Noi 78 ci siamo tutti!

 

Appuntamento di primaria importanza nel calendario 2019 delle manifestazioni di attacchi: il CAMPIONATO ITALIANO DI COMBINATA con annesso CAMPIONATO ITALIANO PONY UNDER 16 e TROFEO LUDICO-ADDESTRATIVO ATTACCHI, oltre alla COPPA DELLE REGIONI che si sono svolti il 22-23 giugno all’Ippodromo “Le Padovanelle – V. S Breda” di Padova. Dopo un progressivo calo di interesse negli anni scorsi, fino ad una scarna partecipazione di 39 concorrenti alla Coppa delle Regioni dello scorso anno (patenti ludico-addestrative comprese), ecco che finalmente l’impegno profuso dall’Organizzatore nella figura del Comitato Regionale FISE Veneto, è riuscito a trasmettere il giusto entusiasmo per far confluire ben 78 attacchi pronti a darsi battaglia sia per le medaglie che per l’ambita Coppa, e di questi 23 Juniores e 3 Young Driver! A tutti i concorrenti va il doveroso ringraziamento per aver risposto con tanto slancio all’appello, dando prova di sportività, di senso di appartenenza e di passione, nonostante le tante difficoltà che lo sport degli attacchi presenta rispetto ad altre discipline equestri e ad altri sport in genere.

 

Tutti insieme, appassionatamente

 

POKER D’ASSI PER L’ORGANIZZAZIONE

Tante novità, e tutte piacevoli, in questa kermesse che ruota intorno alla Coppa delle Regioni. Visti i precedenti, dubbi e timori per l’edizione 2019 erano più che giustificati, soprattutto in considerazione del fatto che la location era un ippodromo. In più di un’occasione negli ultimi anni  gli attacchi che si sono esibiti negli ippodromi hanno dovuto affrontare seri problemi organizzativi con risultati finali in termini di visibilità abbastanza scarsi. Fortunatamente all’Ippodromo “Le Padovanelle – V. S. Breda” non è emerso alcun problema, anzi a dire il vero tutti, ospiti, guidatori, organizzatori e protagonisti delle manifestazioni di contorno sono stati più che soddisfatti. Come è potuto succedere? Semplicissimo: è entrato in gioco il fattore umano che ha surclassato e umiliato la solita routine burocratica, farraginosa e robotizzata che da anni avvolge in una morsa d’acciaio tante manifestazioni, e non solo a carattere equestre!

 

Paolo Coppiello (a sin.) e Gian Andrea Cappuzzo (a destra) si congratulano con il vincitore della corsa al trotto, Stefano Lago, in rappresentanza della regione Veneto

 

Il fattore umano non è un miracolo arrivato dal cielo, ma ha dei nomi e dei volti ben definiti: stiamo parlando di Paolo Coppiello, gestore dell’Ippodromo Padovanelle insieme al fratello Daniele, e Gian Andrea Cappuzzo, coordinatore delle attività ippiche e responsabile dell’Ufficio Tecnico.

I fratelli Coppiello hanno avuto il merito di salvare solo pochi anni fa l’Ippodromo dal fallimento e, con spirito imprenditoriale, ne hanno diversificato la fruibilità fino a farlo rifiorire ed entrare a far parte del tessuto sociale della zona. Non a caso è stata creata all’interno della struttura tutta una zona occupata da vari punti ristoro chiamati “Le Staffe”, per così dire dei pub, dove alla sera la popolazione ama ritrovarsi non solo per un aperitivo e quattro chiacchiere davanti ad una pizza o un pasto leggero, ma anche per celebrazioni di varia natura, tanto è vero che durante il concorso di attacchi c’era chi festeggiava un addio al nubilato. In queste occasioni non è raro vedere il cielo illuminato dai fuochi d’artificio e ascoltare l’allegro vocio fino a notte fonda.

 

Alla sera c’è solo l’imbarazzo della scelta, e i Padovani lo sanno!

