Un tripudio di colori, suoni, belle signore in abito tradizionale flamenco con mantiglia, comodamente sedute in carrozza o sulla groppa del cavallo dietro alla sella del cavaliere, cavalieri eleganti con il loro giacchino corto e cappello a larga tesa piatta, amazzoni con il tipico abbigliamento femminile per cavalcare con stile in queste occasioni, ma soprattutto tanti, tanti, tanti CAVALLI e tante, tante, tante CARROZZE!

 

La porta di entrata all’area della Fiera che cambia ogni anno e la cui realizzazione si basa sul progetto del vincitore del bando di gara

 

E se non ci credete, ecco i link a video amatoriali in grado di rendere tangibile l’assembramento!

Video 1 by Adriana Furno

Video 2 by Adriana Furno

Video 3 by Pasquale Beretta

 

Per le strade carrozze di ogni tipo in grande quantità

 

Ha avuto inizio domenica 15 aprile 2018 la tradizionale Feria de Abril che dura una settimana e si conclude domenica 22 con i fuochi d’artificio. Per tutta la settimana, a partire dalle ore 12 – perché bisogna pur riposare qualche ora – si riesce a malapena a farsi strada tra le centinaia di cavalli montati e le tantissime carrozze che si dedicano al Paseo, ostentando sorrisi a destra e a manca, salutando gli amici che si ritrovano per festeggiare tutti insieme LA FERIA, quella che tutti aspettavano impazientemente da un anno, mentre stuoli di giovani riempiono le strade festanti al suono incessante del flamenco.

 

L’atmosfera della Feria de Abril si respira in ogni sfaccettatura dell’evento, dai viali bordati di casetas dove la popolazione si trasferisce per una settimana e accoglie gli amici a suon di flamenco, alle tipiche e preziose mantiglie, dagli accessori delle carrozze ai giovanissimi cavalieri e amazzoni a passeggio, queste ultime quasi sempre con sella da amazzone, ai coloratissimi costumi

 

Quella che colpisce gli appassionati di attacchi è tuttavia la manifestazione di apertura, che vede un Concorso Internazionale di Attacchi di Tradizione dipanarsi lungo le vie cittadine per poi dirigersi verso la Plaza de Toros, dove il pubblico che riempie fino all’ultimo posto le gradinate, aspetta l’esibizione per applaudire gli artefici di quello che è senza ombra di dubbio l’evento più spettacolare nel suo genere. Altro che carrozze chiuse nei musei o riportate al loro splendore in analoghe manifestazioni con un pubblico sempre troppo scarso e svogliato: qui la passione, quella vera, è assolutamente incontenibile!

 

 

Dire che “bisogna esserci stati almeno una volta nella vita” sembra una frase fatta, ma chi veramente si lascia convincere alla lunga trasferta si rende conto che le aspettative sono molto inferiori alla realtà. E siccome ogni nuova edizione supera la precedente, quest’anno si può a ragion veduta parlare di un ennesimo record.

 

La Plaza de España dove in mattinata confluiscono le carrozze per l’inizio del Concorso

 

Fin dalle prime ore di domenica le 80 carrozze partecipanti al Concorso si sono date appuntamento in Plaza de España per la Prova di Presentazione, valutata da cinque giudici in tre diverse postazioni; tra questi anche il giudice internazionale Massimo Nicolotti di Ivrea, affiancato dal Barone Christian de Langlade (Francia), Presidente dell’AIAT e Presidente di Giuria, da Kuhn Depaepe (Belgio), dal portoghese Eduardo Jorge Mira Cruz e dai sivigliani José Juan Morales e Raimundo Coral. Data la massiccia presenza tra i concorrenti di attacchi tipici andalusi, assai provvidenziale la presenza all’interno dell’organo giudicante di esperti della zona, profondi conoscitori dell’arte tradizionale locale i cui dettagli possono sfuggire a pur titolati giudici di altra estrazione e provenienza.

