Grande fermento in questa primavera 2019 in Emilia-Romagna che, dai tempi di Antonio Broglia, ha attraversato un lungo periodo di latitanza nel settore degli attacchi. Il tutto è culminato domenica 9 giugno 2019 con una gara di Combinata FISE al Circolo Ippico Lo Stradello di Scandiano.

 

 

Per una volta iniziamo dalla fine, ovvero dal concorso.

Una piacevole sorpresa quella riservata ai concorrenti per questo timido tentativo di rientro in scena data da un’invidiabile posizione geografica che ha garantito tra l’altro una corroborante arietta nonostante la giornata quasi canicolare. Eccellente l’accoglienza da parte del Comitato Organizzatore intenzionato a proseguire nell’opera di impegno in questo settore equestre che purtroppo, dato l’uso di un veicolo, ha spesso esigenze diverse da quelle delle altre attività con il cavallo a sella.

Non molto nutrito il numero dei concorrenti, vuoi per la tardiva definizione dei programmi, vuoi per la concomitanza con varie altre manifestazioni del settore, sia ufficiali che non ufficiali, sia in Italia che all’estero, che hanno impedito, soprattutto alle categorie più alte e di conseguenza ai loro allievi, di accogliere l’invito, vuoi ancora per alcune incertezze riguardo ai regolamenti di recente revisione che si occupano dell’inserimento di persone diversamente abili nell’ambito della disciplina, questione questa che sta molto a cuore sia allo stesso Centro Ippico, sia al Comitato Regionale FISE Emilia Romagna.

 

Noi siamo pronti e ansiosi di cominciare

 

A molto è giovata l’intensa collaborazione sia nella preparazione dei programmi che nella gestione della gara in sé, da parte del Giudice Unico, Mariangela Beverina, che, a parte la qualifica di giudice internazionale FEI di 3° livello, gode di decenni di esperienza in ambito nazionale. Come tale ha infatti voluto essere propositiva, cercando di far coincidere un corretto svolgimento dell’evento senza tarpare le ali a chi, con un lodevole entusiasmo, ha fatto di tutto affinché l’organizzazione, nella persona di Katia Faletti, e la partecipazione potessero registrare l’auspicato successo.

 

In alto Pierandrea Rebella e Rosalba Governatori. In basso il referente attacchi della FISE Emilia-Romagna Paolo Cervi, premiato da Ivano Cavina

 

Merito anche dell’efficiente lavoro svolto sia dal costruttore di percorso Emilio Gamba, anch’egli ufficiale di gara FEI ma soprattutto driver internazionale con un nutrito bagaglio di esperienza, sia dalla segretaria, Doriana Mino, che nonostante la recente nomina per questa funzione, è molto addentro nelle problematiche specifiche degli attacchi per essere stata per anni agonista.

Da ultimo ma non per questo da meno, un plauso va al Tecnico di Attacchi Ivano Cavina, che ha dovuto vestire numerose casacche, da quella di istruttore, a quella di richiestissimo groom, da quella di presentatore dei sette patentandi, a quella di cuscinetto ammortizzatore tra quello che dovrebbe essere e quello che è.

 

“Per oggi lo sport integrato non ha partecipato, ma non mi sono persa niente e la prossima volta…!”

 

classifiche

 

Benvenuti ai nuovi agonisti FISE!

Proprio Ivano Cavina nella giornata di sabato ha tenuto presso le stesse strutture uno stage per conto del Comitato Regionale FISE, al quale hanno partecipato ben 28 binomi – e tralasciamo qualsiasi commento sulla gestibilità di tali numeri quando si tratta di cavalli attaccati! Come già detto, sette di questi hanno affrontato nel pomeriggio di sabato la prima parte dell’esame per il rilascio del Brevetto Attacchi eseguendo la prova di dressage e sottoponendosi alla verifica delle conoscenze teoriche da parte dell’esaminatrice con qualifica sia di giudice che di tecnico di 3° livello. La seconda parte della prova pratica è poi stata assolta con il percorso coni a conclusione del concorso del giorno successivo.

Ai neo patentati vanno i complimenti per il superamento dell’esame, con l’auspicio di vederli in futuro assidui frequentatori dei campi di gara.

 

 

Primo obiettivo regionale: allargamento della base

Dopo alcuni anni di stallo (a dire il vero inspiegabile) la Scuderia del Centro Ippico “Gruppo Romagna Attacchi” diretta e coordinata da Ivano Cavina è in grande fermento per l’avvicinarsi della Coppa delle Regioni, un evento che, anche se con gli anni è un po’ scaduto di tono con l’assottigliarsi delle regioni presenti, riveste comunque sempre una certa importanza nel mondo degli attacchi sportivi.

 

Primo stage di attacchi organizzato dal Comitato Regionale FISE Emilia-Romagna, seguendo il progetto di rilancio voluto dal Presidente Sassi. Ottimo successo di presenze.

