Abbiamo volutamente deciso di iniziare con le impressioni entusiastiche e positive di uno spettatore italiano perché questo è il messaggio che deve passare.

Ecco il suo resoconto dei tre giorni.

 

Tutto pronto a Drebkau in Germania, non lontano da Berlino, per il Campionato del Mondo Pariglie 2019

1^ giornata – Dressage

Proietti l’ha fatto giovedì, Aletti e Dibak venerdì. Tutto bene. Ho visto cavalli e driver veramente preparati. Constato che nello sport le caratteristiche dei cavalli, gli ostacoli, i partecipanti hanno subito cambiamenti sconvolgenti. Addirittura invertendo alcune parti, come ad esempio l’età dei driver. Cavalli preparatissimi, belli, eleganti e precisi.

 

Francesco Aletti Montano, autore di una bella prova di dressage

 

2^ giornata – Maratona

Ostacoli scenografici e impegnativi.

 

Seggiole non proprio mini, a giudicare dalle persone in campo

 

Anche in questo caso coraggio, preparazione e squadra hanno fatto la differenza. La maggior parte dei cavalli era della razza KWPN, poi ungheresi, lipizzani, polacchi e persino 2 andalusi (taglia forte).

 

Jozsef Dibak impegnato nella prova di maratona

 

3^ giornata – Coni

20 porte con alcuni passaggi a 15 cm (fascia blu), girate e controgirate. Tempo stretto, infatti tanti fuori tempo. Se l’è giocata sino all’ultimo Martin Hölle, vincitore della precedente prova di Mondiale, entrato con un margine largo di punti di vantaggio. Un po’ per questo, un po’ perché era veloce e sicuro di farcela, ha abbattuto prima 1, poi 2, poi 3 e infine 4 palline. Sbiancato in volto, ha affrettato all’ultimo ostacolo per rientrare nel tempo e per fortuna non lo ha abbattuto. Comunque fuori tempo e con 12 penalità sugli ostacoli ha rischiato di passare in seconda posizione. Buon per lui: ha comunque vinto.

 

Giorgio Proietti, concentratissimo nella difficile prova coni

 

A chi mi chiedeva quali cavalli avrei preferito, rispondevo quelli della tedesca Anna Sandmann: 2 cavalli super, di taglia ma eleganti e precisi. Anche il vincitore, con il baio oscuro (forse morello) ed il grigio non scherzava. Basta vedere il video per vedere come avanzavano: sembravano volare, non toccavano terra.

 

In alto i cavalli di Anna Sandmann, sotto quelli di Martin Hölle

 

Comunque divertimento ed esperienza sono stati realizzati. Fatica tanta, tanto mal di schiena, ma ne valeva la pena!” (D. Bagnaschi)

 

La squadra italiana durante la cerimonia d’apertura: da sin. Jozsef Dibak, Francesco Aletti Montano, Luca Cassottana, Giorgio Proietti

 

Quella dei Campionati del Mondo è un’occasione unica e molto ambita che vede contrapporsi, ogni due anni, i migliori equipaggi di un’ampia rappresentativa che andava quest’anno dalle nazioni europee (compresa la Lituania, paese debuttante al mondiale) agli Stati Uniti, dall’Australia all’Argentina. Degli 83 concorrenti iscritti e presenti in loco, si sono misurati sul campo ben 82 in provenienza da 24 nazioni, numeri perfettamente in linea con la precedente edizione.

