SDIM7253bis3MAGGIO  IL  MESE  MARIANO

Avvenimenti a sfondo religioso che hanno coinvolto piacevolmente il  mondo delle carrozze d’epoca con i suoi cavalli.

Premessa, dopo aver udito per un giorno intero TV e Radio trasmettere “bollettini di guerra” sulle previsioni meteo dando grande enfasi a “ rami d’albero sulla carreggiata” (?!?) o “ piccoli smottamenti senza danni alle persone” (?!?) mi sento obbligato a comunicare al pubblico “in primis” le notizie “importanti” come il mese dedicato alla Madonna, poi, secondariamente, per pochi minuti e “senza” i toni di quando i bombardieri nel 1943 sorvolavano le nostre città, diremo  che ogni tanto “piove” come sempre è successo nel corso dei secoli !!!

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ORIGINI  DEL  MESE  MARIANO

La storia del Mese mariano  inizia nel medioevo con il tentativo di cristianizzare le feste pagane in onore della natura in fiore, sulle quali regnava la “Regina o Sposa di Maggio”.  Evocando la Madonna, la creatura più alta, si potevano unire insieme i temi della Natura e della Santa Vergine.  Il primo ad associare esplicitamente la Madonna al mese di Maggio, fu Alfonso X° il Saggio, Re di Castiglia e Lèon (sec.XIII°) che la celebrava in “Las Cantigas de Santa Maria”  La formalizzazione del mese di Maggio è dovuta però al Gesuita Dionisi con il suo “Mese di Maria” pubblicato nel 1725 a Verona, dove si suggerisce di compiere le pratiche devozionali anche in casa o nel luogo di lavoro, davanti ad un altarino della Madonna, con preghiere (Rosario e Litanie), fioretti e giaculatorie, e con l’offerta alla fine del mese del proprio cuore alla Madre di Dio.

Con questa carrozza il Cardinale Gozzadini si recò alle nozze del Re di Spagna a Parma nel  1714, oggi ancora in uso al Vescovado di Imola

Con questa carrozza il Cardinale Gozzadini si recò alle nozze del Re di Spagna a Parma nel 1714, oggi ancora in uso al Vescovado di Imola

 

CAUSA  IL  MALTEMPO  SI  PREFERI’  LA  CARROZZA  CON  CAVALLI

Imola e la  Madonna del Piratello.  La devozione degli Imolesi per la “loro Madonna” risale al quattrocento, ma fu solo nel 1617 che per la prima volta la Sacra Immagine venne recata in spalla dal Santuario del Piratello fino alla città di Imola.  Si continuò per diversi anni a percorrere i pochi chilometri con baldacchino, portantini e fedeli al seguito, fino a quando visto il protrarsi nel corso degli anni delle pessime condizioni del tempo che potevano danneggiare il dipinto della Madonna, il Vescovo mise a disposizione la sua carrozza  coperta per gli ovvi motivi. Anche se qualcuno fece notare che il trasporto con il baldacchino era molto più “solenne” si preferì il trasporto ippo-trainato.  Su come avveniva il  “Solenne Trasporto” abbiamo una breve ma dettagliata cronaca dell’ingresso della Madonna del Piratello in Imola datata 5 maggio 1861 ;  “”Nella domenica essendo incominciato a piovere alle ore 11 antimeridiane fu d’uopo far uso del carrozzone. Si partì adunque sulle ore 5 e mezza col calessino alla volta del Piratello. Ivi sulle ore 7 fu spogliata la Sacra Immagine della fioriera ed angeli, fu col solo manto e corona posta nel carrozzone dal lato nobile. A fianco della medesima presero posto li Reverendi don Gian Battista Barbieri e don Ignazio Conti con cotta e stola, ed essi tenevano ferma la Sacra Immagine, e li due Reverendi Sacerdoti custodi del  Santuario, don Innocenzo Montanari e don Ignazio Fiorini vi sedevano di prospetto in cotta e stola, tenendo ambedue un lume in mano.””

