Ritorneranno nei campi i TPR o li vedremo solo dentro gli zoo?

 

Un successo di pubblico

 

Questa Fiera dell’Agricoltura 2019 a Imola (BO) ha riservato non poche sorprese per gli addetti ai lavori e per conseguenza diretta anche al numerosissimo pubblico intervenuto. Forte aumento dei soggetti presentati, alto livello qualitativo con allevatori molto preparati, fortemente motivati e consapevoli dei tempi di grande cambiamento. Per la nostra cronaca a “redini lunghe” abbiamo rivolto particolare attenzione all’Asino Romagnolo e al Cavallo da Tiro Pesante Rapido (TPR). A dire il vero nel capitolo “Agricoltura del futuro a trazione animale” sarebbe incluso anche il carro trainato dai buoi che rappresenta il più antico mezzo di trasporto che la storia ricordi: ci scusiamo con i lettori (e con i buoi) ma c’è ancora tanto da fare con cavalli e asini che non abbiamo ancora la più pallida idea di dove iniziare con i buoi!

Gironzolando per la fiera ogni tanto a qualche interessato del settore veniva rivolta in maniera ironica e volutamente scherzosa la seguente domanda: “Ma con “loro” ci facciamo solo lo stracotto e gli sfilacci al limone o abbiamo altre idee per il futuro?”. L’allevatore della Vacca Chianina Romagnola ha confermato la solita linea dura e tolleranza zero (con i vegani), lo storico e presentatore della manifestazione Mario Rocco ci ha confermato che se il cavallo TPR è arrivato ai giorni nostri è solo per merito della sua benefica carne rossa. Nel comparto asinino l’amico ed esperto allevatore Lino Zerbini si è cautamente allineato alla strategia del TPR e anche in veste di addestratore di asini da attaccare ha ammesso una certa delusione nel constatare che in giro per sagre o fiere degli asini di una certa qualità e bellezza con relativo attacco in sintonia se ne vedono pochissimi (noi di C.& C. negli ultimi due anni non ne abbiamo visto nessuno!). Per un quadro più preciso dell’edizione 2019 di questa Fiera Agricola del Santerno nel settore dell’Asino di razza Romagnola vi invitiamo a leggere l’interessante articolo del dott. Alberto Minardi pubblicato sul sito web di riferimento www.asinoromagnolo.it    

 

Alberto Minardi

 

Ecco alcune dichiarazioni che ci ha rilasciato Alberto Minardi:

Mano a mano che passano gli anni, scanditi da un progressivo processo di crescita qualitativa e quantitativa dei soggetti allevati, e dell’intero movimento degli appassionati, sempre di più vengono in mente le nostre origini. La mente corre agli inizi, a quanto scrivemmo a corredo della Prima Edizione della Mostra di Maggio-Giugno 2011 (che si tenne a Casola Valsenio, non a Imola). Era la prima volta che l’Asino Romagnolo partecipava ad una vera e propria mostra a lui dedicata. Possiamo affermare che c’è un movimento in piedi fatto davvero di tanti, che vengono davvero da molto lontano (Sondrio, Brescia, Belluno), che hanno portato in Fiera il meglio dei loro soggetti, ma che ne hanno altrettanti e forse di più a casa, perché, si sa, il trailer non può contenerli tutti. E che, poiché siamo tanti, non abbiamo più i dubbi di quando eravamo quattro gatti, perché “la nave va” e (come si dice) “l’unione fa la forza”. Per questo sorridiamo, perché siamo consapevoli che il processo, oramai, è inarrestabile, e non ci potranno più essere eventi imprevedibili capaci di farlo regredire. E sorridiamo perché siamo amici, perché la competizione che pure nel Ring c’é, si vede, ed è un bene che ci sia (per Bacco! … se serve a qualificare la Razza), non impedisce a noi, alle nostre famiglie, perfino ai nostri bambini, di coltivare l’amicizia e la cordialità.”

 

Lino Zerbini, allevatore di chiara fama, attualmente ha disponibili quattro Asini Romagnoli assolutamente identici tra loro. Si cerca un “Artista” delle redini lunghe per valorizzare in Italia e nel mondo le nostre tradizioni di Romagna!

 

Per informazioni sull’allevamento dell’Asino Romagnolo del sig. Lino Zerbini a Palesio – Ozzano Emilia (BO) ecco alcuni numeri: marzialino.zerbini@libero.it  e Cell. 338.60 488 49 (Lino Zerbini)

 

Alcuni momenti della manifestazione

 

 

