino da noi intervistato in passato ci ha confidato in un orecchio: “Lascia stare, non muovere le acque che poi è peggio!”. Essendo l’informazione il nostro settore, sappiamo benissimo che una grossa fetta di colpe è dovuta all’evoluzione globalizzata dell’informazione stile Bancomat cioè “pre-pagata”. Attenzione però, non vorrei che qualcuno pensasse che noi vogliamo difendere a spada tratta tutte le ragioni dei conducenti di carrozzelle: ce ne guardiamo bene. Vogliamo solo fare il nostro lavoro di informatori obbiettivi. In tutte le società civili e democratiche la libertà di pensiero e opinione, dove anche il fessacchiotto può parlare serenamente davanti ad una folta platea, non è un diritto acquisito: la credibilità bisogna conquistarsela con i fatti e con la serietà, esattamente come l’antica stretta di mano del commerciante che valeva molto di più di 10 contratti sottoscritti dentro un ufficio. C’è qualche problema con il trasporto equino nel 2020? Bene, è normale, ci si siede intorno ad un tavolo e si parla, dato che non siamo dei fenomeni, guardiamo cosa fanno gli altri in Europa, poi tutti uniti cerchiamo di migliorare. Se poi vogliamo continuare a fare tariffe invisibili non esposte, prezzi differenti tra un turista e due sposini in viaggio di nozze con tanti soldini dei parenti in tasca, o dove ad esercitare ci sono 50 vetturini con regolare licenza in tasca e altri che in tasca hanno solo le chiavi di casa e le sigarette, allora ben venga il bacchettatore dello Stato Libero di Bananas ad imporre le sue regole!

 

 

Cavalli maltrattati e … tutti gli altri?

Torniamo ai conducenti di cavallo e carrozza sparsi su tutto il territorio italiano che portano in giro turisti tutto l’anno e tutti i giorni, poi una mattina disgraziata un cavallo scivola a terra o passeggia sotto il sole, qualcuno vede, fotografa e riferisce. Sbatti il mostro in prima pagina! Neppure uno “scafista” professionista che in carriera può avere sfruttato e pure ucciso centinaia di persone ha mai avuto l’onore di una prima pagina! La Botticella romana si! Insieme ai fiaccherai di Firenze sono stati per tutto il 2019 i capi espiatori di tutti i maltrattamenti avvenuti in Italia. Come mai? Le motivazioni sono molteplici: una potrebbe essere per un più facile e rilassante sistema di reperire l’informazione. Infatti presentarsi con telecamera e microfono per le impressioni a caldo nel bel mezzo di un combattimento clandestino di cani o sul traguardo di una corsa clandestina di cavalli, può creare notevoli problemi alla salute personale paragonabili ad un “Coronavirus” moltiplicato per 100!

 

 

IL FATTORE SCATENANTE

 https://www.lav.it/cpanelav/js/ckeditor/kcfinder/upload/files/files/LAV_Rapporto%20Zoomafia%202019.pdf

Purtroppo il sudore di tante fatiche profuso nel corso degli anni da coloro che stilano il raccapricciante Rapporto ZOOMAFIA dopo una settimana di lettura e conseguente indignazione di una piccola parte dell’opinione pubblica, lentamente scivola nel dimenticatoio insieme ai crimini efferati che contiene, mentre in maniera strisciante ecco apparire sulle testate giornalistiche più lette in Italia lui, si proprio lui … il famigerato nemico degli animali: il vetturino con cavallo e carrozzella! Lo “strillo” in alto che accenna ad un fattore scatenante è rappresentato da una interessante inchiesta giornalistica pubblicata sul quotidiano “Il Resto del Carlino” del 27 febbraio 2020. In questi tempi di necessaria sospensione di tante attività ci è balzato sotto il naso questo corposo articolo di due intere pagine che, non citando minimamente i cavalli, ci ha messo di fronte ad una realtà molto imbarazzante e ci siamo posti alcune domande:

Perchè il macabro gioco dura da anni? Se questi sono i numeri di una sola regione + capoluogo come siamo messi in tutta Italia? Alla luce di questi tristi episodi perché tutti i media nel 2019 hanno sorvolato e minimizzato citando solo la carrozzella con cavallo? (Sorvolare in termine giornalistico vecchia maniera significa spendere 1000 parole per un argomento e 50 parole solo per un altro).

www.ilrestodelcarlino.it

 

 

 

 

Studio Legale   Avv. Virginia Polidori -Viale Giosuè Carducci 13 (BO) virginia.polidori@libero.it

 

Conseguenze penali e commerciali

Non siamo giudici, non possiamo permetterci di sputar sentenze a casaccio, sappiamo solo che la regola tacitamente utilizzata della discrezionalità amministrativa va rivista o quantomeno rimessa in discussione perché crea problemi a non finire e, volendo, inutili.