Ogni anno a Imola in occasione della festa di S. Cassiano l'antichissima carrozza detta "FRULLONE" viene attaccata o esposta al pubblico

Ogni anno a Imola in occasione della festa di S. Cassiano l’antichissima carrozza detta “FRULLONE” viene attaccata o esposta al pubblico

LE  SPOGLIE DI  S. MARGHERITA  MARIA  ALACOQUE

Il Sig. Giampaolo Taino alla guida della carrozza  incaricato di trasportare le “spoglie” di S. Margherita Maria Alacoque, fondatrice del monastero della Visitazione delle Suore di Clausura.  La carrozza si dirige verso la chiesa di S. Siro dove attendono per la cerimonia 40 preti ed il Vescovo di Cremona.

Cavallo e Giampaolo Taino IMMOBILI davanti alla chiesa

Cavallo e Giampaolo Taino IMMOBILI davanti alla chiesa

LA  TRASLAZIONE  DI  DON  ISIDORO  TERNI

Don Isidoro Terni  iniziò nel 1898 la costruzione di una chiesa nella Parrocchia di San Latino (CR) dove due anni più tardi nel gennaio del 1900 celebrò la sua prima Santa Messa.  In virtù di un antico privilegio, il Parroco che ha edificato una chiesa ha il diritto ad esservi sepolto al suo interno, partendo da questo presupposto l’attuale Parroco di S.Latino  don Marino Dalè dopo un iter non facile e complesso è riuscito ad effettuare questa “traslazione” per fare ritornare “per sempre” le spoglie di don Isidoro Terni in quel luogo da lui così fortemente voluto.  La cerimonia molto toccante con un corteo in mezzo alla campagna Cremonese si è avvalsa del cavallo e della carrozza del Sig. Giampaolo Taino di Soresina (CR).

Le spoglie di Don Isidoro Terni con la scorta dei Carabinieri in alta uniforme

Le spoglie di Don Isidoro Terni con la scorta dei Carabinieri in alta uniforme

 

A seguire un contributo graditissimo da Lonigo a cura del Sig. Antonio Tognon e del Dott. Antonio Frazza, da sempre testimoni di fatti ed eventi culturali legati alla città di Lonigo.

 

La città di Lonigo in provincia di Vicenza che si distende dalle propaggini dei Colli Berici alla pianura verso la bassa veronese è stata teatro di un’importante avvenimento avvenuto nel lontano 2003 nel mese di maggio. Infatti è giunta a Lonigo presso il Santuario della Madonna dei Miracoli che dista circa due kilometri dal centro storico, l’Urna della spoglie di Santa Teresa di Lisieux, dottore della Chiesa proveniente dal pellegrinaggio attraverso i continenti, e specificatamente dalle isole Mauritius.

E’ stato scelto, come punto di accoglienza della Santa, la pieve della frazione Madonna in quanto famosa nei secoli quale luogo di devozione verso l’Immagine di Maria Vergine che ha operato parecchi miracoli testimoniati da una ricca collezione di ex voto raccolti in un apposito museo; l’edificio sacro è ancora oggi meta di continui pellegrinaggi provenienti da ogni parte d’Italia e anche dall’estero.

Il primo miracolo è datato il 7 maggio 1486 riguardante la guarigione di un cittadino veronese in seguito ad una grave e rovinosa caduta da cavallo; il susseguirsi di altri miracoli ha portato, negli anni fra il 1400 e il 1500 alla edificazione dell’attuale Santuario, opera dell’architetto Lorenzo da Bologna e dello scultore Lamberti da Montagnana.

Alle redini un SERGIO  MOZZO dalle mani di fata, visto il momento.

Alle redini un SERGIO MOZZO dalle mani di fata, visto il momento.

Il pellegrinaggio di Santa Teresina è l’ultimo dei grandi pellegrinaggi avvenuti anche nei secoli passati, citiamo quello del 1520 promosso da Federico Gonzaga, che ha raggiunto il Santuario della Madonna, a capo del suo esercito per un ringraziamento in seguito ad un voto con esito favorevole.