IL SALTO DI QUALITA’ FIRMATO ANACAITPR

Con questa Fiera di Imola possiamo dire, cautamente e con tutte le riserve del caso, che si è intrapresa una nuova via (copiata dal passato) per utilizzare in maniera più consona il cavallo TPR  il quale, fino all’invenzione del motore a scoppio, si era rivelato assolutamente indispensabile per l’uomo nel corso dei secoli. Negli ultimi 4/5 anni questi cavalli di grande stazza li abbiamo visti solo in mano a pochi appassionati per via della moderna mentalità “elettronica” che cataloga tutto e tutti con “bellezza, velocità e funzionalità”. Con il passare del tempo qualcuno ha iniziato a lavorarci intorno a questi cavalli che in pochi esemplari (forse 8/10) venivano tirati fuori dal box per qualche esibizione agricola o spettacoli circensi a fini benefici. Oggi quì alla Fiera del Santerno crediamo siano state gettate le basi per un futuro più interessante da offrire a questa razza equina, che possa allo stesso tempo creare passione, posti di lavoro e reddito ad una fascia di lavoratori che nell’agricoltura coinvolge una gamma di persone dai 10 ai 90 anni. Il merito di chi ha saputo traghettare questa mutazione dalle chiacchiere ai fatti concreti è da addebitare all’Associazione Nazionale Allevatori del Cavallo Agricolo Italiano da Tiro Pesante Rapido e a tutto lo staff di persone che hanno voluto scommettere su questa realtà in via di estinzione. Purtroppo noi fotoreporter curiosi e intriganti abbiamo voluto raccogliere in giro voci di corridoio, soffiate di persone introdotte, pettegolezzi da Bar Sport, indiscrezioni di agenzie stampa ed è emerso che dietro alle quinte di questo gigantesco spettacolo equino c’è una persona alla quale va dato un indiscusso merito: Giuseppe Pigozzi .

 

Tante e applaudite le esibizioni in campo di numerosi artisti equestri: nella foto il Direttore di ANACAITPR dott. Giuseppe Pigozzi con Maria Teresa insieme ai suoi collaboratori a 4 zoccoli!

 

In tanti sanno o si immaginano la differenza che intercorre tra andare la domenica mattina al mercato con un cavallo e relativo carretto e andarci comodamente seduti in automobile. L’usanza generalizzata dell’automobile ha una storia relativamente breve e va dal 1950 ai giorni nostri, mentre il carretto con l’animale che lo traina è iniziato nel 4000 a.C. e si è interrotto nel 1920 circa. Vale sempre la regola che “indietro non si torna” ma usando l’intelligenza e le esperienze pregresse una via di mezzo rappresenta sicuramente la miglior soluzione. Per la serie “pochi ma buoni” oggi alla Fiera di Imola sono intervenuti alcuni relatori che con le loro esperienze sul campo hanno tracciato le corrette e praticabili linee da seguire. La bardatura del TPR ci è stata illustrata mirabilmente da Fabio Magonara, Presidente dell’Associazione dei “Nuovi Carrettieri Veneti”.

 

Fabio Magonara “docente” in cattedra per la corretta vestizione del cavallo “lavoratore”

 

 

 

Fabio Magonara, forte di una lunga esperienza sul campo come guidatore ed allevatore, ha spiegato i due modi per vestire correttamente un TPR, come si nota dalle foto. Il cavallo indosserà un finimento “leggero” che vediamo nella foto in alto a destra quando sarà addetto al traino di una carrozza o carro non troppo pesante, mentre per carichi più gravosi o lavorazioni sul terreno dovrà indossare finimenti imbottiti e più robusti. Ci teniamo a rammentare che un cavallo può trainare (in piano) tre volte il suo peso senza nessun problema e nel caso di un cavallo TPR da circa 900 kg. una carrozzella del peso di 500 kg. non gli muove neppure il sudore. Siamo in un mondo strano che pare popolato di “santoni pseudo-animalisti” i quali vedendo un cavallo con la testa bassa o con un po’ di schiuma alla bocca credono che stia per morire da un momento all’altro e si sentono autorizzati a sparare sentenze a casaccio contro tanti cavalli al traino di calessi o carrozze, non si sa bene con quale fine: forse non li volete più vedere ai bordi di una strada? Allora per diritto di cronaca e libertà di informazione comunichiamo che in una grande città italiana nelle ultime settimane due ciclisti sono morti stramazzando al suolo dalla loro bicicletta, tanti cocchieri indignati chiedono più controlli delle forze mediche affinchè non abbiano più a ripetersi simili episodi raccapriccianti ai danni di un essere umano. Vogliamo togliere le biciclette dalle strade?

 

 

Al microfono Roland Morat, Giudice internazionale di Attacchi, al suo fianco Mario Rocco

 

Roland Morat, in veste di Giudice Internazionale di Attacchi ha iniziato la sua disquisizione citando la sua esperienza di poche settimane prima mentre in veste di giudice durante un concorso di attacchi in Austria, nel rettangolo di gara insieme a cavalli ben più titolati erano presenti anche robusti cavalli da tiro “Norici”, e tutti hanno ben figurato indipendentemente dal loro peso corporeo. Ha poi sottolineato la doverosa possibilità più che concreta di praticare a determinati soggetti TPR un mirato addestramento a sella e a redini lunghe. Consiglio molto apprezzato da tutti gli allevatori presenti che per ovvi motivi molto del loro tempo lo devono impiegare in altre attività. Per semplificare diremo che dovrà formarsi la nuova figura professionale dell’Addestratore di Cavalli TPR. Perfettamente inutile raccontare alla gente che bisogna iniziare a lavorare piccoli appezzamenti di terreno o di bosco con un cavallo se poi ad oggi, luglio 2019, se uno vuole acquistare un idoneo cavallo per il suddetto scopo non sa dove sbattere la testa!

