Con il 2020 la FEI dà il via ad una vera e propria rivoluzione nel sistema di aggiornamento degli ufficiali di gara che potrebbe costituire un modello molto interessante anche a livello nazionale per le ragioni che andremo ad approfondire più avanti.

Trampolino di lancio è stato il corso tenutosi nel weekend dal 31 gennaio al 2 febbraio 2020 in Austria e precisamente a Hainburg an der Donau, una cittadina di circa 6000 abitanti, 43 km ad est di Vienna e 12 km a sud-ovest di Bratislava, capitale della Slovacchia. A tale corso erano presenti 26 rappresentanti di 7 nazioni (Austria, Germania, Italia, Lettonia, Slovacchia, Spagna e Svizzera) tra i quali anche 6 ufficiali di gara provenienti dal nostro paese. Il corso era aperto anche ad osservatori e, data la vicinanza, alcuni austriaci e ungheresi non si sono lasciati sfuggire l’opportunità.

 

Il comprensorio dello Schloss Hof, dove i partecipanti hanno potuto cimentarsi nella pratica con le mille problematiche di un concorso di attacchi

 

Venerdì sera tutti gli iscritti interessati al solo aggiornamento hanno dovuto per prima cosa sottoporsi al nuovo test di verifica in forma di quiz a opzione multipla, composto da 50 domande con l’obbligo di risposte esatte pari almeno all’80% in un tempo accordato di un’ora mentre per gli aspiranti ad una qualifica di livello superiore a quella detenuta era previsto un test preliminare di padronanza della lingua inglese, ormai diventata di fatto la lingua universale che ha relegato quella francese, se pur astrattamente ancora prevista, al ruolo di Cenerentola. Gli argomenti dei quiz avrebbero dovuto essere calibrati in base alla qualifica, ma per questa prima fase di applicazione erano uguali per tutti, sconfinando quindi trasversalmente sulle competenze di ciascuno.

Al test di ingresso ha fatto seguito, nella giornata di sabato, l’aggiornamento teorico specifico per ognuno dei 3 settori di interesse con puntualizzazioni sui regolamenti, proiezioni di slide e discussione sugli argomenti più controversi o di difficile applicazione. Lo stesso Hotel Altes Kloster, dove erano alloggiati i partecipanti al corso – location veramente unica ricavata da un antico monastero del XVII secolo – aveva messo a disposizione per questa fase tre salette opportunamente attrezzate.

 

Hotel Altes Kloster, ex monastero, sede della parte teorica del corso FEI

 

Docente per gli 8 giudici, tra i quali anche il nostro Roland Morat, era lo spagnolo Joaquin Medina Garcia che tutti gli agonisti in Italia ben conoscono per essere stato impegnato nei Concorsi Internazionali di Palmanova del 2017 e 2018. Il confronto ha dimostrato ancora una volta la sua insostituibile validità mettendo in risalto alcuni “bachi” del regolamento risultato in determinati punti poco chiaro e contradditorio: basilare in questo frangente la discussione su come comportarsi nella gestione di un concorso, visto che “prevenire è meglio che curare”.

Dei 9 costruttori di percorso si è occupato invece l’olandese Johan Jacob, molto attivo recentemente nelle tappe della FEI World Cup Driving 2019-2020 e progettista nonché produttore degli ostacoli simil-fissi in plastica destinati principalmente ai percorsi derby. Due i nostri rappresentanti sul campo, Emilio Gamba e Gabriele Panier Suffat. Quest’ultimo ha molto apprezzato il modo di porsi del docente, meno arroccato sulle proprie convinzioni di altri suoi predecessori, ma anzi sempre disponibile ad ascoltare e a sostenere e consigliare – senza imporre – un certo metodo di lavoro basato sulla sua lunga esperienza personale che ovviamente aveva già evidenziato le pecche di altri sistemi.