Il trasferimento delle spoglie della Santa, dal Santuario al Duomo di Lonigo, è avvenuto utilizzando un carrozza degli anni in cui visse la giovane Teresina di proprietà del cav. Sergio Mozzo di Verona trainata da un tiro a quattro di meravigliosi lipizzani, elegantemente bardati, che hanno contribuito non poco alla valorizzazione dell’evento che ha visto un grande concorso di fedeli, di autorità civili, militari e religiose.

A ricordo dello straordinario avvenimento è stata apposta al’’esterno del Duomo di Lonigo una lapide marmorea a perenne ricordo.

Sergio Mozzo e Tiberio Signorini "a disposizione" dei quattro Lipizzani con l'occhio "vigile"

Sergio Mozzo e Tiberio Signorini “a disposizione” dei quattro Lipizzani con l’occhio “vigile”

L’idea rivelatasi, di effetto e gradimento straordinari, testimonia ancora una volta la secolare cultura e l’amore della città di Lonigo per il mondo delle carrozze e dei cavalli, esplicitatisi attraverso accadimenti di non poco conto quali la famosa Fiera Cavalli nata proprio inizialmente attorno al sagrato del predetto Santuario, le importanti corse dei sedioli all’Ippodromo ottocentesco, i concorsi ippici regionali, i raduni delle carrozze d’epoca, l’alloggiamento di Reggimenti Militari a cavallo quali il Savoia Cavalleria poi partito per il fronte russo, fatto oggetto, nel 2012 della concessione della cittadinanza onoraria.

Si ricorda da ultimo che le suddette vicende legate al mondo del cavallo hanno avuto la loro sintesi e consacrazione nella costruzione del monumento bronzeo al cavallo ubicato nella piazza più importante della città di Lonigo.

 

Un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito con testi e foto a questo mio reportage . Per chi gradisse approfondire gli argomenti trattati ;  Don Marino Dalè – Parrocchia di San Latino (CR)   Sig. Andrea Ferri V. Dirett. Archivio Diocesano Imola.

Alla guida dei suoi Geldelland  il Sig. SILVIO BARONCHELLI

Alla guida dei suoi Geldelland il Sig. SILVIO BARONCHELLI

 

LA  MADONNA  SUL PO

A Brancere suggestiva processione sul Grande Fiume

 

Di Laura Baronchelli

 

 

Quando nel 1978, nel territorio di Stagno Lombardo in provincia di Cremona, il parroco di Brancere, Don Aldo Grechi, e gli abitanti del paese decisero di dare vita a una processione religiosa sul fiume Po, quello che avevano in mente era una cerimonia per pochi intimi, un’occasione di aggregazione per le famiglie residenti nella zona. Quello che invece si ripete ogni anno il giorno di Ferragosto è una festa solenne e molto sentita su tutto il territorio che vede una partecipazione di pubblico sempre più numerosa.

 

La tradizionale processione sul Grande Fiume della Madonna di Brancere, “Regina e patrona del Po”, è diventata un avvenimento imperdibile per la comunità cremonese assumendo un carattere extradiocesano e attirando fedeli anche dalle diocesi di Parma e Fidenza.

 

La tradizione vuole che la statua della Madonna, a seguito di uno specifico periodo di preparazione (novena), il 15 agosto, portata in spalla dai cosiddetti “pescatori scalzi”, discenda il Po su una barca e sia poi scortata da una piccola flotta di imbarcazioni fino alla cosiddetta “cattedrale dei pioppi” dove viene celebrata la Santa Messa.

 

Quest’anno, su volontà di Don Aldo Grechi e grazie alla disponibilità dell’Ing. Silvio Baronchelli della Cascina Farisengo, è stata introdotta una importante novità per aggiungere solennità alla processione: prima di arrivare al fiume, la statua della Madonna è stata infatti scortata da una carrozza trainata da due splendidi cavalli bai.