 

Uno “scalzatore” da vigneto meccanico a trazione animale

 

Francesco Mulinari, toscano, laureato in Agraria e agricoltore per passione, ha presentato un attrezzo agricolo di sicuro successo; uno scalzatore da vigneto meccanico a trazione animale. Dall’alto delle sue molteplici esperienze in diversi campi d’azione ci ha illustrato in cosa consiste e quali sono i relativi benefici della micro-economia o economia circolare.

 

IL FUTURO?  MICRO-ECONOMIA detta anche ECONOMIA CIRCOLARE

Vediamo di che si tratta e nello specifico come applicarla al Cavallo Agricolo. Subito una doverosa precisazione: l’agricoltura a trazione animale alla luce delle ultime esperienze va applicata a tre segmenti operativi: orticultura, lavorazioni in vigna e nei terreni boscosi. Per ovvi motivi non sarà mai più possibile coltivare enormi appezzamenti di terreno con la sola forza animale. Per capire meglio e rendere più agevole la lettura abbiamo fatto alcuni esempi comparativi tra cavallo e trattore.

 

Francesco Mulinari e la sua “Economia Circolare” a trazione animale

 

IL TRATTORE  costa all’incirca 60.000 euro e se è di una marca estera i nostri soldi emigrano oltre confine.

IL CAVALLO addestrato all’attacco (se andrà in porto il progetto) costa dai cinque ai 7.000 euro e se acquistato da un allevatore italiano i soldi restano in “circolo” sul territorio nazionale.

IL TRATTORE brucia combustibile che dobbiamo acquistare all’estero, le accise sono molto alte e sistematicamente inquina l’ambiente.

IL CAVALLO mangia prodotti coltivati in loco e quando li espelle dal “posteriore” finiscono sul terreno e lo concimano senza bisogno di sostanze chimiche dannose all’uomo e all’ambiente.

IL TRATTORE è pesante e per coltivazioni d’eccellenza come la vite, compatta il terreno impedendo all’acqua di penetrare a fondo nelle radici, facendola così scivolare nel fosso vicino.

IL CAVALLO da Tiro Pesante Rapido pesa circa 800 chilogrammi distribuiti su quattro zoccoli e l’effetto della compattazione sul terreno è minimo.

IL TRATTORE moderno dotato di luci e cabina in aria climatizzata è instancabile e potente, con tre persone che si danno il cambio è in condizione di lavorare giorno e notte per settimane.

IL CAVALLO non è veloce e segue i ritmi scanditi dalle stagioni con tradizioni che si perpetuano (con successo) da migliaia di anni. Nei mesi del grande caldo i lavori in campagna iniziano alle sei del mattino e si interrompono alle undici. Grande tavolata in allegria con scambio di opinioni, piccolo riposino al fresco e alle ore 17 si torna al lavoro in campo fino al tramonto. Mediamente dopo tre ore di lavoro il cavallo deve avere il cambio con un altro cavallo fresco e riposato.

Ringraziamo Francesco Mulinari per il suo  qualificato commento.

 

 

Commenti tecnici & teologici a margine (dalla nostra Redazione)

Il Trattore potente e veloce in una settimana effettua lo stesso lavoro di tre cavalli in un mese! Ok, hai vinto tu robot-iper-tecnologico-globalizzato!! Ci ritroviamo così tre settimane libere perchè la tecnologia ha sostituito e umiliato la forza lavoro umana e animale. Adesso abbiamo tanto tempo libero a disposizione e si potrebbe acquistare un’auto sportiva, una motocicletta o una piccola barca per brevi gitarelle fuori porta. Per alternare si potrebbe frequentare spesso il pub alla moda e tirare tardi tra drink e belle donne. Considerate le caldi notti estive cosa c’è di meglio, avendo come noi del tempo inutilizzato, che fare venire mattino in riva al mare mentre il sole rosso sorge all’orizzonte e la ballerina di lap-dance ci racconta che tempo che fa!  Per utilizzare poi i rari momenti vuoti ecco il mitico smartphone con il magico WhatsApp per inondare di immagini amici e conoscenti sulle nostre avventure ai “confini della realtà”.  Con ritmi del genere uniti alle rate mensili del trattore e dell’automobile e includendo qualche spesa fissa di gestione forse sarebbe opportuno vendere tutto, rifugiarsi in una grotta a 2.000 metri di quota e intraprendere una nuova e più redditizia attività: l’eremita viti-vinicolo!

 

LA TERRA E’ BASSA … meglio sopra una panca!

 

Continuate a seguirci e vi terremo costantemente aggiornati sulle news, ma con una differenza sostanziale dallo standard attuale globalizzato: andremo noi di persona a verificare!