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Un libro da acquistare presso la Parrocchia prima, e subito dopo iniziare a leggerlo, ne vale la pena.

 

 

IL PRESEPE VIVENTE DELLA PARROCCHIA DI SAN RUFFILLO

6 Gennaio 2017 – Bologna – Parrocchia di San Ruffillo.  Ore 17,30, inizia la rappresentazione della 26° edizione del Presepe Vivente sotto la supervisione e regia del Parroco: Don Enrico Petrucci.

Siamo tutti a conoscenza della bella e antica usanza del Presepio che ci è stata tramandata dalle tradizioni Cattoliche della nostra Cultura Cristiana, e come ogni anno possiamo ammirare nelle sedi e nei luoghi più disparati, queste rappresentazioni che in tante realtà sono delle vere e proprie opere d’arte. Nella categoria “opere d’arte” va citato questo Presepe vivente realizzato dai volontari della Parrocchia di San Ruffillo, che hanno messo in scena una vera e propria rappresentazione teatrale di come si svolsero gli avvenimenti che portarono alla nascita di Nostro Signore Gesù. A detta dei più, le scenografie sono state impeccabili, le musiche di sottofondo perfettamente coordinate e gli attori volontari della Parrocchia con le loro esibizioni, sono riusciti a fare impallidire certi “finti-artisti” televisivi neppur capaci di parlare la lingua italiana o leggere un foglio dattiloscritto! Una ulteriore difficoltà nella realizzazione di questo genere di Presepi è la presenza di animali vivi che se non bene gestiti possono creare piccoli o grandi problemi.  Un pittoresco gregge di pecore, un bellissimo bue ed un simpatico asinello hanno dato quel tocco realistico in più che ha saputo fare commuovere le centinaia di persone accorse nonostante il freddo intenso, per assistere alla rappresentazione.

 

 

L'opera artistica di Gianni Neri donata alla chiesa di San Rufillo

L’opera artistica di Gianni Neri donata alla chiesa di San Ruffillo

 

 

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Nel collage in alto, Lino Zerbini sempre impegnato in tante manifestazioni volte a valorizzare l’uso del buon asinello anche ai tempi nostri, e contemporaneamente salvare dall’estinzione i pochi soggetti rimasti di Asini romagnoli.

 

Lino Zerbini, Gianni Neri e Marta Nicoli.

Questi nomi noti nel panorama degli appassionati di Attacchi (lo sport delle redini lunghe) hanno contribuito in maniera disinteressata alla realizzazione dell’evento, prima, durante e probabilmente dopo mettendo a disposizione le proprie professionalità. Prima,  poiché nella settimana precedente Gianni Neri, noto Maniscalco, appassionato di Attacchi e sostenitore della Razza dell’asino romagnolo, aveva donato alla Parrocchia una sua artistica scultura realizzata con ferri usati di asini romagnoli, mentre la sua consorte Marta Nicoli, famosa nel campo artistico per le sue pitture al “carboncino” aveva sistemato in bella mostra accanto ad un Presepe all’interno della Chiesa una sua opera raffigurante una “Madonna con Bambino” a cavalcioni di un asino.  Durante la rievocazione grande professionalità dimostrata dallo staff di Lino Zerbini uno dei più noti allevatori dell’Asino di razza romagnola che ha messo a disposizione animali perfettamente addestrati. Probabilmente dopo, quanto si spegneranno definitivamente le luci di queste festività 2016 e oltre il ricordo dell’evento, resteranno sempre visibili le due opere d’arte a ricordare il grande senso di “vera-solidarietà” che impera nei cuori della “gente di Cavalli”.

 

 Marta Nicoli e Gianni Neri

Marta Nicoli e Gianni Neri

 

 

Il presepe vivente, sempre spettacolare.

Il presepe vivente, sempre spettacolare.

 

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L’augurio di Don Enrico Petrucci per un Buon 2017.

Nel salutare tutta la comunità dei fedeli intervenuti Don Enrico ha voluto sottolineare la solita nota dolente, figlia dei nostri tempi, che il Santo Natale non è shopping, regali, vacanze e palle colorate sull’abete di plastica, ma è il compleanno di Gesù e sarebbe opportuno rispolverare certe antiche ed “educative” abitudini che un esercito di “saltimbanchi e cantastorie” cercano in ogni momento della nostra vita quotidiana di farci dimenticare.

Una positiva “nota di colore”.

Tra i tanti vantaggi del Presepe vivente noi della Redazione ne abbiano individuato uno poco noto e scarsamente pubblicizzato; nel caso che una mano ignota tentasse di spostare o togliere Crocefisso e bambin-Gesù dai luoghi a loro assegnati da migliaia di anni, il robusto asinello con una “doppietta” ben assestata prima, e San Giuseppe con il suo lungo e robusto bastone poi, potrebbero riuscire a convincere a più sensati ragionamenti, quella mano ignota che probabilmente ha smarrito la strada maestra e non sa più ritrovare il resto del gregge.

 

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Come riportato nel titolo del libro “San Ruffillo – Mille anni di storia”, questa Parrocchia ha origini antichissime. La prima testimonianza scritta che qui sorgeva un “monasterio sancti Rofilli” risale al 9 gennaio 1009, da allora tanti sono stati gli avvenimenti che hanno coinvolto più o meno da vicino questa Chiesa. Nel dettagliato e avvincente racconto descritto nel libro (che Vi invitiamo a leggere), vengono ripercorsi con grande precisione storica i principali eventi che hanno avuto come protagonisti anche illustri personaggi. Nel libro San Ruffillo – Mille anni di storia, ci ha colpito particolarmente un episodio da noi trattato tempo fa solo in maniera marginale nel corso di un articolo, ma che come importanza fu un avvenimento tutt’altro che di poca rilevanza.

Link  www.carrozzecavalli.net/2016/10/un-treno-papale/    (Un nostro contributo)

 

L’episodio riguarda il passaggio del papa Pio VI condotto verso la Francia prigioniero di Napoleone nel 1799.

“”Il dì 30 marzo transitò per questa strada di Toscana prigioniere in mano de Francesi il Sommo Pontefice Pio VI, dopo esser stato trattenuto per tre ore nel casino al Ponte de sig.ri Gamberini, dove fuì  ammesso con pochi altri al bacio del piede io scrivente Arciprete, alla qual vista piansi col Eccles.””

Dell’avvenimento rimase memoria anche in una iscrizione latina che i signori Gamberini fecero porre nella loro villa dove il Pontefice aveva sostato, e in una, italiana, che probabilmente l’arciprete aveva apposto sotto un ritratto di Pio VI da lui conservato.

 

 

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Per seguire più da vicino gli eventi in programma presso la Parrocchia di San Ruffillo, potete andare su Facebook e digitare:  Parrocchia di San Ruffillo .