 

Tutto questo ha fatto sì che nella serata di sabato, dedicata alle manifestazioni di contorno, una folla di persone del tutto estranee all’evento sportivo in atto potesse assistere ad uno spettacolo insolito, con un duplice effetto positivo: da una parte un piacevole diversivo per gli spettatori, molto gradito a giudicare dai fragorosi applausi, e dall’altra un giusto riconoscimento per chi aveva ideato e messo in campo una serie di attrazioni che hanno sortito l’effetto desiderato, ovvero quello di una maggiore visibilità.

A tale scopo anche il Comune di Padova ha fatto la sua parte, occupandosi di una efficace campagna pubblicitaria sicuramente non andata a vuoto!

 

Una campagna pubblicitaria mirata da parte del Comune di Padova ha fatto accorrere oltre 1000 persone alla ricerca di un piacevole diversivo

 

A Gian Andrea Cappuzzo invece un sincero ringraziamento per averci accolti nel grande salone sotto le tribune dove ci ha piacevolmente intrattenuti illustrando l’importante parte storico-culturale conservata all’interno di questi spazi dalle nobili e antiche origini. Libri e stampe risalenti al 1700 che ritraggono le prime corse dei driver, documenti rarissimi del periodo bellico, alcuni video dell’Istituto Luce che mostrano le prime corse al trotto del ‘900 e altre degli anni 70 che vedono il mitico Varenne staccarsi dal gruppo degli inseguitori. Interessante la parte del piccolo Museo del Trotto che espone in bella mostra tre antichi Sedioli utilizzati per le primissime corse al trotto.

 

Visita al piccolo Museo del Trotto delle Padovanelle e Gian Andrea Cappuzzo a colloquio con Ivo Baldisseri, uno dei massimi esperti italiani di storia delle carrozze

 

Completiamo il quadro con l’indomita Clara Campese, in arte “Lepre veneta”. In quanto Presidente del Comitato Organizzatore, nella fattispecie il Comitato Regionale FISE Veneto, non appena ricevuto il benestare ha dismesso gli abiti istituzionali per gettarsi a capofitto nella preparazione dell’evento fin nei minimi particolari affinché nulla fosse lasciato al caso. Molto opportuna la sua decisione di avvalersi dell’efficace collaborazione a 360° di due volti ben noti dell’agoismo veneto delle redini lunghe: Enrico Tortella e Paolo Stecca, il cui apporto è stato fondamentale per la buona riuscita dell’evento. Una donna eccezionale, la Presidente, che non si è certo risparmiata né prima dell’evento né durante il suo svolgimento, dando chiara prova della sua tempra, professionalità e intraprendenza. Presente in ogni spazio dell’ippodromo, in auto con borsoni pieni di bottiglie di acqua fresca, in bicicletta con fogli, foglietti e tormentoni cartacei e appiedata rapida e precisa come … (vedi sopra). Qualche concorrente venuto da lontano prima di andarsene voleva salutare e ringraziare per il lavoro svolto … le tre sorelle Campese!

 

“Sono stravolta a forza di correre a destra e a manca: posso salire e stare un po’ seduta a riposarmi?” Giustificata richiesta di Clara Campese a Maurizio Morbis

 

Enrico Tortella e Paolo Stecca, due figure chiave del successo

 

A proposito di persone venute da lontano (Roma e oltre)

Molto gradita la breve visita a sorpresa del Presidente FISE Marco Di Paola che ha potuto godere di una panoramica insolita sui due campi di gara a bordo della carrozza di Maurizio Morbis, in compagnia dell’Avv. Bruni, attuale Referente del dipartimento Attacchi FISE. Il Presidente si è dichiarato molto soddisfatto della professionalità e correttezza dimostrata sia dai concorrenti che dagli ufficiali di gara: decisamente un’immagine di grande impatto visivo.

 

Provare per credere! Il Presidente della FISE Avv. Marco Di Paola si diletta a mettersi alla guida. Il suo gesto eloquente di commento: pollice su!