 

In alto il collegio giudicante e in basso il giudice italiano Massimo Nicolotti impegnato nelle valutazioni

 

Tutti gli attacchi sono stati sottoposti ad una duplice prova. Con inizio alle 10 della mattina sono stati valutati, da fermi, dai giudici che hanno stimato la visione d’insieme, tenendo conto della conservazione della carrozza e dello stato dei cavalli, delle condizioni di sicurezza dei finimenti, della loro regolazione e della loro armonia con il tipo di attacco, dell’abbigliamento del proprietario o cocchiere e dei servitori con un occhio di riguardo se i passeggeri si presentavano in sintonia con il tipo di attacco.

 

Un anello già suggestivo anche da vuoto, quello della Plaza de Toros, in attesa che attacchi dei più svariati modelli facciano il loro ingresso per mostrarsi al pubblico in tutto il loro splendore

 

Molte delle carrozze sono degli autentici gioielli, pezzi unici perlopiù del XIX secolo, restaurate soprattutto per conservarne la sicurezza su strada e perché il tempo non cancelli definitivamente l’effigie di splendore e la storia che le ha viste nascere. Esemplificative le parole di un nostro connazionale che a queste terre è legato non solo da affari commerciali, ma soprattutto da amicizie profonde e di lunghissima data, Pasquale Beretta: “Grande soddisfazione vedere 4 carrozze costruite in Italia che ho avuto nella mia collezione, tutte al primo posto in ogni categoria nella manifestazione più importante al mondo”. E lui ovviamente anche quest’anno e anche se non in concorso, al centro dell’attenzione del mondo Sivigliano di quelli che contano. Le autorità locali non hanno mancato di apprezzare “l’impegno dei proprietari nel restauro e l’eccellente lavoro di mastri artigiani i quali, con il revival degli attacchi di tradizione, ha visto rinascere professioni come quelle del fabbro, del carpentiere, del tappezziere o del carrozziere, a dimostrazione come questa passione generi impiego e contribuisca all’incremento economico e turistico della città”.

 

Foto di gruppo degli “addetti ai lavori”. Al centro, in abito blu, Pasquale Beretta affiancato da Massimo Nicolotti

 

Le vie Adriano e Antonia Diaz e il Paseo de Colon sono state uniche al mondo per la spettacolarità di carrozze da campagna, da parco, sportive, da città, da viaggio e da trasporto, alcune attaccate all’inglese, altre con finimenti alla “calesera” i cui sonagli lustrati a festa hanno resa gioiosa l’atmosfera, così come le nappe colorate hanno dato colore ai celi plumbei della mattinata.

Fin dalla sua prima edizione nel 1984, lo spettacolo offerto dalle carrozze è riuscito a diventare un appuntamento imperdibile all’interno del calendario di aprile della città di Siviglia, quale evento più importante del mondo di questo genere. In questa XXXIII edizione gli attacchi partecipanti sono giunti a Siviglia, oltre che dalle varie regioni della Spagna, anche dal Portogallo e da Andorra e persino dal lontano Brasile, precisamente da San Paolo, da dove è arrivato addirittura un principe per guidare una delle carrozze: S.A.S. Eduard von Schönburg-Hartenstein. E’ interessante notare come ogni anno si vedano sempre più signore alle redini: in questa edizione erano in totale 12. Assente l’Italia, solitamente ben rappresentata, anche se gli “irriducibili” erano seduti sugli spalti per godersi ogni secondo dell’inimitabile spettacolo.

Degli attacchi presenti 33 presentavano finimenti alla “calesera” e 47 all’inglese, con guidatori e palafrenieri abbigliati secondo la tradizione. Si sono anche viste molte bambine vestite con il costume gitano e più di un centinaio di signore portavano la tradizionale mantiglia spagnola, un abbigliamento femminile di gala recuperato dal Real Club de Enganches de Andalucia. Vincitrice del premio per la Migliore Mantiglia Spagnola è stata Leticia Beca.