 

Nonostante il tempo avverso il 5 maggio si è tenuto lo stage regionale di attacchi con Ivano Cavina, recnico regionale, presso le strutture di Meraki. 15 presenti e attenti, pronti per i prossimi appuntamenti!

 

Lo stage dell’8 giugno faceva dunque parte di un programma più ampio, spalmato su varie giornate, con lo scopo di formare nuovi agonisti per una ripresa dell’attività mirata in primis alla partecipazione, dopo ben 10 anni di assenza, alla Coppa delle Regioni e successivamente per preparare le squadre di giovani leve per le Ponyadi 2019.

 

Ivano Cavina, unico punto di riferimento “qualitativo” in Romagna e oltre!

 

 

Ecco quindi che già nel mese di maggio e nel primo fine settimana di giugno la FISE Emilia Romagna aveva organizzato 2 stage full-immersion affidati al tecnico di riferimento Ivano Cavina con l’ambizioso obiettivo di una seria formazione per poter onorevolmente difendere i colori della Regione all’Ippodoromo “Le Padovanelle – V. S. Breda” per i Campionati Italiani di Combinata e Coppa delle Regioni, con annesso Trofeo Ludico-Addestrativo, comprensivo di categorie di sport integrato.

 

Ivano Cavina mentre istruisce le giovani promesse: “Attenta signorina: non tre ma due dita tra le redini, perché il mignolo da solo è troppo debole per stringere efficacemente redini così lunghe e quindi pesanti!”

 

Il concetto fondamentale che l’istruttore di attacchi FISE Ivano Cavina vuole imprimere nelle menti dei futuri driver è il ben attaccare: ciò significa in sicurezza, privilegiando il benessere del cavallo, a beneficio sia di chi pratica lo sport, sia di chi assiste. Per i finimenti una buona regolazione è indispensabile perché è grazie a quella che il cavallo opera agilmente in tutte le sue manovre. E se il finimento è regolato male? Basta che l’aspirante driver faccia una simulazione infilando un paio di scarponi stretti e percorrendo 5 km di sentieri ghiaiati in montagna sotto il sole cocente. Ad un certo punto voi potete togliervi tutto e bere all’ombra una birra fresca, invece il cavallo che, come voi, prova le stesse sensazioni ma non parla, con due scatti rapidi spacca tutto, esce dalle stanghe e … vi saluta!

 

 

Iniziano le prove in campo

 

Iniziano le prove a “bordo-campo” d’altronde siamo in Romagna e … piadina, donne e cavalli!

 

Lo sport integrato negli attacchi

Come abbiamo citato più volte, questo è un settore al quale la FISE Emilia Romagna dedica grandi sforzi.

 

 

A tale scopo si è lasciata coinvolgere anche l’Accademia Militare di Modena che in data 19 febbraio 2019 ha organizzato una nuova conferenza sul para-driving, alla quale si è affiancata a livello esecutivo l’associazione onlus Meraki, nella persona di Rosalba Governatori, che da anni opera anche nel settore della riabilitazione equestre e nella pet therapy con Ha.p.p.i. (Handicap Pet Percorsi Innovativi) e molto attiva fin dal viaggio di sensibilizzazione messo in atto con la trasferta di avvicinamento alla FieraCavalli di Verona nell’ottobre 2018 con carrozze sulle quali ha preso posto un nutrito numero di persone disabili.

 

Il 25 aprile 2019 ha rappresentato per oltre 20 giovani e meno giovani ma tutti egualmente entusiasti la prima occasione di avvicinarsi agli attacchi

 

Ecco quindi un primo avvicinamento didattico che ha avuto luogo il 25 aprile scorso presso l’Ippodromo della Ghirlandina di Modena, sede dell’associazione Meraki, dove per la prima volta gli allievi, in questo caso tutti normodotati, hanno avuto la possibilità di mettersi effettivamente alla guida degli attacchi. Così commenta Giuseppe Angiulli, osservatore e animatore dell’impresa che mira a coinvolgere anche i meno fortunati: “In carrozza tutte le differenze si livellano, non esistono differenze fisiche che vengono vissute come blocchi o impossibilità e, a livello umano e culturale, è un arricchimento profondo per ogni cavaliere.