 

Martin Hölle conquista la sua seconda medaglia d’oro nel Mondiale Pariglie dopo quella vinta due anni fa a Lipiça: qui può vantare la vittoria nel dressage e nella maratona che gli permettono di salire sul gradino più alto del podio

 

Che il protagonista assoluto fosse Martin Hölle era chiaro fin dall’inizio: campione del mondo in carica, classificatosi 9 volte 1° nei 10 concorsi internazionali a cui ha partecipato nel corso degli ultimi due anni dopo il passaggio dai singoli alle pariglie, alla guida dei cavalli con i quali nel 2015 il nostro Claudio Fumagalli otteneva al Campionato Mondiale una vittoria in dressage, un 6° posto finale nella classifica individuale ed una medaglia d’argento a squadre. Certo un gran talento, ma sicuramente una gran parte del merito va anche a Claudio, il trainer che lo ha formato, che continua a seguirlo passo a passo nella sua strabiliante ascesa con i cavalli della Riant Stables la cui qualità è assolutamente indiscutibile. Detto questo, con il punteggio di 32,39 penalità nel dressage Martin ha superato di circa 4 punti persino la sua già eccellente prestazione ai mondiali precedenti, con 4 giudici su 5 allineati nel considerarlo il leader assoluto e in vantaggio di 5 punti sul suo diretto inseguitore. La vittoria anche nella maratona lo portava ad aumentare la distanza dal secondo classificato a 15 punti, mettendo una seria ipoteca su una meritata vittoria. Suspense per la prova finale, anche se la medaglia d’oro era data per scontata. E invece il pubblico ha avuto la sua bella dose di brividi quando, ultimo a partire, ha fatto cadere una pallina dopo l’altra fino a un totale di 4 oltre a collezionare alcune altre penalità per superamento del tempo accordato, andando ad erodere il tesoretto di punti accumulati fino a ridurre la posizione dominante a poco più di mezzo punto dall’assegnatario della medaglia d’argento, il tedesco Sandro Koalick. Ancora una volta la prova coni ha dimostrato di essere l’ago della bilancia in grado di rivoluzionare le classifiche. In terza posizione, medaglia di bronzo individuale, l’olandese Stan van Eijk, distanziato di 6 punti e mezzo da Hölle e autore di una magnifica maratona che terminava a meno di 1 punto dal vincitore.

 

Il podio a titolo individuale: oro per Martin Hölle (Hun), argento per Sandro Koalick (Ger), bronzo per Stan van Eijk (Ned)

 

In quanto ai nostri, ci sono stati anche dei risultati soddisfacenti ma la sfortuna o la superficialità ci hanno messo lo zampino.

 

A sin. in alto Dibak e Aletti Montano, sotto Proietti. A destra Cassottana durante la prima ispezione dei cavalli, lo sguardo preoccupato della Capo Equipe e il duro verdetto degli Ufficiali di Gara

 

Primo inghippo la prima ispezione dei cavalli che per regolamento decreta il via libera alla partecipazione al campionato. Un cavallo di Cassottana non viete ritenuto atto a competere, decisione senza appello, come era successo già un mese prima all’internazionale di Piber/Austria, ad opera della stessa veterinaria che qui fungeva da Delegato FEI e al cospetto di un giudice che già faceva parte della giuria in quello stesso concorso. Identica sorte per altri 3 concorrenti del mondiale i quali tuttavia potevano proseguire con il loro cavallo di riserva mentre a Cassottana, presentatosi solo con due cavalli, non rimaneva che riprendere la via di casa.

 

Giorgio Proietti durante il dressage

 

Nel dressage i nostri si comportavano veramente bene. Ottimo Dibak, 7° con 46,85 penalità ed altrettanto lodevole la prestazione di Aletti, 18° con 50,51. Per Proietti, al suo debutto ad un mondiale, un’onorevole punteggio di 63,50 che, se pur largamente sufficiente per la qualificazione, una volta messo a confronto con la crème de la crème, lo posizionava solo al 70° posto. Va ribadito che Proietti ha fatto un salto di qualità notevole da quando si è seriamente impegnato per entrare nel novero dei concorrenti di livello mondiale e questo tutto da solo, dovendo fare i conti anche con gli svantaggi di una posizione geografica di montagna, di impegni di lavoro e di impianti di livello modesto, come d’altronde sono di qualità media i suoi cavalli, sempre generosi ma non certo all’altezza dei cavalli di professionisti, sicuramente di un valore economico maggiore. Ciononostante, al termine del dressage la squadra italiana, forte dei risultati di Dibak e Aletti, si posizionava al 5° posto, risultato più che soddisfacente.