 

I finimenti alla “calesera” riflettono tutta la festosità e la voglia di vivere del popolo sivigliano

 

Terminate le prove del concorso, gli attacchi si sono diretti verso la Plaza de Toros dove il grande pubblico riunitosi all’Arenal ha potuto assaporare il primo caffè nei bar del quartiere in attesa dell’inizio dello spettacolo intorno a mezzogiorno.

Successivamente l’ambasciatrice del Messico in Spagna, Roberta Lajous Vargas, vestita con un giacchino rosso e cappello nero e rosso, ha salutato il pubblico arrivato alla Plaza mentre effettuava il suo giro d’onore intorno all’arena in una carrozza modello Landau, di proprietà del presidente del Real Club de Enganches de Andalucía, Jesús Contreras.

 

Roberta Lajous Vargas, ambasciatrice in Spagna del Messico paese ospite di questa edizione, saluta il pubblico durante il giro d’onore in carrozza

 

E’ stata poi la volta della madrina della manifestazione di quest’anno, l’imprenditrice di Madrid Paloma Segrelles, che indossava un abito classico di seta rosa, una mantilla beige in pizzo di Bruxelles, sorretta da un pettine degli anni Cinquanta. Indossava anche uno scialle beige del tardo Ottocento ricamato a vivaci colori, fatto da José Rojas, e un ventaglio delle Antigüedades Bastilippo.

 

La madrina della manifestazione, l’imprenditrice madrilena Paloma Segrelles

 

Con il Messico come paese ospite di questa edizione, la manifestazione nell’arena è stata inaugurata con lo spettacolo dei Charros del Pedregal, i tipici “cow-boy” messicani – cavalieri e amazzoni – che, vestiti con i loro costumi di gala, hanno offerto un assaggio di virtuosismo equestre per la loro abilità con il lazzo, oltre a mettere in scena il destino noto come “il passaggio della morte”, in cui un cavaliere salta dal posteriore del suo cavallo a un altro che corre in parallelo senza sella; il tutto in un quadro di gemellaggio con la fiera di Aguascalientes, una delle più attraenti del paese messicano.

 

I Charros messicani durante la loro esibizione. In basso il famoso e spericolato “passaggio della morte”

 

Miguel Moreno de los Ríos, vice presidente del Real Club de Enganches de Andalucía, accompagnato dal cantante Miguel García-Díeguez, è intervenuto come speaker illustrando al pubblico presente che i cocchieri che si presentano con un attacco all’inglese portano i pantaloni beige, con stivali dal risvolto fulvo, redingote e cappelli a cilindro o comunque con abbigliamento diverso da quello alla calesera che prevede giacchini corti secondo l’uso tradizionale, con un particolare copricapo a punta indossato sopra un fazzoletto, gilet, fusciacca e pantaloni fino al ginocchio o lunghi e altri ancora che vestono nello stile del 20° secolo con cappelli a tesa larga, giacca corta e gilet.

 

Non solo carrozze preziose, ma anche costumi assolutamente fedeli alle antiche tradizioni

 

Nell’ultimo gruppo di carrozze c’è stato un addio molto emozionante. Ramón Moreno de los Ríos ha chiesto ai guidatori di fermarsi e alzare le loro fruste verso il cielo per rendere omaggio a un guidatore che nella carrozza numero 75 annunciava il suo ritiro, José Antúnez Asencio, detto El Coriano, “un maestro, un uomo che ha dedicato la sua vita al cavallo”, ha sottolineato Moreno de lo Ríos. Al momento dell’addio, è stato ricordato anche il primo banditore della Feria di Siviglia, il rejoneador Ángel Peralta, che “è già in paradiso”.

