Louis Piancone, 1 gennaio 1929 – 28 novembre 2019

 

Nel giorno della Festa del Ringraziamento 2019 si è spento negli Stati Uniti all’età di 90 anni una delle icone delle redini lunghe d’oltreoceano, Louis Piancone. Che di un personaggio si trattasse è più che evidente visto che, partito con pochi soldi dalla natia Corato (BA) nel lontano 1951, non solo aveva saputo costruire un impero economico, ma aveva conservato nel più profondo del suo essere l’attaccamento alle sue radici, fatte di giornaliera complicità con il cavallo che, da semplice mezzo di trasporto e di lavoro aveva fatto assurgere all’espressione più nobile, dedicandosi con grande impegno alla pratica e alla diffusione del Coaching.

 

Il creatore di un impero che ha messo d’accordo l’ovest (Stati Uniti) e l’est (Russia) sulla bontà della pizza italiana

 

Solo 4 anni dopo il suo arrivo nel grande paese, raggiunse il suo primo obiettivo: quello di aprire un negozio di specialità culinarie italiane a Bradley Beach nel New Jersey. Acquisita la cittadinanza americana nel 1957, capì ben presto che il negozietto gli stava troppo stretto e che il mercato statunitense presentava un settore allora completamente scoperto ma dalle immense possibilità: la grande distribuzione di prodotti alimentari italiani di qualità. Fu quindi nel 1964 che sotto il motto “Qualità e Servizio” lanciò la sua impresa “Roma Food Enterprises, Inc.” che ben presto si propagò in tutti gli Stati Uniti e che, anche attraverso la successiva fusione con altre società, nel 1988 sbarcò in Russia con il suo “negozio itinerante” lungo 16 m facendo conoscere all’altro immenso paese la sua “Astro Pizza”. Come disse qualcuno: “Piancone era un visionario ma si collocava sempre un passo avanti agli altri”. Solo un anno prima, nel 1987, Piancone era stato artefice della realizzazione della più grande pizza al mondo, del diametro di 30 m, con la quale 2 anni più tardi entrò nel Guinness dei primati, il cui ricavato andò tutto in beneficienza.

 

La pizza “Italian Style” sbarca in Russia e fu proprio Louis Piancone a portarcela

 

Passando alla sua più grande passione, la campagna, gli animali e in particolare i cavalli, il suo filantropico coinvolgimento lo portò dalla Presidenza del Gladstone Equestrian Association al Consiglio Direttivo del United States Equestrian Team alla Presidenza del Coaching Club of New York, sempre con l’obiettivo di far avvicinare i Coaching Club di America, Gran Bretagna ed Europa, ricevendo numerosi riconoscimenti, tra cui nel 2016 la nomina da parte del European Driving Club di Brugge (Belgio) a “Uomo dell’Anno”.

 

Louis Piancone alla guida del Coach

 

Tra le sue varie attività, Piancone fu uno dei maggiori sponsor dei Campionati del Mondo di Pariglie di Gladstone/USA nel 1993. Indimenticabile la partecipazione di Francesco Mattavelli, insieme a Carlo Mascheroni e con Capo Equipe Francesco Ajosa, all’importante evento. Eccolo nel ricordo di Francesco Mattavelli:

 

Francesco Mattavelli e il Principe Filippo di Edimburgo a Gladstone nel 1993

 

“Quante impressioni da riportare a casa: dalla partenza dei cavalli in aereo da Francoforte, alla perfetta organizzazione “tutta americana” dell’intera manifestazione, dagli spettacoli di contorno davvero entusiasmanti, ad un aneddoto su cui tutti i presenti hanno sicuramente favoleggiato a lungo. Contattati poco dopo l’arrivo da un signore che, parlando in perfetto italiano, si presentò come il signor Luigi Piancone, l’intero team fu invitato a casa sua, in quanto anche lui, trasferitosi da oltre 30 anni dalla natia Puglia in America, era un appassionato di attacchi. L’arrivo della lunghissima Limousine nera con tanto di autista nel “campo nomadi” formato dalle roulotte delle 23 squadre nazionali in gara, ha fatto immediatamente scaturire nei presenti un ironico sorrisino con cui i nostri portacolori venivano associati ad un certo ambiente “mafioso”. Niente di più falso: giunti nella fiabesca residenza del signor Piancone, circondata da paddock delimitati da staccionate bianche a perdita d’occhio, durante la squisita cena il padrone di casa ebbe modo di spiegare che, oltre ad un magnifico tiro a quattro, era uno dei quattro maggiori sponsor ufficiali del Campionato, essendo il proprietario della catena di prodotti alimentari “Roma”, un’impresa da lui creata partendo da casa con 50 dollari, una valigia legata con una corda, tanta voglia di lavorare, di emergere, e tanta fantasia.”

Un altro personaggio ben noto della scena italiana ebbe modo di avvicinare Louis Piancone una prima volta ospitandolo  come passeggero sul suo Coach nel Meeting dei Coach che si tenne nel 2010 a Brummen in Belgio. Stiamo parlando di Cesare Martignoni. La stima e conoscenza reciproca ebbero modo di rinfrancarsi in occasione della visita di Piancone alle scuderie di Martignoni nel 2013 dove i complimenti per lo stato di conservazione delle sue carrozze, dei suoi finimenti e per come erano tenuti i suoi cavalli non potevano che inorgoglirlo venendo da persone di così indiscussa competenza, sia come uomo di cavalli che come collezionista di carrozze.