 

(da destra) Marco Di Paola, Presidente FISE, Ferdinando Bruni, referente dipartimento attacchi, un concorrente per tutti arrivato dalla lontana Puglia e Clara Campese

 

SABATO: PROVA DI DRESSAGE

In merito al Campionato Italiano di Combinata, tutto si è svolto secondo gli schemi ben noti. Al sabato prova di dressage su due campi separati con due diverse giurie, dato l’alto numero di concorrenti. Purtroppo le categorie sono sempre tante, anzi forse troppe per garantire una certa competitività che dia un giusto merito a chi alla fine conquista le medaglie. Se nelle altre discipline equestri esistono tre livelli di patenti agonistiche con categorie suddivise per cavalli e per pony inquadrati a seconda che siano atleti juniores o seniores, negli attacchi viene ad aggiungersi un’ulteriore frammentazione trasversale per tipo di attacco, ovvero singoli e pariglie, il ché inesorabilmente raddoppia il numero delle categorie.

 

Prima pioggia battente, poi asciutto ma con un cielo poco promettente: scatta il programma “emergenza” con i giudici in auto

 

Gli atleti U16 alla guida di pony hanno goduto per la prima volta di una regolamentazione di recente approvazione da parte del Consiglio Federale imperniata sul “progetto pony sportivo” e rivolto a tutte le discipline equestri, attacchi compresi, con il quale il Dipartimento Pony intende ulteriormente incentivare la crescita sportiva mediante particolari circuiti agonistici dedicati.

 

Campionato Pony U16: Rebecca Fumarola, oro cat. Esordienti

Camponato Pony U16: Giulia Ranzetti, oro cat. Addestrativa Avanzata

Campionato Pony U16: Adele Stiffoni, oro cat. Brevetto Junior Pony

Campionato Pony U16: Alessandro Bonetti, oro cat. Brevetto Singoli Pony

Campionato Pony U16: Lisa Simionato, oro cat. Brevetto Pariglie Pony

Campionato Pony U16: Andrea Pili, oro cat. 1° Grado

Eccoli gli U16 che si sono messi in gioco e hanno fornito uno spettacolo veramente accattivante aggiudicandosi una medaglia

Siamo in tanti, siamo giovani, siamo seri, siamo bravi e siamo sempre festosi!

 

Alla competizione principe è stato affiancato il Trofeo Ludico-Addestrativo dedicato specificatamente ai campioni di domani. Tra questi un bel gruppetto di giovani e giovanissimi in provenienza soprattutto da Lombardia e Veneto, grazie ad una seppur esigua compagine di tecnici che tuttavia con grande impegno si dedicano giornalmente a quello che dovrebbe essere lo scopo principale di un formatore: creare interesse, motivazione e desiderio di emergere basandosi su un’impostazione del lavoro all’insegna della qualità e della continuità. Non è facile perché non si tratta, come con il cavallo montato, di far girare contemporaneamente sulla pista una decina di allievi correggendo qua e là, ove necessario. Negli attacchi le lezioni sono quasi esclusivamente singole perché il tecnico sale in carrozza con l’allievo pronto ad intervenire nelle situazioni di difficoltà o dimostrando personalmente come impostare le manovre più complicate. Si tratta pur sempre di guidare un veicolo dove vengono a mancare gli aiuti più importanti in equitazione: l’assetto a cavallo, il peso e le gambe. Proprio per sottolineare l’apprezzamento per chi con tanto impegno si dedica alla diffusione di una disciplina abbastanza complicata, la Presidente del Comitato Organizzatore, Clara Campese, ha deciso con finalità propositiva di assegnare tutte le medaglie per il settore ludico – addestrativo, indipendentemente dal numero di partenti in ogni categoria.

