Il “Fiaccheraio” Claudio Mafara

 

Zeus

Il cavallo amato dagli Dei

Di Susanne E.L. Probst

Gli Dei si sa, amano i belli. E quel grigio non è soltanto un cavallo di particolare avvenenza, con la sua imponente stazza, il suo bel mantello chiaro, la testa montonina ed i grandi occhi scuri, ma porta pure il nome del sovrano di tutti gli Dei: Zeus. E forse sono proprio gli Dei che lo proteggono poiché, come il padre del dio greco, il titano Crono uccideva i propri figli, anche i titani terrestri non sono stati clementi con quel Pegaso senza ali. Tanto è vero che, purtroppo, in più occasioni il cavallo ha rischiato di finire al mattatoio.

Eppure Zeus ha tutte le carte in regola. Nasce il 2 aprile del 2002 in Ungheria a Lajosmizse, nel cuore della steppa magiara, la Puszta. In questa località furono allevati per due secoli cavalli Lipizzani di alta genealogia, destinati a trainare le carrozze della Corte degli Asburgo. A tutt’oggi a Lajosmizse è in funzione l’allevamento di Stato il cui compito è mantenere lo standard di eccellenza della razza. Il padre di Zeus era Favory XXVI-31, diretto discendente da Favory, uno dei sei stalloni capostipiti degli odierni Lipizzani (vedi anche: http://sito.entecra.it/portale/cra_avviso.php?id=5488&tipo=foto&lingua=IT).

In alto i sei capostipiti della razza Lipizzana – in basso un tiro a otto cavalli Kladrub della Corte Asburgica

 

Favory era un Kladruber, razza creata appositamente nel Cinquecento dall’imperatore Rodolfo II nell’omonima località in Boemia come cavallo di rappresentanza. L’intento del sovrano era di avere soggetti appariscenti e di stazza (infatti gli stalloni mostrano un’altezza di 1,80 m al garrese), con bei mantelli uniformi morelli o grigi, un carattere docile ed i movimenti spettacolari, adatti per gli attacchi a sei, otto o perfino a dodici durante le parate e le cerimonie di massima importanza. Dallo stesso allevamento di Kladruby, che oggi fa parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, proveniva anche un altro capostipite settecentesco lipizzano, lo stallone Maestoso (vedi anche: https://www.nhkladruby.cz/de/geschichte).

Quando Zeus arriva in Italia, il suo prezzo è quello di un cavallo di ottima genealogia nonché di un soggetto ben addestrato agli attacchi sia singoli che in pariglia. E di fatto il cavallo dà fin da subito grandi soddisfazioni al suo acquirente nella sua nuova casa vicino a Brescia. Sfortunatamente, dopo un po’ di tempo insieme, il proprietario si ammala e deve abbandonare le attività equestri. Zeus viene mosso sempre meno e pian piano comincia a prendere brutti vizi. Diventa insofferente, magari a causa di mani poco esperte, e soprattutto acquista, probabilmente in seguito a lunghe permanenze rinchiuso nel box, uno dei tic più dannosi e logoranti per la salute fisica e mentale, ossia il “ballo dell’orso”. Cambia più volte proprietario ma nessuno riesce a recuperare le sue qualità originarie, anzi le sue reazioni mettono troppo spesso in serio pericolo chi lo maneggia. Gli si prospetta l’ultima strada, quella di un cavallo da carne. Si salva da quell’orribile destino solo grazie alla sua bellezza. Nel 2014 un noto commerciante specializzato in cavalli da carrozza rimane colpito dal suo aspetto maestoso e lo acquista per portarlo con sé a La Spezia.

Nel frattempo il fiaccheraio fiorentino Claudio Mafara, è alla ricerca di un cavallo adatto al servizio di posta ippotrainata di rappresentanza, sempre più richiestogli grazie alla sua fama di persona competente e affidabile. E’ a conoscenza di quel bel Lipizzano in vendita ma non si era mai fatto avanti a causa della sua brutta nomea che in quel periodo circolava tra gli addetti ai lavori. Ma riflettendo a mente fredda, gli sembra un soggetto perfetto per accompagnare gli sposi o le autorità per le vie di Firenze. Non è però possibile provarlo nelle vicinanze perché nel frattempo il cavallo è stato trasferito a Napoli. Claudio decide perciò di affidarsi al suo istinto e di compralo a scatola chiusa.

