Una pariglia di Boulonnais

Una pariglia di Boulonnais

LA ROUTE DU LUXEMBOURG BELGE: 11 – 15 SETTEMBRE 2013

Un’esperienza indimenticabile

(FOTO E TESTO DI LORENZO CRISE E MARIO ROCCO)

 Dopo le precedenti esperienze del 2004 e 2007 anche il Belgio e precisamente la provincia del Lussemburgo, nella regione della Vallonia, ha organizzato la propria route (Route du Luxembourg Belge)

Si è passati, quest’anno dall’organizzare prove di attacco su strada della durata di 24 ore, affascinanti ma meno spettacolari, a una Route vera e propria con molte prove tecniche disputate da equipe formate da 20 cavalli di razza da tiro pesante (almeno l’80% dovevano essere di un’unica razza, ma abbiamo notato, giustamente, una certa tolleranza)

Se già dall’inizio il numero dei partecipanti è stato notevole  – 9 nella edizione 2004 e 10 nelle edizione 2007 – un buon biglietto da vista per i 12 equipaggi partecipanti all’edizione 2013 provenienti da Inghilterra, Svizzera, Francia e…Belgio. Dall’Italia, per rappresentare il TPR e prendere spunti e contatti, solo i due autori di questo resoconto.

Una Route non poteva mancare in Belgio, terra di formazione di alcune tra le più importanti razze di cavalli da lavoro, come la razza Ardennese, per proporre, ad un grande ed esperto pubblico, una manifestazione sportiva, con intense caratteristiche culturali che confermasse a livello internazionale le varie realtà allevatoriali dei cavalli da tiro.

Diversamente dalla Route du Poisson, che evoca il tragitto che si compiva tra i paesi costieri e le grandi città, sino a Parigi,  la Route du Luxembourg Belge evoca il lavoro fatto con la forza animale e l’uso quotidiano di questi cavalli in agricoltura e in selvicoltura. Oggi oltre a mantenere un uso agricolo viene utilizzato per godere  la bellezza del paesaggio da vivere in una forma di turismo “lento” (si fa per dire visto che si percorrono 280 km in un giorno)  per meglio assaporare e godere delle bellezze di una regione agricola e forestale. Non dimentichiamo infatti che la provincia belga del Lussemburgo ha una forte vocazione agricola improntata sull’allevamento del bestiame di bovini, equini e ovini tutti, rigorosamente, allevati in ameni pascoli dai quali mai s’allontanano se non nei mesi invernali e, sulla coltivazione del bosco. Distese immense di pascoli, sempre regolarmente contornati da alte siepi, sono il biglietto da visita che attende il visitatore di questi luoghi e l’immagine di libertà  che il tipo di allevamento degli animali trasmette nonché sinonimo di qualità delle produzioni alimentari.

In un paesaggio che se non conosce la pioggia è veramente unico per i colori che propone, scorci belli e impareggiabili, se non fosse per l’uomo che con il grigiore delle case e degli acciottolati, lo rende uniforme e mesto sotto la pioggia.

Siamo venuti ad imparare e ad apprendere ed abbiamo dato un arrivederci alla tavola e al sonno, per vivere, all’umido, quanto più possibile, l’avventura di una Route che, per chi come noi ama i cavalli da tiro, resta un sogno e chissa se nel futuro…..

Se la parte principale, più affascinante e facile da proporre al pubblico, di una Route è percorrere il tragitto nel corso delle 24 ore è indubbio che tutte le attività hanno il loro fascino autentico e rappresentano uno spaccato di ciò che con i cavalli da tiro si può fare.

Dalla comune, si fa per dire , vista la professionalità di driver e cavalli,  prova della slitta e alla trazione si passa attraverso la prova alla voce a mostrare una volta ancora di più che questi cavalli, Haflinger, Percheron, Boulonnais, Comtois, Shire ecc., hanno nel loro DNA la presenza dell’uomo  al quale  non si sottomettono ma con il quale collaborano.

