La pariglia di cavalli Frisoni di Giampaolo Taino – Veicolo a trazione animale

 

Domenica 29 Settembre 2019: “Giornata Nazionale del Veicolo d’Epoca” 

Finalmente qualcuno si è accorto che le migliaia di persone che a vario titolo posseggono e usano antichi veicoli di locomozione non sono dei tipi “strambi” o con la testa tra le nebbie del passato, ma sono persone normalissime che nel tempo libero coltivano la passione che più li attrae senza chiedere finanziamenti pubblici e creando un indotto di lavoro tutto da rivalutare. A onor del vero la parola veicolo d’epoca a cui è stata dedicata la giornata di oggi, sarebbe appannaggio dei veicoli a motore, e solo nella cittadina di Soresina (CR) si è fatta un’interessante e intelligente estensione a 360 gradi includendo veicoli d’epoca a trazione animale e a propulsione muscolare (velocipedi).

Ringraziamo, presenti sul percorso, gli appassionati di fotografia del FOTOCLUB “IL SOFFIETTO” di Soresina (CR) che ci hanno inviato tante belle immagini della giornata che troverete qui pubblicate.     https://www.facebook.com/pg/FotoclubSoffietto/community/

 

 

 

L’itinerario strano e al tempo stesso particolare di oggi ci ha condotto a Soresina, graziosa e tranquilla cittadina situata ad una manciata di chilometri da Cremona e più precisamente nelle campagne circostanti dove il progresso e la mano dell’uomo hanno saputo fermarsi al momento giusto, coniugando passato e presente senza mai perdere di vista il futuro. E a proposito di futuro non poteva essere più appropriata la sosta del mezzogiorno con il pranzo conviviale di tutti i partecipanti al Santuario della Madonna di Ariadello.

www.storiadeisordi.it/2006/04/24/lombardia-santuario-della-madonna-di-ariadello-in-

 

 

Il Santuario con all’interno gli ex-voto in bella mostra

 

In considerazione dell’attuale momento storico con uno sguardo al contenuto delle notizie di TV, giornali e FB e la testa china sullo smartphone qualche ora al giorno, appare lampante che l’unica àncora di salvezza per i nostri cervelli resta quella di entrare in chiesa e sperare che il legittimo proprietario dell’immobile appeso in alto sopra una croce ci dia la forza di tirare avanti, possibilmente in salute!

 

L’antica automobile di Marco Terenzi – Veicolo a motore

 

Carlo Azzini in divisa storica sul suo “Velocipede” proveniente dalla Collezione Privata della Bicicletta “Azzini” di Soresina

 

Alcuni partecipanti alla gita odierna, rigorosamente in divise storiche pedalano sopra velocipedi d’epoca originali – Velocipede: mezzo a propulsione muscolare

 

 

 

Settembre 1898 oppure settembre 2019? Sopra questi sentieri “fortunatamente” poco è cambiato

 

Giornata Nazionale del Veicolo d’Epoca: il fascino delle vetture di una volta contagia l’Italia

 

La Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati mentre riceve il “Premio ASI” dal Presidente ASI, Alberto Scuro

 

Domenica 29 settembre è stata celebrata in tutta Italia la Giornata Nazionale del Veicolo d’Epoca, iniziativa promossa dall’Automotoclub Storico Italiano per accendere i riflettori su un mondo che esprime valori positivi, un mondo che è patrimonio culturale, turistico ed economico. Una delle manifestazioni più importanti di questa Giornata Nazionale si è svolta a Vicenza, con l’Historic Day, dove è stato accolto il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati per la consegna del “Premio ASI per il Motorismo Storico”.

 

Potrebbe interessarti: https://www.today.it/motori/auto-moto/giornata-mondiale-veicolo-epoca-2019.html
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A sin. il dott. Alfredo Azzini, Presidente del C.A.V.E.C. di Cremona saluta e ringrazia tutti i partecipanti

 

 

Marco Terenzi

 

Giampaolo Taino con i suoi due “motori storici”

 

Giampaolo Taino insieme all’inseparabile amico Eugenio (Fotoclub-Il Soffietto)

 

 

Se nella giornata odierna tutte e tre le tipologie di veicoli storici sono andati d’amore e d’accordo, purtroppo non successe altrettanto dal 1850 ai primi anni del ‘900. Il nuovo era rappresentato da biciclette e automobili e la vecchia carrozza con il cocchiere in livrea non ne voleva sapere di cedere il passo! Sono passati circa 170 anni e alla luce dei fatti più la “ragion del poi”, dobbiamo assegnare la medaglia d’oro all’ invenzione dell’automobile perchè rispetto alla bici ed al cavallo è risultata più veloce, comoda e non faceva fare fatica! Chiaramente poi l’essere umano con il progresso che solitamente è strettamente collegato al danaro, si lascia prendere la mano e si dimentica di tirare il freno. In questi nostri attuali tempi di cambiamento, con l’aria satura di ossido di carbonio, i polmoni con buone percentuali di polveri sottili e con mari e fiumi “plastificati”, pare che qualcuno si sia accorto dopo un letargo di oltre 30 anni che è ora di cambiare o quantomeno modificare, il sistema di locomozione terrestre.