Concorrenti seniores delle categorie amatoriali: Andrea Cazzin, Claudio Ongaro, Stefano Testori e Carlo Rimondi

 

Il Presidente di Giuria Mariangela Beverina e la sua innovativa “Postazione automobilistica mobile a temperatura variabile”

Tempi duri anche per i giudici e non solo per i driver, vittime innocenti delle condizioni meteorologiche che seguono un andamento a dir poco ondivago, come l’umore di gran parte degli esseri umani: ore 7 del mattino freddo pungente, ore 8 temporale modello foresta equatoriale, ore 12 sole cocente tipo deserto del Sahara, ore 14 pioggerellina primaverile, ore 16 pioggia a catinelle poi … tregua ma … sempre redini in mano. A questo punto qualsiasi giudice avrebbe gettato la spugna, ma lei, Mariangela, no! In men che non si dica allestiva la propria automobile a postazione mobile con tergicristalli elettrici durante la pioggia e aria condizionata con il caldo torrido. In stretta collaborazione con la 2^ guida, ovvero il segretario a fianco, Mariangela espletava con tempismo, esperienza, professionalità e … ingegno il suo incarico di giudice.

 

Ora in auto per la pioggia, ora sotto il gazebo per il sole sferzante: Mariangela Beverina e, in basso, altri membri della giuria

 

In quanto alle strutture, l’Ippodromo offre quanto di meglio si possa desiderare. Box seri, ampi, con tutte le attrezzature adatte ad una corretta gestione dei cavalli nonché ampi spazi in grado di accogliere i campi di gara per questo evento. L’Ippodromo di Padova consiste di due anelli per le corse al trotto di cui uno, più piccolo, all’interno dell’altro, e un’ampia zona centrale in erba su cui erano stati allestiti i 2 campi di gara più il campo prova. Un ottimo impianto acustico ha permesso all’efficiente e spigliata Martina Chizzoli di informare in tempo reale i presenti sulle prestazioni dei vari binomi in campo. Da non sottovalutare la presenza di un’illuminazione impensabile in qualsiasi altro contesto, dove le manifestazioni in notturna – che siano gare o spettacoli – possono svolgersi in situazioni ottimali.

 

Clara Campese procede alle premiazioni, validamente coadiuvata da Martina Chizzoli

 

UN SABATO SERA DI FESTA

Terminata la prova di dressage, ricoverati i cavalli, passati con la spugna umida i finimenti e spolverate le carrozze in preparazione del giorno successivo, tutti avevano una gran voglia di far festa. E allora che festa sia!

 

Entusiasmante corsa al trotto dei driver che indossano le maglie con i colori delle regioni in gara

 

Indossate le maglie con i colori della propria regione, ecco la sfilata di rito delle rappresentanze regionali che si sono schierate a bordo pista, di fronte alle tribune, sventolando con orgoglio la propria bandiera. Ed ecco la piccola-grande sorpresa organizzata a latere della sfilata da Paolo Coppiello con l’intermediazione di Nicoletta Danieli, driver double-face che alterna l’attività delle corse al trotto con le gare di attacchi. In una sorta di gemellaggio tra attacchi sportivi e corse al trotto, 6 gentlemen driver del Gentlemen Club Driver Veneto, ognuno con la maglia di una regione presente, hanno dato vita ad un’avvincente corsa al trotto abbinata alla Coppa delle Regioni FISE, accompagnati dagli incitamenti e dal tifo da stadio dei concorrenti che rappresentavano. Grazie dunque a Miller Zanichelli (Lombardia), Massimo Bressan (Alto Adige), Otello Zorzetto (Emilia Romagna), Stefano Lago (Veneto), Raffaello Ruffato (Valle d’Aosta) e all’allenatore e guidatore Luca Talpo (Puglia). Quasi commosso il driver a bordo del suo sulky che ha ammesso come da decenni ormai non avesse più sentito il pubblico applaudire dagli spalti con tanta foga. Come giustamente ha affermato la Danieli: “Oggi ha vinto lo sport e l’amore per il cavallo!”. Prima della corsa un interrogativo: il driver vincitore e portacolori della Regione avrebbe portato fortuna alla “sua” Regione d’adozione per la gara di attacchi? Purtroppo no. Il driver primo classificato aveva i colori della Regione Veneto che nel finale della Coppa Regioni Attacchi arriverà terza, ma la soddisfazione – e la festa – non ne hanno certo risentito: dopo tutto “domani è un altro giorno”.