Spettacolari risultano, la prova della maratona per pariglie che ha aperto il pomeriggio di venerdì 13 e la prova di maneggevolezza finale alla domenica per tiri a quattro, tutte assolutamente tecniche, cui partecipano drivers di tutto rilievo e non poteva essere altrimenti, con un direttore  sportivo come Felix Marie Brasseur, due volte campione del mondo (1996 e 2006) con il tiro a quattro.

Bello lo spettacolo del sabato sera, fornito dalle equipe, tutte molto brave ma ci ha colpito in particolare  quello  del Trait Union con figure al piano svolto da 6 amazzoni e quello del gruppo del Comtois ed infine  quello “leggero” dei Boulonnais con patatine fritte e birra per il pubblico, diversamente dalla giuria che ha premiato l’evocazione romana proposta dal gruppo di casa.

Purtroppo l’arrivo al venerdì e la voglia di un po’ di riposo non ci ha consentito di essere presenti a tutta la Route, ma tutto quello che è avvenuto nei tre giorni è stato fissato dai nostri occhi e trasmesso ai server del nostro cervello “sezione sogni”.

Quella che segue  vuole essere quindi la cronaca di uno spaccato della Route du Luxembourg Belge raccontata attraverso le parole di alcuni dei 30 responsabili organizzativi e  interventi di persone incontrate lungo le strade di questa spettacolare manifestazione.

IL DIARIO

 Venerdì 13 settembre

Un cielo grigio ci accoglie alle ore 10,30 al Charleroi; dicono sia il colore prevalente in Belgio e nei giorni successivi questo sarà confermato. Prendiamo le mosse dal cosiddetto Pays noir famoso per le miniere di carbone i cui Terrils (cumuli di scorie a forma di cono) punteggiano ancora il paesaggio. Luogo che la mano ed il lavoro di tanti italiani emigrati ha contribuito a rendere ricco.

Il tempo di prelevare l’auto a noleggio e di percorre pochi chilometri che ci si ferma  per immortalare con la fotocamera quella che è una grande caratteristica del Belgio, l’allevamento bovino fatto prevalentemente di soggetti Blanc-Bleu Belge, con riproduttori superbamente ipertrofici, tutti rigorosamente al pascolo senza apparenti ricoveri se non gli alberi che delimitano i pascoli. Anche se poi, la sera, le varie mandrie si mettono ordinatamente in cammino verso i ricoveri.

L’arrivo a Vaux Sur Sure, presso il punto di partenza per la maratona e della Route ci porta a conoscere, complici due soggetti Haflinger, pronti alla bardatura, il responsabile della Associazione “Eclore”, Pierre Van Glabbeke, che partecipa fuori concorso, con un team composto anche da una quindicina di ragazzi portatori di handicap, che con il cavallo lavorano ogni giorno e partecipano a molti eventi.

La partecipazione  alla Route con dei ragazzi handicappati ti arricchisce di infiniti momenti di straordinaria condivisione. Poiché, quest’anno la Route si sviluppa nella nostra Provincia, abbiamo deciso di partecipare con un massimo di ragazzi. Noi siamo fuori concorso per evitare tensioni legate al risultato, ma che favolosa avventura per una quindicina di ragazzi che vivranno la Route come tutti gli altri.” E tanti complimenti visto la qualità della loro partecipazione. Chapeau.

Subito dopo ci viene presentata Madame Fraselle: “All’inizio siamo andati a vedere la Route du Poisson a Boulogne, e per una giornata abbiamo seguito tappa dopo tappa. Quando siamo rientrati in Belgio ho detto a mio marito Jacques che saremmo dovuti ritornare a vedere una tale organizzazione, ma non solo unicamente a vederla in una giornata ma ad impegnarci totalmente in una Route per viverla, vedere tutte le prove, i percorsi ecc. E ciò abbiamo fatto.

E’ nata così la partecipazione di una equipe belga a Boulogne. Da lì è nata La Route du Trait Attelé nel 2004, oggi trasformata nella Route du Luxembourg Belge.

Di cosa mi occupo io, chiosa madame, ho solo una piccola parte di responsabilità nell’organizzazione di questa Route”.

