Ci troviamo a Celle di Faenza e, considerato che tra meno di 30 giorni aprirà i battenti la famosa Fiera del Santerno all’insegna dell’agricoltura e antichi mestieri, non potevamo mancare ad una visita in anteprima con uno dei più importanti collezionisti di carri d’epoca dell’Emilia Romagna. Visita doppiamente importante non solo per la quantità e qualità dei legni esposti, ma soprattutto per i commenti storici e tecnici di Gian Paolo Calderoni che per lavoro e non per divertimento su quei carri da bambino c’era salito veramente. Pare che in questa edizione 2019 gli organizzatori della Fiera abbiano intenzione di arricchire il programma delle manifestazioni a sfondo agricolo inserendo alcune novità ed una di queste, a nostro avviso la più importante, sarà quella di poter ammirare questi carri in versione “realistica” cioè con cavalli e buoi attaccati rispettivamente a a collane e gioghi. 

 

 

 

 

 

Fiera del Santerno 14-15-16 Giugno 2019

All’interno del complesso Sante Zennaro, si svolge la «Fiera Agricola del Santerno». La manifestazione è organizzata dal Comune di Imola in collaborazione con il Consorzio Utenti Canale dei Molini e gode del patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, della Regione Emilia Romagna e della Provincia di Bologna. Alla manifestazione, dedicata al mondo agricolo, i visitatori possono trovare una vasta area dedicata all’esposizione, degustazione e vendita dei prodotti agricoli ed agroalimentari delle aziende produttrici, la mostra mercato del vivaismo, macchine ed attrezzature per l’agricoltura, prodotti per il giardinaggio e la zootecnia, nonché prodotti dell’artigianato locale strettamente legato al settore agricolo.

Info: 0542612454 IAT-Informazione Accoglienza Turistica 0542602207

 

 

In alto Gian Paolo Calderoni e Alberto Minardi, a seguire particolari dell’antica “Spallona”

 

Attraversiamo in religioso silenzio i locali che espongono in bell’ordine i tanti modelli di carri mentre Gian Paolo Calderoni ci illustra alcuni dettagli tecnici che per tanti di noi nati negli anni sessanta odorano di favole leggendarie. I carri non venivano colorati a caso, ma in relazione a quello che trasportavano: per gli animali vivi si usava un azzurro, per materiali vari si prediligeva un rosso mattone o un giallo ocra – ci racconta G.Paolo – e intanto vediamo un carro con quattro enormi botti utilizzato per portare il vino alle osterie di Genova, una particolare “Spallona” a due ruote di colore viola di fine ‘800 con i cerchioni delle ruote in ferro. Questi cerchioni in ferro sono larghi 5 cm – ci racconta – e quando nei primi anni del ‘900 si iniziarono ad asfaltare le strade venne introdotto l’obbligo del cerchione in ferro di almeno 8 cm con bordo arrotondato per non rovinare l’asfalto. I nomi hanno la loro importanza, infatti la Spallona è un carro a due ruote con sponda aperta, mentre il Biroccio sempre a due ruote, aveva la sponda chiusa. Gian Paolo Calderoni è veramente un fiume in piena nel raccontare questi dettagli che appartengono oramai ad un passato che nella misura dell’80% non tornerà più! (Per il restante 20% ci stiamo attrezzando!)

 

 

LA SPALLONA – Sulle stanghe l’apposita curvatura in legno per riparare la groppa del cavallo da eventuali accidenti

 

G.P. Calderoni ci mostra il pratico cassetto porta-oggetti

 

Claudia Calderoni con tantissima passione e … pochissimi anni (21) collabora fattivamente nell’Azienda di famiglia e riesce molto bene a coniugare il suo mestiere di studentessa con quello di tuttofare nel grande podere del papà, con decine di animali al pascolo con lo stesso vizio da centinaia di anni: mangiano, bevono e … tutto il tempo dell’anno, incluso il sabato e la domenica! Chiaramente la passione non le manca e la vediamo nelle foto sottostanti insieme a due bellissimi cavalli di razza “Norica”, l’allevamento di Asini Romagnoli e alcuni dei suoi obbedienti cani di razza.

 

 

Ad aiutare papà in azienda Claudia Calderoni, studentessa di 21 anni innamorata di tutti i suoi animali

 

La giovane Claudia Calderoni impartisce alcune dritte telefoniche all’esperto (in tutt’altri settori) Alberto Minardi

 

Gian Paolo Calderoni e Alberto Minardi presso l’Azienda Calderoni a Celle di Faenza

 

Una visita “mirata” quella di Alberto Minardi alla collezione Calderoni, infatti il famoso collezionista di Celle di Faenza è sempre gradito ospite nelle numerose Sagre e Feste paesane di Romagna. Tra tutte spicca la fiera dell’Agricoltura del Santerno a Imola che si svolgerà in questo 2019 dal 14 al 16 di giugno e proprio in quella occasione il dott. Alberto Minardi sarà tra gli organizzatori anche nel ruolo di Presidente dell’Associazione Italiana Allevatori di Razza Asino Romagnolo (As. I.R.A.R.A.).

 

 

Un tocco di classe è rappresentato da alcuni pezzi rari provenienti da Modigliana e appartenuti ai Conti Samorì

 

Anche se il motto è conosciutissimo e sfruttato, vale la pena ripeterlo ancora una volta “Contadino, scarpa grossa e cervello fino”; a dimostrazione della veridicità di queste parole ecco un particolare “freno” costituito da un “bilancino” fissato al carro che nel momento della sosta temporanea (alle volte presso un’osteria) permetteva di bloccare la ruota del carro velocemente per non ribaltare il carico. Nelle due foto sotto Gian Paolo Calderoni ci illustra in due mosse il semplice e pratico freno, datato probabilmente di oltre 100 anni.

 

 

Un freno davvero insolito in questa antica “Spallona”

 

Un’assortita collezione di birocci da ghiaia, da lavoro in campagna e per trasporti misti oltre a numerosi calessi

 

Da sin. Alberto Minardi, Gian Paolo Calderoni, Davide Montanari e in basso Giancarlo Gambetti

 

Questa visita di cortesia presso l’Azienda Calderoni si è resa necessaria perchè manca poco alla Fiera Agricola del Santerno e si mormora che in questa edizione alcuni rari carri storici verranno attaccati a cavalli vivi e vegeti per proporre al sempre numeroso pubblico qualcosa di insolito ma al tempo stesso dal grande contenuto culturale. Interessato più di ogni altro a questo avvincente progetto Davide Montanari, dell’Ufficio Agricoltura del Comune di Imola che vediamo nella foto in alto.