 

Stefano Lago, vincitore della corsa al trotto per i colori del Veneto

 

A questo entusiasmante spettacolo ha fatto seguito una breve presentazione intitolata “Un cavallo per vivere” con le testimonianze degli atleti paralimpici impegnati nel concorso, Eleonora Goruppi, Andrea Bassani e quell’instancabile Giulio Tronca, atleta che ha partecipato ai Campionati del Mondo di Para-Driving, che da anni si batte per una maggiore diffusione della conoscenza sulle grandi possibilità offerte dal mondo delle redini lunghe alle persone con problemi motori, per le quali un’attività sportiva a stretto contatto con un essere meraviglioso come il cavallo può dare un senso alla vita.

 

Giulio Tronca a cassetta, Andrea Bassani (con la polo rossa) ed Eleonora Goruppi (con abbigliamento scuro), dopo l’assegnazione delle meritate medaglie da parte di Clara Campese

 

Sempre opera di Tronca il coinvolgimento di due atleti disabili che vivono ed operano con i cavalli: una nota ex driver internazionale, Chiara Nardo, vittima di un incidente a cavallo, e il rampollo di una famiglia con la passione dei cavalli, Filippo Lago, affetto da spina bifida, entrambi testimonial d’eccezione, molto sensibili alle possibilità offerte dallo sport del para-driving.

Ecco i loro toccanti profili.

 

Chiara Nardo, classe 1974, padovana di Vo Euganeo, è una ex driver professionista. Un lavoro, ma soprattutto una grande passione, ereditata dalla famiglia, e che l’ha portata a vincere diverse corse insieme ai suoi cavalli. È l’unica donna ad aver trionfato nel Campionato Italiano Guidatori Under 31, ha gareggiato e vinto contro gli uomini, nel corso di una lunga carriera interrotta bruscamente nel 2015. Un incidente a cavallo le ha procurato una paraparesi alla gamba sinistra ma non le ha tolto la voglia di competere e far sport. Dopo aver conosciuto a Lignano Pierino Dainese, ha provato per la prima volta una bicicletta, al fianco di Alex Zanardi, entrando a far parte di Obiettivo3 (da www.obiettivo3.com) .

 

Filippo Lago è affetto da spina bifida, una grave malformazione congenita della colonna vertebrale che può comportare disabilità motoria e complicazioni neurologiche. Il 27enne convive con un’invalidità al 75% e deve camminare con un paio di tutori, ma non si è lasciato scoraggiare. Ha cercato di costruirsi una vita il più possibile normale, coltivando quelle che sono le sue grandi passioni: i cavalli e il giornalismo. Vive a Galliera Veneta, in provincia di Padova, dove gestisce insieme alla famiglia un allevamento di cavalli, lavora part-time in un centro commerciale e scrive per vari giornali di ippica: “Non mi sono mai pianto addosso – ha raccontato al Corriere della Sera – Quando ho preso coscienza delle difficoltà che avevo, ho cercato di capire come conviverci nel modo migliore, di trovare la mia strada”. La possibilità di vivere accanto ai cavalli, fin da piccolo, ha consentito a Filippo di guardare alle proprie difficoltà in una prospettiva diversa: “È stato l’amore per questi animali a spingermi ad abbattere le mie limitazioni nonché a sorridere davanti alle difficoltà quotidiane”, aveva spiegato in un’intervista a Libero. Crescendo, il ragazzo ha frequentato l’istituto agrario, ma la passione per la scrittura è sempre rimasta viva in lui. Quando si è presentata l’opportunità, ha iniziato a collaborare con alcune riviste di settore, per le quali segue il mondo dell’ippica. La sua storia ha suscitato interesse, tanto da richiamare l’attenzione del premier Giuseppe Conte, ma anche di Alex Zanardi e Bebe Vio, che gli hanno inviato un messaggio (da www.TheSocialPost.it)