Ma noi che l’abbiamo vista sempre presente e attiva sappiamo che ha avuto un ruolo fondamentale nella logistica, molto complessa, di un tale evento.

Con Jacques, suo marito, vero deus ex machina della Route, presidente del GHS (Groupement Hippique du Sud) e coordinatore generale della Route du Luxembourg Belge, ci siamo trovati fianco a fianco in tutte le prove che abbiamo seguito.

Noi spettatori, lui là, al centro dell’organizzazione, sempre preciso, attento, puntuale, allegro e mai nervoso.

Un grande uomo veramente, con una grande forza. Ma torniamo ai cavalli pronti per la maratona.

La partenza, al centro del villaggio, dietro al mattatoio comunale, ci vede presenti e poi di corsa agli ostacoli fissi più difficili, distanti circa 1000 metri, e tra uno spruzzo di acqua e l’altro è un susseguirsi di scatti fotografici, purtroppo quasi tutto il tempo sotto la pioggia.

Spettacolari i passaggi sull’acqua e tutti gli ostacoli, nel loro complesso, risultano veramente impegnativi. Alla fine della prova Sebastien (Sebastien Rigaux, professionista e figura di spicco degli attacchi con i cavalli da tiro) ci confessa la sua delusione per  il terzo posto del suo team (Ardennese Belga)  mentre il vincitore Patrick Schouckens si dice sicuro di bissare il risultato (non sarà così) nella prova di maneggevolezza per tiri a quattro di domenica.

Alle 17,00 dopo aver fatto la conoscenza  diretta di Jacques Fraselle, che  ci ha accolto come dei vecchi amici, ci siamo spostati in un attiguo pascolo per assistere alla prova del traino per pariglie,  al meglio di 10 ostacoli, con incremento di peso, salita di due passeggeri ad ognuno di essi, che ha visto con l’unico netto prevalere il rappresentante della Borgogna.

Jacques Fraselle ci presenta e ci affida completamente a Pascal Willems, giudice, fotografo professionista ed anche importante atleta master di triathlon, il quale discretamente ci sarà vicino da questo momento sino alla fine della manifestazione mentre per quanto riguarda le informazioni nel dettaglio ci avvaliamo di  Françoise Lutgen responsabile del “progetto Route” per l’amministrazione provinciale e responsabile dei rapporti con la stampa durante la manifestazione.

Il tempo tra la fine della gara del traino e l’inizio della Route viene sfruttato per chiedere a Françoise informazioni sulla macchina organizzativa:

Questa è composta  di 30 responsabili organizzativi che hanno coordinato l’attività dei 150 volontari che a vario titolo erano impiegati per la riuscita della manifestazione; il tutto con un budget di circa 70.000 Euro provenienti parte dagli enti territoriali  e l’altra parte dagli sponsor privati e sponsor tecnici.

12 sono invece i Team partecipanti con circa 240 cavalli, con poco meno di 1000 addetti tra drivers, veterinari, tecnici, aiutanti, musicisti, figuranti ecc. e quasi 200 mezzi di trasporto. Una carovana veramente imponente

Pascal ci chiama all’imbarco per la partenza della Route destinazione un’intertappa a pochi chilometri da Vaux Sur Sure per verificare la correttezza logistica. Appena passati i primi tre equipaggi via ancora a seguire il pulmino dell’organizzazione che, en vitesse, tra i saliscendi di belle strade provinciali, ci porta a Bastogne (si, quella della gara ciclistica Liegi – Bastogne – Liegi) ove avviene, al buio appena rischiarato dai lampioni e, ovviamente sotto la pioggia,  tra una folta presenza di pubblico e alla presenza delle autorità politiche, in primis René Collin, deputato provinciale all’Economia, Agricoltura, Turismo e Risorse, il primo cambio di equipaggi e pariglie sotto l’occhio vigile dei veterinari dei team e dell’organizzazione.