 

Cesare Martignoni al “Meeting dei Coach” di Brummen nel 2010

 

Infine sia la comune provenienza dalla soleggiata Puglia, dove Louis Piancone era nato in un periodo quando i cavalli erano lo strumento di vita e nella masseria di famiglia venivano usati tutti i giorni e dove Giuseppe Angiulli sta strenuamente applicandosi affinché oggi le antiche tradizioni non vadano perse ma anzi ritrovino lo smalto e la dignità di allora, sia le varie occasioni di incontro nell’ambito delle visite di Piancone a Martignoni, non potevano che suscitare un accorato ricordo di Peppe all’indirizzo dell’amico Louis espressa in una lettera aperta che qui riportiamo.

 

Louis Piancone in compagnia dalla moglie Teri in visita alle scuderie di Cesare Martignoni, qui ritratto con la validissima groom Sharon e con Giuseppe Angiulli

 

“Ciao Luigi, sino a qualche settimana fa ci siamo sentiti tramite whatsapp: era semplice essere in contatto. Sono passati sessantanove anni dalla partenza dalla tua amata Corato, giovane ventenne tentasti la fortuna anche se a casa tua non mancava nulla, ma la volontà di esplorare il mondo prevalse sulla comodità della tua famiglia.

Nelle nostre telefonate mi hai raccontato la tua storia, prima garzone poi il primo negozio, nel 1962 il salto di qualità il primo supermercato, da emigrato eri diventato imprenditore l’orgoglio dei tuoi genitori che riuscisti a portare in America per far vedere cosa eri stato capace di realizzare.

Le nostre strade si sono incrociate per la nostra passione comune per i cavalli e le carrozze, ma è andata oltre; quando ti chiamavo ti piaceva sentire il dialetto pugliese e ti emozionavi nel rievocare le tue origini.

Tuo fratello Giuseppe, con il quale mi incontrai circa dodici anni fa, con orgoglio mi mostrò una tua foto alla guida di una pariglia con uno splendido phaeton e nel presentarti fu accorto nello specificare “mio fratello è una personalità nel mondo delle carrozze in America”, infatti solo più tardi scoprii che nel 1993 a casa tua organizzasti il mondiale pariglie e quando vedesti gli equipaggi arrivati dall’Italia mettesti a loro disposizione una limousine e desti ordine ai tuoi collaboratori di mettersi a disposizione della squadra italiana e portarli nei ristoranti di tua proprietà: offrivi tu.

Il tuo amico Francesco Mattavelli si beava nel raccontarmi dei vostri incontri e della presenza a casa tua del Principe di Edimburgo capo equipe della squadra inglese.

Oltre ad aver fondato con il marchio “ROMA FOOD” un impero che oggi fattura circa diciannove miliardi di dollari, ti sei laureto in economia,sei stato presidente del più prestigioso club di carrozze al mondo il “New York Coaching Club”.

Nel nostro incontro in Italia in visita presso l’amico Cesare Martignoni avevo capito quanta competenza avevi nel giudicare una carrozza e quanta cultura nel mondo del cavallo attaccato, cosa che si può dedurre dalle foto pubblicate in occasione delle riunioni a cui hai partecipato.

L’ultima tua uscita in carrozza nel 2016 fu presso il tuo tanto amato incontro di Newport, riunione di coach che si svolge ogni tre anni.

Nell’ultima telefonata fatta, dopo averti inviato un articolo sul pellegrinaggio a Capurso (BA) in devozione della madonna del Pozzo, abbiamo parlato di muli e di tutti i preparativi che facevate quando eri a Corato per partecipare a quel pellegrinaggio: partivate con i traini e le mule alla volta di Capurso ma solo dopo aver lucidato i finimenti rivestiti in alpacca (placcfond).

Con te se ne va una persona generosa che ha dato tanto alla società americana. Infatti sei stato uno dei maggiori benefattori della Croce Rossa, una persona che ha combattuto contro lo stereotipo americano dell’Italiano mafioso, uscendo indenne da inchieste promosse contro di te, hai dimostrato al mondo intero quello che si può fare con le dovute capacità non solo imprenditoriali, hai saputo interpretare al massimo livello il ruolo di guidatore proprietario con la tua eleganza ed il tuo sorriso, oggi non sei più tra noi ma continui con il tuo mail coach o se preferisci con una redine di muli (attacco a tre di muli martinesi) a percorrere strade diverse riservate a chi a vissuto una vita di passioni.”

Con Piancone il mondo perde un vero gentleman di vecchio stampo, sempre curato nel vestire e gentile nei modi, capace di parlare con tutti allo stesso modo, dai dipendenti ai familiari, dedito ad opere caritatevoli, preoccupato di conservare le sue proprietà con le caratteristiche agricole che rappresentavano il suo credo profondo, senza che tuttavia ciò impedisse di mettere a frutto tutte le sue ineguagliabili capacità imprenditoriali, profondo conoscitore dei cavalli e praticante della guida con le redini lunghe nella sua più alta espressione.

 

Se non sono cavalli, sono carrozze! (photo credit Carriage Association of America)

 

Vedi anche:

articolo pubblicato nel 2013 su www.carrozzecavalli.net

articolo pubblicato sulla rivista “Carrozze & Cavalli” n. 4-2010

video del Meeting dei Coaching Club a Brummen