 

L’attacco da posta. Nella foto in bianco e nero l’antica immagine che è servita come linea-guida per una presentazione curata nei minimi particolari

 

Juan Soltero Pardo ha ottenuto il primo premio nella categoria dei tiri a quattro all’inglese. Presidente e proprietario della Yeguada Bionest, l’uomo d’affari ha partecipato per la prima volta alla guida di un Park Drag. Questa carrozza, appartenente al socio fondatore e primo presidente del Real Club de Enganches de Andalucía, Antonio Sánchez-Bedoya, fu costruita da Million & Guiet sugli Champs-Elysees a Parigi nel 1876 ed è stata restaurata dal maestro Dorantes nei suoi laboratori a Lebrija. Juan Soltero ha spiegato che l’intervento conservativo della carrozza è stato effettuato rinfrescando la sua pittura originale e ricostruendo alcune parti deteriorate. “Il mio amore per i cavalli”, dice, “è iniziato quando sono nato, in una famiglia di contadini; a cavallo fin da quando ero piccolo in campagna e soprattutto nella Romeria del Rocio”. Partner di ANCCE e del Real club di Enganches dell’Andalusia, spiega che ha partecipato all’evento ad anni alterni “ma è stato recentemente con la passione di mio nipote Jose Soltero e dopo aver acquisito la collezione di Antonio Sánchez-Bedoya che ci siamo lanciati nell’avventura degli attacchi di tradizione”.

Sono stati assegnati premi per le seguenti categorie: Singoli, muli e pony; Pariglie e tandem (all’inglese e alla calesera); Tiri a tre, a quattro, a cinque, a sei (all’inglese e alla calesera). Miglior guidatore (amatoriale), miglior cocchiere (professionista). Il concorso era valido anche per l’assegnazione delle medaglie per il Campionato Spagnolo 2018 di Attacchi di Tradizione.

 

Antonio Dentista, vincitore del titolo di vice-campione spagnolo 2018

 

Il trofeo Campione dei Campioni è andato a Gregorio Aranda Lamas, che ha gareggiato con un Coach del costruttore italiano Cesare Sala, ottenendo il primo posto nella sua categoria e il punteggio massimo complessivo del concorso.

 

Gregorio Aranda Lamas, vincitore del superpremio per il migliore risultato ottenuto su tutti gli 80 concorrenti presenti

 

Per il terzo anno consecutivo sono stati assegnati premi speciali in diverse categorie legate alla moda e agli accessori utilizzati in questa manifestazione, come ad esempio:

  • il premio speciale per la migliore mantiglia spagnola, per promuoverne l’uso come espressione culturale tradizionale della terra andalusa. La giuria valuta l’immagine complessiva di ciascuna delle partecipanti, così come il modo in cui è posizionata e la qualità e l’originalità di tutti gli accessori.
  • Premio speciale Flamenco: concorso relativo all’abito flamenco indossato dalle donne e dalle ragazze che partecipano al concorso. Grazie alla collaborazione del designer Rocío Olmedo, vengono assegnati due premi: uno per la ragazza vestita col flamenco e uno per la migliore signora vestita col flamenco, che valorizza in ogni momento sia il capo che il modo di indossarlo e gli accessori.
  • Premio speciale per il miglior cappello: durante l’Esibizione viene valutato anche il miglior cappello, premiato con l’Arsenal Award come miglior copricapo, sia per uomo che per donna.

Il 2018 è stato anche l’anno in cui si sono visti nuovamente dei pony nell’arena, 8 in tutto in due tiri a quattro, di cui quelli attaccati al Road Coach erano guidati da Daniel Pineda Andic, un bambino di 10 anni, il concorrente più giovane dell’evento.

 

Eccoli nuovamente i pony a Siviglia, guidati da giovanissimi che non sembrano avere alcuna difficoltà a destreggiarsi con dei tiri a quattro. La Spagna può ben sperare nel futuro!

 

Nonostante gli anni trascorsi, c’è sempre spazio per la sorpresa. Per la prima volta nella storia di questa manifestazione la Maestranza ha assistito ad un nuovo tipo di attacco: con il numero 72, un Break da caccia con finimenti da “posta”, con un cavaliere che monta uno dei cinque cavalli attaccati, preceduto da un cavaliere che fa da battistrada chiamato picador, e seguito da due palafrenieri a cavallo.

 

“Molto interessante questo attacco da posta” – parola di Fiorenzo Erri (vedi freccia)

 

Interessante anche la carrozza molto antica, sicuramente un pezzo unico costruita su ordinazione, un Grand Duc in cui il guidatore siede dietro ai passeggeri seduti nella vettura scoperta. Anche questa carrozza faceva parte della collezione di Pasquale Beretta.

