IL SALTARELLO  un marchingegno con 500 anni di storia

IL SALTARELLO un marchingegno con 500 anni di storia

 

A sinistra il saltarello APERTO a destra il saltarello si abbassa e blocca la ruota dentata.

A sinistra il saltarello APERTO a destra il saltarello si abbassa e blocca la ruota dentata.

 Il “Saltarello” nei Carri Agricoli

Il SALTARELLO o PUNTELLO o “DINTEL” o Ferma argano per legare il carico, questi tutti i nomi che indicano un “marchingegno” apparso sui Carri Agricoli dopo il 1300 quando iniziarono le innovazioni tecniche intorno al Carro che era rimasto da più di 4.000 anni pressochè  immutato.  La ghiotta occasione per ammirare questi capolavori di tecnica, eseguiti da valenti fabbri del secolo scorso, ci è data da una interessante Mostra che si è inaugurata il 2 marzo 2014 a SAVARNA (RA) presso il MUSEO ETNOGRAFICO “SGURI’” del Sig. ROMANO  SEGURINI dove  si sono dati appuntamento collezionisti e appassionati del settore portando ciascuno in esposizione il meglio delle proprie collezioni.

Panoramica della sala-Mostra al Museo Etnico Sgurì

Panoramica della sala-Mostra al Museo Etnografico Sgurì

Il MUSEO ETNOGRAFICO SGURI’ del Sig. ROMANO SEGURINI è aperto tutto l’anno con manifestazioni, eventi e mostre a cadenza mensile, è inoltre possibile visitare una delle più complete e rare collezioni di CAVEJE Romanole, oltre ai Carri ed i 30 Calessi della tradizione contadina Romagnola.  Visite guidate su prenotazione contattando i seguenti indirizzi:   mail. www.museoetnosguri.it  oppure Tel. 0544.533609

In alto ROMANO SEGURINI intervistato dalle principali reti televisive locali, sotto il bel mondo del collezionismo a commentare.

In alto ROMANO SEGURINI intervistato dalle principali reti televisive locali, sotto il bel mondo del collezionismo a commentare.

A Cà Sgurì un concentrato di Cultura in tutti i locali, la "Capàna" ospita la "personale" della Pittrice MARIA FELETTI

A Cà Sgurì un concentrato di Cultura in tutti i locali, la “Capàna” ospita la “personale” della Pittrice MARIA FELETTI

 

UN MIX DI ARTE “SACRA e PROFANA” ;  LE “MALEDIZIONI”.

Considerato che un manufatto come il Carro agricolo trainato dai buoi ha iniziato a circolare circa 5.000 anni fa, possiamo ben immaginare come l’estro e la creatività dell’uomo, in relazione ai luoghi d’origine, si sia sbizzarrita nell’assemblare in un oggetto di uso quotidiano come l’utile e indispensabile Carro, tutti quei segni “devozionali “ legati a tradizioni pagane e cristiane.  Oltre alle pitture e sculture che venivano effettuate sul legno, le parti lavorate in ferro da veri e propri Mastri-ferrai erano le Caveje, posizionate sul “timone” del carro per “frenare” e le Maledizioni sistemate sotto la cassa del Carro per tenere alla larga malocchio, invidia e superstizioni di vario tipo.

Scolpito nel legno il volto del Diavolo, poi le Maledizioni,, infine la Croce.

Scolpito nel legno il volto del Diavolo, poi le Maledizioni,, infine la Croce.

Centinaia i Saltarelli esposti divenuti oramai INTROVABILI

Centinaia i Saltarelli esposti divenuti oramai INTROVABILI

Fronte carro dei Flli. Borghi di Bologna con scolpita l'immagine della Beata Vergine di SAN LUCA

Fronte carro dei Flli. Borghi di Bologna con scolpita l’immagine della Beata Vergine di SAN LUCA

UNA  CAVEJA chiaramente dal valore inestimabile

UNA CAVEJA chiaramente dal valore inestimabile

Presso il Museo Etnografico “SGURI'” è possibile acquistare fresco di stampa l’unico catalogo esistente di CAVEJE, titolato “La Caveja Cantarena” dell’autrice VANDA BUDINI.

 

Uno dei più famosi collezionisti del "Bolognese" SILVANO PAGANELLI, posa al fianco dei suoi SALTARELLI

Uno dei più famosi collezionisti del “Bolognese” SILVANO PAGANELLI, posa al fianco dei suoi SALTARELLI

E OGGI ?

Oggi giorno i carri si trovano solo nei Musei, il “Saltarello” invece si è evoluto e come cinghia-ferma-carico è tuttora in dotazione a quasi tutti gli autotrasportatori, per le “Maledizioni” stessa cosa, in tutte le tabaccherie sono in vendita simpatici porta-chiavi con cornini, gobbetti, ferri di cavallo ecc. a dimostrazione che dai remoti tempi dell’Homo-sapiens  ai giorni nostri, certe ritualità sono rimaste inalterate!

 

Altre MALEDIZIONI tutte rigorosamente in ferro battuto a mano

Altre MALEDIZIONI tutte rigorosamente in ferro battuto a mano, questa nella foto datata 1837

PicMonkey Collage2Da queste parti, in ROMAGNA, la paura delle “MALEDIZIONI” fa uno strano effetto;  MUOVE L’APPETITO !!