A molti di noi appassionati di attacchi sarà capitato di ricevere “ammonizioni” di vario tipo da Cavalieri intenti a “convincere” il proprio cavallo a superare l’asticella del metro per giustificare al mondo i soldi spesi e la loro abilità. Chiaramente tutti cavalli “da Concorso” quando vedono l’oggetto-nuovo, mai visto prima si comportano come tutti i cavalli del mondo; si spaventano, sta dunque a noi ed al nostro “bon-ton” cercare di unire amichevolmente le due “tendenze-moda” che tutto sommato hanno in comune l’AMICO EQUINO !

 

POETA & SCRITTRICE GUIA RISARI

Poetessa e Scrittrice: Guia Risari

 

 

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LA  COPPIA

di Guia Risari

La coppia frequentava il centro ippico da qualche mese. Era un posto comodo e non troppo caro. Eppure anche lì si respirava una sottile aria di superiorità tra i proprietari dei cavalli più alti e slanciati. Se poi si trattava di purosangue difficili, che mordevano o sgroppavano, il prestigio aumentava. I cavalieri e le amazzoni si spazzolavano i pantaloni in tinta coi giubbotti. I loro cap erano impeccabili. Gli stivali brillavano. I campi erano attraversati al passo e al trotto, disseminati di barriere per il salto e monitorati da un’imperturbabile istruttrice che si esprimeva a monosillabi.

Ma la coppia non era lì per quello. Nè lei, di mezza età e un po’ pingue, né lui, calvo e ingobbito, intendevano montare. Ogni mercoledì spazzolavano la vecchia Tobbie, le pulivano i piedi, gli occhi cisposi e le parti intime, le pettinavano coda e criniera, la vestivano con finimenti malandati e infine l’attaccavano a una piccola carrozza cigolante che tuttavia faceva il suo dovere. I cavalieri li guardavano con ostentato disprezzo e li invitavano a non disturbare i loro animali. Così la coppia partiva in sordina, quasi vergognandosi di una passione più che legittima, ma evidentemente fuori luogo. Finché un giorno la coppia ne ebbe abbastanza e si presentò al centro con un van, da cui scesero due grosse tigri. I cavalli nitrirono di terrore, scalciarono e rovesciarono a terra i loro spocchiosi cavalieri. L’istruttrice si arrampicò su un albero e le tigri, dopo aver fatto un giro di ricognizione per assicurarsi che la loro urina fosse ovunque, si lasciarono docilmente attaccare per un magnifico giro nel parco che compirono tutto al piccolo trotto, leccandosi più volte i lunghi baffi bianchi.