 

 

Gentiluomini in Carrozza

E’ incredibile come in una piccola cittadina come Soresina convivano in reciproca amicizia tre realtà storiche (bici, auto e carrozze) unite dalle stesse passioni: il veicolo d’epoca, la voglia di stare in compagnia e l’irrefrenabile desiderio di un fine settimana in mezzo alla natura lontani dallo stress di tutti i giorni.

 

Da sin. Giampaolo Taino con il dott. Alfredo Azzini, Presidente del CAVEC

 

Auto e moto d’epoca si sono ritrovate nel piazzale erboso antistante il Santuario della Madonna di Ariadello

 

 

Velocipedi d’Epoca

 

Percorsi verdi da favola

 

Perdonateci ma … non riusciamo a capire le motivazioni che impediscono a cavalli sellati e carrozze di frequentare queste bellissime e larghe piste ciclabili in tantissime parti d’Italia. Probabilmente qualcuno ha pensato che è meglio costruire ex-novo sentieri per camminatori o pellegrini, ippovie per cavalli a sella e piste ciclabili per biciclette, escludendo le carrozze. Carrozze che tra pochi mesi (forse) non potranno più stazionare nelle città o transitare su importanti pubbliche vie. Sotto il punto di vista della divisione e selezione di razze-umane-sportive in contrasto tra di loro con probabili sbocchi razzisti può essere un’idea, ma a pensarci bene, la costruzione di una unico Percorso Verde dove tutte le realtà sportive amanti della natura si possano divertire in compagnia, forse sarebbe una soluzione migliore e decisamente più economica. Inoltre a nessuno verrebbe voglia di attivare un chiosco con bibite fresche (e WC) a fronte di una tristissima realtà economica con una logistitica da spavento: 5 ciclisti in un posto, 3 cavalieri in un altro, 10 camminatori a due chilometri dai primi due. E se a qualcuno scappa un “bisognino?” Devono accelerare l’andatura e tornare a casa!

Perdonateci ancora ma l’ebbrezza e il piacere che abbiamo provato percorrendo questi itinerari ci ha leggermente mosso il sistema nervoso.

 

 

 

 

 

                                    – INTERVALLO-CULTURALE  –

Della serie: “Come eravamo” ecco un’interessante racconto …

 

Tratto da …     http://www.cr.camcom.it/files/pubblicazioni/Cremona_in_Bicicletta.pdf

Prologo, ovvero la prima gita cicloturistica

Chi si fosse trovato a passare fuori da Porta Po a Cremona la mattina del 24 marzo 1895 non avrebbe potuto non essere colpito da un’inconsueta animazione: tra la attenta e diffidente vigilanza delle guardie daziarie e la divertita meraviglia degli occupanti di alcuni calessi che si accingevano ad entrare in città per assistere alla messa domenicale in Duomo o nelle altre chiese cittadine, si snodava sulla bianca strada in direzione del ponte sul Po una lunga fila di ciclisti, suscitando entusiasmo ed eccitazione…». Così, con piglio classico, potrebbe iniziare la rievocazione della prima uscita pubblica cittadina della neonata Sezione cremonese del Touring Club Ciclistico Italiano, l’Associazione nazionale fra Ciclisti viaggiatori fondata a Milano nel novembre del 1894 per sostenere l’uso della bicicletta come normale mezzo di trasporto e strumento per il turismo, associazione che a Cremona aveva subito trovato entusiastici sostenitori. Purtroppo manca nelle cronache del tempo – pur così attente, come vedremo, alle attività ciclistiche ed ai problemi ad esse collegati – il resoconto della gita a Piacenza, la cui effettuazione era stata peraltro preannunciata da «La Provincia – Corriere di Cremona» con ben due articoli, apparsi il 16 ed il 23 marzo. In essi si dà conto dell’attenta preparazione della prima “passeggiata sociale”, che formò oggetto della prima riunione (o di una delle prime riunioni) dei soci cremonesi del Touring, che discussero a lungo sia per la scelta della meta da raggiungere sia per gli aspetti organizzativi: “il campo è diviso: v’ha chi vuol andare a Milano, chi a Piacenza, chi… a Patrasso. Si discute sulla velocità da tenersi, che dovrà oscillare tra i 12 ed i 14 chilometri all’ora, comprese le fermate per gli indispensabili bisogni… Lo squadrone avrà alla testa un Console con l’obbligo tassativo di multare quelli che tentassero di rompere le file. Inconveniente che, speriamo, non si verificherà.” Il tono è scherzoso e leggero – com’era d’uso per argomenti sportivi, considerati un po’ frivoli – ma le notizie sono precise. Le informazioni di cui disponiamo sono poi completate dal giornale del 23 marzo, dal quale si apprende che l’indomani “la Sezione cremonese del T.C.C.I. inaugurerà la serie delle sue passeggiate sociali colla gita Cremona-Piacenza-Cremona km 60. Circa la metà dei soci vi parteciperà.”   Continua …

 

Giampaolo Taino frequenta tanti Concorsi di Tradizione ed Eleganza in varie regioni italiane

 

Incidenti e rotture varie erano, anche in passato, all’ordine del giorno

 

Da sin. Giampaolo Taino con Carlo Azzini titolare della Collezione Privata di Biciclette A. & C. Azzini di Soresina

 

COLLEZIONE PRIVATA  A. & C. AZZINI – Soresina – Cremona    Email: info@velobiciantiche.it

https://www.velobiciantiche.it/eventi/            https://www.facebook.com/velobiciantiche

 

Bici, auto e carrozze d’epoca, tutto ok ma … se si rompe un pezzo che si fa, visto e considerato che le fabbriche con gli artigiani addetti ai lavori hanno chiuso i battenti circa 100 anni fa?