Calato ormai il sole, nel mentre tutti si rifocillavano allegramente al prelibato buffet preparato sotto le tribune e lentamente si avvicinavano alla scena anche i frequentatori de “Le Staffe”, nell’apposito spazio delimitato sulla pista si preparavano gli artisti impegnati in un magnifico spettacolo equestre. Già durante la giornata la neonata Commissione del Teatro Equestre aveva dato modo ai presenti di documentarsi sugli intenti del loro programma “Il cavallo nell’arte”, rivolto a promuovere presso il pubblico il cavallo quale protagonista di eventi e spettacoli, presso gli artisti con l’offerta di formazione specifica e presso tecnici e istruttori per la strutturazione di progetti di teatro equestre all’interno dei loro centri ippici. Una magnifica conclusione della serata applaudita da oltre 1200 spettatori entusiasti.

 

 

DOMENICA: PROVE CONI E PREMIAZIONI

Il costruttore di percorso, il pugliese Cataldo Scatamacchia, coadiuvato dal valido aspirante costruttore Michele Gullace, ha disegnato i percorsi coni, prova conclusiva del concorso, cercando di far coincidere le aspettative di concorrenti con livelli di preparazione così diversi. Un compito non facile che però è stato eseguito con cognizione di causa ed ha riscosso l’apprezzamento di tutti.

 

“Cambiare per 11 volte la larghezza di tutti gli ostacoli sotto il sole cocente e perdipiù in tempi record non è proprio una passeggiata” parola di Cataldo Scatamacchia

 

Alla fine le premiazioni del Campionato, con una pioggia di medaglie, viste le tante categorie in campo: ben 23!

 

i vincitori delle medaglie d’oro (in senso orario): Cristiano Cividini (singoli 2° Grado), Giorgio Proietti (pariglie 2° Grado), Emilio Gamba (pariglie pony 2° Grado), Oswald Plankensteiner (brevetti cavalli da lavoro), Stefano Formica (singoli 1° Grado)

Primo gradino del podio anche per (in senso orario): Giulia Arreghini (singoli pony 2° Grado), Siegfried Weifner (singoli pony 1° Grado), Josef Kraler (singoli pony brevetti), Nicola Zizzi (singoli cavalli brevetti), Viviana Matteja (pariglie cavalli 1° Grado), Sara Bombelli (pariglie pony 1° Grado)

 

Se i risultati dei Campionati erano facilmente presagibili a mano a mano che ogni concorrente terminava la sua seconda prova, ben diversa era l’aspettativa trepidante per sapere chi avrebbe vinto la Coppa delle Regioni. A causa di un conteggio abbastanza lungo e complicato imposto dal regolamento, i tempi tecnici per formare le classifiche purtroppo si protraggono e … l’ansia cresce. Intanto nella fucina del diavolo, alias ufficio calcoli, il terzetto composto dalla segretaria incaricata, Carolina Marenghi, affiancata da Doriana Mino, oltre che segretaria per le gare di attacchi anche molto competente nella disciplina in quanto ex agonista, e dalla Presidente di Giuria, Mariangela Beverina alle prese con procedimenti a dir poco astrusi e non previsti in automatico dal programma FISE, spendevano le loro ultime energie, esauste dall’altro grande impegno profuso nella preparazione degli ordini di partenza, con talvolta 5 concorrenti che usano la stessa carrozza e devono avere il tempo di scaldare i cavalli attaccati, i quali cavalli a loro volta possono partecipare con 2 diversi concorrenti e questi ultimi possono partecipare con equidi diversi a due differenti categorie: altro che Settimana Enigmistica! Onori ed oneri nel controllo delle classifiche per gli U16 la referente del settore attacchi all’interno del Dipartimento Pony, Manuela Marchetti.

