Giampaolo Taino

 

Da metà ‘800 iniziarono le liti tra i cavalli e le nuove invenzioni; qui vediamo una “locomobile” con i relativi danni agli increduli cavalli!

 

 

Il nuovo voleva soppiantare il vecchio e ogni occasione era buona per lanciare una sfida con relativa scommessa.

 

Raramente nuovo e vecchio riuscivano ad andare d’accordo, però almeno ci provavano!

 

Giampaolo Taino grande appassionato di attacchi presente in tanti Concorsi di Tradizione ed Eleganza

 

Giampaolo Taino che vive e lavora a Soresina (CR) ha subito aderito a questa interessante iniziativa che vede coinvolte in contemporanea tre diverse tipologie di trasporti terrestri che arrivarono quasi ai ferri-corti per il dominio delle pubbliche vie. Una lotta che durò una cinquantina di anni fino a quando il buon senso accompagnato dai fatti, decretò non tanto la sconfitta di alcuni e la vittoria di altri, ma stabilì solo un ordine più razionale di impostare la vita di tutti i giorni. Inutile accanirsi con quattro grossi cavalli ed un carro a trasportare in una intera giornata pochi quintali di mattoni quando un autocarro faceva 4 volte meglio con il conducente ed il cavallo rilassati uno nell’abitacolo e l’altro in scuderia. Sono passati 150 anni e oggi alla luce dei fatti possiamo tirare le somme senza litigare. Questa bella iniziativa può offrire uno spunto per constatare con i fatti se prossimamente carrozze, auto e biciclette dovranno ancora una volta scontrarsi tra di loro o si troverà una “rarissima” … via di mezzo! Nelle locandine sottostanti troverete il programma della manifestazione e per i nostri lettori appassionati di attacchi che gradissero partecipare con le loro carrozze possono contattare Giampaolo Taino al Cell. 339.125 7018

 

 

 

Da sin. Giampaolo Taino e Carlo Azzini nei locali della Collezione Privata “Azzini

La Collezione Privata dei Velocipedi e Biciclette antiche Azzini di Soresina (CR)

Impossibile che capolavori di ingegneria meccanica come quelli della Collezione Privata Azzini non abbiano bisogno della “mano magica” ed esperta di Giampaolo Taino. La notizia ci è confermata dal proprietario, Carlo Azzini, che ci conduce personalmente nelle sale di questo incredibile ed affascinante mondo della bicicletta d’epoca. Biciclette, carrozze e automobili hanno convissuto insieme, con i loro piccoli e grandi attriti naturalmente, dalla fine dell’800 alla fine del primo conflitto mondiale, quando nel nome del progresso arrivò il via libera ad automobili e biciclette, relegando a pochi appassionati o agricoltori l’uso del cavallo con carrozza, calesse o biroccio. Una particolarità innovativa e veramente all’avanguardia per i giorni nostri è rappresentata dai Raduni di Bici d’epoca che con cadenze annuali vengono organizzati dal Dott. Alfredo Azzini.

 

Sopra le immagini dell’edizione passata del 2018

 

 

 

 

 

DUECENTO ANNI IN BICICLETTA:
DALLA “DRAISINE” ALLA WI-BIKE

Fu un’estate difficile quella del 1816: i raccolti erano insufficienti e i cavalli morivano d’inedia. L’aristocratico tedesco Karl von Drais, del Gran Ducato di Baden, cercava un’alternativa al loro uso: così inventò un nuovo mezzo di trasporto individuale. A lui si deve, infatti, la creazione nel 1817 della “Laufmachine” (macchina da corsa), che fu chiamata dalla stampa “Draisine” (in Italia draisina), dal nome dell’inventore, e più tardi “velocipede”. E risale al giugno del 1817 il primo viaggio documentato dal barone tedesco: in sella alla sua “draisine” percorse 13 chilometri in meno di un’ora.

DRAISINE. Il maggiore miglioramento di questo progetto era l’aggiunta dello sterzo. La draisina di legno pesava 22 chili, aveva boccole d’ottone all’interno dei cuscinetti della ruota, un freno posteriore e 152 millimetri di avancorsa della ruota anteriore per ottenere un effetto auto-stabilizzante. La draisina era spinta in avanti facendo pressione per terra con i piedi; i pedali furono aggiunti circa quarant’anni dopo. Questo progetto innescò una moda diffusa. Molte migliaia di esemplari furono costruite e usate dappertutto, dando origine al trasporto personale senza uso di cavalli.

La draisina divenne soprattutto un mezzo per il puro divertimento utilizzato dai giovani borghesi e dagli aristocratici, tanto da essere chiamato, in Inghilterra, hobby horse (cavallo da divertimento). Il costruttore di carrozze Denis Johnson organizzò una delle prime scuole per imparare a condurre tale mezzo, che chiamò anche pedestrian curricle (“calesse che cammina”). Nei 50 anni in cui la draisine fu diffusa, i vari costruttori si sbizzarrirono ad inventare le forme più varie e stravaganti, creando oggetti che rispondessero, più che a criteri tecnici, ai dettami della moda di allora.

Sebbene già Leonardo da Vinci (o un suo discepolo) sul Codice Atlantico avesse inserito il disegno di un mezzo di trasporto simile all’odierna bicicletta, l’invenzione della draisina dell’aristocratico tedesco Karl Christian Ludwig Drais von Sauerbronn già si basava sull’introduzione della ruota anteriore sterzante applicata, come perfezionamento di una precedente invenzione del conte Mede de Sivrac, chiamata celerifero (XVIII secolo). L’inventore Drais sosteneva che tale mezzo poteva sostituire il cavallo, con risparmio nei costi di gestione, allargando la possibilità di trasporto personale “veloce” ad una più ampia fetta di popolazione.

IL VELOCIPEDE. Il velocipede, erede della draisina, ebbe una rinascita a Parigi nella seconda metà dell’Ottocento. Costituito da una ruota anteriore di diametro maggiore cui erano state connesse pedivelle e pedali, era chiamato “le velocipede bicycle”, da cui il termine italiano biciclo. Le ruote erano in legno rivestite di ferro. L’origine: il 1864 è considerato il primo anno della sua comparsa a Parigi. Continua …

QUI L’ARTICOLO COMPLETO: PIAGGIO WI-BIKE, “THE NEW WAY TO B”.
wide.piaggiogroup.com/archive/wide4_16/scooter/index.html

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