Passiamo quindi la parola all’Avv. Virginia Polidori che, in qualità di nostro esperto, ci sostiene e consiglia ogni qualvolta si ponga alla nostra attenzione una spinosa questione: “Con la piena consapevolezza che questo breve intervento non ha alcuna pretesa di essere esaustivo né di contenere verità infuse, vale tuttavia la pena rammentare quale e quanta discrezionalità venga lasciata agli Enti locali proprio su temi così delicati quali il benessere animale (degli equidi nel caso de quo) e ahimè quanto spesso queste decisioni siano differite a data da destinarsi venendo così a creare ed alimentare ulteriori sterili polemiche e vanesie dispute che potrebbero, al contrario, essere sedate una volta per tutte con un intervento decisivo centrale. Per ora si tratta ancora di un progetto di legge: le deputate Brambilla e Zanella hanno presentato in Commissione Trasporti la loro proposta volta ad una abolizione generale del servizio di piazza a trazione animale consentita solo in via residuale nei parchi e nelle riserve naturali e in occasioni di manifestazioni popolari e fatta eccezione per le slitte. Da quanto possiamo intuire ci sono forze opposte che si fronteggiano in uno scenario sempre più critico: gli animalisti, da un lato, che vorrebbero l’abolizione incondizionata del trasporto animale su piazza e, dall’altro, i veri protagonisti, i volti dei conducenti che sottolineano come non tutte le realtà e non tutti i vetturini siano carnefici spietati! Per correttezza e coerenza deontologica non posso e non voglio esprimere un mio orientamento; mi permetto comunque, rammentando oramai i vari anni di onorato servizio ispirato ai canoni della specchiatezza ed illibatezza – canoni imposti in sede di iniziazione alla avvocatura – di consigliare cautela nel puntare il dito contro chicchessia. Non lasciamoci prendere dal qualunquismo, non permettiamo che facciano di noi un “instrumentum regni” riducendoci a massa non-pensante e al contrario manipolabile a piacimento, cerchiamo sempre di informarci, di capire, di studiare i singoli casi e, solo dopo aver acquisito elementi oggettivi, ecco solo dopo avere filtrato notizie, dati, elementi concreti, potremo spingerci ad esprimere la NOSTRA valutazione. Una ultima precisazione e poi cesserò di tediarvi: soffermatevi sui singoli casi, non pensate ad una massa informe di spietati criminali sfruttatori di animali, ad una sorta di cecchini assetati di una inspiegabile vendetta, andate oltre … e scoprirete che esistono anche persone che provano sentimenti per il loro cavallo, che lo considerano compagno e collega di lavoro, che instaurano con l’amico a quattro zoccoli un rapporto fatto di sensazioni e parole non dette, di sguardi e piccoli gesti quotidiani.”

 

Ringraziamo l’Avv. Virginia Polidori per la precisa e puntuale lettura che ci ha invitati a intraprendere; possiamo solo citare (senza fare nomi) di un amico vetturino che anni addietro in una calda mattinata di luglio accompagnò in carrozza due sposi davanti al sagrato di una chiesa, il tutto per una ventina di minuti. Per alcune settimane sui giornali il terrorismo islamico ed i barconi di immigrati con i politici che li assistevano (a pagamento), passarono in secondo piano o in terza pagina: in bella mostra sulla prima, con titolone in grassetto, c’era lui: lo sfruttatore spietato e senza cuore che per una mezz’ora scarsa aveva fatto passeggiare il cavallo sotto il sole per una manciata di euro. Vergogna! Sono passati degli anni e non è ancora finita; piano piano fu denunciato e trascinato in tribunale e ad oggi non abbiamo più notizie se gli hanno stretto le manette ai polsi o che altro gli possa essere successo. Il reato ascritto a suo carico forse sarà di aver fatto lavorare il cavallo sotto il sole. Come capita di sovente, tante sentenze creano un pericoloso precedente, e nel caso il vetturino fosse condannato per il suddetto reato, potrebbero scattare le manette anche a tutti quegli imprenditori che costringono gli operai a lavorare sotto il sole nei tre mesi più caldi dell’anno.

 

 

 

 

 

 

La monetizzazione diffusa e il business globalizzato

Abbiamo analizzato nel dettaglio alcune differenze economiche tra il vetturino da 20 euro a giro e il business del cane da 5 milioni di euro netti esentasse, per cercare di capirci qualcosa, con riferimento alle regole della civiltà contadina, con l’agricolo dalla scarpa grossa e dal cervello fino, facendo leva sulle antiche superstizioni consultando la “Maga di Reggio Emilia”, con l’aggiunta di riferimenti e motti del galateo e della Cavalleria di Casa Savoia, ed ecco le conclusioni:

Il Vetturino ha un nome ed una posizione, lavora e opera a km zero (dal muso del cavallo alla parte finale della carrozza sono 4 metri circa), accompagna i turisti e incassa i suoi 20 euro con i quali provvede al suo sostentamento personale, al mantenimento del cavallo e alle tasse di fine anno. Le eccedenze, volendo, può portarle oltre oceano verso paradisi fiscali; in tutti i casi non ci sono intermediari o “corpi estranei” che si intromettono nei fatti suoi!

Nel caso del business del cane invece, abbiamo una cifra molto ma molto più consistente: qui i km sono illimitati, i lavoratori sono tanti e molti di loro non hanno un volto e non si sa dove siano. Le tasse? Non pervenute! Le eccedenze in euro, che sicuramente ci sono, solo il Supremo dall’alto dei cieli e la Guardia di Finanza sanno dove vanno a finire.

A questo punto scatta il domandone! Perchè questo accanimento ai limiti del sopportabile con il lavoratore italiano a km zero e la mano morbida, quasi per non disturbare, per i businessmen invisibili?

 

 

Un caro e fraterno augurio di tante belle cose e, in questi momenti di riflessione forzata, usiamo di più il cervello e meno l’automobile. Buona permanenza tra le mura domestiche e fate come me: dedicatevi alla buona tavola con prodotti genuini a km zero, frutta, verdura e carni bianche, magre, digeribili e volendo … colorate.