LE  PRIME  INVENZIONI  SULLE  CARROZZE

Si è da poco concluso  a Ginevra (Svizzera) il  41° Salone  Internazionale  delle Invenzioni ( 10/14 aprile), una delle più importanti rassegne di questo settore strettamente collegato al progresso dell’umanità.

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TUTTO  INIZIO’  IN  ITALIA

Noi Italiani per certi versi siamo fantastici, in tante cose (troppe) sempre più spesso, riusciamo a partire PRIMI  per poi riuscire a piazzarci quasi ULTIMI.  La storia degli inventori e delle loro invenzioni vanta nobili origini che risalgono alla Repubblica di Venezia quando il  19 marzo 1474  si iniziò a dare una regola al mercato delle invenzioni.  La seduta iniziò con queste parole “ Abbiamo tra noi uomini di grande ingegno ed in virtù della grandezza della nostra Città di Venezia cercheremo di fare arrivare qui , sempre più  uomini  di  tale specie “   Lo statuto venne così approvato a larghissima maggioranza.   Il via era stato dato e vista l’importanza di questo settore, ben presto sorsero in Europa grandi Accademie come la Royal Society in Inghilterra(1662) e l’Accadèmie  Royale  des  Sciences a Parigi (1666).

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FRANCIA  1703  SOSPENSIONI  DA  CARROZZA

Un vecchio documento consultato presso la Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna mi porta al 1703 quando un certo M. THOMAS presenta il progetto di una carrozza con delle sospensioni, per quei tempi, innovative. Come si vede nel disegno i quattro cinghioni  in cuoio che reggono la cassa della carrozza sono stati sostituiti da quattro robuste molle a spirale sistemate dentro appositi cilindri.  A questo punto come prevedevano i regolamenti, M. Thomas doveva sottoporre la sua invenzione al giudizio della Commissione. 

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Come risulta dalla nota riportata nella parte finale di ogni brevetto, pare che le quattro molle avessero la proprietà di “ oscillare-fortemente dal basso verso l’alto ed i passeggeri al minimo sobbalzo sbattevano violentemente il capo contro l’imperiale”  Il commento sconsolato dell’inventore fu quello di riproporre l’invenzione quando le strade fossero quasi del tutto prive di buche (buona-notte!)

PRIMO  MODELLO  DI  CARROZZA  “ IRRIBALTABILE “

Questo progetto è del 1717 e porta la firma di M. De  CAMUS. 

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La carrozza, sulla carta, presenta delle interessanti novità, le ruote anteriori sono grandi come quelle posteriori, il peso della carrozza risulta al di sotto delle sospensioni facendo-si che la cassa resti diritta anche nelle pendenze e se anche si dovessero staccare due ruote dalla stessa parte la carrozza, situata a poca distanza dal terreno non si ribalterebbe. Addirittura fa notare l’inventore che alzando le ruote dell’avantreno automaticamente si alzava anche il timone dando più possibilità ai cavalli di fare uscire le ruote da strade fangose.  Anche qui nel finale del documento il triste e spietato parere della Commissione che in sintesi afferma che tutta la struttura portante  della cassa risulta troppo pesante per via dei ferri che sostengono i cinghioni in cuoio, i quali, a causa delle costanti vibrazioni fanno si che o si rompono i ferri o si spezzano i legni ai quali sono fissati.

SECONDO  MODELLO DI  CARROZZA  “ IRRIBALTABILE “

Alcuni anni più tardi nel 1719 M. Du TANNEY De  COURNEY presenta un altro modello (a suo dire) irribaltabile dalla linea moderna e stilisticamente piacevole.

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Qui vediamo due novità, la prima è che il telaio appoggia su due legni che non sono a contatto con gli assali, la seconda che tramite due appositi perni situati sia davanti che dietro in caso di urto violento le ruote si sposterebbero contemporaneamente evitando così di rompersi.  Anche qui  “ l’inesorabile” Commissione fa la sua valutazione; come si nota dal disegno i due perni che sostengono la cassa della carrozza “sono sulla stessa linea” ragion per cui se si effettuano delle  brusche girate ci si ribalta facilmente.  Probabilmente il modello era particolarmente adatto ai  Deserti dove era più facile andare “sempre-diritti”.

            …CONTINUA

Al momento mi fermo qui e Vi risparmio un cospicuo  gruppo di creazioni tipo “paperissima”, tenendo però sempre presente che è stato (e sempre sarà) grazie a questi “ricercatori” che con il passare degli anni si arrivò a soluzioni d’avanguardia. Tanto per spezzare una lancia a favore di quegli “antichi-inventori”, c’è da dire che con i materiali a disposizione dal 1600 fino al 1760 non si poteva veramente pretendere di più.  Le cose iniziarono a cambiare nel giro di 80anni a partire dal 1753.  Fu infatti in Inghilterra nel 1753 che viene inventato l’ACCIAIO che risultando molto più leggero e flessibile del ferro rivoluziona le tecniche costruttive del tempo. Nel 1804 sempre in Inghilterra il Sig.Obadiah  Elliot  inventa le balestre in fogli d’acciaio fissate sugli assali per sostenere la cassa in legno della carrozza. Venne così abbassata la cassa per renderla di più facile accesso, eliminati i cinghioni in cuoio risultando così molto più comoda e molleggiata. Nel frattempo i vetri avevano già abbellito di molto le scocche e a completare il quadro ci pensò nel 1839 l’Americano Goodyear che con l’invenzione della gomma sostituì i rigidi e rumorosi cerchioni in ferro.

“ I TEMPI  CAMBIANO,  MA  CERTE  MODE  RESTANO “

Per quanto concerne l’invenzione dei “vetri o specchi” da applicare alle carrozze mi atterrei alle informazioni da me desunte in una vecchia enciclopedia del 700  che rispecchia appieno i “comportamenti-difettosi” dell’essere umano attraverso i secoli.

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Anche in questa occasione devo Ringraziare tutto lo staff. Della Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna sempre gentile e disponibile.