 

I tre docenti: Joaquin Medina Garcia per i giudici, Johan Jacobs per i costruttori di percorso e Martin Röske per gli steward

 

Infine per il gruppo di 9 steward, compresi gli italiani Giulia Elena Amorena, Massimo Buzzi e Walter Mileto, era stato nominato quale responsabile del corso il tedesco Martin Röske. Il nostro grupetto ha fatto, a detta del docente, un’ottima impressione perché molto ben preparato e aggiornato sia sul regolamento che in merito alla sua applicazione (il connubio tra studio ed esperienza dà sempre buoni frutti!). In quanto al direttore del corso, a detta di Giulia Amorena, “era una persona squisita, che ci ha coinvolti mettendoci al suo livello come se fossimo un team al lavoro in un concorso, con esempi di esperienze reali vissute da lui in alucne gare: ci ha chiesto di portare soluzioni e ci ha proposto le sue. Un dialogo di crescita e confronto costruttivo. Siamo rientrati tutti veramente entusiasti, con un bagaglio di nuove esperienze, come se fosse metaforicamente «un tesoro dal castello»”.

 

Nello Schloss Hof ha sede anche un centro equestre (foto di repertorio)

 

Terminata la teoria, è stata la volta della parte pratica che si è svolta nel vicino comprensorio dello Schloss Hof, sede di un centro ippico dove si allena anche il guidatore Lukas Svoboda che qui si è prestato ad eseguire un testo di dressage ed una prova coni sia alla guida di una pariglia che di un singolo. I giudici hanno così avuto modo di dimostrare la loro preparazione nella tecnica del giudizio con l’ormai collaudato metodo dei voti espressi in tempo reale alzando una paletta. Intanto gli steward sono stati sottoposti ad una simulazione di ispezione dei cavalli, controllo delle imboccature e misurazione delle carreggiate delle carrozze, mentre i costruttori di percorso focalizzavano la loro attenzione su un ostacolo fisso già disponibile in loco, proponendo diverse collocazioni delle lettere, commentando le traiettorie e discutendo ad esempio su come far fronte alla carenza nei concorsi di sufficiente personale ausiliario competente. Terminato il dressage gli stessi costruttori hanno allestito il percorso coni, eseguito da Svoboda, e oggetto di particolare attenzione da parte dei giudici.

 

Lukas Svoboda alla guida di una pariglia e di un singolo, ha effettuato sia delle prove di dressage che dei percorsi coni sui quali giudici e costruttori hanno avuto modo di dimostrare la loro competenza

 

Per chi si era iscritto solo ai fini dell’aggiornamento, il corso finiva qui, mentre gli aspiranti alla prima qualifica o a quella di un livello superiore alla propria hanno dovuto sostenere l’esame scritto sempre in forma di quiz.

Riguardo alla compagine italiana, possiamo dire che hanno mantenuto la carica Roland Morat (giudice di 3° livello), e Walter Mileto (steward di 1° livello), mentre si sono cimentati con l’esame finale Gabriele Panier Suffat ed Emilio Gamba (per il passaggio da costruttore di 3° a 4° livello), Giulia Elena Amorena (passaggio da steward di 1° a 2° livello) e Massimo Buzzi (nomina a steward di 1° livello). Dato che tutti i nostri ufficiali di gara in lizza per una promozione hanno completato con successo i test loro assegnati, essi potranno, una volta ottemperato anche agli obblighi di operatività nei concorsi internazionali, fregiarsi del nuovo livello di qualifica ottenuto.

 

Un bel gruppo di ufficiali di gara motivati

 

A beneficio della cronaca, a conclusione del corso, possibilità di visitare il magnifico castello barocco dove soggiornò il Principe Eugenio e per i nostri tre steward la disponibilità di Emilio Gamba di accompagnarli in veste di guida turistica a fare un giro per la splendida città di Vienna.