 

Francesco Aletti Montano impegnato in uno degli 8 ostacoli della maratona

 

Nella maratona, dove l’ardore giovanile oltre che la minuziosa preparazione di super-cavalli e super-driver detta legge, solo Dibak, tra l’altro con cavalli giovanissimi, è riuscito a rimanere nel primo terzo della classifica. Gli altri sono passati indenni da grossi errori ma evidentemente con tempi non abbastanza competitivi. Grazie ai percorsi di Dibak e Proietti tuttavia perdevamo un solo posto nella classifica a squadre, a soli 0,46 punti dagli Stati Uniti.

 

I fan italiani

 

Purtroppo l’epilogo della prova finale sul percorso coni ha rovinato un campionato tutto sommato difeso dai nostri portacolori in un quadro in linea con le nostre possibilità. Una volta portato a termine il percorso da parte di Proietti con un risultato al di sotto delle sue possibilità, tutte le speranze erano riposte sugli altri due concorrenti che solitamente se la battono bene in questa prova, tanto è vero che nel mondiale 2015 Dibak si era classificato secondo con un percorso netto e solo una lieve infrazione di tempo mentre Aletti qui poteva contare su cavalli con una buona routine di gara, sottoposti durante l’intera stagione a numerosi allenamenti su percorsi allestiti a Mustonate da Gabriele Panier Suffat, costruttore FEI di 3° livello. Aletti infatti portava a termine un percorso con solo 6 penalità oltre ad un’infrazione di tempo. Ecco tuttavia che viene presentato un ricorso perché la ricognizione del percorso era stata effettuata anche dalla groom di Aletti, cosa vietata dal regolamento FEI all’Art. 973.7.1. dove si autorizza l’entrata in campo a piedi solo dell’Atleta, del Capo Equipe e del Trainer. Data la presenza in loco di un nostro Capo Equipe ufficiale inviato dall’Italia e di un altro ufficioso di origine americana, con buone conoscenze della lingua inglese – fattore indispensabile per capire le disposizioni date in sede di riunioni degli Chef d’Equipe – e che figurava come tale su tutte le carte ufficiali, perché nessuno ha vegliato sull’infrazione al suo insorgere, impedendo la violazione delle norme? Certo è che nessun Ufficiale di Gara FEI, nessuno Steward e neppure il Delegato Tecnico hanno eliminato seduta stante il concorrente pur essendo il groom facilmente identificabile dall’abbigliamento, e comunque prima che portasse a termine un bel percorso e solo sulla base del ricorso da parte di una rappresentativa straniera. Va detto per inciso che la stessa squadra si era già distinta per comportamento fuori dalle righe durante la Festa delle Nazioni facendosi autrice di una scazzottata finita in guardina da parte di chi aveva alzato un po’ troppo il gomito: scena decisamente non degna di un evento sportivo di questa portata. Quindi Aletti risultava eliminato e veniva cancellato a livello di squadra sia questo risultato che quello del dressage. In seguito a tutto ciò Dibak, vittima della delusione e del disappunto per un’infrazione che poteva essere evitata, si lasciava sopraffare dallo sconforto, portando a termine un percorso che per lui è da dimenticare.

 

Dibak durante la prova coni, affrontata con disappunto per quanto accaduto al suo compagno di squadra Aletti Montano

 

Per la cronaca, ad aggiudicarsi le medaglie a squadre sono stati l’Ungheria (oro con Martin Hölle, Jozsef Dobrovitz Jr e Kristof Osztertag, 76 anni in tre!), seguita dall’Olanda (argento con Geert Dijkhof, Stan van Eijk e Antonie Ter Harmsel) e dalla Germania (bronzo con Arndt Lörcher, Lars Schwitte e Sandro Koalick).