 

Mariangela Beverina, Presidente di Giuria, con Doriana Mino e Carolina Marenghi, impegnate fino alle ore piccole in segreteria per quello che spesso viene considerato un compito facile, ma che tale non è, soprattutto nell’ambito della Coppa delle Regioni

 

Manuela Marchetti, referente nazionale per il settore attacchi all’interno del Dipartimento Pony Junior

 

Alla fine la Coppa delle Regioni 2019 è andata all’Alto Adige, seguito nell’ordine da Lombardia e Veneto. Niente da fare questa volta per la Puglia, la Valle d’Aosta e l’Emilia Romagna. A proposito di quest’ultima va dato merito all’attuale referente regionale, Paolo Cervi, che con l’appoggio del Tecnico di riferimento, Ivano Cavina, è riuscito, dopo 10 anni di assenza, a riportare una squadra regionale in questa competizione. Assente invece, forse per la prima volta nella storia della Coppa, la Regione Piemonte.

 

Vincitore della Coppa delle Regioni 2019 l’Alto Adige

 

RIFLESSIONI A CALDO

di Elvezia Ferrari

 

Proprio al riguardo della Coppa delle Regioni sorgono le maggiori perplessità.

Innanzitutto sarebbe interessante capire come mai in regioni come la Toscana, il Lazio, l’Umbria, la Sicilia, dove esiste una certa attività nel settore degli attacchi amatoriali, non si riesca a stimolare gli appassionati ad intraprendere un’attività che non si limiti alla solita “gara della domenica” in cui scatenarsi per bruciare i secondi con alle spalle un allenamento atletico demandato per intero al buon cuore di chi vi partecipa. Sì, perché di cuore, o meglio di pancia si tratta, mentre il buon senso fa talvolta da fanalino di coda. In quanto ad un agonismo sano sotto l’egida della Federazione, poche forse le iniziative da parte dei Comitati Regionali? Politiche scarsamente efficaci? Carenza di fondi per incentivare la crescita? Tecnici demotivati che non si impegnano nella ricerca, se pur faticosa, di nuovi adepti? Sono ormai diversi anni che queste regioni sono latitanti, ma senza esaminare a fondo quali possono essere le cause, la situazione non è destinata a migliorare nel prossimo futuro. A chi spetta il compito di dare la sveglia? Ma soprattutto esiste un interesse federale per una disciplina marginale basata su un numero limitato di atleti attivi? Sembra il classico gatto che si morde la coda.

 

Una volta, anticamente … Eravamo nel 2006 a Punta Ala, con un caldo canicolare, eppure nessuno dei 104 partenti in provenienza da 11 regioni si lamentava: bastava esserci!

 

Da diverse parti arriva invece la critica al Regolamento della Coppa. Poco incentivante lo sforzo per presentare ad esempio 30 concorrenti regionali per poi vedersi soffiare la Coppa da sotto il naso da chi ha solo una mezza dozzina di concorrenti. D’altro canto anche questo ha un suo perché: la possibilità di regioni con un numero di tesserati più limitato di essere ugualmente competitive, evitando quindi una rinuncia a priori. L’idea dietro alla creazione della Coppa delle Regioni ad opera del compianto Cav. Adolfo Paul Gross era quella di incentivare una nutrita partecipazione: tutti ricordano l’immensa schierata di 100 e più attacchi scattata a Punta Ala parecchi anni fa. E’ vero, i tempi sono cambiati ma forse l’intero argomento merita una nuova disamina alla luce della situazione aggiornata ai tempi attuali. Di proposte ce ne sarebbero: basta sedersi intorno ad un tavolo e discuterne. Nell’intento originario doveva essere una grande festa, alla quale tutti avrebbero desiderato partecipare per il semplice piacere di ritrovarsi in tanti, una volta all’anno, per competere ma senza perdere di vista il divertimento. Stando così i regolamenti però, tanto varrebbe mandare solo una mezza dozzina di atleti, i più qualificati ad ottenere punteggi di rilievo. E tutti gli altri? A casa, tristi di non essere stati considerati soggetti abbastanza interessanti da rappresentare la propria regione! Probabilmente è questo il motivo per il quale negli ultimi anni il Campionato di Combinata e la Coppa delle Regioni sono stati abbinati: se anche il proprio risultato non confluisce nel punteggio valido ai fini della Coppa, c’è sempre la speranza di potersi fregiare di una medaglia. E scusate se è poco!

 

 

medagliere

classifiche finali

 

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