La presenza di madame Monique Fraselle ci ricorda che è lei la responsabile degli ospiti e la consegna delle chiavi dell’hotel ci  rendiamo conto di essere svegli dalle quattro della mattina e di avere sonno; quindi dopo aver assistito a tutti i 13 cambi educatamente rinunciamo, poi ci saremmo pentiti, all’invito ad assistere allo spettacolo notturno a Saint Hubert per portarci alla macchina per il viaggio verso Neufchateu.

Sabato 14 settembre

Lo sguardo dalla finestra dell’hotel consiglia abbigliamento invernale e impermeabile perché il cielo è grigio, gli alberi sono battuti dal vento e la pioggia rompe l’orizzonte.

Saliti in macchina ci dirigiamo verso Habay la Neuve, una delle tappe di questa Route e lì cogliamo l’occasione di scambiare qualche parola con Stéphane Bulteu, responsabile del team veterinario il quale ci conferma l’importanza delle condizioni psico motorie del cavallo per partecipare ad attività come queste e ci comunica di aver trovato tutti i cavalli in condizioni atletiche eccellenti tanto che non si sono presentati, almeno sino a quella tappa e comunque dopo la notturna, problemi; gli stessi battiti cardiaci alla fine di ogni tappa oscillano intorno a sessanta e le andature (passo e trotto) sono assolutamente regolari. Se questo lo dice Stéphane  che sin da piccolo vive con i cavalli (Ardennesi) c’è da crederci e stare tranquilli.

Seguiamo per un tratto l’equipaggio dei Boulonnais che partono al galoppo  e quando loro girano per una strada secondaria ci fermiamo in un bar per un caffè, che tale non è, prima di raggiungere Etalle sede di tappa. Qui facciamo la conoscenza di Rita Dupont, responsabile del percorso la quale ci assicura che tutti i tragitti, appena visionati, sono perfettamente agibili e che i cavalli – diversamente da qualche auto – non hanno mostrato alcuna difficoltà nel percorrerli.

Nuova partenza per le prossime destinazioni passando Bellefontaine, dove assistiamo a tre cambi e scambiamo quattro parole, in italiano, con Quentin del team Trait Union che si dice conoscitore dell’Italia per averci lavorato qualche anno mentre lo è un po’ meno delle nostre razze pesanti. Il tempo di una foto per suggellare il momento che ci portiamo a Jamoigne per strade  secondarie che passano attraverso boschi delicatamente coltivati dalla forza animale di tanti cavalli che sono presenti assieme a qualche grande e peloso asino (Asino del Poitou) nei pascoli che incontriamo durante il tragitto; in questo paesaggio il motivo ricorrente all’ingresso di tante case è il collare, il pupazzetto del cavallo e le antiche seghe da bosco che erano tirate da quattro e più mani.

Jamoigne ci accoglie sotto una fastidiosa pioggia che ci invita a restare protetti all’interno della palestra comunale dove facciamo la conoscenza di Chloé, Sarah, Anaïs e di Arthur, tutti impegnati, anche se giovani, come volontari al punto di ristoro del posto.

Arthur appena presa confidenza ci fa presente che quel luogo è ricco di tradizione per i cavalli e a loro, meglio al loro lavoro, è dedicato un grande monumento in ferro nel centro del paese che potremmo visitare.

Anche se la pioggia continua incessante non possiamo esimerci da seguire in auto Arthur che in sella alla bicicletta ci porta ad ammirare la composizione scultorea, a grandezza d’uomo di una pariglia di ardennesi con conduttore in trazione a due enormi tronchi; beh questa è la conferma che diversamente da noi dove al massimo possiamo apprezzare statue equestri, in altre realtà si può apprezzare il lavoro “quotidiano”, magari andato, dell’uomo.

Alle ore 14,30 siamo a Florenville, sotto la chiesa di Nostra Signora dell’Assunzione che nulla può sulla insistente pioggia, per assistere al cambio di cavalli ed equipaggi con gara di bardatura dei soggetti entranti. I cavalli che arrivano sono staccati e condotti in apposito stallo dove fermi aspettano che la pariglia partente sia bardata, attaccata e inizi la sua prova passando attraverso due porte in diagonale; tempo per stacco, bardatura e partenza dueminutieventicinque per il team svizzero, appena sopra quello degli altri equipaggi.

