In Lombardia il 2020 si contraddistingue per la nascita di un nuovo progetto intitolato “Insieme si cresce” che prevede un mini-circuito di prove coni in 2 tappe, la prima che si è svolta domenica 9 febbraio 2020 e la seconda ed ultima che avrà luogo l’8 marzo. Si tratta di un concorso intersociale dedicato alle patenti amatoriali e ai brevetti, soprattutto dedicato ai giovani ma non solo, in cui si punta ad una folta partecipazione data l’economicità dell’impresa in cui le uniche spese sono date dal contributo al centro ippico ospitante e al costruttore di percorso, insostituibile garanzia di una prova formativa volta al raggiungimento degli obiettivi.

Per i concorrenti minorenni, a dire il vero, la formula del “concorso faidate” non ha evidenziato grandi vantaggi economici, considerato che nel 2019 l’iscrizione alle gare di combinata o derby con tanto di giudice e servizi costava anche meno. Evidentemente del risparmio si è avvantaggiato qualcun altro. Speriamo almeno che la felice conseguenza sia quella di invogliare altri centri ad offrirsi come comitati organizzatori di gare autorizzate e supportate dalla FISE.

 

 

Il fatto in ogni caso di fare 2 manche di coni è certamente costruttivo e inoltre l’atmosfera di informalità dell’evento rende tutto più semplice. Come principio una buona idea che in effetti ha attirato una ventina di equipaggi quasi tutti juniores, un successo da attribuire al fatto sia che le prove coni sono sicuramente più divertenti, soprattutto per i giovani, sia perché c’è un certo desiderio di ricominciare, dopo un’invernata passata chiusi in maneggio.

Le strutture ospitanti, rappresentate dal C.I. Cascina Severo a Robecco d’Oglio/CR che hanno visto per la prima volta una gara di attacchi, si sono rivelate sicuramente all’altezza, con un campo prova non enorme ma comunque sufficiente ed un campo gara per i coni di 80x80m con un ottimo fondo, oltre ad un maneggio coperto molto grande di circa 40x80m. Le scuderie sono fisse con box molto capienti ed accessoriati con abbeveratoi fissi.

 

 

La manifestazione ha avuto il piacere della visita da parte della Consigliera Regionale FISE responsabile per il settore attacchi, Marina Scolari, accompagnata da Giuliano Barni, che in qualità di frequentatore delle gare amatoriali organizzate dal Gruppo Italiano Attacchi di informalità se ne intende. La Consigliera si è felicitata con l’ideatrice della nuova proposta, Manuela Marchetti, responsabile peraltro a livello nazionale del settore juniores pony attacchi, per aver puntato su manifestazioni di più facile gestione, auspicando un sempre maggiore allargamento del concetto fondante. A coronamento di questo entusiasmo si è persino cimentata alle redini, animata dal proposito di mettersi in gioco in prima persona.

 

 

 

ALCUNE RIFLESSIONI

Il progetto si chiama “CRESCIAMO insieme”: il nocciolo sta nella parola “cresciamo”, il che presuppone che siano date innanzitutto le condizioni per crescere. Visto che è stato configurato come un “trofeo” non è tuttavia un semplice training, ma l’embrione di qualcosa in cui si punta ad aumentare la qualità, specificatamente dei giovani, premiando chi più l’ha perseguita.

La decisione, forse non premeditata ma azzeccata, di indire uno stage di preparazione nella giornata precedente, ha fatto sì che l’evento intersociale servisse da prova del nove. Peccato che pochi, anzi pochissimi, siano stati i partecipanti allo stage (due che già sono allievi dello stesso trainer Cividini e due accompagnati dal loro tecnico, Alberto Tosi). Se anche si trattasse solo un’iniziativa a livello regionale, un territorio “di peso” come lo è sempre stato quello lombardo ha rivelato una debolezza preoccupante, e qui non vogliamo entrare nel merito delle ragioni.