 

I nostri portacolori si sono distinti per la loro preparazione

 

Aggiornamenti FEI 3.0 – come e perché

Allo studio già dal 2016 da parte di un gruppo di lavoro appositamente nominato, parte con il 2020 la nuova organizzazione dei corsi di aggiornamento per tutti gli ufficiali di gara FEI che prevedono:

  • La frequenza fisica in un corso di aggiornamento ogni 3 anni comprensivo di test in loco
  • L’esecuzione online da casa di un test a risposta multipla in ciascuno dei 2 anni intercalari

L’iter consta di tre fasi:

  • La prima fase (2020) prevede, a seconda dell’anno in cui è stato effettuato l’ultimo aggiornamento secondo il vecchio sistema, o il test online, o la frequenza del corso, imperniati sulla conoscenza dei regolamenti FEI in generale.
  • Nella seconda fase i test verteranno in particolare sulle conoscenze diversificate per livello e per categoria per ciascuna disciplina.
  • Infine la terza fase vedrà l’aggiunta per gli ufficiali di alto livello di una valutazione delle conoscenze informatiche

La nuova regolamentazione offre vari vantaggi:

  • È in grado di monitorare costantemente la solerzia degli ufficiali di gara nel restare aggiornati con la competenza nell’applicazione dei regolamenti, eventuali modifiche comprese
  • Evita che gli interessati debbano sottostare a continui esborsi per trasferte e soggiorni in luoghi spesso assai lontani dalla propria residenza con il relativo impiego di tempo
  • Fornisce lo stesso processo di valutazione universale, equo e trasparente in grado di assicurare un livello standard delle competenze.

 

 

La novità maggiore è rappresentata dal test di valutazione online, il cosiddetto CES (Competency-based Evaluation System) accessibile attraverso la pagina dedicata al FEI Campus sul sito FEI. Consiste di una serie di 50 domande sui regolamenti di disciplina, regolamento veterinario e questioni legali. Il test viene superato se nel tempo accordato di 1 ora senza interruzioni o pause si raggiunge un minimo dell’80% di risposte corrette. L’ufficiale di gara che fa il test da casa avrà a disposizione 2 tentativi: se non dovesse riuscire a passarlo, non potrà officiare prima di aver frequentato fisicamente uno dei corsi organizzati dalla FEI dove è previsto in ogni caso anche il superamento del test con un solo tentativo a disposizione. Se anche questa seconda opportunità fallisse, l’ufficiale di gara dovrà sostenere un colloquio con il docente. Nel caso non fosse ritenuto idoneo, verrà retrocesso al livello inferiore a quello detenuto.

Data l’impossibilità di controllare, è prevista la possibilità di tenere a portata di mano i vari regolamenti ma visto che il tempo concesso per completare il test è in media di un minuto a risposta, è quasi impossibile andare a cercare gli articoli specifici e leggerli in modo da poter rispondere. Esiste comunque la possibilità di esercitarsi per il test vero e proprio con prove simulate di 10 domande ciascuna senza limiti di tempo per le risposte.

Non appena completato il test, l’ufficiale di gara riceve notifica del risultato ottenuto; gli verrà poi inviato un certificato di idoneità all’esplicazione delle sue funzioni.

A seguito delle nuove disposizioni, decade il fattore “limite di età” in quanto sarà la competenza dimostrata negli aggiornamenti a garantire l’idoneità ad officiare in concorsi internazionali.

 

Alla fine del corso tutti sorridono, evidentemente soddisfatti del bagaglio di cognizioni acquisite

 

per le foto si ringraziano Hoefnet/Regina Fabian

 

Un esempio da seguire?

È palese che istituire in ambito FISE un sistema di aggiornamento sul modello FEI a garanzia di una maggiore equità, efficacia e costanza nel monitoraggio di chi deve gestire in prima persona un concorso non è cosa facile. Se tuttavia la FEI ha deciso di porre l’accento sulla necessità di perseguire il miglioramento della qualità dei propri ufficiali di gara, l’armonizzazione del loro livello di prestazioni e dell’iter formativo, nonché presiedere ad una meritata progressione della loro carriera, che si traducono in ultima istanza nella capacità di assicurare il regolare svolgimento di un evento sportivo ma soprattutto di salvaguardare il benessere del cavallo, una buona motivazione ci deve essere.