 

Il podio a squadre: 1° Ungheria, 2° Olanda, 3° Germania

 

A conclusione qualche riflessione sulla piega che stanno assumendo i Campionati del Mondo di Attacchi a livello puramente agonistico. Come ha notato giustamente il nostro amico spettatore, è impressionante il numero di giovani driver, la maggior parte figli d’arte, che, forti di un apparato consolidato dai loro “vecchi” – tutti grandi campioni – in decenni di attività, esperienza, strutture, organizzazione, assistenza da parte delle rispettive federazioni, conoscenza di tutto quello che occorre per emergere, cavalli compresi, rappresentano ormai la fascia top dell’agonismo. Per le pariglie parliamo ad esempio di Jozsef Dobrovitz Jr, Marco Freund, Anna Sandmann, Stefan Ulrich e un’altra mezza dozzina di atleti under 29. E là dove non c’è la competenza sportiva, supplisce magnificamente lo strapotere economico.

 

Eccoli i quattro concorrenti più giovani (in senso orario) Stefan Ulrich (Svizzera, 22 anni ancora da compiere), Martin Hölle (Ungheria, 22 anni compiuti), Marco Freund (Germania, 23 anni), Anna Sandann (Germania, 24 anni) – insieme arrivano a malapena a 91 anni!

 

Un altro dato di fatto è l’enorme salto di qualità compiuto dai cavalli. Non si parla più come una trentina di anni fa, di cavalli che passano agli attacchi perché non idonei a posizioni di vertice in altre discipline equestri. Questi sono soggetti super selezionati specificatamente per gli attacchi e super addestrati da autentici professionisti, cavalli che costano un bel gruzzoletto. Per fortuna in Italia possiamo contare su un preparatore di grande talento, Jozsef Dibak, che li prende molto giovani e verdi, poi con un lavoro costante li porta ad essere competitivi ad alto livello, lasciando tuttavia che siano poi altri, che ben lo conoscono ed apprezzano, a terminare l’opera.

 

Un ringraziamento va anche a loro, i cavalli che hanno accompagnato i nostri atleti nella loro avventura in terra tedesca

 

Ultima considerazione: se nazioni come le tre ai primi posti nella classifica finale – ma non solo – vengono supportate dalle rispettive Federazioni in ogni modo possibile, sia nella preparazione che durante tutte le gare internazionali disputate, con un’assistenza continuativa negli anni di un collaudato team costituito da trainer, veterinari, fisioterapisti per i cavalli e mental coach per i driver, i nostri sono abbandonati a loro stessi. E’ pur vero tuttavia che i nostri atleti sono fortemente permeati di un incurabile individualismo che li rende talvolta poco inquadrabili in schemi rigidi e soprattutto sono in pochi: altro che selezione per mandare una nostra rappresentativa ai Campionati! Non riusciamo neppure a riempire i ranghi dei qualificati che hanno accesso e purtroppo all’orizzonte non si intravede una schiera di aspiranti tale da far ben sperare per il futuro.

 

Un vincitore felice, Martin Hölle, e accanto a lui un altrettanto sorridente trainer, Claudio Fumagalli

 

Ovviamente non è il caso di farsi prendere dallo sconforto ed abbandonare le armi ma sicuramente occorre cambiare qualcosa se si vuole andare in una direzione che permetta di ottenere risultati esaltanti come quelli messi a segno con il Campionato del Mondo 2015. Se è stato possibile allora, perché non in un prossimo futuro?

 

Noi ce l’abbiamo messa tutta!

 

 

Per le immagini si ringrazia Hoefnet/Krisztina Horvath e Sonja Scharf

 

Classifica finale a titolo individuale

Classifica finale a squadre

 

Consigliamo vivamente di leggere l’interessante intervista rilasciata da Giorgio Proietti alla FISE Veneto che mette in risalto gli aspetti legati ad un Campionato del Mondo visti dall’altra parte della barricata. Questo il link

Video:

Martin Hölle, dressage

Jozsef Dibak, maratona ostacolo 8

Francesco Aletti Montano, maratona ostacolo 8

Giorgio Proietti, maratona ostacolo 8

Martin Hölle, maratona ostacolo 8