La nostra partenza da questa tappa la facciamo dietro una pariglia e con loro ci addentriamo, attraverso strade bianche nel bosco dove ci fermiamo in un punto strategico per scattare qualche foto ai successivi equipaggi.

L’aspettare pressoché tutti i partecipanti al passaggio del bosco ci porta avanti con il tempo e bypassando le ultime tappe ci portiamo alle 18,00 a Neufchateau ove avverrà l’arrivo per l’ultima tappa delle pariglie che saranno sostituite dai tiri a quattro che partiranno quindi per Libramont, sede logistica della manifestazione e luogo del Galà serale.

Sabato 14 settembre, il Galà serale

Libramont è una cittadina di circa 9.000 abitanti che impressiona perché ospita un quartiere fieristico, dedicato all’agricoltura e alle attività connesse, di tutto rispetto con padiglioni importanti e anche grandi spazi aperti.

Qui prima del Galà tra un calice di uno spumante metodo classico e assaggi di prodotti tipici avviene la conferenza stampa sulla manifestazione che a detta dei responsabili è stata ampiamente positiva; al di là delle previsioni.

Restano di questo momento impressi alcuni passaggi degli organizzatori che non mettono in risalto la loro capacità ma quello di “un atto di fede nel futuro dei nostri cavalli. Questo evento è anche promozione collettiva di un territorio orgoglioso e felice della sua tradizione” (René Collin, Deputato della provincia) o del capo dell’organizzazione Jacques Fraselle che ribadisce dopo aver ringraziato tutti, come peraltro già aveva fatto nel presentare a febbraio l’iniziativa che la “chiave per il successo del futuro è quello di costruire sul passato” e come questa manifestazione non potrebbe esistere se non fosse  “legata alla tradizione delle Ardenne che da sempre vede  l’uomo accanto al cavallo, nel lavoro e nel piacere.”

La voce di Yves Dupont apre il Galà di fronte ad un pubblico importante accorso per l’evento.

In ordine tutti i team presentano un loro numero che in libertà deve ricordare i luoghi, le tradizioni e le capacità dei paesi di origine.

Per noi abituati ad imbastire le attività CAITPR in Fieracavalli o in altre manifestazioni i primi numeri ci sembrano abbastanza superficiali, troppo legati al paese di origine. Comunque nel proseguo delle entrate rivediamo il nostro affrettato giudizio perché alcuni ingressi hanno messo in luce capacità artistiche impensabili e non preventivabili; primi fra tutti, come già accennato, quelli proposti da Trait Union con pregevoli figure in piano di 6 amazzoni e quello del gruppo Comtois con acrobazie sopra i cavalli al passo, trotto e galoppo. Lo stesso gruppo inglese nell’evocare un episodio mediovale ha mostrato nei minuti a disposizione la grande attitudine dei quattro giganteschi Shire.

Alla fine il giudizio della giuria espresso con scala di valutazione da 1 a 10 per ognuna delle seguenti voci: originalità e messa in scena, selezione di musica, costumi, abilità dei partecipanti, il lavoro del cavallo, armonia generale, ha premiato il gruppo di casa.

Due birre sono la camomilla per il sonno che verrà e che ci accompagnerà al giorno seguente per la gara di maneggevolezza riservata ai tiri a quattro nel campo già predisposto negli spazi esterni.

Domenica 15 settembre

Lasciato l’albergo ci riportiamo al quartiere fieristico di Libramont dove, tra il nostro stupore comune, vediamo che lo spazio non è riservato solo alla Route ma sono presenti anche altre attività quali una gara di salto ostacoli riservata ai pony e una mostra morfologica internazionale di riproduttori Ardennesi.

Mentre la famiglia Fraselle è tutta presa con il lavoro di coordinamento della segreteria e Yves Dupont  in un angolo della tribuna d’onore affina la sua voce, Felix Marie Brasseur si intrattiene con i concorrenti al campo gara per le ultime raccomandazioni per il  percorso che prevede 18 porte (larghezza di 1.90)

Questa per gli equipaggi è una prova sentita e per questo sono presenti, contattati dai vari team, i migliori drivers, come del resto nella prova della maratona.