 

Ai giudici non mancano certo le situazioni non preventivate: “Devo suonare la campana oppure no?”

 

Molto azzeccato il coinvolgimento simultaneo da parte della FEI di tutte e tre le figure di ufficiali di gara i cui compiti spesso marciano parallelamente (vedi approvazione da parte del presidente di giuria dei percorsi costruiti dallo chef de piste, ecc.): anzi, sarebbe stata opportuna anche la presenza della categoria dei Delegati Tecnici che però, ricoprendo talvolta una duplice carica, hanno a loro disposizione per un confronto con le altre categorie il prossimo corso che si terrà verso la fine di marzo in Gran Bretagna. È in ogni caso opportuno che tutti gli ufficiali di gara abbiano conoscenza anche dei compiti delle altre figure con cui si troveranno a collaborare in occasione dei concorsi.

Nel settore degli attacchi a livello nazionale si sente molto la mancanza di un’opportuna verifica sul campo delle proprie conoscenze e soprattutto lacune in una ben studiata simulazione di varie fasi di un concorso completo. Sì perché, non dimentichiamolo, i nostri giudici sono giudici “di completo” con formazione fatta troppo spesso a tavolino più qualche sporadico affiancamento di cui non si sa la valenza ai fini dell’acquisizione di conoscenze pratiche che poi dovranno essere applicate in piena autonomia. Proprio come nel corso di aggiornamento in Austria, la maggior parte del tempo va dedicata al lavoro in campo, con la presenza fisica degli attacchi, in strutture che offrano la possibilità di affrontare tutte le problematiche delle tre prove di un concorso, in cui tutte le figure di ufficiali di gara interagiscono. Molti gli aspetti da eviscerare che raggiungono il loro scopo decisamente meglio se dimostrati fattivamente, mettendo via via in risalto le competenze e responsabilità di ciascuno, piuttosto che in un locale semibuio dove l’attenzione a lungo andare tende a scemare. Solo alla fine dell’operatività in campo è utile approfondire in aula le criticità riscontrate in campo e discutere delle esperienze vissute da ciascuno nei vari concorsi, con decisioni da prendere spesso ai limiti dei regolamenti e che dovrebbero diventare di indirizzo universale in modo da garantire una sempre maggiore armonizzazione nel modo di procedere.

 

Il lavoro per i costruttori di percorso non solo è tanto, ma soprattutto è delicato perché da esso può dipendere la pericolosità o la poca attrattiva di un concorso

 

Il fine ultimo è quello di collaborare alla buona riuscita di un concorso riducendo al minimo le incognite, ognuno per la propria parte e nel rispetto dei ruoli, ai quali anche i concorrenti devono attenersi, nel rispetto in primis dei cavalli, ma anche per la soddisfazione dei comitati organizzatori che si sentono invogliati a riproporsi, garantendo al contempo ai concorrenti una sfida all’altezza delle loro possibilità, al riparo da frustrazioni capaci solo di allontanarli dall’attività sportiva ma che, nonostante si tratti di un impegno serio, non lo privi dell’aspetto di divertimento.

 

Gli steward hanno molte incombenze da svolgere tra campo gara, campo prova e scuderie

 

Tutto ciò viene garantito solo se gli ufficiali di gara hanno seguito un adeguato iter formativo o presunto tale e siano costretti ad un continuo confronto in corsi di aggiornamento validi, con cadenza regolare e ravvicinata, a dimostrazione del loro genuino interesse nella materia e della loro competenza. Nell’impossibilità di realizzare un procedimento informatico che incentivi il costante aggiornamento in proprio, molto più utile per il raggiungimento dell’obiettivo appare, per la realtà di casa nostra, l’assiduità nell’organizzazione di corsi di aggiornamento ben strutturati, anche se questo significa il sacrificio di tempo e denaro ma … cosa non si farebbe per la passione?