 

Con le dritte giuste si può fare

 

Lo stage ha visto 20 atleti neofiti, di età comprese tra gli 11 e i 60 anni, avvicinarsi alla disciplina degli attacchi seguendo una prima fase teorica e quindi provando a guidare in prima persona sotto il vigile controllo dei tecnici. Collaborativi al massimo i cavalli e i pony, tutti compresi del loro importante compito: grazie quindi a Silver, Bardigiano di 12 anni; U’Pepe, TPR di 13 anni; Jay Jewel Mega, Quarter Horse di 13 anni e Baba, Ungherese di 11 anni. La giornata si è svolta tra l’entusiasmo generale: la disciplina, infatti, è relativamente nuova per il circolo ma è stata accolta con curiosità e motivazione da parte degli aspiranti driver. Tra le molte domande fatte ai tecnici, sono spiccate le curiosità relative a questo sport così affascinante  e lontano dai nostri ritmi. Il cavallo da attacchi, i finimenti e gli equipaggi hanno acceso la curiosità anche in chi già conosce il cavallo da sella per uso più o meno sportivo; quello delle redini lunghe è un mondo così diverso e complesso che non si  può fare altro che affacciarvisi curiosi”.

 

Il Tecnico Ivano Cavina sempre vigile e pronto a curare una corretta l’impostazione di base

 

Le novità dal settore sport integrato

Se nei Campionati Italiani di Combinata con annessa Coppa delle Regioni la partecipazione in ambito agonistico di Para-Driver è già da qualche anno una realtà, per le Ponyadi l’edizione 2019 prevede per la prima volta l’inserimento anche di driver appartenenti alla sfera dello sport integrato per diversamente abili e proprio l’Emilia-Romagna si sta muovendo con grande impegno per un debutto vincente.

 

Circuito preparatorio di base: il tecnico di attacchi paralimpici Michele Della Pace, referente nazionale della specialità, con due allievi

 

Qui avremmo desiderato proporre ai lettori un breve sunto di quelle che sono le principali norme che regolamentano il settore attacchi paraequestri che si suddivide in 3 livelli

  1. Circuito preparatorio di base
  2. Sport Integrato
  3. Para-Driving

ma purtroppo, proprio nella sua prima applicazione pratica in occasione del concorso del 9 giugno, si sono evidenziate delle contraddizioni tali tra regolamenti attacchi e regolamenti per la specialità paraequestre che ogni esemplificazione risulta impossibile. Visto che dall’inizio del 2019 i vari regolamenti riguardanti gli attacchi vengono riproposti con modifiche ad ogni riunione del Consiglio Federale, il rischio che alla fine manchi un coordinamento generale è quasi inevitabile.

 

Lo sport integrato rappresenta uno step intermedio tra il primo approccio del circuito preparatorio di base e l’attività agonistica vera e propria

 

Facciamo un esempio fra i tanti anche se le incongruenze si spalmano sull’intera materia. L’ultimo documento in ordine di tempo, promulgato in data 6 giugno 2019 mediante pubblicazione sul sito istituzionale, è l’Appendice al Regolamento Attacchi 2019 che recita: “Per il circuito preparatorio di base – omissis – Patente A – omissis – non è possibile partecipare a prove o manifestazioni agonistiche, ma solo a prove o manifestazioni ludiche con Tecnico attacchi specializzato per para-driving o con tecnico R.E.”. Il documento relativo specificatamente al Circuito Preparatorio di Base, deliberato in data precedente (8 aprile 2019), stabilisce: “Il circuito preparatorio di base è aperto a tesserati HP o DIR in possesso di pat. A, A/at ed A/LS da almeno 4 mesi” “Il Circuito preparatorio di base potrà essere inserito in qualsiasi manifestazione approvata dalla FISE, ecc.” “Il driver deve essere obbligatoriamente accompagnato da un Tecnico di attacchi o da un Tecnico di Riabilitazione Equestre o da un Tecnico specializzato in Sport Integrati. Il groom deve essere in possesso di pat. A/At”.

1^ difformità: solo concorso ludico, quindi senza categorie dal Brevetto in su o tutti?

2^ difformità: tipo di patente per partecipare, tenendo presente che la pat. A/at non esiste più da 3 anni e quindi non vale neppure quale titolo abilitativo per il groom e che con la pat. A generica è aperta la partecipazione alle categorie ludiche insieme ai normodotati.

3^ difformità: nel primo caso il tecnico di attacchi deve essere specializzato in para-driving, nel secondo no.

 

Il Para-Driving rappresenta il livello più alto dell’attività sportiva per disabili fisici: qui, in foto di repertorio, Andrea Bassani con il Tecnico Paralimpico Flavio Lunardon, Giulio Tronca, che ha partecipato ai Campionati del Mondo FEI, e Davide Venanzoni, impegnato nell’ultimo Campionato Italiano di Completo Attacchi

 

Qui sorge spontanea una riflessione. I vari dipartimenti si parlano? si consultano? E’ opportuno introdurre in una disciplina un argomento completamente nuovo senza prima chiamare a raccolta i giudici interessati per chiarirne le varie dinamiche applicative? Forse in tale sede si sarebbero palesate tutte le incoerenze.

L’integrazione è non solo un dovere etico e civico, ma anche un arricchimento reciproco purché possa svolgersi con serenità e competenza e sta alla Federazione fornire gli strumenti.