 

Un Grand Duc molto particolare, con il cocchiere posizionato posteriormente

 

Non mancano poi le “variazioni sul tema” talvolta per così dire fantasiose per quelli che sono i dettami dei regolamenti per i Concorsi di Tradizione, ovvero costumi che si addicono più ad una rievocazione storica che alla presentazione di carrozze tradizionali calate nell’epoca in cui vengono offerte alla vista del pubblico, dove “lo stile” richiederebbe un abbigliamento sportivo-elegante ma contemporaneo.

 

La fantasia non manca, e ciascuno la esprime secondo il proprio intendimento

 

Lo sforzo del Club de Enganches de Andalucia, organizzatore della manifestazione, per mantenere viva e trasmettere questa bella tradizione degli attacchi attraverso campagne divulgative per bambini e adulti tenutesi in previsione della Feria, ha dato i suoi frutti concretizzandosi in una così alta partecipazione di Sivigliani e turisti ad uno spettacolo con la più grande concentrazione di carrozze tradizionali, di altissima qualità, e in un ambiente privilegiato come la Plaza de Toros di Siviglia.

 

Ben 12 le guidatrici in questa edizione 2018

 

Per gli amanti delle STATISTICHE, ecco alcuni dati riguardo alla partecipazione:

Carrozze (di cui 78 originali d’epoca, ovvero costruite prima del 1945, e 2 repliche): 2 «Protocolo», 4 tirate da muli, 2 tirate da pony, 10 singoli, 19 pariglie all’inglese, 5 pariglie alla « calesera », 5 tandem, 2 tiri a tre cavalli affiancati, 5 unicorni, 7 tiri a quattro all’inglese, 3 tiri a quattro alla « calesera », 8 tiri a cinque con tre cavalli di volata e due di timone, 6 tiri a cinque con un cavallo di volata, due mediani e due timonieri.

Guidatori: 38 amatori (12 signore e 26 uomini), 42 professionisti. 8 carrozze guidate da minorenni (10 anni il più giovane)

Tipi di attacco: 33 alla “calesera”, 47 all’inglese

Tipi di carrozze: 30 carrozze da città, 24 carrozze da parco o sportive, 17 carrozze da campagna, 1 carrozza di servizio, 8 carrozze da viaggio.

Cavalli: – in totale 213, in massima parte spagnoli.
Un’ultima nota di cronaca: la sera prima dell’evento, il Real Club de Enganches ha offerto, nel Museo delle Carrozze della città, una cena di gala a cui hanno partecipato numerosi volti noti, tra cui Paloma Segrelles, madrina dell’evento; Paloma de Arenaza, presidente del Club Siglo XXI; l’ex modella Antonia Dell’Atte; Roberta Lajous, ambasciatrice del Messico in Spagna; Antonio Aguilar, sindaco della città messicana di Veracruz; i principi Eduard e Angela Von Schönburg-Hartenstein; Juan Espadas Cejas, sindaco di Siviglia; José Luis García Palacios, presidente di Caja Rural, sponsor dell’evento; Jesús Contreras, presidente del Real Club de Enganches de Andalucia, organizzatore del Concorso e tutti i giudici con i loro congiunti. Il tutto accompagnato dalle musiche di un gruppo di mariachi e degustando la migliore tequila, per preparare i partecipanti ad un fine settimana di festa al suono del flamenco, ma senza dimenticare il Messico, paese invitato quale ospite d’onore.

 

classifiche del concorso

 

 

Per le immagini e i video si ringraziano tutti coloro che hanno voluto condividere le loro emozioni sui media, in primis Adriana Furno, Pasquale Beretta e Fiorenzo Erri, nonché i tanti appassionati che hanno fissato quell’attimo fuggente capace di illustrare il nostro racconto più di mille parole.

A chi non c’era diciamo solo: “La prossima volta aspettiamo il vostro racconto con le vostre foto!”