Non è la prima volta che accade di avere in Italia e a portata di mano un vero e autentico capolavoro di natura e bellezza senza dover andare forzatamente alla ricerca di lontanissimi mari tropicali infestati da squali. In questa cornice da favola si è svolto uno dei più romantici Concorsi di Tradizione italiani denominato “Viaggio nel Tempo”

La World Tulip Society ha conferito al Parco Giardino Sigurtà il premio World Tulip Destination Worth Travelling For, per l’eccellenza nella promozione e nella celebrazione del tulipano.
Grazie a Tulipanomania, la favolosa fioritura di oltre un milione di tulipani, il tesoro verde di Valeggio sul Mincio si aggiudica così un altro importante riconoscimento e si aggiudica l’attestazione di destinazione mondiale meritevole di visita per la fioritura dei tulipani.
Giuseppe Inga Sigurtà, proprietario del Parco con la sorella Magda, dichiara: “sono contento ed onorato di ricevere questo premio, l’emozione è grande ed è la ricompensa di tanti anni di lavoro” .“Mi preme ringraziare” aggiunge il conte Sigurtà “anche i miei collaboratori perché grazie a loro e al lavoro di squadra siamo riusciti ad ottenere un premio così prestigioso”.

 

Martin Adamo alle redini di un “omnibus” dei primi anni del ‘900 trainato da un tiro a quattro

 

Testi a cura di Massimiliano Berchioni Bassani con fotografie di Federica Vellani e Pagina-Web “Video e Foto”

 

Si è rinnovato anche quest’anno (2019) al Parco Sigurtà   www.sigurta.it  l’evento “viaggio nel tempo”, ormai divenuto tradizione. Il sole fin dai giorni precedenti ha rassicurato i partecipanti che l’avvenimento si sarebbe svolto, perciò tutti hanno dormito sonni tranquilli. Ricordo invece l’anno scorso la preoccupazione, scomparsa solo all’alba dello stesso giorno con il risplendere del sole dopo una notte piovosa.

 

Simone Gabrieli

 

Stefano Testori

 

Ma cosa succede al parco in questa giornata? Per chi non lo sa, qui la fa da padrone l’Ottocento con figuranti e rievocatori, carrozze e cavalli. L’evento sta crescendo ottimamente. Lo si sente dalle aspettative della gente, dalle discussioni che fanno, specialmente le donne. Chi è nelle varie chat dei social lo può confermare. Gli argomenti sono dagli addobbi per il picnic alle richieste di prestito per una sottogonna, un cappellino, un ventaglio od altro. Poi gli accordi per chi porta i bicchieri, chi le coperte e così via. Tutto questo per trascorrere una giornata in spensieratezza e serenità di un’altra epoca. La giornata è scandita al mattino dai preparativi per sistemare tutto l’occorrente per il picnic e dai giochi e nel pomeriggio dai balli. Per i più piccoli c’è sempre il battesimo della sella su pony. Quest’anno si poteva fare un tour sull’omnibus, carrozza per il trasporto pubblico di metà Ottocento oppure ammirare 13 velocipedi storici, alcuni originali altri rifatti su modello storico, del gruppo “Ciclisti d’altri Tempi” di Verona.

 

Matteo Pellizzer

 

Fiorenzo Erri

 

Nel frattempo le carrozze fanno il loro ingresso: sono circa una quindicina. Sfilano nello spazio a loro dedicato e delimitato dal viale dei pini, mentre nella zona antistante il viale delle fontanelle e degli iris la musica è eseguita dal vivo dall’orchestra sinfonica dei Colli Morenici diretta dal maestro Nicola Ferraresi.
Ed ecco che la direttrice delle danze inizia ad impartire le direttive come disporsi ed insegnare a danzare anche ai neofiti. E fra una quadriglia, un valzer, una polka la giornata scorre.

 

 

Le centinaia di visitatori fanno un gran cerchio per ammirare tutti questi ballerini in abiti storici, uomini in frac, in uniforme e donne con ampie gonne che piroettano. Sembra la scena di un film ma è tutto reale.

Nel frattempo agli equipaggi delle carrozze vengono dati i vari premi per l’eleganza, la più originale, la più simpatica ecc. Il parco Sigurtà organizza l’evento in collaborazione con G.I.A. – Gruppo Italiano Attacchi.

Vari sono i gruppi ed associazioni che partecipano: Salotto Maffei da Riva del Garda, Venezia 800, Serenissime Danze, il balletto del Battaglione Estense da Modena, il più numeroso con 35 persone.

E poi si arriva all’orario di chiusura, wow il tempo è volato, siamo alla fine dove a malincuore si deve tornare a casa, si deve salutare l’amico o l’amica che abita in un’altra città, in un’altra regione e che si spera di rivedere al più presto in un altro evento storico. Ma di sicuro ci ritroveremo tutti e anche di più il 20 settembre 2020.

 

 

Matteo Zucchi

 

L’Omnibus a cavalli di Adamo Martin