Tutti gli equipaggi si fanno apprezzare per il grande grado di affiatamento che c’è tra gli atleti (uomo e cavallo) e il percorso assai tecnico viene “liberamente” interpretato dai concorrenti che in qualche tratto riescono a mandare al galoppo i loro cavalli (pensiamo che alcuni tiri a quattro arrivano a superare le tre tonnellate e mezza)

Sarà una magia infinita ma la corsa si rivela avvincente quando entra l’equipaggio inglese che propone i quattro mastodontici Shire che sono assoluti protagonisti nell’interpretare la loro prova e alla fine ricevono il tributo di cinque minuti di applausi da parte del pubblico.

Gli equipaggi che seguono cominciano a scaldare il numeroso pubblico perché l’equipaggio seguente gli inglesi, il Comtois, grazie ad una superlativa prova prende la testa della classifica .

E’ la volta dei favoriti del Trait Union, vincitori nella prova della maratona, che speravano  di bissare il successo; una serie di errori all’ostacolo tre, nove e sedici li esclude da qualsiasi velleità.

L’equipaggio di casa fa il suo ingresso e un percorso netto nel tempo ripaga Sebastien dalla delusione di due giorni addietro.

Primi gli Ardennesi, secondo il team Bienvenue a la Ferme e terzi i Comtois, quarti i simpatici inglesi che hanno proposto quasi sempre equipaggi di giovani promesse.

Dopo le premiazioni e attese le elaborazioni delle classifiche delle varie  prove che hanno proclamato vincitore il team delle Ardenne davanti ai quotati Trait  Union e i francesi di Bienvenue a la Ferme è la volta di prendere posto in centro del paese per la sfilata finale e salutare due giorni intensi con i cavalli da tiro.

 

 

PROGRAMMA DELLA ROUTE

  • GIOVEDI’ 12 SETTEMBRE – FOURNEAU SAINT- MICHEL
    • 14.00 PROVA  ALLA VOCE (ATTACCO  SINGOLO)
  • VENERDI’ 13 SETTEMBRE – LIBRAMONT
    • 9.00 PROVA DI PASSO RAPIDO E TROTTO (ATTACCO SINGOLO)
    • 10.30 PROVA DELLA SLITTA (ATTACCO SINGOLO)
  • VENERDI’ 13 SETTEMBRE – VAUX SUR SURE
    • 14.30 – 16.00 MARATONA (PARIGLIA)
    • 17.00 – 18.00 PROVA DI TRAZIONE PURA CON SLITTA (PARIGLIA)
  • 19.00 PARTENZA DELLA ROUTIER (PARIGLIA E FINALE TIRO A QUATTRO)
  • SABATO 14 SETTEMBRE A PARTIRE DALLE 7.30
  • SABATO 14 SETTEMBRE – RENDEUX
    • 12.00 KUR CON MUSICA
      • CIRCUITO NOTTURNO
        1. VAUX SUR SURE
        2. BASTOGNE
        3. LAVACHERIE
        4. FREUX
        5. SAINT HUBERT
        6. LIBIN
        7. PALISEUL
        8. BERTRIX
        9. LIBRAMONT
        1. ARLON
        2. LISCHERT
        3. HABAY LA NEUVE
        4. ETALLE
        5. BELLAFONTAINE
        6. JAMOIGNE
        7. FLORENVILLE
        8. SUXY
        9. ASSENOIS
        10. NEUFCHATEAU
        11. LIBRAMONT ARRIVO ALLE 17.30  (TOTALE 280 KM)
  • SABATO 14 SETTEMBRE – LIBRAMONT
    • 21.00 – 23.00 SPETTACOLO
  • DOMENICA 15 SETTEMBRE – LIBRAMONT
    • 10.00 PROVA DI MANEGGEVOLEZZA (TIRO A QUATTRO)
    • 14.00 SFILATA PER LE VIE DELLA CITTA’
    • 16.00 PREMIAZIONI AL CENTRO FIERISTICO