Un “selfie” di due amici

Quando il grigio arriva alle scuderie del Parco delle Cascine, il fiaccheraio si rende subito conto che i problemi di Zeus sono veramente di quelli seri, al punto da accordarsi con il venditore di riprenderselo immediatamente indietro. Però c’è qualcosa, un’affinità subito avvertita o una voce interna che gli suggerisce “aspetta un po’, non essere precipitoso, il cavallo c’è!”. Ragionando forse più col cuore che con la testa, si convince che vale la pena tentare, anche perché altrimenti il Lipizzano sarebbe andato con grande probabilità direttamente al macello. Allora si fa coraggio e lo prende in fida per un mese di prova. Ed è drammatico, perché Zeus si è ormai talmente incattivito tanto da non reagire più ai comandi. Ha acquisito l’abitudine pericolosa di prendere la mano in modo incontrollabile. Ma Claudio non demorde e con l’aiuto di un amico, che lo accompagna per settimane a cassetta e che previene ogni volta quando il cavallo tenta la fuga saltando giù dalla carrozza per fermarlo, Zeus di giorno in giorno si mostra sempre più disponibile. Claudio si convince di non mandarlo indietro ma di tenerlo, decisione della quale non si è mai pentito, anche se alla fine sono necessari sei lunghi mesi di rieducazione prima che il Lipizzano torni ad essere il cavallo che era alle origini: cioè un soggetto da attacchi sereno e affidabile.

Insieme attraverso le vie e le piazze di Firenze

 

Zeus circondato dall’affetto dei bambini

 

E ben presto, grazie alla sua dote di “Eye-catcher” che attira gli sguardi come una calamita, si fa conoscere e diventa un rifermento per i fiorentini e per i turisti. Prediletto da numerose coppie di sposi per la loro giornata più importante, Zeus è il beniamino dei tanti bambini che lo coprono di carezze e coccole tutte le volte che lo incontrano. In cinque anni trascorsi assieme, Claudio e il suo grigio saranno i protagonisti di numerosi eventi culturali e faranno da comparsa in alcuni film cinematografici girati proprio nella città del Giglio. Spicca la loro partecipazione, l’anno scorso, al Festival Internazionale Italian Brass Week. Per tale manifestazione un quartetto internazionale di grandi maestri di ottoni era salito a bordo della storica carrozza di Claudio e Zeus per un tour musicale in celebrazione del 150esimo anniversario della morte del compositore pesarese Gioacchino Rossini, che riposa proprio a Firenze nel Pantheon della Basilica di Santa Croce (vedi anche: http://www.firenzetoday.it/eventi/brass-fiacchera-gioachino-rossini-atmosfere-cubane-riva-arno.html).

Zeus insieme ad alcuni attori in abiti settecenteschi

 

Firenze vale … un matrimonio

Durante il loro periodo insieme, il nostro fiaccheraio ha sempre cercato di preservare il suo prezioso collaboratore. Oltre a giorni alterni di lavoro e di riposo, il cavallo passa lunghi periodi nel paddock in campagna per staccare la mente e prevenire il suo vizio più grave, il “ballo dell’orso”. Ma purtroppo questo tic del passato di dondolare ripetutamente sugli anteriori nel box aveva già compromesso la salute di Zeus che, con l’avanzare dell’età, comincia a mostrare i primi segni di usura.

Zeus in vacanza invernale in campagna

Anche se a diciotto anni il Lipizzano è ancora nel pieno delle sue forze e i malanni sono facilmente curabili, Claudio opta per il suo bene e lo dismette. A questo punto, a chi non viene in mente la triste fine del caro Nestore, il bellissimo cavallo grigio anziano nel commovente film con il grande Alberto Sordi. Già, perché ora come allora è difficile per un fiaccheraio mantenere un cavallo in pensione, seppure Claudio, come tanti altri colleghi fiorentini, non avrebbe mai scelto “l’ultima corsa” per il proprio compagno. Anzi, si mette in moto e applica tutte le risorse necessarie e possibili per trovare una sistemazione adeguata per il suo caro Zeus.

Durante la pausa due chiacchere con un collega

Siccome nella vita reale sono innanzitutto le figlie a prendersi cura del genitore anziano, anche nella nostra storia intervengono le figlie del padre degli Dei, le Muse. Talia, Euterpe, Calliope e Tersicore, le protettrici della musica, della lirica, della danza e della poesia corrono in aiuto, nelle vesti di due noti protagonisti del teatro italiano: Valentina Cidda Maldesi, musicista, attrice e scrittrice e Valentino Infuso, regista, attore e autore. Seguendo l’esempio di Alberto Sordi (l’attore romano fu ai suoi tempi promotore del “Progetto Nestore” che prevedeva la realizzazione di un pensionato per cavalli anziani – vedi anche: http://www1.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1995/11/16/Altro/UNIRE-ALBERTO-SORDI-A-GROSSETO-PER-IL-PREMIO-NESTORE_141000.php), questo sodalizio artistico si assume l’onere di prendersi cura del cavallo nella tenuta di campagna di Valentina in Valdichiana in provincia di Arezzo.