Per biciclette e automobili d’epoca potete rivolgervi alla Collezione Privata A. & C. Azzini dove troverete le persone esperte che sapranno darvi il consiglio giusto, per il discorso carrozze invece ci siamo noi di Carrozze & Cavalli che vi aiuteremo nella ricerca che ai tempi nostri non è per nulla facile. Oggi siamo nella zona di Cremona e la persona che vi presenteremo in veste di Artigiano Restauratore la conoscete già perchè fino a questo momento ve l’abbiamo proposto come guidatore: stiamo parlando di Giampaolo Taino.

 

 

Giampaolo Taino come tantissimi, anzi, come tutti gli appassionati e praticanti della disciplina degli attacchi, è  impegnato a lavorare le sue 10/12 ore giornaliere, che nel suo caso trascorrono fuori e dentro la propria bottega artigiana da fabbro. La sua passione per le redini lunghe nel corso degli anni lo ha portato a conoscere tanti altri appassionati i quali come lui possedevano carrozze con cavalli. Unica differenza che con il passare del tempo è venuta prepotentemente alla ribalta, era il problema della rottura o restauro di un pezzo particolare e introvabile di una carrozza che nel caso specifico di Giampaolo se lo portava in bottega, lo restaurava e se lo rimontava! Tutti gli amici e conoscenti appassionati di attacchi hanno così iniziato ad annotarsi sull’agenda il numero telefonico di Giampaolo e fissare appuntamenti per visionare, valutare e restaurare antichi legni di un certo pregio.

(Giampaolo Taino Cell. 339.1257018 )

 

 

Nella prima foto in alto a sin. un particolare pennello a “coda di topo” per le filettature, poi un “copri-predella” in ferro, a seguire altri pezzi già restaurati e pronti per il montaggio

 

Possiamo notare a carrozza smontata e sezionata le numerose parti di una carrozza che avevano come scopo principale quello di riparare passeggero, carrozza e cocchiere dagli schizzi del fango. Non per nulla la parola “parafango” o “orfanella” viene attribuita alla parte anteriore della carrozza che per prima riceve gli schizzi di fango e ghiaia sollevati dagli zoccoli del cavallo mentre trotta. Il tutto in considerazione non delle liscie e scorrevoli strade asfaltate di oggi, ma delle ben diverse realtà dei secoli passati dove non esistevano strade ma solo larghi sentieri battuti, con buche, avvallamenti, polverosi d’estate e fangosi tutto il resto dell’anno. Possiamo altresì notare che tante parti in cuoio che venivano utilizzate per riparare dal fango avevano una “anima” in ferro battuto. Nelle prime due foto sottostanti vediamo un piccolo ovale in ferro ricoperto di cuoio che serviva a riparare dal fango sollevato dalle ruote la maniglia per accedere alla carrozza. In tutti i casi descritti è dovuta entrare in gioco l’abilità e l’esperienza del fabbro Giampaolo il quale, con il vecchio pezzo arrugginito come campione, ha dovuto forgiare e battere a mano l’intelaiatura uguale a quella di un tempo e successivamente rivestirla di pelle e cucirla.

 

Le carrozze di un certo pregio erano firmate dalla carrozzeria che le aveva fabbricate e possedevano la targhetta con i dati richiesti

 

Un  “Tonneau” e una serie di dadi con maniglie lucidi appena restaurati

 

 

Carrozze, calessi e una pregiata slitta fanno parte della collezione privata di Giampaolo che in varie occasioni vengono a turno attaccate alla sua pariglia di cavalli Frisoni

 

Giampaolo Taino indossa una mantella da cocchiere acquistata da poco insieme all’antico Brougham inglese dalle nobili origini come indicato sulla portiera

 

Alcuni particolari del Brougham, inclusi due particolari bastoni da passeggio, uno dei quali è “animato” (Al suo interno si cela una lama tagliente)

 

 

 

La tapezzeria è ancora quella originale in buone condizioni

 

Le ruote ancora cerchiate in ferro fanno pensare ad una datazione della seconda metà dell’800

 

 

Appena terminati i restauri delle carrozze dei suoi clienti, Giampaolo Taino si dedicherà alla sistemazione di questo suo Brougham che sicuramente ben figurerà attaccato alla pariglia di cavalli frisoni morelli

 

 

 

Arrivederci al prossimo anno, nella speranza che gli attacchi siano più numerosi: il posto merita!