LA  CARROZZA  DALLE  QUATTRO  VIRTU’  CARDINALI

Al  Museo  Davia Bargellini  di  Bologna un raro esempio di carrozza dipinta del XVII° Secolo

Partirei con una doverosa premessa per aiutare il profano in un più corretto approccio a questi antichi mezzi di trasporto a trazione animale.   Comunicare e socializzare con altre persone, altri mondi ; da sempre l’interesse prioritario dell’essere umano, iniziato  con un carro trainato da buoi 3000 anni fa alla ricerca di territori fertili e climi temperati, proseguito poi, fino allo sbarco sulla Luna.  Per entrare più nel dettaglio aggiungerei che carri e carrozze essendo manufatti artigianali e costruiti uno a uno dalla mano e dall’ingegno dell’uomo, dovevano assemblare nel loro insieme tutta una serie di “utilità” che noi oggi chiamiamo “confort”.  Tutti oggi conosciamo lo “stemma lucente” applicato bene in vista sulle “auto blu” che le contraddistingue per il servizio che svolgono, stessa cosa avveniva nei secoli passati, le famiglie nobili ed il clero avevano i loro fregi dipinti sulle fiancate delle carrozze.

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La  Berlina di Gala

Questo è il nome con cui si indicavano le carrozze di una certa importanza che dovevano assolvere a due scopi ; comode e robuste per i lunghi viaggi, belle, confortevoli ed eleganti per ben rappresentare la personalità e l’importanza del passeggero proprietario.   In questa carrozza si notano le bellissime balestre a “C” che tramite quattro robusti cinghioni in cuoio tengono sospesa la cassa dal telaio offrendo il massimo del confort, le balestre a “C” dette alla Polignac prendono il nome  dal suo inventore (Francese) ed entrarono in uso in Francia verso la fine del 1780.  La “serpa” dove sedeva il cocchiere, molto alta, serviva a ben guidare e dominare i quattro o sei cavalli che vi erano attaccati e allo stesso tempo avere una grande visuale della strada perché a quei tempi massi, rocce, fossi, crepacci o alberi caduti  erano all’ordine del giorno.    La datazione di questa carrozza secondo una stima molto precisa fatta dal Sig. Ettore Aspetti è da fare risalire al 1780 e sempre da ricerche condotte in seguito dalla Dott.ssa Silvia Battistini, curatrice del Museo Davia, pare fosse appartenuta  alla nobile ed antica famiglia bolognese dei Pepoli, in seguito poi passata di proprietà al Cardinale  Filippo  De  Angelis.  Fu proprio ad opera del Cardinale De  Angelis che vennero dipinte le quattro fiancate della cassa con i disegni allegorici delle quattro virtù cardinali; Giustizia , Fortezza , Prudenza , Temperanza.  

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L’usanza di pitturare le fiancate delle carrozze era in uso nei primi anni del 1700 come testimoniano ancor oggi alcuni bellissimi esemplari conservati nei musei Italiani ed esteri, alcuni esempi : la Berlina “Telemaco” alle Scuderie del Quirinale, la carrozza della Certosa di S. Martino a Napoli dipinta dal Solimena nel 1730, la berlina della Principessa Maria Anna al Castello di Nymphenburg di Monaco e alcuni esemplari al Museo di Versailles.

Il viaggio continua

Proseguiamo il nostro viaggio all’interno  dei bellissimi saloni del Museo accompagnati dalla Sig.ra Battistini che ci fa notare , tanto per rimanere in tema, un antichissimo Carrettino da Giardino del 1600, probabilmente utilizzato per un attacco a due capre.   Tra i tanti bellissimi quadri esposti alle pareti ci colpisce quello che raffigura il bellissimo tiro a sei cavalli di Cristina di Svezia che entra a Fano accolta da Monsignor Pietro Bargellini.

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La visita si è conclusa nel migliore dei modi, con il saluto ed il sorriso della Sig.ra Silvia Battistini  che invita tutti gli appassionati a visitare il Museo qualora di passaggio a Bologna trovassero qualche ora di tempo per la “cultura”.

Per  info. Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini

                        Strada Maggiore, 44  Bologna   Tel . 051.236708