Claudio mostra a Zeus la sua nuova “casa”

L’amore per i cavalli Valentina lo aveva dimostrato fin da piccola. I primi anni della sua infanzia li aveva passati insieme alla purosangue francese della madre, Princesse che in famiglia era diventata la “Gigia”. Compagna di giochi e confidente più intima, la nevrile e sensibile cavalla si chinava ogni volta per far salire la bambina senza nessun aiuto di un adulto e la portava sicura in groppa. Quando le vicende della vita costrinsero a dare via Princesse, madre e figlia accusarono la separazione come un vero e proprio lutto. Una perdita che l’attrice elabora tuttora recitando nella ultima piece teatrale scritta da Infuso, PFF – Trisonata per corpo femminile e pianoforte, un brano dedicato alla purosangue (vedi anche: https://www.ilpretestoerrante.org/pff?l=it).

Mamma Francesca con la loro cavalla di casa, l’amatissima Princesse

Con la morte del genitore due anni fa, Valentina si trova a dover affrontare la gestione della tenuta in Valdichiana, avviata già dalla madre come albergo. Impegnata negli spettacoli ovunque sulla penisola, non se la sente di proseguire l’attività e la mette in vendita. Però al momento della firma del contratto qualcosa scatta nell’artista e all’improvviso annulla tutto. Si convince che è questo il posto che sente suo, dove lei potrà ricaricare le batterie tra una tournée e l’altra e realizzare un suo sogno, quello di una fattoria didattica. Ma manca ancora qualcosa, manca il profumo della sua infanzia, quello che per lei è la fragranza della vita: manca l’odore del cavallo!

Durante un viaggio in Spagna all’inizio di questo autunno, in occasione di una ricerca del suo nuovo libro a Valentino appare in una serie di circostanze e di incontri vissuti in terra iberica l’immagine del cavallo che inizia a manifestarsi come una specie di visione ossessiva nella sua mente al punto da sentire la necessità di inserirlo come un personaggio vero e proprio nella sua storia. Mentre ne parla alla sua collega, intervengono nuovamente le figlie di Zeus, questa volta le Moire, le dee del destino: in quel momento, Valentina riceve una chiamata da un conoscente che lancia un appello urgente per un suo amico, il fiaccheraio Claudio Mafara, alla ricerca di un posto per il pensionamento di Zeus. E allora il gioco è fatto, la coppia di artisti non ha bisogno di riflettere, il destino ha deciso per loro: il Lipizzano sarà ospite nella tenuta di Valentina.

Nasce l’amicizia tra il cavallo Zeus ed i due artisti

 

Al loro ritorno c’è subito molto da fare. Con l’aiuto di familiari, amici e colleghi si preparano  i paddock e la capannina per l’imminente arrivo del grigio. Il prossimo step sono le scuderie. E le chiamano Il Ranch Ebro, in riferimento al fiume iberico, essendo stato il viaggio galeotto per la loro decisione. Nel frattempo si aspetta l’arrivo del secondo cavallo, il trottatore Aronne Tab. Questo poderoso baio oscuro, nato nel 1997, ha corso fino all’età di dieci anni vincendo durante la sua lunga carriera montepremi per quasi 90.000 Euro. Ritirato dalle piste del trotto, il cavallo ha continuato a trainare le botticelle nel centro di Roma. Dismesso solo adesso, ventitreenne, è tuttora sano e arzillo. C’è la necessità di trovargli una nuova casa e grazie all’intervento dell’associazione “Horse-Angels”, Aronne Tab potrà godersi una serena vecchiaia in compagnia del suo collega fiorentino Zeus.

Il padre di Valentina, il famoso Direttore al doppiaggio Marco Cidda Maldesi durante la sua carriera ha collaborato con artisti come  Stanley Kubrik e Federico Fellini

E quando i due artisti sono in giro per gli spettacoli si occuperà Diana, la figlia di Valentina, del benessere dei due quadrupedi. Che curiosa coincidenza: nella mitologia, Diana, la greca Artemide, è un’altra figlia generata da Zeus. Se questo non è di buon auspicio…

Valentina Cidda e Valentino Infuso sono sulla scena il 22 e 23 novembre 2019 al Teatro Modus di Verona

 

http://www.pianoforteforte.it/

 

https://www.horse-angels.it/43-sfumature-di-baio/il-servizio-carrozze-ippotrainato/1231-il-fiaccheraio-zeus-adottato-dai-pff-piano-forte-forte.html

https://www.cavallomagazine.it/sport-equestri/attacchi/zeus-cavallo-fiaccheraio-di-firenze-la-sua-storia-dallo-scampato-macello-alla-pensione-1-4845810

https://www.horse-angels.it/index.php?option=com_allvideoshare&view=player&vid=45&pid=1&format=raw

 

 

Foto gentilmente concesse da Valentina Cidda, Valentino Infuso e Claudio Mafara.