 

 

In quanto alla gara in sé, comprensibile l’obiettivo del risparmio economico grazie al “faidate”, dove la stessa persona ricopriva le funzioni di organizzatore, giudice, veterinario, segreteria: ma quale il risultato “di crescita”? Quale l’autorevolezza conferita alla valutazione della prestazione di ciascuno? Quali i consigli dispensati da una figura diversa dal proprio tecnico, utile per indicare una possibile via di miglioramento? Il trainer incaricato dello stage, terminato il lavoro ed effettuato il percorso con i suoi due cavalli al seguito ed osservati i quattro iscritti al corso, ha abbandonato il campo, com’era giusto che facesse, visto che quello era il suo incarico. Non sarebbe forse stato meglio coinvolgerlo anche per la seconda giornata in modo che ne beneficiasse tutto il “parco giovani”? E’ noto che tra i tecnici lombardi vi sono alcune difficoltà di convivenza, ma se questo impedisce di perseguire un comune obiettivo forse c’è qualcosa che va chiarito alla base. Vedremo se allo stage di livello nazionale in programma per il 22-23 febbraio nelle rinnovate strutture di Verolanuova/BS passate a nuova gestione ci sarà un più consistente riscontro e non solo dalla Lombardia, ma almeno dalle regioni limitrofe. Pur essendo il programma concentrato sulla formazione degli aspiranti alla partecipazione ai Campionati Europei (12-21 anni) per i quali è un appuntamento obbligatorio, almeno in questa prima fase tutti i giovani andrebbero se non altro visionati e valutati. Se si partisse dal fatto che solo gli atleti di vertice sono meritevoli di attenzione, non avremmo mai avuto quattro anni fa una splendida vittoria nella prova coni dell’Europeo ad opera di un ragazzino per così dire alle prime armi ma con tanto entusiasmo, alla guida di un pony su cui nessuno avrebbe puntato, e questo davanti ai superpreparati concorrenti d’oltralpe. Oppure due anni fa la vittoria in maratona di un talento allora ancora sconosciuto con un giovanissimo cavallo alla sua prima stagione agonistica.

 

 

Certo, visto il cospicuo numero di partenti, c’è da chiedersi se non sia utile avere a disposizione l’ambulanza, in quanto sempre di minorenni si parla, oltre ad un giudice: in poche parole cercare di rendere più “professionale” la manifestazione lasciando comunque spazio alle comodità (divisa da club, carrozza da maratona per tutti, ecc.). Se il tutto è progettato in vista di una crescita sportiva, va bene l’informalità ma se deve essere una specie di training lo deve essere su tutto il fronte, compreso ad esempio il saluto al giudice prima della prova e al termine ecc.

Inoltre, trattandosi in ogni caso di un trofeo con classifica finale, la mancanza di un giudice con formazione specifica attestata da una qualifica, dotato di esperienza e che si posiziona sopra le parti, potrebbe, in caso di situazioni di penalità particolari nel percorso, evitare situazioni spiacevoli di conflittualità, oltre che godere dell’autorevolezza necessaria per mantenere un certo ordine al di fuori del campo di gara.

Sarebbe inoltre carino e costruttivo che i tecnici e i driver avessero un confronto con il disegnatore del percorso – sia egli federale o puramente un tecnico che si presta a mettere i coni – e con il giudice, così da avere una crescita a 360°. Un evento di questo tipo deve servire a tutti per imparare e crescere: agli allievi, dove soprattutto i seniores sono vittime del faidate e dove gli juniores sentono sempre e solo la stessa campana, per avvalersi di un giudizio competente, ma anche ai tecnici per i quali è importate apprendere ad esempio perché una determinata porta è stata posizionata in un modo piuttosto che in un altro per poi correggere gli errori e le impostazioni dei propri allievi con cognizione di causa.

 

 

In conclusione è sempre bello vedere come un tecnico di massimo livello FISE quale Cristiano Cividini, con impegnativi incarichi federali, non disdegni dal partecipare in prima persona anche a manifestazioni di questo tipo volte sia al miglioramento generale degli attuali aspiranti campioni, sia all’allargamento della base, dimostrando dove si può arrivare attraverso un lavoro costante e mirato.

Infine lodevole l’iniziativa e l’impegno profuso da Manuela Marchetti in questo nuovo progetto che, siamo sicuri, sull’onda del primo successo subirà ancora evoluzioni a garanzia di un costante miglioramento per la crescita sportiva in campo agonistico dei nostri ragazzi.